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E-cig SI/ E-cig NO/ E-cig NI

A CHI CONVIENE PROIBIRE LA E-SIG?

 

e-cigaretteLa diatriba sulla sigaretta elettronica (e-cig) sta diventando un tormentone sia sui mass media che sul web, con sostenitori e oppositori che si rimbeccano. I primi (non tenendo conto di produttori e rivenditori) sostengono o che hanno ridotto considerevolmente il numero di sigarette tradizionali fumate, oppure di averle completamente abbandonate. I secondi teorizzano che sono dannose poiché contengono nicotina. Affermazione, quest’ultima, che rivela una presa di posizione priva di dimestichezza con il problema: infatti la nicotina è una componente che l’utente può liberamente scegliere tra le decine e decine di essenze a sua disposizione.

Nel presente articolo non mi schiero né con gli uni, né con gli altri: riporto solamente parte di quel che dice un professore universitario di Boston, Michael Siegel, con 25 anni di esperienza nel campo della lotta contro il tabagismo, attivo nel promuovere politiche per il divieto di fumo in bar e ristoranti, che ha testimoniato in qualità di esperto in numerose cause intentate contro le compagnie del tabacco.

Ecco un breve compendio su che cosa ha scritto Siegel il 23 ott. 2012:

<L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che l’uso della sigaretta elettronica è inaccettabile perché “sembra” fumo. L’OMS permette che questa ossessione ideologica (Vietato fumare – ndr) superi l’enorme potenziale di benefici per la salute pubblica e il risparmio di vite che le sigarette elettroniche offrono.

In altre parole, l’OMS sta dicendo alle Nazioni che scoraggiare qualsiasi comportamento che assomigli al fumo di tabacco è più importante che salvare la vita dei fumatori. (In altre parole – ndr) Meglio che i fumatori muoiano piuttosto che adottare un comportamento che sembra fumo, anche se questo comportamento può salvare la vita.
L’OMS suggerendo che le sigarette elettroniche normalizzano il fumo, non solo sta facendo un’asserzione del tutto fallace, ma dimostra che ha perso la sua visione del suo impegno morale di proteggere la salute ed è ora disposta a sacrificare la vita dei fumatori per il bene di una mal concepita ideologia.

Il 24 nov. ha scritto:

Confuto l’esortazione dell’OMS alle nazioni di “vietare le sigarette elettroniche perché, se non vietate, i fumatori potrebbero effettivamente utilizzare questi prodotti per cercare di smettere di fumare ma porterebbe ad un aumento del fumo”.
Questa è la seconda portata di merda(*) completa servita dall’OMS in due giorni.

Questo, da ieri, è l’argomento più stupido e contorto che abbia sentito da parte dell’OMS .
Chiaramente l’OMS non è interessata a considerare né oggettivamente, né soggettivamente l’evidenza scientifica ed è più interessata a promuovere l’ideologia che la salute.

[(*) “Crap” nella parlata locale americana significa appunto merda con lo stesso significato che presso di noi ha “minchiata” nel senso di stupidaggine].

P.S. Chi fosse interessato a conoscere più profondamente il pensiero di Michael Siegel, può visitare il suo blog. Sebbene egli sia un convinto antifumo, pur non condividendo a pieno le sue idee sul fumo passivo, perlomeno non è un bigotto: parla da scienziato e disprezza la scienza spazzatura di cui sono piene le varie campagne antifumo.

Che cosa si cela nella battaglia contro la sigaretta elettronica (e-cig)?
Tornaconto finanziario, Intolleranza, Bigottismo?

Così è stato presentato al Senato un emendamento alla legge di stabilità che equipara le sigarette elettroniche alle tradizionali:

“Qualsiasi dispositivo meccanico o elettronico, che abbia la funzione di succedaneo dei prodotti di tabacco sia assimilato ai tabacchi lavorati e sia soggetto alle disposizioni in materia di distribuzione, detenzione e vendita”.

I senatori che hanno presentato detto emendamento, non solo sono chiaramente dei livorosi nemici dei fumatori, i quali, anche se obtorto collo, contribuiscono profumatamente a tenere il loro fondoschiena attaccato alla poltrona di parlamentare, ma sono anche degli incompetenti che, prima di scrivere l’emendamento, non si sono preoccupati di riflettere, investigare, aggiornarsi. Sarebbero bastati pochi minuti per scoprire, da uno dei computer di Palazzo Madama, l’abbondante letteratura sulla sigaretta elettronica (e ancora di più, se si conosce l’inglese, alla voce “e-cig.”). Avrebbero imparato che, non solo la sigaretta elettronica ha aiutato milioni di fumatori a diminuire il numero di sigarette fumate ed altri a diventare “ex-fumatori”, ma, per citare qualche esempio, che è stata promossa dai cardiologi e dalla Lega italiana antifumo, e che il governo inglese l’approva e ne incoraggia l’uso.

A meno che questi promotori dell’emendamento non tengano azioni di una ditta farmaceutica che produce gadgets antifumo o fanno parte di una lobby segreta finanziata da Big Pharma. E’ chiaro, infatti, che il mercato della sigaretta elettronica, sebbene ancora in fasce, si frappone all’egemonia dei giganti produttori di nicotina farmaceutica” (pastiglie, gomme, cerotti, inalatori).

Un articolo di repubblica.it si chiede: “Perché da noi si vuole stroncare? A chi conviene?”.

Non è difficile rispondere a queste domande: basta guardare quanti miliardi l’anno incassano, grazie ai prodotti antifumo, le compagnie farmaceutiche quali Johnson & Johnson, GlaxoSmithKline, Parmacia, Novartis, Pfizer e altri.

 

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