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Banche, Clearstream e il trucco delle tre carte.

threecards

In una famiglia, il figlio dice alla madre: “Mamma, ho un debito con dei compagni di scuola; mi dai 10 euro?” La mamma: “Assolutamente! I debiti vanno pagati.” Il papà mugugna un po’ ma poi glieli da.

Il bimbo però si è inventata di sana pianta la storia del debito e nasconde i soldi così ottenuti in un salvadanaio. Risultato: il bilancio familiare è a meno 10 euro, il bilancio del figlio è apparentemente in pari, ma il figlio ha rubato 10 euro alla famiglia.

Ora dobbiamo solo cambiare i personaggi: la mamma è lo stato, il papà è il popolo che lavora, il figlio è il banchiere. Il falso debito del bambino è l’iscrizione al passivo del valore nominale di tutta la moneta emessa. Il salvadanaio equivale ai conti off-shore dove vengono nascosti i soldi, conti intestati a famiglie di banchieri anonimi… La storiella si ripete ‘a piacere.’ Chi mai manderebbe in galera un bambino?

Post scriptum in coda alla storia di Saba: Il salvadanaio è visibile solo facendo un audit dei conti delle banche presso le camere di compensazione internazionali (v.correlati); in Europa: Clearstream, Euroclear, SWIFT.

Il valore nominale delle banconote (il signoraggio della massa monetaria dei popoli) è incassato solo al momento della restituzione del prestito, ma non va agli azionisti (vedi registri contabili delle banche, valevoli anche ai fini fiscali), quindi più che di incasso si dovrebbe parlare di far scomparire in nero quei proventi.

Dunque dobbiamo parlare dell’artificio contabile con cui qualcosa che prima della sua creazione non esisteva, cioè il denaro prestato, viene messo al passivo nei bilanci delle banche. Tale artificio permette infatti alle banche di simulare di essere esclusivamente degli istituti di intermediazione, anche a fini fiscali, quando invece la funzione principale che svolgono è quella di creare nuovo denaro ogni volta che effettuano degli impieghi.

Visto che il denaro creato (che per quanto riguarda le banche italiane azioniste di Banca d’Italia ammonta ad oltre 1000 miliardi l’anno) finisce sui conti Clearstream, l’artificio permette di poggiare la creazione del denaro su un organismo debole, che è in ‘sofferenza’ perpetua, mentre i conti beneficiari su Clearstream sono nascosti ed esentasse.

Il succo del discorso è spiegato in un recente articolo da Marco Saba: “In sostanza, quando la banca presta, crea denaro direttamente nel conto del cliente senza prima accreditarselo, il che le permette poi, quando reincassa il denaro, di pareggiare la contabilità mantenendo l’incasso come provvista extra-contabile, in nero. Si tratta di denaro fantasma che ammonta a circa 1.400 miliardi di euro per il solo 2013, secondo i dati sugli impieghi di Bankitalia.

Tali soldi virtuali sono poi riciclati tramite i sistemi di compensazione interbancaria, gestiti da pochissime persone autorizzate all’interno del sistema bancario: gli addetti ai sistemi di pagamento internazionali. Sarà un caso, ma anche nella recente ondata di suicidi bancari accaduti all’estero – almeno 16 dall’inizio dell’anno – spesso si trattava di persone che avevano accesso a tali sistemi. Non si meraviglierebbe il lettore se sapesse che fu proprio Roberto Calvi, trovato impiccato sotto un ponte presso la City di Londra nel 1982, ad elaborare il primo sistema dei conti neri non pubblicati all’interno della CEDEL, che poi diventò la Banca Clearstream e che è uno dei tre sistemi che compongono il triangolo europeo delle Bermuda dove sparisce il denaro fantasma. Gli altri due punti d’accesso sono: Euroclear e Swift. Se la pista è questa, mi auguro che i prossimi banchieri facciano outing, prima di fare quella misera fine, che sia per accidente o per senso del pudore…

La verità è che si continua a parlare di eventi che ci passano sotto gli occhi senza poterne vedere la struttura. Per esempio il 1 gennaio 2013 la finanza internazionale escluse la città papale del Vaticano dalla camera di compensazione internazionale Swift, proprio come è stato fatto con l’Iran. I turisti, i pellegrini non poterono più utilizzare le loro carte di credito e ancor meno i distributori di biglietti. Tutto tornò alla normalità 39 giorni dopo, con la sostituzione di Papa Ratzinger con il nuovo Papa dell’ordine dei gesuiti, Papa Francesco.

Danni procurati dal black-out di 39 giorni? Inestimabili, se si considera che lo Swift è una stampella essenziale per la camera di compensazione Clearstream, sulla quale lo IOR possiede 21 conti segreti (al 2005), cointestati con altre banche di facciata.

Tutto questo per dire che Clearstream permette di trasportare elettronicamente titoli e valori per i propri clienti, ai quali fornisce opacità e sicurezza. Sicurezza al di sopra dei governi, sicurezza dai prelievi fiscali, sicurezza di fare le cose con l’accordo di tutti, opacità perché si tratta di cose sporche che si possono fare solo lontano da occhi indiscreti.

 

 

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