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Omega 3. Ma servono davvero ?

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L’American Cancer Society ha valutato alcuni studi sulla correlazione tra omega 3 e cancro. La famiglia degli acidi grassi omega 3 non riduce il rischio di cancro, anzi, elevati livelli di queste sostanze nel sangue possono aumentare il rischio di cancro della prostata negli uomini. Alcuni studi hanno collegato l’assunzione di omega 3 ad un maggior rischio di diabete di tipo 2.
Dal 1980 al 1988 sono state seguite 34.000 donne che assumevano olio di pesce; quelle che consumavano una quantità maggiore di acidi grassi omega 3 non hanno mostrato un rischio minore di cancro del colon retto, anche se avevano meno tumori benigni e di dimensioni più ridotte. Un prolungato uso di integratori a base di olio di pesce può provocare carenze di vit E e tendenza all’anemia, e l’olio di fegato di merluzzo potrebbe portare a livelli tossici di vitamina A e D.
Nel 2006 sono stati riconsiderati gli studi condotti in 40 anni sugli effetti degli acidi grassi omega 3 e non è stato rilevato un effetto preventivo nei confronti del cancro. Tuttavia una ricerca condotta nel 2010 su 55 pazienti con poliposi adenomatosa familiare si è visto che dopo 6 mesi i polipi si erano ridotti di numero e di dimensione.
Un articolo pubblicato su Journal of the American Medical Association dice: l’assunzione di integratori di omega 3 non è stato correlato ad una diminuzione del rischio della mortalità per attacco cardiaco, infarto del miocardio o ictus.
In uno studio apparso nel 2013 su New England Journal of Medicine si legge: nei pazienti con fattori multipli di rischio per malattie cardiovascolari, il trattamento quotidiano con questi acidi grassi non riduce la mortalità.

Una recente ricerca medico-scientifica condotta su oltre 19.000 persone, alla fine dell’anno 2010 in Gran Bretagna, i cui risultati sono stati resi noti in un articolo apparso sull’American Journal of Clinical Nutrition, rileva che l’assunzione di omega 3 è più efficiente se questi provengono dai vegetali. Infatti vegetariani e vegani provvederebbero autonomamente alle proprie necessità di acidi grassi essenziali omega 3 a lunga catena (presenti nel pesce) ricavandoli dagli acidi grassi omega 3 vegetali, quindi senza dover introdurre nella propria dieta la carne di pesce. Tali grassi sono importanti per il buon funzionamento dei meccanismi metabolici. È già noto da tempo come gli omega 3 si possano ricavare molto più facilmente da fonti vegetali, come noci, semi di lino e olio di semi di lino, piuttosto che dal pesce (che ne contiene decisamente meno di quanto si crede, poiché gli omega 3 diminuiscono a seconda il tipo di cottura), ma questo nuovo studio rende ancora più evidente come la fonte privilegiata di questi acidi grassi essenziali sia proprio quella vegetale.

Vegetali che contengono omega 3 (mg/100 gr):

– Olio di lino: 66
– Semi di lino: 32
– Olio di canapa: 18
– Olio di noce: 14
– Soia cotta: 11
– Olio di soia: 7,60
– Noce: 6,50
– Germe di grano: 5,40
– Semi di zucca: 5
– Latte di soia: 4
– Fagioli di soia secchi: 1,3
– Olio extravergine d’oliva: 1
– Mandorle: 0,3
– Nocciole: 0,1

 

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