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Gli antipsicotici diminuiscono il tessuto cerebrale

 

antipsicoticiI farmaci antipsicotici causano il restringimento del cervello. Questa è la conclusione di un altro studio, considerato il più grande set di dati longitudinali da scansione del cervello mai compilato, che documentano gli effetti negativi dei farmaci antipsicotici sul tessuto cerebrale.

Secondo l’autorice dello studio, la Prof.ssa Nancy Andreasen dell’Università dello Iowa, “maggiore è il dosaggio del farmaco antipsicotico, maggiore sarà la perdita di tessuto cerebrale. ” Andreasen ha inoltre spiegato che ” gli antipsicotici hanno un impatto negativo sul cervello, e devono essere utilizzati con grande attenzione” perché “possono avere conseguenze permanenti sulla salute e la felicità delle persone a cui vengono somministrati. ”

A lungo si è definito l’uso di farmaci antipsicotici come una ‘lobotomia chimica’ perché questi effettivamente possono distruggere la normale funzione del cervello. Oltre al restringimento del cervello, gli antipsicotici possono causare obesità, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e diabete.

Con più di 6 milioni di persone, tra cui quasi 1 milione di bambini, (28.000 dei quali sotto i cinque anni), trattati con farmaci antipsicotici, è comprensibile perché l’autore dello studio, e chiunque sia dotato di buon senso,trovi questi nuovi dati “sconvolgenti.” Il restringimento del cervello non può essere mai considerato una buona cosa, soprattutto quando è causato dal farmaco psichiatrico prescritto come “trattamento” medico.

Farmaci antipsicotici, come Seroquel , Abilify , Zyprexa , Risperdal e Geodon non sono approvati per il trattamento di bambini (sotto i 18 anni) eppure ci sono quasi 30.000 bambini sotto i cinque anni a cui sono attualmente prescritti questi farmaci mangia-cervello.

Inoltre, l’uso di farmaci antipsicotici a lungo è stato definito come una “lobotomia chimica” perché questi possono effettivamente alterare irreversibilmente la normale funzione del cervello, oltre a causare obesità, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e diabete.

C’è anche l’effetto collaterale chiamato discinesia tardiva, che è un disturbo neurologico potenzialmente irreversibile: causa movimenti involontari e incontrollabili, tra cui farfugliamento, ansia, tremori, incapacità a tenere fermi gli arti, paranoia, angoscia e irrequietezza interiore.

E la Food and Drug Administration (FDA), richiede che i farmaci antipsicotici rechino un avvertimento del tipo “scatola nera”, la banda nera sulla scatola, l’avvertenza più seria circa la pericolosità dei farmaci, dovuto all’aumento del rischio di morte causato da questi farmaci.

Tra la FDA e altre agenzie di regolamentazione internazionale dei farmaci, ci sono non meno di 55 avvertenze sugli antipsicotici e la FDA, da sola, ha ricevuto più di 120.000 rapporti di eventi avversi associati con i farmaci antipsicotici, tra cui il diabete mellito, pancreatite, tremore e persino morte.

Ma forse la domanda corretta dovrebbe essere: qual’ è esattamente il vantaggio nel prendere un antipsicotico?

di Kelly Patricia O’Meara
12 Settembre 2013

Fonte articolo: http://www.cchrint.org/2013/09/12/honey-they-shrunk-my-brain-study-confirms-antipsychotics-decrease-brain-tissue/
“Kelly Patricia O’Meara è un premiato reporter investigativo per il Washington Times e il Insight magazine, e scrive decine di articoli esponendo la frode delle diagnosi psichiatriche e dei pericoli degli psicofarmaci – compresa la sua innovativa storia di copertina del 1999, “Pistole & dosi”, che espone il legame tra farmaci psichiatrici e atti di violenza insensata. È anche autrice dell’acclamato libro “Psyched-out: come la psichiatria vende la malattia mentale e smercia le pillole che uccidono”. Prima di lavorare come giornalista investigativo, la O’Meara ha trascorso sedici anni in Campidoglio come membro dello staff del Congresso per quattro dei suoi membri. Ha conseguito una laurea in scienze politiche presso l’Università del Maryland.

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