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DEFLAZIONE. Cos`è ? Quali effetti ?

deflation

In questo periodo, ‘buio’ per tutto il sistema economico mondiale, più volte abbiamo sentito parlare di ‘deflazione’.

Dare una definizione a questo particolare fenomeno non è poi così difficile: consiste in un ribasso generalizzato dei prezzi, ovvero è un aumento del potere di acquisto della moneta in rapporto ai beni ed ai servizi che con essa si possono acquistare; in un certo senso è l’opposto dell’inflazione. Detta in parole ancora più semplici, nel momento in cui in un Paese si innesca il singolare meccanismo della deflazione ogni mese beni come, pasta, pane, telefonini, ecc., costano di meno.

 

Effetti positivi o negativi?

Se c’è un calo dei prezzi – ed è quello che noi desideriamo – perché gli economisti sono preoccupati quando odono questa parola? Riflettiamo un po’.

E’ vero, gli effetti delle deflazione possono sembrare positivi perché i beni ed i servizi sono meno cari, ma sfortunatamente non è così; anzi, è sintomo di un cattivo stato di salute di tutto il sistema economico: l’economia ancora una volta è squilibrata.

Non voglio essere del tutto pessimista, un piccolo spiraglio c’è a favore della deflazione. Essa, infatti, può essere positiva se è scaturita da un’abbondanza di offerta, ma è sicuramente negativa quando è dovuta ad un calo della domanda.

Purtroppo la deflazione è dura da distruggere in quanto si autoalimenta: se non si riesce a bloccarla istantaneamente, la deflazione alimenta la deflazione, portando a quella che è nota come spirale deflazionistica.

 

La deflazione e i consumatori

Ma cosa ‘accade nella testa’ dei consumatori quando l’economia ‘abbraccia’ la deflazione? Semplicemente rinviano gli acquisti nella speranza di pagare ancora meno prima di comprare. Ma in questo modo i produttori lottano per vendere e falliscono con la conseguenza che la disoccupazione aumenta e la domanda scende sempre di più.

Per capirci meglio vi riporto un esempio dal web, che mi ha particolarmente colpito: “In deflazione, sul mercato c’è più pane di quanto le persone non ne possano acquistare. E così il fornaio abbassa i prezzi e/o produce di meno. Ma in questo modo, il fornaio guadagnerà di meno questo mese. E se guadagna di meno, avrà meno soldi e rinuncerà alle vacanze di Natale. Così l’agenzia di viaggi dovrà chiudere e ci saranno 3 disoccupati, i quali non avranno soldi per comprare il pane, e così il fornaio dovrà ridurre la produzione o abbassare ancora i prezzi, così avrà meno soldi a disposizione e aspetterà una settimana in più prima di andare dal parrucchiere…e così via.”

Quindi, la deflazione comporta la diminuzione dei prezzi e dei costi dei fattori produttivi, ma nello stesso tempo provoca una diminuzione di stipendi e salari.

A differenza dell’inflazione, la deflazione rende i debiti più pesanti poiché il debitore dovrà restituire una somma superiore a quella in prestito visto e considerato che con i prezzi più bassi si comprano più beni e servizi di prima.

 

Esiste qualche rimedio per combattere la deflazione?

I vecchi economisti usavano definire la politica monetaria come una corda: la puoi tirare ma non spingere. In linea teorica, la mancanza di denaro liquido si combatte con la riduzione dei tassi di interesse. Per fare un esempio, in Giappone – tra il 2000 ed il 2006 –  la deflazione è stata avversata con il taglio delle tasse per aumentare la domanda dei consumatori e delle aziende, ma senza risolvere il problema. Una concreta soluzione non esiste!

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