|
IL FOGLIO delle tue ANALISI del SANGUE In un normale foglio di analisi troverai questa tabella. Clicca
sopra ogni sigla e andrai velocemente a verificare la normalità e
il significato dei singoli elementi che il tuo medico ha richiesto e
che il laboratorio ha restituito.
|
|
il sangue Il sangue o torrente circolatorio che attraverso i vasi
arteriosi e venosi raggiunge ogni tessuto del nostro organismo può essere
separato in due componenti corpuscolata (
globuli rossi e bianchi, le piastrine) liquida chiamata anche plasma Sottraendo al plasma alcune delle sue componenti responsabili
della coagulazione sanguigna (i fattori della coagulazione) si ottiene il
siero. a cosa serve il sangue Le principali funzioni del sangue sono:
|
|
l'emocromo In un qualsiasi foglio di risposta di laboratorio la prima
pagina viene dedicata all'emocromo completo, cioè all'analisi dei componenti
corpuscolari del sangue che per convenzione si dividono in: serie rossa: gli eritrociti ( serie bianca: i granulociti (a loro volta
distinti in neutrofili, eosinòfili, basòfili), i monociti, i linfociti.
Attraverso l'analisi di questa serie , viene mostrata la funzionalità di
difesa e comunque di reazione dell'organismo in situazioni di emergenza. |
|
1. la serie rossa a) La conta dei globuli rossi (RBC) o
eritrociti (GR) o emazie Ogni adulto ne possiede circa 30.000 miliardi e sono i
responsabili del trasporto di ossigeno per la respirazione cellulare. Si
formano nel midollo osseo e per la loro produzione sono necessarie alcune
sostanze come la vit.B12, l'acido folico e il ferro. La durata dei GR è di
circa 120 giorni; quindi essi vengono segregati nella milza e nell'intero
sistema reticolo endoteliale e scomposti. La loro materia prima viene in
massima parte riutilizzata per i nuovi GR. I valori normali della quantità assoluta circolante dei
GR viene espressa con la sigla RBC valori
normali di RBC Uomini
4.5 - 6.1 milioni/ml Donne
3.9 - 5.4 milioni/ml Cosa significa una riduzione degli eritrociti (RBC)? La riduzione dei RBC si dice anemia e può verificarsi a seguito
di
Cosa significa un'aumento degli eritrociti (RBC)? L'aumento degli eritrociti può essere dovuto a
La valutazione del quadro ematologico non avviene mai in base ad
un solo valore di laboratorio; presuppone invece il confronto con altri
parametri, ad esempio numero di eritrociti, emoglobina ed ematocrito. Attraverso un processo di centrifugazione, il sangue viene
scomposto in parte corpuscolata e liquida, descrivendo quindi la quantità
percentuale dei RBC rispetto al sangue totale. L'ematocrito costituisce
quindi un altro parametro per definire la reale quantità di globuli rossi
atti a trasportare ossigeno ai tessuti ed escludere anemie. Valori normali
dell’ematocrito Uomini 42-50%
Donne 36-45% Bambini: neonati 45-75% 1 mese 30-55% 6 mesi 34-46% da 10 anni 36-43% Cosa significa una riduzione
dell'ematocrito? Una riduzione
dell'ematocrito significa che o la parte corpuscolata del sangue è diminuita
(parimenti dovrebbero essersi abbassati anche il numero degli eritrociti e il
valore dell'emoglobina) o che la parte liquida (ad esempio per una iperidratazione
del corpo) è aumentata. Cosa significa un aumento
dell'ematocrito? Un aumento
dell'ematocrito può significare o un incremento della parte del sangue
corpuscolata (poliglobulia) o una diminuzione della parte fluida
(disidratazione molto grave del corpo detta ispissatio sanguinis). C) IL VALORE ASSOLUTO DELL'EMOGLOBINA
(HGB) E’ definito come il pigmento dei globuli rossi atto a
trasportare l’ossigeno ai tessuti. Quando l’HB, all’interno dei polmoni
tramite il processo di respirazione, si lega all’ossigeno si chiama
ossiemoglobina, un composto che conferisce al sangue il caratteristico colore
rosso vivo. L’emoglobina è una grossa molecola che si forma nel midollo osseo
a partire da due componenti: l’eme con atomi di ferro e una proteina a
forma di doppia catena (alfa e beta), la globina, alla cui formazione
provvedono principalmente Valori normali dell’HGB Uomini 20-40 anni 13-18 g/dl
> 40 anni 14-17
g/dl Donne 20-40 anni
12-16 g/dl
> 40 anni 12-17,5
g/dl Bambini Neonati 17-27 g/dl
1 mese 12-22 g/d
6 mesi
10-15 g/dI
1 anno 9,5-14,5
g/dI
4-10 anni 10-16g/dI Cosa significa
una riduzione di emoglobina? Normalmente il valore dell'emoglobina è direttamente
correlato al numero di eritrociti, quindi una loro carenza indica
generalmente anche una scarsità di emoglobina. Un abbassamento del valore
dell'emoglobina è perciò sintomo di un'anemia. Cosa significa
un aumento di emoglobina? Anche nel
caso di aumento dell'emoglobina si può prevedere un incremento dei globuli
rossi (poliglobulia), le possibili cause sono quindi le stesse dell'aumento
del numero di eritrociti. Quando le due catene (alfa e beta) della globina sono
sproporzionate nel loro rapporto, si parla di talassemia o anemia
mediterranea. Talassemia alfa o talassemia beta, a seconda del deficit.
In tal caso si ha una distruzione accentuata (anemia emolitica) dei
globuli rossi. d) Gli altri
parametri dei globuli per la valutazione delle anemie:
Lo studio delle anemie è un fenomeno complesso,
ma spesso negli esami di routine appaiono dei valori che vanno conosciuti. Quando l’eritropoiesi, cioè la
formazione dei globuli rossi nel midollo osseo è qualitativamente normale,
l’ematocrito e il numero dei globuli rossi per ml di sangue sono strettamente
correlati tra loro e subiscono variazioni consensuali. Quando, al contrario
l’eritropoiesi diviene qualitativamente alterata (come in alcune anemie
acquisite o congenite) questi rapporti possono modificarsi. Vengono allora
studiati altri parametri come il:
In alcune situazioni anemiche, per
esempio nelle anemie per difetto di ferro (anemie sideropeniche) il
numero dei globuli rossi può essere normale o addirittura aumentato per riduzione
del MCV (microcitosi) e della MCH (ipocromia). Nel
caso di accentuata distruzione dei globuli rossi ( anemie emolitiche) si
ha una diminuzione di RCB ma l’anemia è normocitica e normocromica per
la normalità di MCV e MCH. In altre
situazioni anemiche il numero dei globuli rossi è invece diminuito più di
quanto non siano ridotti l’ematocrito e l’emoglobina. Si viene allora a
determinare un aumento del MCV e della MCH (macrocitosi). Questo
fenomeno è caratteristico delle anemie perniciose, a causa della
carenza di Vit.B12 e di acido folico (elementi essenziali alla formazione
della globina) ma anche di altre anemie per difetto di formazione della
struttura del globulo rosso. In altri casi può essere aumentato il MCV ma non Per una
migliore valutazione delle anemie, in laboratorio oggi si applicano i
cosiddetti parametri della distribuzione RDW l’indice di
distribuzione dei volumi eritrocitari
vn.11-16.5 % HDW
l’indice di distribuzione della concentrazione di HB vn. 2.2-3.2 g/dl Tutti gli
eritrociti che l’analizzatore conta, vengono in questo caso riportati in un
diagramma cartesiano, sul cui asse verticale viene indicato il volume delle
emazie mentre sull’asse orizzontale si descrive il loro contenuto di
emoglobina. Nel paziente normale la totalità delle emazie cade in un
quadrante centrale del diagramma, mentre gli eritrociti di piccolo volume (microcitosi)
e di basso contenuto di emoglobina (ipocromia) sono distribuiti in
basso e a sinistra. e) Per la valutazione di un'anemia, cioè della diminuzione
del trasporto di ossigeno ai tessuti per l'energia cellulare, si valutano
anche gli elementi essenziali al formarsi dell'emoglobina e quindi del
globulo rosso. La globina, com'è noto, si unisce agli atomi di ferro formando
l'eme. Il ferro di deposito e di trasporto costituisce quindi un
parametro essenziale per diagnosticare, prevenire e curare un'anemia. Più della
metà del ferro dell’organismo è contenuto nei globuli rossi e si rende
disponibile per la formazione dei nuovi globuli a partire dalla distruzione
dei vecchi, globuli da parte della milza e dell’intero sistema reticolo endoteliale.
Quindi è un sistema chiuso e solo una piccola percentuale dipende
dall’assorbimento intestinale. Tuttavia il ferro è distribuito anche in altre
proteine di deposito circolante (sideremia) e di trasporto (transferrinemia).
In alcune patologie o eventi emorragici, diminuiscono non solo
l’ematocrito e l’emoglobina ma anche i parametri di deposito, di trasporto e
lo stesso equilibrio di ferro nei tessuti (ferritinemia). Negli stati
di anemia emolitica (accentuata distruzione dei GR) e nell'anemia perniciosa
si può avere un certo incremento della ferritinemia. Un grande incremeneto si
ha invece nel sovraccarico di ferro (emocromatosi). Valori
normali Sideremia uomo 70 –230
microgr/ml donna 60-150 Ferritinemia uomo 14-230
mg/ml donna fertile 8-280 in
menopausa 20-320 Transferrinemia 205-374
mg/100ml |
|
2.la serie bianca I globuli bianchi (leucociti) WBC I globuli
bianchi (leucociti) vengono chiamati anche "sentinelle del sangue”
poiché svolgono una parte fondamentale nella difesa da agenti estranei o
patogeni. Quando l'organismo viene messo all'erta per la comparsa di
"nemici" come batteri, funghi, corpi estranei o anche per obesità e
stress eccessivo, i leucociti vengono mobilitati e iniziano, se necessario,
la loro lotta contro gli "intrusi". Valori
normali dei leucociti (WBC) Adulti 4000-l0000/micronl Bambini: neonati 9400-34000/ micronl 1 mese 5000-20000/ micronl 1 anno 6000-17000/ micronl 4 anni 5000-5500/ micronl
10 anni 4500-l3000/
micronl Cosa significa un aumento dei leucociti? La causa più
frequente di un aumento moderato dei globuli bianchi è l'esposizione
dell'organismo ad un'infiammazione provocata non da agenti patogeni.
Può causare inoltre un aumento dei leucociti anche ogni forma di stress
eccessivo e tutti gli stati di shock.. Un forte incremento (ma unito ad altri
sintomi organici e, tuttavia, la valutazione è sempre del medico) del numero
dei leucociti è presente nelle malattie più gravi del sistema sanguigno, le
leucemie. Le leucemie insorgono a causa di una proliferazione neoplastica
incontrollata nel midollo osseo di globuli bianchi maturi
"completi" o immaturi "incompleti". Questi invadono il
corpo, soppiantano gli altri elementi del sangue e inibiscono in modo
irreversibile e incurabile il sistema di difesa, il sistema di coagulazione
del sangue e di trasporto dell'ossigeno. In base al tipo di leucociti
moltiplicatisi e al grado di aumento, viene fatta una distinzione tra
leucemia acuta e cronica. A seconda del tipo di leucemia si può avere un
decorso della malattia drammatico che porta al decesso in breve tempo senza
possibilità di cura, oppure un'evoluzione che per anni non presenta grandi
disturbi. Il tipo di approccio terapeutico varia a seconda delle proporzioni
della malattia e va dalla "semplice osservazione" fino all'impiego
di farmaci chemioterapici, radioterapia e trapianti dei midollo osseo. Cosa significa una riduzione dei
leucociti? Un calo di
leucociti si può trovare in quadri di infezione molto gravi, sintomatici di
stati di esaurimento del sistema di difesa, di danni al midollo osseo (ad
esempio a causa di medicine, radioterapia o sostanze chimiche), in molte
infezioni da virus e in alcune malattie del sistema sanguigno. iL QUADRO DIFFERENZIALE della
serie bianca In molte malattie o alterazioni del sangue, distinguere
fra i diversi tipi di globuli bianchi è una preziosa fonte di informazione
per la diagnosi.. L'analista può conseguirla mediante la separazione dei
globuli bianchi oltre che attraverso la valutazione precisa al
microscopio dei globuli rossi e delle piastrine. I globuli bianchi
(leucociti) possono venire suddivisi in vari gruppi, i più importanti dei
quali sono: i granulociti, i linfociti, i monociti 1) I granulociti si
distinguono a loro volta in: *neutròfili (neut)
vn.45-70% Sono i primi ad intervenire nei processi infiammatori attivando
il complessosistema di fagocitosi e con la secrezione dei fattori umorali
didifesa Cosa significa un aumento dei neutrofili L’aumento dei neutrofili può avvenire per sforzi fisici, stress,
gravidanza, ciclo mestruale, infezioni batteriche, ustioni, emorragie,
disturbi metabolici come il diabete, farmaci cortisonici, leucocemie etc Cosa significa una
diminuzione dei neutrofili La diminuzione dei neutrofili può avvenire per infezioni sia
batteriche che virali, le parassitosi o per scarsa produzione degli elementi
da parte del midollo; per aumento dell’attività di distruzione da parte della
milza; per malattie autoimmuni etc *eosinòfili (eos)
vn. 1-3% Sono le particelle deputate al contrasto di alcuni processi di allergia e di
parassitosi Cosa significa un aumento degli eosinofili (eosinofilia) Gli eosinofili aumentano in fenomeni allergici di qualsiasi
natura; in fenomeni di parassitosi e di autoimmunità etc Cosa significa una diminuzione degli eosinofili (eosinopenia) Gli eosinofili diminuiscono in caso d’infezioni batteriche
gravi. *basòfili (baso)
vn 0-0.5% Sono le particelle deputate alla
produzione delle immunoglobuline
Cosa significa un aumento dei basòfili (basofilia) L’ aumento dei basòfili avviene in alcune malattie autoimmuni,
nella malattia di Hodgkin per maggiore produzione delle immunoglobuline Cosa significa una diminuzione dei basòfili La diminuzione dei basofili si avvera per aumento della
distruzione da parte della milza e nelle gravi immunodeficienze. 2) I linfociti (linf)
vn.20-40% Sono le
cellule circolanti deputate alla difesa specializzata contro agenti estranei
e una loro prima grande suddivisione li distingue in linfociti B (che in presenza dell’agente estraneo o antigene si moltiplica e si
trasforma in plasmacellule secernendo le immunoglobuline o
anticorpi) per la difesa immediata o umorale e linfociti
T per
la difesa ritardata o mediata da cellule soprattutto mediante la fagocitosi. Cosa
significa un aumento dei linfociti(linfocitosi) L’ aumento
dei linfociti avviene nelle infezioni batteriche e virali; nei processi
allergici; nelle leucemie linfoidi, in alcune malattie dell’apparato
endocrino come l’ipertiroidismo. Cosa
significa la presenza delle plasmacellule nel sangue (plasmocitosi) In
condizioni normali le plasmacellule non sono presenti nel sangue; si osserva
invece nel mieloma multiplo, nella mononucleosi infettiva, nel morbillo,
nella rosolia e nella varicella. Cosa
significa una diminuzione dei linfociti (linfopenia) Una piccola diminuzione può essere
addebitata a deficit immunitari acquisiti con infezioni croniche. In caso di
immunodeficienze dopo infezioni o dopo chemioterapie o per malattie
autoimmuni (del rene, della tiroide etc) o per leucemie la diminuzione deve
essere molto importante. 3) I monociti (mono)
vn. 3-7% Sono cellule circolanti di grandi dimensioni deputati alla
difesa immunitaria mediata da cellule soprattutto attraverso il cosiddetto
processo di fagocitosi. L’agente estraneo viene letteralmente mangiato e
metabolizzato all’interno. Cosa significa un aumento dei monoliti (monocitosi) L’aumento dei monociti avviene in alcune malattie (come la
tubercolosi, la malaria etc) o altri processi patologici (malattie
autoimmuni) come risposta di difesa in cui viene chiamato in causa
soprattutto il sistema immunitario mediato da cellule (linfociti T e
monociti). Nelle leucemie mieloidi e nei linfomi si ha semplicemente la
iperproduzione o neoplasia di queste cellule. |

|
la
coagulazione del sangue In occasione di
un intervento chirurgico, l’operatore dovrà assicurarsi non solo che sia
presente una quota sufficiente di sangue ma che funzioni perfettamente o
quasi, il sistema di coagulazione o di tamponamento. Quando un vaso sanguigno viene comunque leso, si verifica
una fuoriuscita di sangue tanto più consistente quanto più grandi sono le
dimensioni della ferita. Senza contromisure da parte dell'organismo, il
rischio di dissanguamento sarebbe sempre presente. A salvaguardia delle
perdite di sangue, l'organismo dispone perciò di un perfetto sistema di
sicurezza, il cosiddetto sistema di
coagulazione. Questo consta di tre componenti principali:
La capacità dei vasi sanguigni di rimarginarsi dopo una ferita
Le
piastrine (trombociti) che subito dopo una ferita si raggruppano lungo i
bordi del vaso formando un tampone
I fattori della coagulazione che avviano il processo definitivo di coagulazione attraverso
la produzione del coagulo impostando la riparazione del danno. Un esame informativo sul sistema di coagulazione viene
ordinato di routine in caso di intervento chirurgico. I test che
vengono eseguiti comprendono di regola: ‑ la determinazione del numero delle piastrine ‑ il Tempo di Quick ‑ il tempo di tromboplastina parziale *Le piastrine (trombociti,
platelets) PLT Sono una delle componenti più
importanti del sangue: con il loro aiuto infatti, le ferite dei vasi purché
non troppo estese, vengono rirnarginate normalmente entro tre minuti. Quando
un vaso subisce una lesione, le piastrine si depositano sui bordi della
ferita, formando un tampone (trombo) che dovrebbe impedire un'ulteriore
perdita di sangue. Le piastrine cedono inoltre alcune "sostanze"
che avviano appunto la coagulazione attirando altre cellule deputate alla
riparazione dei danni. Valori normali
Adulti
l50.000-400.000/ml Cosa significa un aumento delle piastrine? Rialzi transitori delle piastrine si riscontrano ad esempio in
seguito a gravi malattie infettive, in seguito a perdite acute di sangue o
asportazione o lesione della milza (organo con funzione di deposito delle
piastrine). Un forte rialzo dei valori delle piastrine porta ad un elevato
rischio di trombosi. Cosa significa una riduzione delle
piastrine? Cause della diminuzione del numero delle piastrine si possono
trovare nei disturbi di produzione nel midollo osseo, ad esempio a causa di
danni da raggi o da farmaci, ma anche per una carenza cronica di vitamina B12
e acido folico. Inoltre alcune malattie maligne del midollo osseo (ad esempio
la leucemia) possono ridurre o ostacolare la produzione di piastrine. Un
marcato abbassamento del numero di piastrine porta al mancato funzionamento
del meccanismo della coagulazione con il rischio di emorragia. Oggi si usa anche valutare il MPV
volume piastrinico medio (vn 7-11 fL) allo scopo di considerare la forma dei trombociti nelle
situazioni di difetto della coagulazione. *Il tempo di Quick (tempo di tromboplastina, tempo di protrombina) PT
vn 70-120%. Il tempo di Quick dà
informazioni sull'integrità di una serie ben definita di fattori fondamentali
della coagulazione. Con un campione di sangue, viene misurato il tempo di
coagulazione e confrontato con i valori normali. Il Tempo di
Quick serve anche come controllo nelle terapie con farmaci anticoagulanti,
come ad esempio in caso di trombosi o infarto del miocardio. *Il tempo
di tromboplastina parziale (PTT)
vn 33-55 secondi. Anche la determinazione
del PTT dà una visione generale del funzionamento di un'intera serie di
fattori della coagulazione. Sempre con un campione di sangue e tramite
l'aggiunta di un determinato fattore, viene misurato il tempo di
coagulazione. Gli esami
specialistici nei difetti di coagulazione In tutti i casi in cui i test di ricerca descritti approssimativamente
diano indicazioni sull'esistenza di disturbi del sistema di coagulazione, è
necessario prescrivere una serie di ulteriori analisi in modo da poter
spiegare esattamente se il fattore della coagulazione alterato è responsabile
o meno di un dato disturbo. Particolare significato assumono queste indagini
in caso di sospetto di malattie ereditarie del sangue (emofilia) che
rappresentano appunto difetti dei fattori di coagulazione. I fattori della coagulazione All'ultima fase della vera e propria coagulazione, prendono
parte più di trenta differenti proteine, detti fattori della coagulazione, presenti nel
plasma sanguigno, nelle piastrine e sulle pareti dei vasi sanguigni che, in
una sorta di reazione a catena, la cosiddetta cascata di coagulazione, si
attivano a vicenda. La mancanza di una di queste componenti porta ad un
forte rallentamento o perfino ad un arresto della coagulazione, cosicché
ferite minime arrivano ad assumere proporzioni pericolose per la vita stessa.
Un esame dei fattori della coagulazione è quindi specialistico e si richiede
solo se il medico debba proporre una diagnosi importante di emofilia. |
|
vai alla pagina metabolismo dei carboidrati La
determinazione della glicemia si ottiene o con prelievo di sangue venoso, ad
esempio tramite prelievo del sangue dalla piega del braccio, o più
semplicemente e velocemente tramite prelievo da polpastrello del dito o lobo
auricolare. Con quest'ultima tecnica di prelievo viene analizzato sangue
ossigenato (capillare) il cui contenuto di zuccheri può essere determinato
entro pochi secondi grazie ad un semplice apparecchio elettronico di
misurazione della glicemia, idoneo anche per l'autocontrollo del diabete
mellito. A digiuno 60-110 mg./dl A stomaco
pieno >140 mg/100ml Cosa significa un aumento
di glicemia? In linea di massima valori alti della glicemia indicano la
presenza di un iperglicemia o di un franco diabete mellito, per cui occorre
prestare attenzione anche ad un singolo rialzo della glicemia in quanto possibile
segnale della presenza di un diabete. Particolarmente importante è conoscere
quale intervallo di tempo intercorre tra l'ultima ingestione di cibo e la
determinazione della glicemia. Dopo un'alimentazione estremamente ricca di carboidrati è
possibile, analizzando i valori della glicemia, trovarli aumentati fino a
220 mg/dl, senza che per questo sia presente un diabete. Quali conseguenze comporta un aumento del
valore della glicemia? La prima
conclusione che deve essere tratta dalla determinazione di un tasso di
glicemia aumentato, è la necessità di
un ripetuto controllo dei valori, possibilmente anche in differenti ore
del giorno, in modo da ottenere un profilo giornaliero o settimanale dei
valori della glicemia. Altrettanto importante è la ricerca di zucchero nell'urina detta glicosuria che in
condizioni normali è uguale a zero) che è possibile eseguire velocemente
e con facilità grazie a strisce reattive. In caso di valori solo leggermente aumentati, è possibile con
l'aiuto della prova da carico di
glucosio, chiamato in medicina test
orale di tolleranza al glucosio, esaminare la funzione e la reattività
delle cellule produttrici di insulina del pancreas. Un ulteriore esame di laboratorio che rende possibile la
valutazione dello stato del metabolismo dello zucchero in modo da indicare se
la glicemia durante le ultime tre-quattro settimane è essenzialmente normale
o più alta è l'emoglobina glicosilata (HbAlc). Questo valore dipende
dalla concentrazione del glucosio all’interno del globulo rosso e aumenta in
modo netto nei diabetici. E’ un elemento importante per la valutazione del
rischio di complicanze vascolari. Emoglobina glicosilata vn.7
% dell’emoglobina normale Naturalmente dopo aver rilevato il valore dello zucchero, devono
essere valutate tutte le altre malattie o fattori di disturbo che potrebbero
avere causato tali variazioni di laboratorio come, ad esempio, assunzione di determinati farmaci,
malattie a carico delle ghiandole surrenali e della tiroide, malattie del
fegato e del pancreas. A possibile anche una riduzione della
glicemia? La causa
certamente più frequente della comparsa di un abbassamento della glicemia è
un sovradosaggio di farmaci che vengono amministrati per l’iperglicemia
(ipoglicemizzanti). Possono causare una caduta della glicemia anche la
carenza alimentare, l’eccessivo affaticamento fisico, l’alcolismo o più
raramente le malattie del pancreas e del fegato. |
|
il metabolismo lipidico vai alla pagina del
metabolismo dei lipidi Il colesterolo si trova
esclusivamente nell'organismo umano e animale (non è quindi presente nei
vegetali). E’ un'importante elemento costitutivo della membrana cellulare, e
della struttura fondamentale per la produzione di alcuni ormoni e della
vitamina D. Il colesterolo è inoltre una materia prima insostituibile per
l'acido biliare. Valori normali colesterolo totale 100
– 220 mg/dl I trigliceridi, chiamati anche lipidi neutri, vengono assimilati in prevalenza con
l'alimentazione e solo in minima parte vengono prodotti dall'organismo
stesso. Riguardo alla calcificazione dei vasi, essi non rivestono
un'importanza pari a quella del colesterolo, tuttavia spesso tassi alti di
trigliceridi si associano ad altre malattie
del ricambio (come diabete, obesità, gotta, ipertensione arteriosa) e
nelle donne, dopo la menopausa, comportano un elevato rischio di infarto del miocardio. Poiché i trigliceridi costituiscono la parte principale dei
normali grassi alimentari e vengono prodotti anche nell'organismo mediante
un'alimentazione ricca di carboidrati, è possibile regolarne rapidamente il
tasso attraverso un'adeguata alimentazione. Valori
normali trigliceridi 50 – 175 mg/dl Le
lipoproteine I grassi non sono solubili né in acqua né nel sangue. Possono
tuttavia essere trasportati senza problemi nelle diverse parti del corpo. A
questo proposito, l'organismo usa un espediente: appena i grassi giungono
nel flusso sanguigno, essi vengono quasi "presi in spalla" da
determinate proteine e trasportati alla loro destinazione. Queste combinazioni di
lipidi e proteine vengono denominate lipoproteine e si possono
ulteriormente suddividere in differenti categorie. In relazione al loro
contenuto di colesterolo e trigliceridi, secondo la densità delle loro molecole
e secondo la loro grandezza, le lipoproteine vengono divise in 4 classi
fondamentali: - Chilomicroni - Lipoproteine di tipo VLDL - Lipoproteine di tipo LDL - Lipoproteine di tipo HDL Nella comune diagnostica di laboratorio, rivestono particolare
importanza soprattutto due classi di lipoproteine in quanto la loro
percentuale nei grassi del sangue è di notevole significato nella genesi
dell'arterioselerosi. Oggi giorno il valore
del colesterolo viene perciò diviso, quasi di routine, nelle sue componenti HDL e LDL, allo scopo di
valutare i fattori di rischio che vengono descritti. Le lipoproteine ad alta densità HDL vengono considerate lipoproteine "buone", esse
sembrano proteggere le arterie dall'arteriosclerosi. Più alto è il loro
valore, maggiore sarà la protezione dal rischio: Maschi azione
protettiva elevata >>55 azione protettiva scarsa >>35-55 Femmine azione
protettiva elevata >>65 azione protettiva scarsa >>45-65 Le lipoproteine ad bassa densità LDL, al contrario, vengono classificate come lipoproteine "cattive" perché favoriscono l’adesione
dei grassi sulla parete delle arterie, aumentando così la probabilità della
formazione di arteriosclerosi: Maschi rischio
medio 150-190 Femmine rischio
elevato >>190 |
|
URICEMIA e METABOLISMO PURINICO Ogni singola proteina è costituita da un
insieme di aminoacidi, la cui specie e composizione è stabilita con esattezza
nel patrimonio genetico. Il codice di queste informazioni si trova in ogni
cellula sotto forma di acido nucleico, precisamente di acido desossiribonucleico (DNA) e di acido ribonucleico (RNA). In modo analogo al metabolismo proteico in cui è presente un
ricambio basale continuo delle proteine, l'organismo compone e scompone anche
acidi nucleici stabili. Elementi che non possono più essere impiegati in
questo modo, ma devono ulteriormente essere scomposti ed eliminati. Le basi
puriniche del DNA e dell'RNA vengono trasformate in acido urico, una sostanza che nei soggetti sani viene escreta per
via renale. Un adulto elimina da Valori
normali Uomini 3,5-7,0
mg/dl Donne 2,5-5,7
mg/di Cosa significa un aumento di uricemia? La causa più frequente di un aumento dell'acido urico
(iperuricemia) è un disturbo ereditario del metabolismo che aumenta la
concentrazione di acido urico nel sangue e nei tessuti. Questo fa insorgere
il rischio che l'acido urico cristallizzi sotto forma di sali (urati), si
depositi soprattutto nelle articolazioni e nei reni e porti al quadro clinico
della gotta. Nelle persone colpite questo disturbo si può presentare sotto
forma di attacchi gottosi, che consistono in improvvise, violente e dolorose
infiammazioni delle singole articolazioni (la più frequentemente colpita è
l'articolazione dell'alluce). La gotta è pressoché incurabile, e porta dopo
lungo tempo non solo ad una disfunzione delle articolazioni, ma anche al
deposito nei reni di cristalli di acido urico, con calcoli renali e ripetute
lesioni ai reni stessi. I soggetti nei quali viene riscontrata
un'iperuricemia, devono innanzi tutto tentare di eliminare tutti i fattori di
rischio che favoriscano un aumento dell'acido urico come l'eccesso di peso , l'pertensione
arteriosa , l'ipercolesterolernía , il
diabete. Cosa significa una riduzione dell'acido
urico? Valori ridotti di acido urico si possono trovare relativamente
spesso come effetti secondari innocui di farmaci specifici. Più raramente il
calo trova la sua causa in gravi malattie del fegato o in intossicazioni da
metalli pesanti. |
|
vai alla pagina dell'apparato
urinario Il sistema
urinario (reni, uretere, vescica, uretra) adempie con la produzione e
l'eliminazione di urina al compito vitale dell'eliminazione dei prodotti del
metabolismo, le cosiddette sostanze
tossiche, il cui accumulo, in caso contrario,
condurrebbe ad un'intossicazione dell'organismo. Gli organi centrali del
sistema urinario sono i reni, che si trovano situati bilateralmente nelle
immediate vicinanze della colonna vertebrale, sotto al diaframma. Essi
filtrano il sangue a loro condotto attraverso le arterie renali e l'urina
prodotta, passando attraverso l'uretere, arriva alla vescica. Quest’ultima
funge da bacino di raccolta e provvede all'eliminazione delle urine. Tramite analisi del sangue e dell'urina è possibile accertare
malattie e disfunzioni renali spesso ad uno stadio iniziale, soprattutto
quando non si sia ancora manifestato alcun sintomo di malattia. I più importanti
valori di laboratorio, che si riferiscono alla funzionalità renale, sono i
valori sierici di creatinina e urea
o azotemia. La creatinina è il prodotto terminale del metabolismo
muscolare, e deriva da un enzima chiamato la creatinfosfochinasi che viene
ceduta al sangue ed eliminata tramite i reni. Quando i reni riducono la loro
funzione di filtro, cresce nel torrente sanguigno il valore della creatinina:
Quest’ultima viene quindi presa a riferimento della corretta o alterata
funzionalità renale Valori normali Uomini 0,7-1,4
mg/dl Donne 0,6-1,2 mg/dl. Cosa significa un aumento
dei valori della creatinina? Un aumento dei valori della creatinina può essere causato da: • insufficienza renale acuta o cronica • lesioni muscolari (ad esempio contusioni). Cosa significa una riduzione dei valori
della creatinina? Valori ridotti non hanno normalmente
alcun significato patologico, si possono rilevare in caso di: • scarsa massa muscolare • gravidanza Con l'aiuto di ulteriori analisi di
laboratorio (cioè non eseguite di routine) ( la clearance della creatinina) è possibile diagnosticare più
rapidamente eventuali disturbi della funzionalità renale. Nell'organismo
le proteine vengono continuamente composte ma anche
scomposte. Gli aminoacidi prodotti dalla scomposizione vengono quindi
impiegati per la costruzione di nuove proteine oppure eliminati. All'interno
del fegato l'ammoniaca viene trasformata in urea non tossica ed escreta con
l'urina. In laboratorio i valori della presenza nel sangue dei prodotti di
scomposizione delle proteine vengono misurati o come urea o come azotemia,
cioè azoto ureico. Valori normali
dell'urea 10.0 - 50.0 mg/dl Valori normali di azotemia 5.0 - 23.0
mg/dl Cosa significa un aumento dell'urea o dell'azotemia? La causa più importante è un disturbo della funzionalità del
rene. Altra causa è un accresciuto apporto di proteine (alimentazione troppo
ricca di carne)o di aminoacidi integratori oppure una forte perdita di
proteine nelle malattie con distruzione di tessuti. |
|
FUNZIONALITA’ DEL
FEGATO E DELLE VIE BILIARI Organo d'importanza fondamentale per il corpo, il fegato
possiede anche una straordinaria capacità di rigenerazione e una capacità di
riserva che gli consente, anche in caso di perdita di 2/3 della sua massa, di
riuscire ancora a svolgere tutte le sue mansioni. Condizioni dannose per il
fegato sono in primo luogo gli "avvelenamenti cronici" (ad esempio
un eccessivo consumo di alcolici o un abuso di farmaci) e le infiammazioni
epatiche (epatiti), più raramente tumori primitivi e metastasi provenienti
da altri organi. La conseguenza di molte malattie epatiche è innanzi tutto un
aumento delle dimensioni del fegato, il
quale subisce nel corso degli anni ulteriori continue lesioni fino ad
arrivare alla cirrosi epatica (distruzione
della maggior parte delle cellule epatiche che sono sostituite da noduli di
"tessuto cicatriziale"). E possibile rilevare una disfunzione del
fegato, con una serie di esami del sangue, già molto tempo prima che insorga.
qualche disturbo fisico. Principalmente si ricorre alla valutazione degli enzimi
epatici, che possono usare informazioni anche quantitative di un danno
epatico. Ecco i più importanti enzimi
epatici che possono essere determinati di routine. GOT (TRANSAMINASI-GLUTAMMICO OSSALACETICA o ALT GPT (TRANSAMINASI-GLUTAMMICO PIRUVICA) o AST Entrambi gli enzimi GOT e GPT, spesso indicati insieme
semplicemente come transaminasi, svolgono una importante funzione nella
decomposizione delle parti fondamentali delle proteine (aminoacidi)
dell'organismo. Si trovano non solo nel fegato, ma ad esempio anche nella
muscolatura (cuore e muscolatura scheletrica), nel cervello e nei reni. Un
aumento dei valori necessita perciò sempre di una più precisa indagine ed
eventualmente della realizzazione di ulteriori analisi come i markers
dell'epatite B Valori normali
GOT
GPT Uomini sotto
19 U/1 sotto 23 U/1 Donne sotto 15 U/1 sotto 18 U/I. Cosa significa un aumento dei valori
delle transaminasi? Cause più frequenti di un aumento dei
valori delle transaminasi sono: - un semplice sovraccarico del
metabolismo epatico - un'epatite infettiva (ad esempio,
epatite virale ma la diagnosi va confermata e sostenuta dai markers
dell'epatite) - una cirrosi epatica - tumori e metastasi del fegato - malattie delle vie
biliari, malattie di altri organi: ad esempio, infarto del miocardio, embolia
polmonare. Una diagnosi più precisa sul significato dell'aumento dei valori
delle transaminasi (ad esempio, un accertamento sull'entità dei danni
presenti nelle cellule del fegato) è possibile attraverso la determinazione
del rapporto GOT/GPT come pure
attraverso la determinazione di un parametro di laboratorio supplementare. (GammaGIutamilTransferasi gamma GT) Le GammaGT sono un importante enzima del metabolismo
proteico che reagisce molto sensibilmente in una serie di malattie del fegato
e delle vie biliari. Valori normali Uomini sotto
28 U/I Donne sotto
18 U/I. Cosa significa un aumento dei valori
gammaGT? Cause principali di un aumento dei
valori delle GammaGT sono: • abuso di alcolici • epatiti • effetti collaterali dei farmaci • malattie delle vie biliari e pancreatiti. Cause meno frequenti sono carcinoma del
fegato (o metastasi secondarie del fegato), infarto dei miocardio,
nefropatie e altre (le GammaGT non sono presenti solo nel fegato ma si
possono rilevare anche in altri organi, anche se in minore quantità). Un
aumento isolato del valore delle GammaGT non indica necessariamente la
presenza di una malattia; una diagnosi certa è possibile solo mediante
ulteriori esami di laboratorio come i
MARKERS dell'EPATITE B La fosfatasi alcalina deriva dalle ossa, dal fegato,
dalle vie biliari, dall'intestino tenue e da alcune componenti de sangue. Un
aumento del valore necessita perciò sempre di un'indagine più approfondita e
di un'attenta comparazione con altri valori di laboratorio. Valori
normali Bambini fino a
15 anni fino a 300 U/1 Ragazzi da Adulti sotto
170 U/I. Cosa
significa un aumento dei valori della fosfatasi alcalina ? E’ possibile rilevare un aumento dei
valori della fosfatasi alcalina soprattutto nelle malattie epatiche e delle
vie biliari, come nelle malattie
ossee. Per poter stabilire con precisione a quale organo sia da attribuire la
causa, è possibile misurare particolari sottounità (isoenzimi) della
fosfatasi alcalina, ottenendo così un isoenzirna epatico, un isoenzima pancreatico,
un isoenzirna osseo,e dell'intestino. Dovrà essere il medico a valutare se è
necessario e utile determinare questi valori, anche prendendo in
considerazione altri esami di laboratorio. La bile è costituita, insieme ad acqua e ad elettroliti, da
bilirubina, acidi biliari, colesterolo e altre sostanze liposolubili. La
bilirubina deriva in massima parte dalla degradazione dei globuli rossi
(eritrociti), che quando sono imperfetti o vecchi vengono
"segregati" nella milza, nel midollo osseo, nel fegato e
"scomposti" nelle loro parti costitutive. La parte dei globuli
rossi, l'eme, destinata al trasporto dell'ossigeno, viene scomposta
innanzitutto nella bilirubina giallognola, che può essere trasportata al
fegato solo tramite il legame con molecole proteiche presenti nel sangue.
Questa prima forma di bilirubina viene determinata dal laboratorio come bilirubina
libera o indiretta. Essa viene separata dalle proteine a livello epatico
e quindi legata ad uno specifico acido, l'acido glicuronico. Divenuta ora
maggiormente idrosolubile e indicata come bilirubina diretta o coniugata,
può essere eliminata con la bile nell'intestino ed eventualmente anche
tramite l'urina. E' quindi possibile determinare in laboratorio le diverse
frazioni della bilirubina e individuare in quale ambito dell'organismo si
trovi la causa di una eventuale alterazione dei valori. Valori
normali Adulti fino a 1,1 mg/dl Bambini fino a 1,0 mg/dl Neonati valori massimi a 5/6 giorni di
vita fino
a
13,5 mg/dl Non è normalmente presente nel sangue, i
valori fino a 0,30 mg/dl possono però essere ottenuti artificiosamente
tramite i comuni metodi di misurazione e sono ritenuti quindi
come normali.
(Si calcola mediante la sottrazione della bilirubina diretta dalla bilirubina
totale)
Adulti fino 1,1 mg/dl. Cosa
significa un aumento dei valori della bilirubina totale? Un aumento dei valori della bilirubina totale dovrebbe sempre indurre ad ulteriori accertamenti
di laboratorio mediante la determinazione delle
frazioni diretta e indiretta. Un aumento dei valori della bilirubina
indiretta può essere causato da: •
malattie che provocano un aumento della distruzione degli eritrociti circolanti (è il
caso in cui la perdita giornaliera supera il 5% -invece del normale
0,8% e il fegato non riesce più a metabolizzare i prodotti di
degradazione). •
neonati di 2 o 3 giorni di vita con fisiologico "ittero neonatale"
(il fegato è inizialmente ancora troppo im maturo per le sue funzioni) •
neonati che,presentano un fattore Rh (Rhesus) incompatibile con il sangue
materno •
soggetti con disturbi metabolici benigni di probabile origine ereditaria
(ittero familiare, ecc.) Un aumento dei valori della bilirubina
diretta può essere causato da: *infiammazioni acute del fegato (epatite A, B, C) vai
aiMARKERS
dell'EPATITEB *cirrosi epatica e steatosi epatica *tumori epatici *disturbi del deflusso biliare (ad
esempio *occlusione biliare a causa di calcoli o tumori *effetti collaterali causati
dall'assunzione di determinati farmaci. |
|
L'amilasi è un enzima prodotto dal pancreas e
dalla parotide. Provoca la trasformazione dell'amido in un monosaccaride
(glucosio). valori normali 40-250U/l Cosa
significa un aumento dei valori dell'amilasi? Valori alti si possono riscontrare in
presenza di: infiammazione acuta del pancreas
(pancreatite acuta)
valori normali 40 -175 U/l |
|
PRINCIPI
GENERALI La tiroide è situata nella regione dei collo,
davanti alla trachea, immediatamente al di sotto della laringe, ed è una
ghiandola ormonale di importanza vitale per il nostro organismo. Gli ormoni
tiroidei, cioè la tiroxina (T4) e
la tri-iodotironina (T3) hanno un
ruolo determinante nel metabolismo
basale, cioè nella velocità con cui le cellule del corpo a riposo
producono e consumano energia. Un eccesso di tiroxina comporta quindi un
maggior consumo di energia, un deficit di tiroxina comporta una riduzione dei
metabolismo basale. Il controllo della
produzione di tiroxina avviene attraverso una serie di meccanismi, dove
ipofisi e ipotalamo fungono da centrali superiori. Queste vengono
continuamente informate su fabbisogno e quantità disponibile di tiroxina ed
intervengono in caso di un aumento o di una diminuzione della produzione di
essa. Ecco perché il valore dell'ormone ipofisario stimolante la tioride TSH
ha grande valore. La materia prima più importante per la produzione di
tiroxina è lo iodio. L'alterazione
che si riscontra più frequentemente a carico della tiroide è un suo
ingrossamento. Esso viene chiamato gozzo
(struma) e la sua comparsa dovrebbe sempre essere ritenuta un valido
motivo di controllo delle funzioni tiroidee. Di routine dovrebbero innanzi
tutto essere determinati i valori della tiroxina (T4) e della tri-iodotironina
(T3). Oggi si preferisce determinare la frazione libera dei due ormoni. TSH,
TIROXINA (FT4) E TRI-IODOTIRONINA
(FT3) Valori normali (subordinati al metodo di determinazione
del laboratorio) TSH
adulti
0.2-0.4 mU/ml FT4 Adulti 5-12 mg/dl FT3 Adulti 80-180 mg/dl. Anche in presenza di un gozzo è possibile rilevare valori di
ormoni tiroidei normali; la causa di un ingrossamento della tiroide è spesso
una carenza di iodio nell'alimentazione. Cosa significa un aumento dei valori
della tiroide? Un aumento dei
valori della tiroide indica una iperfunzione tiroidea. A questo proposito
spesso si riscontrano nei soggetti colpiti i seguenti sintomi: • agitazione,
nervosismo, calo di peso, diarrea • tremore alle
mani • vampate di
calore • tachicardia,
disturbi del ritmo cardiaco. Cosa significa una riduzione dei valori
della tiroide? Una riduzione dei valori della tiroide indica una ipofunzione tiroidea. A questo proposito spesso si riscontrano nei soggetti colpiti i
seguenti sintomi: • aumento di
peso, stipsi • modificazioni
dei capelli, gonfiore della pelle • astenia,
depressione. |
|
I SALI MINERALI Insieme a un apporto adeguato di calorie acqua e vitamine, sono
indispensabili per la funzionalità degli organi anche i sali minerali, specie
il sodio, il potassio, il cloro e il calcio. Li troviamo all'interno
dell'organismo in concentrazione di grammi e vengono assimilati in tali
quantità con l'alimentazione. I sali vengono sottoposti a meccanismi di
eliminazione in grado di evitare una loro eccessiva concentrazione. il CALCIO
contribuisce alla formazione di ossa e denti; partecipa al processo di
coagulazione, alla conduzione del sistema nervoso, alla contrattilità
muscolare e alla difesa immunitaria. Fonti principali sono latte e latticini,
frutta, verdura, avena integrale e noci. valori normali 8.10 - 10.40mg/dl il POTASSIO
contribuisce all'equilibrio acido-base intraccellulare e alla ritenzione
idrica; alla trasmissione nervosa, all'attività muscolare e all'efficacia
della funzione di molti enzimi. Fonti principali sono la frutta come le
banane, la verdure, la frutta secca, le patate, il riso integrale, il latte. valori normali 3.5 - 5.5 mEq/l il SODIO contribuisce
all'equilibrio idrico intracellulare, alla trasmissione nervosa, alla contrattilità
muscolare. Fonti principali sono la carne, il sale. valori normali 135 - 145 mEq/l il CLORO contribuisce
all'equilibrio idrico intracellulare. Fonti principali sono il brodo di
carne, il sale. valori normali 100 - 112 mEq/l |
|
|||
|
|
|||
|
|
![]()
![]()