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Dignità e riaffermazione

delle identità nazionali.

 

 

Ernesto Galli Della Loggia Corriere della Sera:

« L’assenza di figure di capi politici è tra i sintomi più evidenti dell’affievolimento-crisi della sfera politica europea come effetto della perdita di sovranità da parte degli Stati. Quando, infatti, una parte sempre maggiore delle cose che più contano, e che prima erano nelle mani della politica e perciò degli elettori, vengono invece a essere determinate ora dalla globalizzazione o dai mercati finanziari, ovvero decise dalle burocrazie «unioniste» di Bruxelles, o comunque sottoposte al placet di istanze collettive («vertici» vari, G8, G20 o quello che siano) — e sempre più o meno supinamente accettate dai governi — allora è inevitabile che la politica nazionale perda insieme al senso di sé anche ogni capacità di affermarsi per ciò che da sempre essa è: vale a dire l’ambito elettivo del comando pubblico e di coloro che lo esercitano. E dove c’è ben poco da decidere, è difficile che vi sia qualcuno realmente capace di comandare. »

In poche parole si sta portando a compimento quello che lo stesso Monti si proponeva di fare, dichiarandolo apertamente, nel 2011 all’Università Internazionale degli Studi Sociali Luiss Guido Carli:

“Nei momenti di crisi più acuta, progressi più sensibili. Rientro dell’emergenza della crisi: affievolimento della volontà di cooperare. Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico ma anche il senso di appartenenza dei cittadini alla collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata. Abbiamo bisogno delle crisi, come il G20, come gli altri consessi internazionali, per fare passi avanti. Ma quando una crisi sparisce, rimane un sedimento, perché si sono messe in opera istituzioni, leggi eccetera, per cui non è pienamente reversibile”.

E’ chiaro che la cosa non è nata adesso, ma già col suo predecessore, cavaliere senza cavallo, mr. Berlusconi, si iniziò la lenta e inesorabile strada volta al disfacimento delle identità nazionali, della coscienza nazionale e della perdita di sovranità. Tutto deciso nei tavolini dei club privati esclusivi, nelle stanze dei lussuosi super sorvegliati alberghi del Gruppo Bildeberg, a bordo di yought o nelle scrivanie dell’ASPEN Institute e via discorrendo. Senza il consenso dei partiti o dei politici, ormai asserviti e inermi. Ma soprattutto senza il consenso del popolo. Trasformato, come negli anni bui del medioevo a vivere arrabattandosi per sopravvivere, sempre alle prese con problemi di quotidianità essenziale. All’oscuro degli sconvolgimenti che gravano sulle teste e lontani dalle informazioni. Già, perchè essere informati vuol dire conoscere e conoscere vuol dire prendere coscienza.

Stiamo già vivendo il post medioevo, con la Santa Inquisizione. Chiunque si ribella, perchè cosciente, viene messo a tacere. Il resto non viene informato.

A proposito di informazione, chi ha detto qualcosa o ha saputo della chiusura, e relativo congelamento dei depositi di BNI ( Banca Network Investimenti ) che ha deciso, causa situazione patrimoniale e relativo commissariamento, il “blocco delle Passività” – così come lo hanno definito i maghi della finanza del Comitato di Sorveglianza , eche  dovrebbe durare un mese, circa. Il tutto condito dal beneplacito e complicità della Banca d’Italia. Immaginate quanti si sono visti bloccare anche lo stipendio o la pensione accreditata.

Ci sarà modo di fermare questa banda classista e riprendere almeno la capacità di autodeterminazione ? Ci può insegnare qualcosa la determinazione di  Francia, Olanda, Irlanda, Spagna e forse Grecia, di fermare l’avanzata di questa orda economica preventivata dall’attuale premier italiano 40 anni fa con il suo  Crysis of Democracy che affermava dagli scranni della Commissione Trilaterale che “negli States vi sia un eccesso di democrazia, che un’eccessiva partecipazione democratica abbia paralizzato i sistemi politici nell’Europa dell’est e che le uniche democrazie che abbiano mai funzionato siano state quelle dove una significativa parte della popolazione è restata ai margini del dibattito politico, letteralmente “in apnea”.

Mala tempora currunt.

 

 

 

 

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