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La fine del Parlamento e l’inizio della dittatura del Governo. 

Danilo Toninelli 8 gennaio 

parlamento-italiano

Caro cittadino, ai tg nazionali di stasera nessuno te lo verrà a dire perché a questi non interessi tu ma importano solo le esigenze del padrone (politica e lobbies o entrambi), quindi provo a dirtelo io, cittadino come te che ha il ‘simpatico’ fardello di difendere la democrazia costituzionalmente garantita all’interno del tavolo di lavoro della Giunta per il Regolamento Camera, dai costanti attacchi di tutte le altre forze politiche.
La materia non è facile ma cercherò di descriverla in modo semplice, ma sappi, caro cittadino, che nel silenzio delle stanze del potere stanno cercando di nuovo di fotterti togliendoti ulteriori diritti.
A differenza di prima però, oggi, c’è qualcuno, il M5S, che ti racconterà tutto.
Ecco la storia:
Stamattina la peggiore partitocrazia, cieca alle esigenze reali del nostro paese, si è compattata in un voto unanime (escluso ovviamente il voto contrario del M5S) a favore di un testo di riforma del Regolamento della Camera (regolamento che rappresenta lo specchio della democrazia di un paese, alla stregua o forse più del sistema elettorale) che sposta definitivamente la funzione legislativa dal Parlamento al Governo e che dovrà essere successivamente votata in aula.
Come?
1) Introducendo la “ghigliottina”. Cos’è? Un istituto che non ha eguali al mondo che consiste nella creazione di provvedimenti governativi che consentiranno al Governo, trascorso un certo periodo di tempo, di imporre al Parlamento l’approvazione della propria proposta di legge con un voto secco finale, ponendo fine al dibattito parlamentare. In questo modo, da un lato l’opposizione non avrà più alcuna possibilità di confrontarsi con la maggioranza, dall’altro (cosa forse ancor più grave), il dibattito interno alla stessa maggioranza sui contenuti delle leggi sarà del tutto inutile a causa del fatto che, ad un certo punto, i parlamentari saranno comunque costretti a votare il testo voluto dal Governo nei tempi voluti dal Governo.
2) decisiva accelerazione del procedimento legislativo attraverso:
• il dimezzamento di tutti i tempi di intervento in aula
• la soppressione di un’intera fase del procedimento legislativo, ossia: la discussione degli articoli e degli emendamenti ad essi presentati in Assemblea
• la limitazione generalizzata del diritto a proporre emendamenti da parte dei (soli) Gruppi in Assemblea, mentre il Governo e la Commissione (ossia la maggioranza) restano liberi di stravolgere il testo di un progetto di legge anche all’ultimo minuto in Assemblea presentando emendamenti (senza limiti quantitativi).
• la predisposizione di regole generali sul contingentamento dei tempi che, di fatto, prescindono dalla complessità dei progetti di legge da esaminare e impongono gli stessi tempi di esame a tutti i progetti
• l’ulteriore rafforzamento dei poteri dei presidenti di Commissione di decisione dei tempi e dei modi di svolgimento dell’attività referente
3) compressione degli atti di sindacato ispettivo: i parlamentari perdono il diritto ad avere una risposta alle loro interrogazioni ed interpellanze, il cui svolgimento risulterà condizionato alla decisione del Presidente della Camera di valutarne l’importanza. I tempi per poter porre le domande al Governo passano da 15 minuti a 5 minuti: neanche il tempo di cominciare il discorso!
4) politicizzazione del Comitato per la legislazione: l’organo della Camera che oggi controlla la qualità delle leggi, e i cui pareri sono spesso critici, verrà trasformato da organo tecnico a composizione paritaria maggioranza-minoranze, in organo politico, dove prevarrà la volontà della maggioranza. È facile prevedere che i pareri del Comitato diverranno molto più benevoli ma la qualità della legislazione non migliorerà!
5) eliminazione dei pochi residui strumenti ostruzionistici utilizzabili dalle opposizioni: oggi le opposizioni possono far ricorso, con molto impegno e a costo di un grande sforzo collettivo, ad alcuni debolissimi strumenti (interventi sul verbale, svolgimento degli ordini del giorno, verifica del numero legale, interventi sull’ordine dei lavori) per rallentare un po’ il procedimento legislativo e sperare di ottenere un po’ di ascolto dalla maggioranza. Tali strumenti verranno eliminati, così che la maggioranza non ne sarà più nemmeno “infastidita”.
Ecco fatto, la dittatura del Governo e’ servita. I parlamentari eletti, ovvero coloro, caro cittadino, che dovrebbero difenderti, ascoltarti e portare avanti le tue richieste, conteranno ancora meno del poco che già valgono oggi.
In un prossimo post descriverò i contenuti della proposta alternativa depositata dal M5S che, ovviamente, oggi ha votato contro al testo della maggioranza, tra l’altro (ma che ve lo dico a fare!) fortemente sostenuto dalla presidente Boldrini.

 

 

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