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Ma di che cosa parlano gli americani? Della crisi economica? Del Califfo? Di Putin? Neanche per

Sergio Di Cori Modigliani

BRICS_Cov

Un post suddiviso in due parti: questo qui, sugli Usa e su che cosa sta accadendo oltreoceano, e il prossimo, allacciato a questo, il cui titolo sarà “Qual è la vera posta in gioco nella terza guerra dell’Iraq”.

 

Seguendo in questi giorni la stampa cartacea italiana, la stragrande maggioranza dei siti e dei blog, ascoltando e guardando i telegiornali, e leggendo le esternazioni della cosiddetta classe politica (nessuno escluso), si può toccare con mano lo spaventoso stato di declino e di totale azzeramento culturale che vige in Italia: sembra essere stati catapultati da una macchina del tempo nel 1984 (oops! che coincidenza). Soprattutto perciò che riguarda gli Usa.

Molti scrivono cose come “viviamo nell’era post-ideologica”  e non si rendono conto che il neo-analfabetismo geo-politico, splendida eredità amorevolmente regalata dal berlusconismo/piddismo, sta costruendo una penosa zuffa, asfittica quanto inutile, che aveva un senso nel clima della guerra fredda, in onda trent’anni fa.

Ma non oggi.

Non soltanto la situazione internazionale è completamente diversa ma è necessario aggiungere anche che nel frattempo è cambiata la tessitura geo-politica in gran parte del pianeta, dall’Argentina alla Finlandia, dall’Australia all’Iran, dalla Scozia al Sud Africa, per non parlare degli Usa, della Cina, della Russia, della Gran Bretagna, della Spagna.

Il tragico dramma italiano cui stiamo assistendo in questi giorni di calura (almeno a Roma) ruota intorno a una banale quanto lapalissiana verità elementare: l’Italia è l’unico paese tra i G20 che nell’ultimo trentennio è andato indietro, che nell’ultimo ventennio è regredito, e nell’ultimo decennio è rimasto incassato in una situazione di stallo. Siamo rimasti al palo della Storia.

Non può stupire, pertanto, che si parli degli Usa secondo coordinate obsolete, vetuste, bolse, piene di stereotipi alimentati da vecchie cariatidi ex fasciste ed ex comuniste. Si applicano logiche terzomondiste, presupposti scenari da guerra fredda, immaginari scontri tra civiltà, come si vivesse in un mondo che non è quello attuale.

Poiché viviamo in occidente e siamo legati a doppio filo, per ragioni economico-storico-politico-culturali agli Usa, è davvero importante sapere che cosa sta accadendo per davvero in quel Paese, tenendo presente che quando si dice,  parlando dell’Italia (ahimè è ormai vox populi) che “stiamo dentro al Pensiero Unico” oppure “viviamo come sudditi e non come cittadini pensanti, vittime della disinformazione gestita dai partiti” o anche “hanno costruito una dittatura e la gente non se ne rende conto” ecc., è tutto vero. Un moscovita, nel 1980, era convinto che a Roma, Parigi, New York, la gente stramazzasse per terra morendo dalla fame, con le fabbriche piene di operai sottopagati che lavoravano al ritmo di 15 ore al giorno e la popolazione era avvilita, depressa, annichilita dal bisogno, senza neppure avere l’occasione o la voglia di andare al ristorante per una pizza. Molti innocenti nordcoreani sono ancora convinti che in Europa vi siano almeno 30 milioni di persone (ultimo telegiornale a Piongyang di informazione economica sul mondo) che muoiono ogni giorno di fame con gli addetti alle operazioni di sanità che portano via i cadaveri dei milanesi, dei palermitani e dei fiorentini, che non hanno neppure i soldi per acquistare un tozzo di pane e companatico.

Non c’è molto da ridere.

Non è diversa l’idea che gli italiani hanno degli Usa e di ciò che lì sta accadendo.

Noi siamo la versione europea della Corea del Nord, compresa l’esistenza del caro leader.

Nonostante il web (ma soltanto una modestissima parte della popolazione parla, legge e capisce al volo la lingua inglese) nonostante i corrispondenti televisivi e quelli della stampa cartacea, pochi sanno davvero che cosa stia accadendo oltreoceano.

 

Di che cosa dibattono tutti i giorni?

1). Della crisi economica?

2). Del mostruoso tasso di disoccupazione?

3). Della disoccupazione giovanile?

4). Delle aziende che chiudono e dell’industria che non produce più?

5). Della guerra dell’Isis in Iraq?

6). Della situazione dell’Ucraina?

 

Seguendo la comunicazione relativa agli Usa, sembra che parlino di tutto ciò.

E invece parlano di ben altro e di questioni ben più importanti. Per tutti. Anche per noi.

 

1). Della crisi economica non ne parlano per un banale motivo: negli ultimi 14 mesi, gli Usa hanno prodotto la più poderosa e massiccia avanzata economica mai registrata negli ultimi 40 anni. Per loro, il termine “crisi economica” è una locuzione che si usa quando si parla dell’Europa. Loro l’hanno superata brillantemente ameno due anni fa. “Ah, ma adesso c’è la Cina che è diventata la locomotiva del mondo” rispondono, di solito, gli italiani a questo punto. E’ un altro falso, oltre che uno stereotipo alimentato con saggezza e abilità dagli stessi cinesi. La Cina, in questo 2014 crescerà del 7,4%. Il suo pil è intorno agli 8.200 miliardi di dollari, quindi produrranno una quota pari a un aumento di 600 miliardi di dollari. Gli Usa, in questo 2014 stanno crescendo al ritmo del 4,5%. Il pil è intorno ai 15.000 miliardi di dollari, quindi produrranno una quota pari a un aumento di 720 miliardi di dollari. Se le due nazioni seguissero (entrambe) lo stesso trend, la Cina non raggiungerebbe gli Usa.

Quindi, quando si legge o si ascoltano fesserie relative alle necessità del capitalismo americano di scatenare una guerra per risolvere la propria crisi economica, si dice il falso.

Il benessere è in  netto aumento per tutti: quello sì è il loro vero problema, vedremo poi il perchè.

 

2). Del mostruoso tasso di disoccupazione non ne parla nessuno mai, se non per citare un problema “squisitamente europeo”. Negli Usa la disoccupazione è passata, nell’ultimo decennio, dal 9,2% al 5,9%. Cala ogni mese. Assumono alla media di 200.000 persone a settimana.

 

3). La disoccupazione giovanile non sanno neppure che cosa voglia dire. Soltanto nel 2014 sono nate 42 milioni di startup gestite da giovanissimi imprenditori in erba la cui età media è 22 anni. In California si scende a 19. là esistono almeno 2 milioni di nuove aziende, piccole e piccolissime, composte spesso da dieci soggetti di cui il più giovane ha 16 anni (in California si è maggiorenni a quell’età) e il più anziano ne ha 19. Se l’azienda va male, chiudono baracca e burattini, e ne aprono un’altra nuova. Lì, basta presentare un accorto business plan a una banca e l’istituto di credito -per Legge- finanzia la start up al 100% senza garanzie.

 

4). Non parlano delle aziende che chiudono e delocalizzano. Mai. Il loro trend, infatti, è esattamente l’opposto. Molti industriali americani, infatti, grazie agli incentivi governativi stanno chiudendo le loro aziende in Cina, India e nel sudest asiatico, e le riaprono in Usa. Dal mese di maggio del 2014, in Usa, sono riusciti a invertire la tendenza in atto: spostare capitali interni dalla finanza speculativa alla produzione locale di beni materiali.

 

5). L’ultimo sondaggio rivela che la stragrande maggioranza degli americani non vuole essere coinvolta in nessuna guerra e il 65% della popolazione vuole spostare ampie fette di budget dalla Difesa alla Sanità, Istruzione e Ricerca Scientifica. Il Califfo è un’entità che gli americani vive come un personaggio a metà tra il fumetto e una invenzione hollywoodiana e la Syria è per loro lontanissima. Per non parlare dell’Iraq dove sono morti molti soldati americani e nessuno solleva neppure l’argomento, dato che se i repubblicani accennano soltanto al nome, immediatamente la maggior parte dei media ricorda che l’intera cittadinanza nazionale è stata truffata e ingannata dalle bugie di Bush, Rumsfeld e Condolezza Rice. Chi pensa, sostiene e vuol far credere che “gli americani sono sempre gli stessi” sbaglia di grosso. Lì non c’è stato un rimpasto governativo all’italiana con l’ex presidente Bush jr, che parla nei talk show televisivi intervistato come se nulla fosse accaduto. Bush ha mentito alla nazione e lui e tutti i componenti della sua squadra sono stati banditi per sempre da qualsivoglia attività pubblica e non potranno mai più avere accesso alla politica attiva per il resto delle loro esistenze. Presentare quindi Barack Obama come il continuatore della politica di Bush jr. oltre a non essere vero significa falsificare l’attuale realtà impedendo di capirla.

 

6). Per quanto riguarda la crisi ucraina, il 92% degli americani ritiene di non provare alcun interesse per ciò che accade a Donetsk e quindi non prende parte e non si schiera sostenendo che sono affari degli ucraini.

 

Ma allora, di che cosa parlano?

Qual è il perno intorno al quale ruota l’attuale dibattito in corso?

 

Parlano di due temi incrociati: Finanza e Diritti Civili.

Perché lo scontro micidiale tra le due forze contrastanti statunitensi, la massoneria progressista e la massoneria reazionaria, sta arrivando all’ultimo capitolo. Che ha anche una scadenza: il 4 novembre 2014, data delle elezioni politiche americane per il rinnovo dei deputati e senatori al Congresso. Se i Democratici vincono e ottengono la maggioranza, passerà il piano keynesiano di Obama e Janet Yellen (la governatrice della Federal Reserve) che hanno già presentato alla nazione: 2.000 miliardi a debito per lanciare un gigantesco piano di investimenti in infrastrutture e far scendere la disoccupazione di altri due punti in percentuale. A questo bisogna aggiungere la riesumazione del celebre Steagall Act rooseveltiano che istituisce la separazione tra banche d’affari speculative e banche di risparmio d’investimento. Se vincono i repubblicani, non soltanto non verrà aumentato il debito ma verrà discussa la loro proposta (scritta da Newt Gingricht) che lancia un piano di austerity e taglia 3.500 miliardi di spesa pubblica per andare ad abbattere il debito.

Obama ha già annunciato che metterà il veto come presidente e “se necessario” andrà fino in fondo, il che vuol dire che invece di andare al consueto braccio di ferro, verosimilmente correrà il rischio di andare in default. E la voce è cominciata a circolare a Wall Street: è possibile che gli Usa a novembre dichiarino fallimento. Sia il governo che il Tesoro non vogliono tagli lineari.

Questa situazione ha generato la genesi di un furibondo quanto succoso dibattito sulla “qualità della vita” che gli americani vogliono per loro stessi e quindi hanno iniziato a dibattere sui Diritti Civili. Lì è il tema del giorno. Non è certo casuale, secondo me, che sia esplosa in tutta la sua virulenza la rivolta nella piccola cittadina di Ferguson, nello Stato del Missouri, per il fatto che un poliziotto (bianco) ha sparato su un giovane adolescente disarmato (nero). Ne accadono spesso, eventi del genere. Ma in questo momento la situazione consente di enfatizzare l’incidente e gettare sul piatto della bilancia quello che è l’argomento principe in tutto il pianeta: la militarizzazione dei paesi e il definitivo abbattimento delle garanzie democratiche con la cancellazione dei diritti della cittadinanza.

 

Tutto questo ha avuto inizio grazie a due personaggi molto noti in Usa, due vere icone, che occupano un posto privilegiato nell’immaginario collettivo della nazione: un socialista progressista e un moderato repubblicano laico e visionario, un liberale. Si chiamano Bernie Sanders e Martin Armstrong, due personaggi non da poco.

 

Il la, lo ha dato proprio Obama, circa quaranta giorni fa, quando è accaduto un evento bomba in Usa (in Italia non ho letto nulla sulla vicenda) che è il seguente:

ogni due mesi, il Tesoro e coloro che lo presiedono rispondono in seduta ufficiale ad interrogazioni parlamentari di un gruppo selezionato di deputati e senatori, i quali poi riferiscono ai propri elettori e viene emesso un comunicato stampa congiunto. L’incontro è segreto, per motivi di sicurezza nazionale. Si chiama “Federal Reserve Official Audit”. I democratici scelgono i loro quattro esponenti e i repubblicani i loro quattro. Questa volta, i democratici hanno inviato un personaggio molto molto particolare, di una settantina d’anni.

Un personaggio storico: il senatore Bernie Sanders, ex governatore dello Stato del Vermont, eminenza grigia del Partito Socialista Progressista Usa, eletto nelle fila dei democratici. Un vero liberal. Cultore dei Diritti Civili, esponente di punta dell’ala radicale istituzionale, è considerato come una specie di vecchio nonno saggio dalla impeccabile reputazione. Ciò che è accaduto, questa volta, è stato il fatto che dopo essere uscito dalla riunione, il senatore Sanders è apparso subito sconvolto, rifiutandosi di partecipare alla conferenza stampa. Non solo. Poiché aveva registrato (poteva farlo) l’intera conversazione, l’ha sbobinata, l’ha scritta tutta, rigo per rigo, compresa l’intera documentazione d’appoggio e l’ha resa pubblica sul suo blog, inviandone copia ai dieci più importanti organi di stampa che, con il contagocce, hanno cominciato a parlarne. Da questo documento viene fuori che il debito pubblico americano è circa 20.000 miliardi di dollari. Il pil è intorno ai 15.000 miliardi. Ma dal 2004 al 2014, l’amministrazione statale ha dato al sistema bancario statunitense, svizzero, britannico, francese, italiano, tedesco, la cifra complessiva di 16.000 miliardi di dollari, di cui non ha avuto indietro neppure un cent. Il senatore Sanders ha replicato ufficialmente: “Vogliamo quei soldi indietro per abbattere il nostro debito”. Gli hanno spiegato: “Non è possibile, si tratta di una situazione complessa che coinvolge le strategie anche militari con paesi amici”. E Sanders: “Il popolo deve saperlo”. La risposta ufficiale è stata: “Non faccia l’ingenuo, non capirebbero”.

“Staremo a vedere”.

Il documento è diventato pubblico provocando un terremoto politico-finanziario che ha generato un attento dibattito su questa questione (ci siamo anche noi italiani con le nostre banche legate ai fondi anglo-americani). Qui di seguito pubblico per intero la pagina di presentazione ufficiale del documento (in inglese) con tutti i link di riferimento a disposizione per chiunque sia interessato a comprendere la realtà complessa dentro la quale ci muoviamo.

Eccolo:

Audit of the Federal Reserve Reveals $16 Trillion in Secret Bailouts unelected.org

July 23, 2014

 

 

 

 

http://www.silverbearcafe.com/private/10.11/gaoaudit.html

The first ever GAO(Government Accountability Office) audit of the Federal Reserve was carried out in the past few months due to the Ron Paul, Alan Grayson Amendment to the Dodd-Frank bill, which passed last year. Jim DeMint, a Republican Senator, and Bernie Sanders, an independent Senator, led the charge for a Federal Reserve audit in the Senate, but watered down the original language of the house bill(HR1207), so that a complete audit would not be carried out. Ben Bernanke(pictured to the right), Alan Greenspan, and various other bankers vehemently opposed the audit and lied to Congress about the effects an audit would have on markets. Nevertheless, the results of the first audit in the Federal Reserve’s nearly 100 year history were posted on Senator Sander’s webpage earlier this morning.

What was revealed in the audit was startling:

$16,000,000,000,000.00 had been secretly given out to US banks and corporations and foreign banks everywhere from France to Scotland. >From the period between December 2007 and June 2010, the Federal Reserve had secretly bailed out many of the world’s banks, corporations, and governments. The Federal Reserve likes to refer to these secret bailouts as an all-inclusive loan program, but virtually none of the money has been returned and it was loaned out at 0% interest. Why the Federal Reserve had never been public about this or even informed the United States Congress about the $16 trillion dollar bailout is obvious – the American public would have been outraged to find out that the Federal Reserve bailed out foreign banks while Americans were struggling to find jobs.

To place $16 trillion into perspective, remember that GDP of the United States is only $14.12 trillion. The entire national debt of the United States government spanning its 200+ year history is “only” $14.5 trillion. The budget that is being debated so heavily in Congress and the Senate is “only” $3.5 trillion. Take all of the outrage and debate over the $1.5 trillion deficit into consideration, and swallow this Red pill: There was no debate about whether $16,000,000,000,000 would be given to failing banks and failing corporations around the world.

In late 2008, the TARP Bailout bill was passed and loans of $800 billion were given to failing banks and companies. That was a blatant lie considering the fact that Goldman Sachs alone received 814 billion dollars. As is turns out, the Federal Reserve donated $2.5 trillion to Citigroup, while Morgan Stanley received $2.04 trillion. The Royal Bank of Scotland and Deutsche Bank, a German bank, split about a trillion and numerous other banks received hefty chunks of the $16 trillion.

“This is a clear case of socialism for the rich and rugged, you’re-on-your-own individualism for everyone else.” – Bernie Sanders (I-VT)

When you have conservative Republican stalwarts like Jim DeMint(R-SC) and Ron Paul(R-TX) as well as self identified Democratic socialists like Bernie Sanders all fighting against the Federal Reserve, you know that it is no longer an issue of Right versus Left. When you have every single member of the Republican Party in Congress and progressive Congressmen like Dennis Kucinich sponsoring a bill to audit the Federal Reserve, you realize that the Federal Reserve is an entity onto itself, which has no oversight and no accountability.

Americans should be swelled with anger and outrage at the abysmal state of affairs when an unelected group of bankers can create money out of thin air and give it out to megabanks and supercorporations like Halloween candy. If the Federal Reserve and the bankers who control it believe that they can continue to devalue the savings of Americans and continue to destroy the US economy, they will have to face the realization that their trillion dollar printing presses will eventually plunder the world economy.

The list of institutions that received the most money from the Federal Reserve can be found on page 131 of the GAO Audit and are as follows..

Citigroup: $2.5 trillion ($2,500,000,000,000)

Morgan Stanley: $2.04 trillion ($2,040,000,000,000)

Merrill Lynch: $1.949 trillion ($1,949,000,000,000)

Bank of America: $1.344 trillion ($1,344,000,000,000)

Barclays PLC (United Kingdom): $868 billion ($868,000,000,000)

Bear Sterns: $853 billion ($853,000,000,000)

Goldman Sachs: $814 billion ($814,000,000,000)

Royal Bank of Scotland (UK): $541 billion ($541,000,000,000)

JP Morgan Chase: $391 billion ($391,000,000,000)

Deutsche Bank (Germany): $354 billion ($354,000,000,000)

UBS (Switzerland): $287 billion ($287,000,000,000)

Credit Suisse (Switzerland): $262 billion ($262,000,000,000)

Lehman Brothers: $183 billion ($183,000,000,000)

Bank of Scotland (United Kingdom): $181 billion ($181,000,000,000)

BNP Paribas (France): $175 billion ($175,000,000,000)

and many many more including banks in Belgium, Italy, of all places

View the 266-page GAO audit of the Federal Reserve(July 21st, 2011): http://www.scribd.com/doc/60553686/GAO-Fed-Investigation

Source: http://www.gao.gov/products/GAO-11-696 FULL PDF on GAO server: http://www.gao.gov/new.items/d11696.pdf Senator Sander’s Article: http://sanders.senate.gov/newsroom/news/?id=9e2a4ea8-6e73-4be2-a753-62060dcbb3c3

www.unelected.org

 

http://www.silverbearcafe.com/private/10.11/gaoaudit.html

 

Le banche hanno utilizzato questi fondi investendoli in derivati speculativi (tipo fallimento della Grecia e distruzione della loro economia che soltanto nel biennio 2009-2011 ha reso in derivati qualcosa tipo 3.000 miliardi di dollari) e in grande parte per acquistare bpt nazionali e sostenere il debito delle singole nazioni, senza specificare alle singole popolazioni che quella gigantesca massa liquida, in verità, era debito aggiunto con interessi su altro debito.

Tradotto vuol dire che la vera cifra del debito pubblico della Francia, Germania, Italia, ecc, è di gran lunga superiore a quella ufficiale, perché il governo americano, il Congresso Usa, e la Federal Reserve, in qualunque momento (se vuole) può esigere il pagamento immediato di questa cifra comprensiva di ogni interesse addebitato. In ogni singolo paese, inoltre, questa gigantesca massa di danaro “non ufficiale” è servita alla classe politica dirigente locale delle singole nazioni per finanziare la pace sociale attraverso diversi sistemi corruttivi, a seconda del paese e della cultura locale.

E tutto ciò non è ufficialmente conteggiato.

 

L’allarme è stato raddoppiato dal successivo intervento di un altro personaggio in usa seguitissimo, figura più unica che rara. Si tratta di Martin Arthur Armstrong, molto noto a chi segue la finanza internazionale, vera e propria icona dei nemici della finanza speculativa. Costui è un economista (nato nel 1949) che poi ha fondato una società privata la “Princeton Economics International Limited” che si occupava di consulenze finanziarie per clienti privati. E’ diventato molto famoso perché nel 1999 ha inventato un modello matematico di predizione (“Economic Confidence Model”) che è risultato accurato dato che aveva azzeccato al millimetro ogni evento del mercato mondiale. Ma nel 1998, subito dopo la legge Clinton che ha abolito la distinzione tra le  banche voluta da Roosevelt, viene denunciato per frode fiscale e appropriazione indebita da un anonimo investitore. Inizia la sua lunga odissea. Bandito dal mercato ufficiale, combatte la sua battaglia legale che trova il suo esito nel 2006, quando viene condannato a cinque anni di prigione in un carcere di massima sicurezza. Si rifiuta di collaborare con la giustizia e va in galera, nel Kentucky. Dal carcere -vista la sua buona condotta- apre un blog finanziario che diventa subito un blog culto. Nel 2011 (non gli è stato condonato neppure un giorno e per tutto il periodo della reclusione non ha potuto ricevere visite di nessuno, escluso il suo avvocato) esce e inizia a collaborare per il sito finanziario online zerohedge, considerato da molti un attendibile punto di riferimento e vera miniera di informazioni sul mondo finanziario globale planetario. E lì inizia la sua battaglia che nella primavera di quest’anno raggiunge l’acme quando comincia a spiegare che “tutte le nazioni occidentali sono state militarizzate a loro insaputa, grazie all’uso della finanza speculativa; questo evento comporta la necessità di cominciare ad abbattere lo Stato di Diritto e cancellare ogni libertà civile nei singoli stati -iniziando dai più deboli- che sono obbligati a eliminare poco a poco le diverse camere elettive per dare spazio all’accoppiata finanza-militari. La classe politica dirigente non è diventata altro che la somma di una serie di impiegati militarizzati. E’ stata cancellata la democrazia ed è stata sostituita dal caporalato”.

 

Gli articoli di entrambi questi personaggi statunitensi hanno infiammato il dibattito corrente finendo per creare un fronte comune trasversale dove liberali moderati conservatori e socialisti progressisti confluiscono insieme nel denunciare lo stato attuale delle cose in occidente.

 

Di questo parlano e dibattono. Si sta diffondendo in Usa un livello di consapevolezza generale che sta gonfiando un gigantesco fronte contro la finanza bancaria, il che produce delle fortissime pressioni sul governo.

Questo dibattito ha prodotto una discussione perenne su un tema che, a mio avviso, è la mamma di ogni dibattito: la necessità di redistribuzione della ricchezza e l’ammanettamento delle banche.

Discutere di questo è un lusso che può permettersi un paese ricco, in espansione, che non ha disoccupati.

E da quel Paese sta arrivando un forte vento radicale che andrebbe seguito, alchemizzato e sostenuto.

Altrimenti, come al solito, rimarremo al palo mentre i giganti finanziari planetari ci mangiano vivi grazie al solerte lavoro dei loro impiegati militarizzati, quelli che Martin Armstrong definisce “i caporali”.

Aveva ragione il grande Totò, questo è il vero dubbio amletico che dovremmo porci tutti.

Ma nel senso letterale del termine.

 

Qui di seguito pubblico uno degli ultimi articoli comparso sul blog personale di Armstrong, pubblicato già diverse volte su zerohedge: buona lettura.

http://armstrongeconomics.com/2014/07/02/when-will-the-monetary-system-crack/statistics.

This is when I warned the stock market would breakout and move to new highs, which was reported by Barrons. Curiously, this was the same position in time on the wave of the Decline and Fall of Athens 455-404BC. The bottom of that 3rd wave was the uprising orchestrated by the Oligarchy against Pericles in 430BC and he died the next year.

The arrogance of Athens and the Oligarchy is the exact same problem we have with government today and the abuse of the NSA. All governments are doing the exact same thing precisely on the same timeline as the fall of Athens. They are trying to eliminate the right of the people to vote and we are experiencing not merely their arrogance, but their opposition to any democratic processes the same as Cleon did in prosecuting Pericles for being honest. If this plays out in the same fashion, the US will lose its standing as the financial capital of the world as did Athens, and the real danger is with the war cycle turning up, it is the arrogance in the West among our politicians that can invite the invasion as it did in the case of Athens.

History repeats because human nature repeats and never changes. Just as the Oligarchy was determined to take back control of Athens banning democracy, we see the very same thing taking place today – hello the Troika is a controlling body of representatives of the ECB, IMF, and the EU Commission that is unelected by the people – Oligarchy of career politicians. The role of the Troika is to negotiate with member countries of the Eurozone where the state budget has run into difficulties. That is correct – the IMF and Christine Legarde holds an unelected political position without any election process of the people. This is the same as any Oligarchy.

TROIKA (Triunvirate)

European Commission President (elected by heads of state not people)

European Commission Vice-President , Commissioner for Economic and Monetary Affairs (Official) Olli Rehn Finland Finland

European Commission designated negotiator; Matthias Mors Germany

European Central Bank President of the ECB; (Official) Mario Draghi Italy

European Central Bank Head of Department at the ECB, named negotiators Klaus Masuch Germany

IMF Managing Director; Christine Lagarde France

IMF designated negotiator: Poul Thomsen Denmark

 

 

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