I
Templari

Prima di cominciare a scrivere questo breve
articolo sui Templari mi sono informato in giro per sapere qual è il grado di
conoscenza di questo Ordine Medioevale, facendo domande ad amici e conoscenti:
mi sono accorto che la maggiorparte non sanno cosa sono, o meglio siano stati,
esattamente. Alla domanda “Sai chi sono i Templari?” ho ricevuto le risposte
più varie: “Sono i cavalieri del Re”, mi ha detto un mio caro amico; “Erano
quelli che costruivano i Templi”, mi ha detto un altro mio amico. Risposte
vaghe e pressoché sbagliate. Vista la mia passione per questi antichi Ordini
ecco qui l’idea di scrivere un articolo sulla loro storia, sulla loro
organizzazione, sulle loro gesta, al fine di farli conoscere un po’ di più,
visto che hanno avuto un peso determinante nella storia medioevale con
ripercussioni anche successive.
Comunque, al fin di evitare delle incomprensioni
posso dare una prima definizione alla parola “Templari”: erano un Ordine
Cavalleresco Monastico che segnò la storia Medioevale, influenzando moltissimo
la cultura, il pensiero, la religiosità del tempo e lasciando delle tracce
indelebili... eppure i libri di scuola rimangono molto vaghi sull'argomento
"Templari".
Erano monaci guerrieri, proprio come gli Shaolin Monks, quelli orientali,
quelli che vanno tanto di moda ora… ebbene si, anche in Europa ci fu un tempo
questa figura che tanto affascina. Ce l’avevamo qui, ora l’andiamo a cercare
chissà dove.
Devo
inoltre dire un’altra cosa importantissima: l’ideale Templare. E’ vero, i
Templari nacquero con lo scopo di proteggere i pellegrini in TerraSanta (ma non
solo!), ma il loro ideale era dei più tolleranti, non volevano cacciare i
musulmani da Gerusalemme e dagli altri territori sacri ad entrambe le
religioni, ma volevano una convivenza pacifica tra le due culture ed in
generale tra tutte le culture del Mediterraneo; era l’ideale Giano
Bifronte (Due volti una stessa testa, come dire due religioni uno stesso Luogo
Santo) che poi fu erroneamente considerata idolatria nelle accuse rivolte
contro di loro nel famoso processo dei primi anni del ‘300, e si trasformò
(presumibilmente, non c’è una linea di pensiero certa in questo) secoli più
tardi in Baphomet, o Bafometto, che è una vera e propria invenzione, una
favoletta per macchiare ulteriormente la memoria Templare. Niente è più falso,
i Templari erano assolutamente dediti al Cristianesimo ed alla Chiesa a cui
rimasero fedeli fino alla fine, anche quando li tradì sotto le pressioni di un
Re avido ed ingiusto.
Ma
andiamo con ordine…

Le origini dei Templari si possono capire
solo se si va a guardare la storia della prima Crociata guidata dal
famosissimo Goffredo di Buglione a cui parteciparono in
tanti non certo mossi da interessi economici!
(come i maliziosi pensano e come molti storici accusano). A dimostrazione di
questo si può guardare la condotta di Goffredo di Buglione dopo
la conquista: sarebbe potuto diventare Re di Gerusalemme, (era lui a capo della Crociata, non
sarebbe stato strano) ma rifiutò la carica, volendo essere soltanto
“Difensore del Santo Sepolcro” e lasciando il governo della regione a
Baldovino… mai visto ideali più puri.
Comunque, una volta riconquistata
Gerusalemme, la maggiorparte dei Crociati tornò in Europa, alle loro case e
alle loro famiglie, lasciando così Gerusalemme quasi senza protezione. Proprio
in questo momento entrano in gioco i Templari. Hugues de Payns (NON Ugo
da Pagani di vicino Salerno, come qualcuno erroneamente dice), insieme ad altri
otto cavalieri partono dalla Francia per andare in TerraSanta con lo scopo
di difendere i pellegrini dagli attacchi delle bande dei musulmani… venivano
chiamati inizialmente i “Poveri Cavalieri di Cristo” ed erano un Ordine contemporaneamente
monastico e guerriero. Questa fu un’idea veramente rivoluzionaria per quel
tempo! Scavalcò la tradizionale divisione sociale
formata da: Bellatores (coloro che
combattevano), Oratores (coloro che pregavano), e Laboratores (coloro
che lavoravano).
I monaci
cosiddetti tradizionali pronunciavano tre voti, ossia obbedienza, povertà e castità: i Templari, oltre a questi tre voti, ne pronunciavano anche un quarto, cioè lo "stare in armi", quindi il combattimento armato. Erano,
come ho già detto, dei veri e propri monaci guerrieri.
Questi nove
Cavalieri si presentarono nell’anno Domini 1118 al Re di Gerusalemme Baldovino
II mettendosi a disposizione per la protezione dei pellegrini ed il
pattugliamento delle strade a Gerusalemme e dintorni. Qui sorgerebbero delle
critiche e cioè: Gerusalemme era stata da poco conquistata e l’esercito di
Goffredo era per la maggiorparte ripartito per l’Europa, inoltre i musulmani
era decisi a riprendersi la loro seconda città Santa (dopo la Mecca
ovviamente!), considerando l’impresa dei Crociati come un vero e proprio “colpo
di fortuna”, erano cioè nel posto giusto nel momento giusto… ma allora, il
neonati Templari come avrebbero potuto difendere i pellegrini in nove? Un
numero così esiguo non poteva eventualmente far fronte ad un assalto da parte
di una banda di predoni di cinquanta persone! Ebbene, io rispondo che il loro era
un ideale, un’idea, offrivano i loro
servizi per uno scopo senza pretendere troppo… mi vengono in mente due frasi
famose e cioè: “Roma non fu costruita in un giorno” e “E’ sempre così che
comincia tutto, dal molto piccolo”… ma queste sono mie personali opinioni.
Dopo averli
ascoltati, Baldovino II concesse loro come quartier generale un'ala del
monastero fortificato di Nostra Signora di Sion, accanto a quello che era stato
il Tempio di Salomone per cui il loro nome fu cambiato in "Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di
Gerusalemme", e furono più semplicemente riconosciuti come "Templari".
Siccome non c’erano precedenti (era la prima
volta che facevano la comparsa dei monaci-guerrieri) era necessario quindi
trovare una posizione chiara e precisa, ricercando anche una Regola che si
adattasse perfettamente alla situazione. Non è un caso se da questo momento
entra nelle vicende Templari, uno dei personaggi più carismatici ed autorevoli
del tempo: Bernardo di Chiaravalle, diventato poi Santo.
Fu
proprio nel Concilio di Troyes che presentato il 'De
laude novae militiae' (elogio della nuova
milizia),vero e proprio proclama di esaltazione dell'Ordine Templare, che ebbe
non poca importanza per il successivo sviluppo dell’Ordine. Ne cito una parte:
A Troyes poi i Templari adottarono un motto:
"Non nobis Domine, non nobis, sed
nomini Tuo da gloriam", ossia "Non
a noi, Signore, non a noi, ma al Tuo nome sia gloria". Anche qui c’è poco
da aggiungere, è facile immaginare come un simile motto possa accendere gli
animi di tutta Europa, un’Europa medioevale con alti Valori morali e molto
devota alla religione Cristiana.
La Regola Templare era formata da 72
articoli ed era durissima. Veniva vietato qualsiasi contatto con le donne (non
si poteva baciare neanche la madre, ma bisognava salutarla compostamente
chinando il capo), non si poteva andare a caccia, erano banditi il gioco dei
dadi e delle carte, aboliti mimi, giocolieri e tutto ciò che è divertimento,
non si poteva ridere scompostamente, parlare troppo o urlare senza motivo, i
capelli andavano corti o rasi, in inverno la sveglia era alle 4 del mattino, in
estate alle 2 per pregare, bisognava dormire “in armi” per essere sempre pronto
alla battaglia. C’erano regole anche sul modo di mangiare e sul modo di
vestirsi. Bisognava veramente avere una sincera vocazione per sottomettersi a
tali ferree regole!
Un punto fondamentale della
Regola è: "Perché
cristiano, mai la spada di un Cavaliere del Tempio venga brandita contro un
altro cristiano se non per ragioni di difesa del Luogo Santo"… i Templari quindi non
avrebbero mai potuto uccidere o combattere un altro Cristiano, se non per la
difesa del Luogo
Santo,
in quanto era
considerato di tutti e tutti avevano il diritto di visitarlo per motivi di
preghiera, quindi era lecito difenderlo da chiunque avesse cattive intenzioni, fosse musulmano o meno. Da qui si può dedurre che i
Templari non combattevano i Musulmani perché non erano Cristiani (la famosa
lotta all’infedele, una delle critiche più usate verso i Templari), ma per
motivi di difesa! Questo è importante sottolinearlo.
Dopo questa approvazione ecclesiastica
ufficiale, la fama dell'Ordine del
Tempio crebbe rapidamente ed in modo vertiginoso, con essa crescendo anche la potenza e la ricchezza
dell'Ordine stesso, che ricevette elargizioni e donazioni spontanee
praticamente da ogni strato sociale.
Importantissima (anzi
vitale) fu la bolla "Omne datum
optimum" del
1139, di papa Innocenzo II che concesse all'Ordine la totale
indipendenza,
compreso l'esonero dal pagamento
di tasse e gabelle,
oltre alla direttiva secondo la quale l'Ordine
non doveva rendere conto a nessuno del suo operato, tranne che direttamente al
Papa. Diventò un organismo a
parte con una posizione molto privilegiata. Aggiungerei anche scomoda per molti
regnati.. il fatto di avere una potenza come quella Templari all’interno dei
proprio domini non è proprio un bene per l’autorità! Ma all’inizio una simile
idea neanche sfiorava le menti dei Sovrani, tutti erano dediti e riconoscenti
ai Templari, anzi, era un onore avere nei propri possedimenti una maggione
Templare! Solo più tardi, con il graduale decadimento della spiritualità e il
costante aumento dell’importanza del denaro e del potere, qualcuno iniziò a
provare un sentimento di invidia verso i Templari, fino ad arrivare all’atto di
Filippo il bello, di cui però parlerò più tardi…
Hugues tornò a
Gerusalemme con un gran numero di reclute, che divennero perfetti cavalieri
templari combattenti, grazie alla vita comunitaria che conducevano, alle
preghiere ed agli allenamenti durissimi… saldi nel corpo e nello spirito.
Tra i
crociati si erano sempre distinti per la loro incredibile determinazione
in battaglia, avevano disciplina disumana e una spietata fermezza
di fronte all’avversario. Le loro cariche erano famose e non lasciavano quasi
mai speranza agli avversari… provate voi ad immaginare di essere caricati da
300 cavalieri ben addestrati, ben protetti dalle loro armature e scudi e
soprattutto con una determinazione difficile da ritrovare in altre situazioni…
avete per caso idea di come trema il terreno sotto 300 cavalieri pesanti? Avete
idea del polverone che si alza dietro di loro? Avete idea del rumore assordante
che producono? Uno spettacolo a cui (penso) nessuno vorrebbe assistere da “bersaglio”!
Il solo impatto psicologico di ciò bastava a mandare in rotta e a creare una
gran confusione tra le truppe che ricevevano la carica. Non a caso venivano
chiamati dai musulmani i “diavoli rossi”, mentre i Gerosolimitani erano
chiamati i “diavoli neri”.
Famosissima è la frase che recita: “i coraggiosi monaci cavalieri che non
chiedevano mai quanti fossero i nemici, ma dove fossero.”.
Ma non furono protagonisti solo in TerraSanta:
quando le orde mongoliche minacciarono l’Europa i Templari contribuirono non
poco alla sua difesa, che trovò provvisoria soluzione con la battaglia di
Liegnitz nel 1241. Nella penisola iberica stettero parimenti in prima linea, i
sovrani di Spagna e Portogallo difficilmente avrebbero conseguito le loro
vittorie senza i Templari, non invano affidarono loro le proprie fortezze più
munite e li ricoprivano di munifici donativi.
Anche la
flotta Templare era tra le migliori, nessuno si sarebbe mai azzardato ad
attaccare una nave battente bandiera Templare e i Saraceni se ne tenevano ben
alla larga. Famosi erano i Templari nordici, che portarono con loro nella vita
monastica le loro preziose conoscenze in campo di nautica e battaglie navali.
C’è però un problema: uccidere in nome di
Dio è un concetto sottoposto a critiche di ogni genere, va chiarito questo
fatto.
San Bernardo di Chiaravalle, riprendendo il concetto
della "guerra giusta" espresso da Sant'Agostino, considerò il voto templare dell'uso delle armi contro chi
attaccava i pellegrini diretti al Santo Sepolcro per pregare (non andavano mica
a conquistare o a rubare, agivano per pura vocazione religiosa e spirituale)
non una intenzione di "omicidio", ma una vera e propria azione contro
il Male, ossia un "malicidio" (vedi sopra 'De
laude novae militiae'),
anche perché, come ho già detto, i Templari difendevano il Luogo Santo, che
doveva essere a disposizione di tutti, quindi chiunque avesse preteso di
tenerlo soltanto per se sarebbe stato considerato “male” e andava per cui
debellato… quindi i Templari non uccidevano senza motivo o perché gli arabi
“erano infedeli”, questo dev’essere chiaro.
Per noi uomini di oggi è
difficile accettare violenza giustificata da motivazioni religiose, ferisce la
“sensibilità” di molti, ma bisogna entrare nella mentalità dell’epoca (anche se
è molto, ma molto difficile) e non
pensare subito “è sbagliato”. Allora il Cavaliere dell’Ordine era il Guerriero
di Dio per antonomasia, ed il suo compito era servire Dio combattendo l’eresia
e le ingiustizie. In TerraSanta i musulmani stavano commettendo crimini che
vanno fuori di ogni cognizione: le popolazioni europee erano fin troppo stanche
dei soprusi che dovevano subire in TerraSanta, da centinaia di anni!
Fin dall’800, infatti, i
pellegrini che si recavano al Santo Sepolcro venivano uccisi, derubati, le
donne violentate, nel migliore dei casi veniva imposta loro una forte tassa. La
setta degli “Assassini” nacque proprio in questo periodo ed aveva come scopo
l’uccisione sistematica dei pellegrini Cristiani! Questo atteggiamento
intollerante da parte dei musulmani portò ad una reazione
violenta degli Europei,
anche se ci vollero circa 300 anni
di ingiustizie per fare veramente “arrabbiare” i popoli europei.
Bernardo di Chiaravalle
con 'De laude novae militiae' espresse bene questa mentalità. Prego il lettore
di non accusare quindi l’operato dei Templari e dei Crociati in generale a
priori, ma di immedesimarsi un attimo in quella che era la situazione
nel XI secolo: veder sterminata la propria famiglia o i propri amici che si
erano recati in pellegrinaggio in TerraSanta non doveva essere affatto cosa
piacevole, come non lo sarebbe adesso. Pensateci un po’ su e cercate di
liberare la mente da tutti gli odierni condizionamenti… capisco che il concetto è un po’ difficile,
ma diventa tutto più semplice se si pensa che la nostra mentalità è diversa da
quella di un uomo medioevale (ma non l’intelligenza o la cultura: gli uomini
medioevali erano intelligenti come noi ed è solo la presunzione dell’uomo
moderno a volervo più acculturato). Oggi abbiamo un utile strumento di politica
estera, la diplomazia, ma fino al 1940 la guerra era uno strumento “normale”
per le relazioni internazionali, quindi non bisogna tornare troppo indietro nel
tempo per trovare la guerra come concetto “normale”. Inoltre, vorrei aggiungere
che secondo il mio modestissimo parere la diplomazia non sarebbe servita a
molto nel XI° secolo: i predoni avrebbero smesso di derubare, uccidere o
violentare i pellegrini? I Sultani avrebbero speso una sola moneta o
sacrificato un solo soldato per sedare le scorrerie contro i popoli europei?
No, secondo me, no.
Ma torniamo ai Templari… le ricchezze ottenute dai Templari furono impensabili
e loro stessi furono bravi a gestirle: non lasciavano il denaro in eccesso a
marcire in buie stanze, ma lo investivano in maniera redditizia, soprattutto
facendo servizio di tesoreria per nobili e re e prestando il denaro, certo, da
Cristiani non potevano chiedere interessi, ma sapevano come non subire danni
con tariffe di prestito. Sfido chiunque ad azzardare la critica “non dovevano
chiedere interessi di alcun genere”, perché in tal caso l’accusatore dovrebbe
andare su un bel dizionario a cercare la parola “inflazione” e rendersi conto
della perdita di valore reale che ha la moneta con il passare del tempo.
Erano famosi anche perché “compravano sempre e non vendevano mai”.
Gli affari che svolgevano erano soprattutto
di quattro categorie:
1-deposito tributi e somme di denaro di un
principe votatosi alla Crociata
2-Trasferimento in TerraSanta di dette somme
3-riscossione delle decime Pontificie per le
Crociate
4-prestiti a principi o nobili, che
motivassero tale bisogno di denaro con pii motivi.
Una piccola curiosità che voglio dirvi: a loro è dovuta anche l’invenzione
dell’assegno! O meglio, del Travel Cheque, che è comunque un assegno. Per
esempio i pellegrini che si volevano recare in TerraSanta, ma avevano paura di
essere rapinati, potevano lasciare denari in una qualsiasi maggione templare e
ricevere una quietanza di riscossione; all’arrivo in TerraSanta portavano la quietanza
nella maggione e tornavano in possesso della somma di denaro lasciata prima
della loro partenza.
Questo aspetto finanziario dell’Ordine però
non vi deve portare ad una visione negativa dell’Ordine! Non erano strozzini
senza scrupoli o financial manager in cerca del massimo profitto! Le loro
tariffe di prestito erano la metà degli interessi richiesti dalle banche
fiorentine… anche perché, scusate, se come qualcuno dice che i Templari erano
avidi di denaro e strozzini allora come mai in moltissimi affidavano i loro
averi all’Ordine e molti chiedevano prestiti proprio a loro? L’elemosina era
una delle attività più importanti dell’Ordine ed era sempre molto munifica. Non
mancarono mai di sfamare gli affamati con mense per i poveri e adibirono
ospedali per i malati e gli invalidi, nonché centri di accoglienza per i
pellegrini in TerraSanta. Come si può vedere investirono molto bene i loro
averi, anzi, non c’era modo di investirli meglio!
Quella che per alcuni ara considerata
l’avarizia dei Templari, era al contrario parsimonia. L’oculata amministrazione
dei beni templari era nemica di ogni spreco, per cui favoriva l’arricchimento
dell’Ordine.
Bisogna poi ricordare che ad essere ricco
era l’Ordine nel suo complesso, i singoli monaci erano dediti alla povertà.
Nonostante avessero più oro di qualsiasi monarca europeo dormivano in stanze
sempre
molto
spartane, vestivano e mangiavano come indicava
Da notare che il più famoso sigillo
templare era un cavallo cavalcato da due cavalieri, che sta ad indicare 2
cose:
1-la povertà
iniziale dei cavalieri che erano costretti ad andare in due su un solo
cavallo
2-il dualismo
universale delle cose, a cui si rifà il loro ideale, cioè (torno a dirlo,
vista l’importanza) la convivenza pacifica in TerraSanta della cultura
Cristiana e di quella Islamica. Questo dualismo si può notare anche nel
loro stendardo, il Baussant, per metà nero e per metà bianco, di cui parlerò
tra breve. Faccio anche notare che una simile concezione è molto simile al Tao
orientale, simbolo usato oggi universalmente per indicare il dualismo delle
cose, simbolo che c’era anche qui in Europa e che indicava lo stesso concetto,
ma per qualche strano motivo e stato dimenticato, e viene snobbato.
I Templari quindi godevano di
un’altissima stima da parte delle popolazioni Medioevali, li vedevano come la
Cavalleria di Cristo, i Templari erano l’incarnazione del vero spirito
Cavalleresco, che Bernardo di Chiaravalle contribuì ad esaltare con i suoi scritti…
un’altra frase famosa di Bernardo di Chiaravalle è: “quale gioia per
Gerusalemme acquistare dei difensori fedeli!”
Simili lodi non possono essere state fatte a
caso! I Templari erano un esempio.
Un aspetto da notare è la gerarchia,
l’assoluto rispetto per i superiori, esistevano i Marescialli, Precettori, i Balivi, i Priori, i
Gran Priori. Era una organizzazione perfetta, visto che ognuno per la gestione
interna era totalmente indipendente dall'altro, e ognuno doveva rendere conto
al suo superiore diretto, fino ad arrivare al Gran Maestro che era il
"primus inter pares", cioè il primo tra i pari e la cosa dice molto
su come la pensassero rispetto alla gerarchia. Quando
moriva un Gran Maestro, il Maresciallo convocava i Dignitari, tra i quali veniva
nominato un Gran Commandatario, il quale formava un consiglio di 12 Templari
che dovevano procedere alla elezione del nuovo Gran Maestro. Erano 12, in
quanto 12 erano gli Apostoli di Gesù.
C’era poi un Gran
Siniscalco che si occupava dell’amministrazione dell’Ordine, delle ancelle
Templari, per la pulizia ed il rammendo delle vesti e dei Fratelli Serventi che
si occupavano dei cavalli e dell’armamento. Sergenti venivano chiamati i
novelli dell’Ordine e non era concesso loro di portare il mantello candido, ma
ne avevano una nero o marrone, soltanto con il rito ufficiale avrebbero poi
potuto indossare al divisa templare.
Vorrei chiarire una cosa: a me non piace
molto riportare date su date, luoghi, nomi, come nei migliori libri di storia,
la mia intenzione con questo breve articolo è quella di far conoscere i
Templari come erano nella loro mentalità, nei loro obiettivi e nella loro
purezza di spirito, quali sentimenti, emozioni, sicurezze e speranze donavano
alle popolazioni medioevali, cosa molto difficile da fare se ci si trova di
fronte soltanto a date e nomi.
Questo però è un aspetto che non trascurerò, ma ne parlerò brevemente proprio
ora:
la prima vera battaglia Templare fu con il
secondo Gran Maestro, Roberto di Craon, nel 1138 a Tecua, vicino
Ghaza, dove i Templari ebbero una gravosa sconfitta, dovuta al fatto che i
comandanti Crociati non vollero ritirarsi dopo aver conquistato la città
(opzione consigliata da Roberto di Craon, visto che la città non era
sufficientemente fortificata) dando il tempo ai musulmani di riorganizzarsi e
di reagire compiendo un vero e proprio massacro.
La situazione in TerraSanta comunque non era
delle migliori, un incredibile condottiero islamico dominava la scena: Zengi,
un uomo che riuscì a riunire gli sceiccati mettendo assieme un formidabile
esercito pronto a tutto pur di riconquistare le terre una volta loro. Zengi
iniziò fra i musulmani la predicazione della "jihad" o guerra
santa, incitandoli alla riconquista dell'intero Oriente. Alla testa del suo
esercito, nel 1128 si impadronì di Aleppo e il Principato di Antiochia, fino a
conquistare nel 1144 Edessa e tutta la sua Contea.
La caduta di Edessa provocò un grande
scalpore in Europa Baldovino III chiese al Papa Eugenio III di bandire un'altra
crociata, cosa che avviene il primo dicembre 1145 con le relative bolle
pontificie.
San Bernardo di Chiaravalle
girò l’Europa infiammando le folle e i Re (tra cui Corrado III di
Germania, che inizialmente non voleva partire). Le truppe Crociate quindi
partirono. Dopo molte peripezie (non è questa la sede per dilungarmi) si
ritrovarono a Gerusalemme Luigi VII, Corrado III, Il Gran Maestro Templare,
quello degli Ospitalieri e quello dei Teutonici, che insieme presero la
decisione di attaccare e conquistare Damasco. Gli eserciti Crociati vennero
schiacciati da Nur-Ed-Din (successore di Zengi) e dal suo esercito che
non risparmiarono nessuno: sia il terreno che le strategie di battaglia furono
a favore dell’esercito musulmano.
Importantissimo fu l’avvenimento del 1150,
quando Baldovino III dopo aver fatto fortificare la città di Gaza la
donò ai Templari, perché la
difendessero e perché facessero sentinella al sud della Palestina.
Ci fu una vera e propria “Crociata di pietra” a questo punto: per contrastare
la riscossa islamica i Templari (come anche gli Ospitalieri e i Teutonici più
tardi) allestirono una poderosa catena di castelli, in posizioni
strategiche. Le fortificazioni riproducevano la struttura delle Chiese
Templari. Queste ultime (rigorosamente ispirate alla Cupola) traducevano a loro
volta in pietra la Croce Patente, emblema dell’Ordine. Le Chiese infatti
irradiavano quattro bracci dall’altare del Sacrificio, schema probabilmente
anche ripreso dai Cistercensi, ed avevano tutte delle cifre simboliche rituali,
come ad esempio l’orientazione dell’edificio (cioè la sua disposizione, secondo
costanti astronomiche), la disseminazione di richiami sia scultorei che
iconografici alla luce solare ed alla sua lotta contro le Tenebre, la Croce
patente ecc… (vedi anche il paragrafo “Misteri Templari”).
Alla stessa stregua erano le fortezze
Templari, normalmente a pianta quadrata con quattro possenti torrioni a guardia
degli angoli della fortezza… anche loro erano piene di richiami simbolici e
cifre iniziatiche, nulla era lasciato al caso, anche il più piccolo particolare
aveva un suo significato intrinseco e probabilmente “esoterico”.
Nel 1177 furono però proprio i Templari al seguito di Re Baldovino IV il
Lebbroso a far ripiegare 25.000 uomini di Saladino, presso Ascalona e, ancora,
a batterlo presso Montgisard, costringendolo alla fuga, quasi da solo, a dorso
di un cammello. Una straordinaria vittoria se si pensa alla difficoltà del
terreno e all’inferiorità numerica dei Crociati.
Nel 1178, Baldovino fece costruire una fortezza, chiamata "Guado di
Giacobbe", che fu affidata ai Templari.
Tutto sembrava calmo, ma nel febbraio del
1179 Saladino attaccò ed invase la Galilea, senza però tener conto della
resistenza della fortezza templare del "Guado di Giacobbe", che non
cadde, ed impedì a Saladino di raggiungere Gerusalemme. Ma non era finita qui:
il 10 giugno 1179, presso Mesaphat, l'esercito cristiano di Raimondo III
ed i Templari si scontrarono con l'esercito musulmano. Fu un massacro, tanto
che Saladino poi conquistò il Guado di Giacobbe, giustiziando tutti i templari
di stanza nella fortezza, e prendendo prigioniero il Gran Maestro, Odo di
Saint-Amand, che però non volle che fosse pagato nulla per il suo riscatto, e
finì i suoi giorni morendo di fame e di stenti nel carcere di Damasco.
Tra il 1182 ed il 1186 (anno della morte di
Baldovino IV) si susseguirono altri successi Templari, ma si trattava però di
vittorie di Pirro: ogni battaglia ne assottigliava le file, insieme a quelle
degli altri Crociati e Ordini Cavallereschi…
Infatti nel 1187 ci fu una storica sconfitta
dei Crociati, di cui non posso non parlare. Saladino raduna ed organizza il più
grande esercito che si sia mai visto: fra cavalieri, arcieri e fanti, oltre
30.000 uomini erano agli ordini del condottiero musulmano (le stime più alte
arrivano a 60.000 uomini), da opporre agli eserciti Crociati, per riconquistare
Gerusalemme.
La vera battaglia si svolse ai corni di Hattin il 4 Luglio 1187. L'esercito
Crociato dopo vari giorni di dura marcia e senza acqua (l'unica risorsa d'acqua
era presidiata dai musulmani) si scontrano con l'esercito di Saladino. Non
starò qui a descrivere la battaglia, però Saladino riuscì ad accerchiare
l'esercito Cristiano che fra l'altro non aveva un'unica guida, ma ogni reggimento
aveva un suo capo. Gli Ospitalieri erano guidati da Ruggero de Molinis, i
Templari da Ridefort e le altre truppe Cristiane da Rinaldo di Chatillon e da
altri Baroni; così diviso l'esercito Cristiano perse molto in efficacia e se ci
si aggiungono la stanchezza e la sete si capisce bene perchè i Cristiani
furono duramente battuti.
Vorrei sottolineare una frase detta da
Saladino a conclusione di questa battaglia quando doveva decidere di cosa fare
dei prigionieri Templari e Ospitalieri: ”Voglio purgare la Terra da questi
guerrieri immondi che non rinunciano mai alla loro ostilità, non rinnegano mai
la loro fede e non saranno mai utili come schiavi”… Saladino sembrava
dimenticare la sua proverbiale magnanimità di fronte ai monaci-guerrieri che infatti
fece uccidere o marcire in buie celle… e pensare che in seguito i Templari
furono accusati dal Re di Francia di rinnegare il Cristo nell’iniziazione
all’Ordine: già il solo odio da parte di Saladino nei confronti dei Templari fa
cadere qualsiasi accusa di eresia, ma ne parlerò più tardi.
Questa sconfitta portò a non poche ripercussioni
per i Regni Cristiani in TerraSanta. Fra l’altro si racconta anche che in
questa battaglia fu persa per sempre la Vera Croce, che cadde in mani
musulmane.
Eliminato il grosso dell'esercito Cristiano Saladino aveva ormai la strada
aperta verso Gerusalemme.
Una dopo l'altra, cadono in mano araba Tiberiade, Acri, Nablus, Giaffa, Sidone
ed Ascalona. Rimaneva Gerusalemme. Dopo alcune settimane di assedio, il 2
ottobre 1187 la Città Santa cade nelle mani di Saladino.
La crociata che ne seguì, guidata dal famoso Riccardo Cuor di Leone e da
Federico Barbarossa (che morì annegato prima di arrivare in TerraSanta) si
risolse soltanto con un patto con i musulmani che lasciarono una striscia di
terra sul mare ai Cristiani da Tiro a Giaffa, come porto per lo scalo dei
pellegrini. La città Santa era però in mani musulmane e Saladino fece abbattere
tutte le croci ed in generale i segni Cristiani nella città, sostituendoli con
mezzelune e simboli sacri all’islamismo. Saladino però si mostrò magnanimo con
la popolazione di Gerusalemme che non venne massacrata, ma venne risparmiata,
anche se dietro il forte pagamento di un riscatto.
La scomparsa dei protagonisti degli ultimi anni di guerra (Saladino nel Marzo
del 1193, il nuovo Gran Maestro del Tempio Roberto di Sablé, poco dopo Corrado
di Monferrato, pugnalato da due “assassini” il 28 aprile 1192) anziché spianare
subito la via ad intese pacifiche produsse l’inconsueta contrapposizione tra i
diversi Ordini religioso cavallereschi e precisamente tra Ospitalieri e
Templari, accusati dai primi d’essersi impadroniti dell’eredità di un loro
cavaliere nel territorio di Margate.
Dopo la caduta di Gerusalemme e di tutto il regno,
il 6 aprile 1291 Acri fu assediata da oltre 50.000 uomini. La guarnigione
templare tenne duro: il 18 maggio tutta Acri era in mano musulmana, tranne la
fortezza dove si erano arroccati gli ultimi 150 Templari. Tennero testa a
tutti gli attacchi per dieci giorni, fino a quando i musulmani non
riuscirono a forzare le difese, sfruttando anche il loro numero elevato.
Morirono tutti quanti, compreso il loro Gran Maestro Guillaume de Beaujeu (si
dice combattendo fianco a fianco con il Gran Maestro degli Ospitalieri), tranne
una decina che riuscirono a scappare… per finire di lì a poco in mano ai
carnefici francesi (questo fatto lo spiegherò meglio nella sezione “Il Processo
Infame”). La caduta di San Giovanni d’Acri era stata preceduta da quella della
Rocca Bianca, a Safila, baluardo dei Templare, e del Krak des Chevaliers,
pilastro degli Ospitalieri, anche se in quest’ultimo caso la fortuna giocò a
favore dei musulmani, infatti fu a causa di un terremoto che una parte delle
mura crollò, permettendo agli islamici di penetrare all’interno della fortezza,
altrimenti considerata inespugnabile!
Nel 1303 anche l’isoletta senz’acqua di Ruad, dopo 13 anni di resistenza, venne
evacuata. Tutta Outremer era tornata sotto il dominio islamico, anche se ciò
non significava la conversione di tutta la popolazione all’Islam.
L'avventura cristiana in Terrasanta era
definitivamente terminata. Gli eserciti europei non metteranno più piede in
TerraSanta fino ai nostri giorni, anzi, fino al XVIII secolo l’Europa stessa fu
minacciata da attacchi musulmani (cito ad esempio Solimano). In due secoli i
Templari avevano lasciato sul terreno dei Regni Cristiani d’oriente oltre
12.000 cavalieri, 12.000 guerrieri dediti alla Croce, alla difesa dei
pellegrini e al loro ideale di tolleranza…
Il Tempio si ritirò a Cipro dove vennero eletti due
Gran Maestri: Thibaud Gaudin nel 1291 e nel 1294 Jacques de Molay, l’ultimo
Gran Maestro.
E’
doveroso scrivere almeno poche righe sul metodo di combattimento di questi
incredibili guerrieri. Posso dire subito che la stragrande maggioranza dei Templari combatteva a cavallo, mentre i
sergenti e i novizi erano soliti combattere a piedi. Naturalmente in
combattimento il loro asso nella manica era la devastante carica… non molto
facilmente si può immaginare la devastazione e il panico che può creare una
carica di cavalleria pesante in mezzo alle fila di fanteria! Io ho provato molto spesso ad
immaginarlo, ed è veramente pauroso! Immaginate guerrieri coperti di metallo su
pesanti destrieri che si lanciano ad incredibile velocità sulla vostra unità di
fanteria con spianate le loro letali lance… E’ molto difficile riuscire a
reggere un simile impatto fisico e sopratutto psicologico!
L’unità base della cavalleria Templare era la lancia, o concroi, formata da 20
o 30 Cavalieri e comandate da un Commendatario. Erano formate da una fila di
Cavalieri pesantemente corazzati nella fila anteriore, appena dietro di essi
una fila di sergenti a cavallo disposti su due file seguiti ancor più dietro
dagli scudieri. Il Commendatario si riconosceva rispetto ai Cavalieri normali
perché aveva sulla lancia un pennoncino di colore bianco-nero che serviva per
guidare i Cavalieri a lui affidati anche verso obiettivi diversi da quelli del
resto della formazione.
Il pennoncino era dello stesso colore dello stendardo dei Templari, il Baussant,
oppure Baucent, o ancora Vaucent, da alcuni tradotti come “Valgo per Cento”, un
avvertimento ben chiaro per i nemici! Comunque era una parola che inneggiava
alla bellezza della vittoria. Il Baussant era per metà nero e per metà bianco e
questi due colori stavano a significare la loro duplice vocazione (come
ricordavo anche all’inizio): far vivere la fede e dar morte all’errore
(quest’ultimo invece era lo scopo principale dei Cavalieri Teutonici). Secondo
un’altra interpretazione è il confronto tra il Bene ed il male… comunque il
dualismo Templare si nota in moltissimi particolari del Tempio, a partire dai
loro sigilli (un cavallo con sopra due Cavalieri). Il Vaucent che era importantissimo
per i Templari, chi lo portava veniva severamente punito in caso di
insubordinazione, viltà o negligenza.
Scendevano in campo ripetendo il loro motto “Non nobis domine, non nobis,
sed nomine tuo da gloriam” dopo la recita del Salmo “Ecce quam bonum”.
La Croce rossa patente sulla spalla sinistra dell’ampio mantello bianco
ricordava il sacrificio di Cristo e la sorte che li attendeva nella difesa dei
luoghi Santi; ma nello stesso tempo traduceva in simbolo solare, trionfale, il
segno del martirio. Era in poche parole presagio di sangue e promessa di
gloria, quale appare anche in Dante (Paradiso, XIV-103 e seguenti). Per i
Templari, infatti, le battaglie riservavano due sole prospettive: la vittoria o
la morte. Usavano far strage di nemici, non perché provavano piacere
nell’uccidere, ma per compensare con il terrore l’irrimediabile inferiorità
numerica… sapevano che solo la vittoria o la morte sul campo li potevano
sottrarre alle atroci torture a cui venivano sottoposti quando cadevano nelle
mani dei musulmani; da qui una delle principali ragioni dello straordinario
eroismo di cui dettero ripetute prove.
Questo è
veramente un bell’argomento, tanto bello quanto difficile da trattare. Nel
corso degli anni infatti si sono venute a creare moltissime leggende intorno ai
Templari e quindi dire qual’ è la “linea di confine” (per citare un famoso
programma televisivo) tra verità e leggenda risulta un compito difficilissimo.
Io proverò a farlo, ma le conclusioni dovranno essere a vostra discrezione.
Cominciamo dall’inizio: dall’origine del
fantastico tesoro dei Templari. Certo, era formato anche da oro, monete,
oggetti d’arte e quant’altro, ma c’era anche qualcos’altro, qualcosa di mistico
e di antico.
Bisogna partire dall’anno 70 D.C. quando sotto il regno
dell'imperatore Tito, i romani assaltarono il Tempio di Salomone e lo
saccheggiarono, uccidendo tutti quelli che trovarono al loro interno, e
portando via, il tesoro là custodito. Ma alcuni sacerdoti, prima dell'assalto
delle truppe romane, erano stati avvertiti del pericolo imminente, ed allora
pensarono di nascondere quello che per il popolo ebraico vi era di più sacro
nei sotterranei del Tempio, inaccessibili in quanto pieni di labirinti e di
trappole. Lo stesso costruttore del Tempio era uno degli ingegneri più
importanti dell’epoca e costruì sotto il Tempio la famosa stanza “Sancta Sanctorum” dove Salomone
nascose il suo tesoro. Si dice che i romani non trovarono questa stanza e i
sacerdoti fecero una specie di inventario su quello che c’era custodito. Il
tesoro era composto da reliquie sacre di non poco conto, come l’Arca dell’Alleanza, la Vera Croce, la Sindone, il Graal, la Menorah (il candeliere a
sette braccia completamente d’oro) suppellettili, vasi d'oro e di bronzo, pezzi
di colonne, ma soprattutto tanti, tantissimi documenti, in papiro o in fogli di
rame, antichissimi sui quali vi erano
scritti dei segreti che era possibile rivelare solo a pochi eletti con
informazioni di capitale importanza per capire profondamente delle dottrine cristiane
ed ebraiche.
Alcuni di questi sacerdoti riuscirono però a
sfuggire alla strage perpetrata dalle truppe romane, proprio nascondendosi in
questi sotterranei e poi, non potendo più rimanere in Palestina, partirono
raggiungendo l'Europa, sparpagliandosi per il continente. Essi formarono nuclei
familiari, che si tramandarono di padre in figlio quello che consideravano
"il segreto del Tempio". Per ogni famiglia, ad ogni primogenito
veniva svelato, al momento della maggiore età, questo segreto, e solo a lui.
Ovviamente queste famiglie erano di ceppo ebraico, ma con l'andare dei secoli
ci fu una vera e propria "cristianizzazione" di questi nuclei, che
rimasero comunque sempre in contatto, e formarono una specie di confraternita
che venne chiamata "Rex Deus".
Questa
organizzazione si portò dietro il segreto per secoli, finché non colse
l’occasione di tornare in TerraSanta a riprendersi ciò che era loro con la
prima Crociata, quella di Goffredo di Buglione.
I
Templari infatti, oltre a svolgere con diligenza il loro scopo di difesa dei
pellegrini (i tributi pagati in sangue ne sono una prova schiacciante),
iniziarono anche il recupero di questi reperti e a dimostrarlo sarebbero gli
scavi da essi cominciati nella spianata del Tempio di Salomone, dove venne aperto
un pozzo di oltre 20 metri di profondità.
A questo
punto tutto si tinge di giallo e la leggenda entra in campo.
Fatto
sta che di misteri non spiegati ce ne sono tantissimi! Un esempio?
Le Cattedrali Gotiche. In tutta la Francia sorsero, in brevissimo tempo
(tra il 1200 e il 1250), chiese particolari, in uno stile che fino ad allora
era sconosciuto: le grandi cattedrali in stile gotico. Una dopo l'altra,
sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di
Parigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres. Uno stile
incredibile, quello gotico, tutto proteso verso l'alto, con un sistema di
spinte e controspinte straordinario, una tecnica costruttiva che a quel tempo
era veramente rivoluzionaria. Come avranno fatto i Templari a progettare e
costruire queste cattedrali che, nonostante le loro migliaia di tonnellate di
peso, sembrano leggerissime e tali da sfidare la legge di gravità?
I piani di costruzione e tutti progetti
originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le
opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale. Per i tecnici, come gli
architetti, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitano
una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché
gravare verso il basso, viene come spinto verso l'alto, e tutta la struttura
appare proiettata verso il cielo.
Le Cattedrali
inoltre sono tutte poste allo stesso modo: con l’abside rivolto verso est (cioè
verso la luce), sono tutte dedicate a Notre Dame, cioè alla Vergine Maria e se
unite insieme formano esattamente la costellazione della Vergine. Curioso no?
Nella parte nord
delle cattedrali ci sono molto spesso immagini di demoni e nella cattedrale di
Amiens c’è addirittura un Pentalfa, cioè una stella a 5 punte rivolta verso il
basso (uno dei simboli del demonio), che è una simbologia esorcizzatoria.
Le
cattedrali poi sono STRACOLME di segni e di messaggi che sono stati lasciati
dai Templari, che soltanto in pochi sono in grado di
comprendere, perché criptati. Questo è dovuto al
fatto che i templari erano di vocazione giovannita,
cioè cultori e interpreti del più ermetico dei quattro Vangeli, propensi a una
lettura più simbolica che letteraria delle verità della fede.
Quello
che avevano da dire lo mettevano negli affreschi, nelle statue, nei
bassorilievi e nelle stesse cattedrali, ci hanno lasciato un’infinità di segni
che dobbiamo decifrare, anche se mi sembra molto improbabile, visto che oggi
l’uomo guarda le cose con l’occhio della scienza, mentre prima si guardava con
l’occhio della fede… un’interpretazione dei segni lasciati dai Templari è
possibile solo con una visione non scientifica, ma religiosa.
Le Cattedrali sono libri di pietra nei
quali sono nascosti dei segreti di sapienza e conoscenza che gli antichi
Templari hanno voluto tramandare ai posteri.
Ma non una conoscenza sporca, per
divenire i padroni del mondo, o per avere tutti per sé i segreti alchemici e di
ricchezza, bensì una conoscenza pulita, soltanto per comprendere ciò che non
poteva essere spiegato con un semplice dogma.
Comunque, la domanda
sorge spontanea, “Che fine ha fatto il formidabile tesoro dei Templari?”.
Devo premettere che
il fantastico tesoro, fu spostato dal Tempio di Gerusalemme in Francia nel
1160, in quanto si riteneva che la TerraSanta non era più sicura. A spostare il
tesoro fu il Gran Maestro Bertrand de Blachefort che era originario ed aveva
possedimenti vicino a Rennes-le-Chateau, dove si dice che fu spostato TUTTO il
tesoro Templare, ma ipotesi più accreditate lo posizionano a Parigi, nelle
stanze segrete dell’imponente fortezza dei Templari, che svettava sulla città
con le sue sette torri. Di questa fortezza oggi non rimane quasi niente, solo
una stazione del metrò ricorda questa antica costruzione che fu adibita a
carcere durante la rivoluzione francese e nei primi anni del 1800 fu
completamente distrutta. Comunque la maggiorparte del tesoro si trovava a
Parigi.
Bene, dopo questa
divagazione torniamo alla domanda iniziale, che fine ha fatto il tesoro? Su
questo argomento ho trovato 2
ipotesi differenti,
anzi opposte. Per la par Condicio ve le dirò tutte e due:
I - Filippo il Bello nell’assalto dell’alba del 13
Ottobre 1307 (data in cui il Re di Francia mise sotto arresto in una sola volta
tutti i Templari di Francia, con l’accusa di eresia. Vedi il capitolo “Il
Processo Infame”) riuscì a prendere
solo i Templari, non
il loro tesoro, in quanto i Templari sarebbero stati informati in tempo
dell’imminente agguato ed avrebbero
così messo in salvo il loro tesoro (o almeno la maggiorparte), nascondendolo in carri coperti
di fieno che poi si sarebbero diretti in tre
direzioni:
A- Verso Ovest,
precisamente verso il porto di La Rochelle, dove era ancorata la maggiorparte
della flotta Templare. A tal proposito si pensa che questa parte del Tesoro sia
poi finita in America, in quanto si ritiene che i Templari avessero
scoperto l’America molto prima di Colombo. Ci sono delle ipotesi che sostengono
tale tesi: 1) il fatto che il
principale porto Templare e quello più collegato con l’entroterra fu La Rochelle,
strano, visto che La Rochelle si trova ad Ovest della Francia, sull’oceano… a
cosa serviva ai Templari un porto sull’oceano se i loro viaggi erano rivolti
verso la TerraSanta? Da qui l’ipotesi che le flotte Templari avessero anche
altre destinazioni. 2) Quando Colombo
arrivò in America con le caravelle le cui vele erano Templari (bianche con una
croce scarlatta al centro) gli indigeni mostrarono di aver già visto quel
simbolo e si mostrarono fin troppo amichevoli, in più quando Colombo tornò
disse che gli indigeni avevano le orecchie stranamente grandi, guarda caso
nella Cattedrale di Chartres ci sono bassorilievi raffiguranti persone poco
vestite e con orecchie grandissime (per tornare al discorso dei libri di pietra
che lasciarono i Templari). 3) Molti Templari
erano stati reclutati tra normanni, bretoni, scozzesi e norvegesi, discendenti
dei Vichinghi i quali a loro volta sono “indagati” per il fatto di aver
scoperto anche loro l’America ben prima di Colombo. 4) i
Templari sapevano perfettamente che la terra era rotonda non piatta come si
pensava che fosse allora. Di questa affermazione si hanno prove nei famosi libri di pietra dei Templari, nella cattedrale
di Chartres, le cui misure sono
esattamente in proporzione con le misure dell'equatore e del raggio terrestre.
Cristoforo Colombo per il suo viaggio consultò i cartolari di Calatrava, guarda
caso redatti dai templari. 5) Si dice che sia
stato trovato una tomba in America con dentro un Templare, con tanto di spada,
elmo e cotta di maglia! (Attenzione: questo l’ho solo sentito dire da
altre persone, non ho letto niente a riguardo e non ho uno straccio di
riferimento bibliografico o documento, quindi prendetelo con i guanti!)
B- Verso l’Italia. I carri fecero tappa in Liguria e poi alle
precettorie del Tempio di Firenze, di Orvieto, di Roma e di Anagni. Poi, la
colonna di fermò nei dintorni di Sermoneta vicino all'Abbazia Cistercense di Valvisciolo. Una
tradizione radicata, recita che una parte del tesoro del Tempio è nascosta nei
sotterranei dell'Abbazia di Valvisciolo, ma non se ne è mai avuta prova. La
particolarità di questa abbazia è quella che è architettonicamente situata fra
il romanico ed il gotico, ed è dotata di contrafforti, come quelli delle
cattedrali gotiche sulle quali torneremo più tardi, ma tali contrafforti sono
perfettamente inutili, in quanto non devono sostenere una cosiddetta
"controspinta" dall'interno e internamente sono vuoti! Anche la
struttura interna dell’Abbazzia richiama ai Templari… il pozzo ottagonale, La
Sala Capitolare è strutturata esattamente come tutte le sale ove si svolgevano
i Capitoli dell'Ordine del Tempio, nodi
Templari incisi sulle chiavi
delle volte a crociera della sala. Per chiudere in bellezza c’è un bel SATOR,
cioè il crittogramma Cristiano colmo di mistero fino all’orlo che decodificato
da il “Pater Noster” e che era spesso usato dai Templari.
C- Verso il confine con
Bel
casino! Su Rennes le Château
ci sarebbe veramente da scrivere un libro!!! L’argomento è troppo vasto e
distoglierebbe l’attenzione da quello principale, che sono i Templari. Per un
approfondimento vi rimando a libri dedicati a questa piccola cittadina, che ha
creato un polverone, anzi un tornado a livello mondiale.
Ci sono anche altre
teorie sul luogo in cui presumibilmente sarebbe nascosto il tesoro dei
Templari, ne descriverò alcune in maniera molto concisa:
Una teoria parla
della Foresta d’Oriente, dove potrebbe essere stato nascosto tutto o
parte del tesoro Templare. La Foresta d’Oriente è una zona che si trova nella
Champagne francese, ed è estesa circa 20.000 ettari. Per la sua conformazione
morfologica si presenta poco accogliente e su di essa si raccontano molte
leggende su fate e folletti. A est della foresta c’è Payns, città natale del
primo Gran Maestro, Hugues de Payns, a sud-ovest c’è Clairvaux, città natale di
Bernardo di Chiaravalle, nella foresta vi sono moltissime case Templari e ogni
cosa ha un nome che ricorda il Tempio (strada del Tempio, ruscello del Tempio
ecc…). In ultima cosa si dice che la Foresta era piena di passaggi segreti,
trabocchetti e trappole allestite dai Templari per difendere ….. cosa? A
cosa poteva servire una simile concentrazione di precettorie Templari e una
simile protezione? Questo desta molti sospetti…
Tutto questo detto
finora però è verosimile solo seguendo la prima ipotesi, cioè che il tesoro si
sia salvato, ma come ho premesso mi sento obbligato anche a parlare dell’altra
ipotesi…
II - L’assalto di Filippo il Bello dell’alba del 13 Ottobre 1307
sarebbe andato a buon fine (per lui, per il Re falsario!) e insieme ai Templari sarebbe stato preso anche tutto il loro
favoloso tesoro o almeno quello che era
in Francia!. A sostenere questa
filone di pensiero naturalmente ci sono delle tesi:
A- I Templari non hanno mai saputo dell’assalto, altrimenti non avrebbero messo in salvo solo
il tesoro, ma anche il Gran Maestro e i
massimi dignitari sarebbero fuggiti in tempo, si sarebbero messi al sicuro, magari in Portogallo oppure a Cipro, insomma,
in posti dove il Re di Francia non aveva nessuna autorità e soprattutto nessuna
influenza.
Oppure ancora avrebbero avvertito il Papa, che come specificherò nella sezione “Il Processo Infame”
non seppe nulla dell’arresto dei Templari fino a qualche giorno dopo l’arresto!
Inoltre i Templari sapendo che l’atto contro
di loro era ingiusto avrebbero forse anche
reagito, non facendosi
imprigionare, però sottoponendosi
tranquillamente al processo, ma DA PARI con i loro accusatori, non in manette e torturati! Avevano
il massimo rispetto dei popoli europei quindi nessuno avrebbe negato loro il DIRITTO di convenire in giudizio DA UOMINI LIBERI.
B- I lavori per la costruzione di Notre Dame e
del Palazzo Reale di Parigi erano fermi da mesi, il Re non aveva più i soldi!
Intanto la Fortezza Templare dominava su Parigi con le sue sette Torri.
In più la moneta francese (talleri e bourgeoises) era stata svalutata due
volte in un anno e le
stesse monete erano fatte con una lega
squallidissima… non a caso Filippo
il Bello fu chiamato “Il Re Falsario” dal Papa Bonifacio VIII e si diffuse un
detto: Il Re di Francia è falso come le sue
monete.
Stranamente già
pochi mesi dopo il processo i
lavori ripresero alla grande e le vecchie monete furono sostituite con delle nuove,
fatte in una lega pregiatissima. Ma
che casualità!
Comunque… è
certamente affascinante seguire le leggende e molte volte le leggende possono
essere realtà! Io stesso sono un “sognatore”, uno “che crede ancora a Babbo
Natale”, uno che crede alle leggende… che è ben diverso da credulone, perché a
me piace molto indagare e alla fine delle mie indagini decido se continuare o
no a credere a quella determinata leggenda… volete il mio personale parere
sulla leggenda del Tesoro dei Templari? Ok, ve la dico, ma devo fare una
piccola divagazione: non vi fate condizionare da me, cercate e indagate da
soli, pensate con la vostra testa ed arrivate ad una vostra soluzione, che
potrebbe naturalmente coincidere con la mia… mi hanno sempre dato molto
fastidio le persone che raccontano delle cose come se fossero verità, ed invece
sono soltanto loro personali deduzioni e le spacciano per verità… il brutto è
che molta gente gli crede ciecamente, senza pensare con la propria testa…
Vorrei concludere
questo paragrafo con una leggenda molto interessante legata ai Templari; ho
ripreso tali informazioni da un testo di una nota dottoressa aquilana che si
occupa di storia: L’Avv.
Maria Grazia Leopardi, che ho anche avuto l’onore di conoscere di persona.
Si parla
di Celestino V e dell’età dello Spirito Santo: che sia stato un piano
Templare? Cercherò di spiegare tutto, andiamo con ordine:
nel 1202 muore Gioacchino da Fiore,
“monaco calabrese di spirito profetico dotato”, come lo definisce Dante,
il quale, interpretando le sacre scritture, divide la storia dell’umanità in
tre periodi: l’età del padre, fino alla nascita di Gesù, quella del Figlio e
quindi quella dello Spirito santo che, secondo i suoi calcoli sarebbe iniziata
nel 1260 introdotta da un Papa angelico: la terza ed ultima età della storia
umana sarebbe stata caratterizzata dalla caduta della Chiesa carnale che
sostituita da quella Spirituale, ovvero da una comunità di fedeli illuminati
dallo Spirito Santo. In particolare gli Spirituali francescani diffusero
la profezia di Gioacchino creando presso ogni classe sociale una ansiosa
attesa della terza età di cui si attendevano segni.
In tale contesto avviene un fatto
straordinario: alla morte di Niccolò IV, dopo 27 mesi di vacanza in cui i
cardinali riuniti in conclave non riuscivano a mettersi d’accordo per eleggere
il successore, viene fatto il nome di un povero eremita in fama di santità, Pietro
Angeleri, che aveva scelto come sua abituale dimora i monti d’Abruzzo.
Siamo nel 1294 e l’eremita viene eletto al soglio pontificio all’unanimità.
Venne eletto nella Basilica di Collemaggio di L’Aquila, non a San
Pietro, particolare molto curioso se si pensa che l’intera città di L’Aquila
viene definita un “progetto Templare”: le mura hanno la stessa pianta di
Gerusalemme, ha dodici porte come Gerusalemme, i suoi colori sono il bianco ed
il rosso (gli stessi dei Templari), la stessa basilica di “Collemaggio” prende
il nome da “maggione Templare”, infatti nel dialetto locale si diceva “Colle della
Maggò”, cioè, Colle della Maggione, e molte altre coincidenze (ho in mente di
fare un articolo interamente dedicato a tale questione, c’è molto da dire!)
Tutti
vedono in Pietro (divenuto Papa con il nome di Celestino V) il Papa
angelico e gli atti dallo stesso compiuti nei tre mesi di Pontificato
(moltissimi dall’incoronazione all’Aquila alla rinuncia al pontificato!!! E’
l’unico Papa che ha rinunciato alla carica di Pontefice!) sembrano confermare
un piano di smantellamento della Chiesa istituzione insieme all’offerta del più
valido strumento per realizzare l’età dello Spirito santo: la concessione
gratuita e rimessa alla totale iniziativa del fedele: tale strumento prende
forma nella Perdonanza, vale a dire della cancellazione totale di tutti
peccati semplicemente recandosi nella Chiesa di S. Maria di Collemaggio, in
L’Aquila, con piena consapevolezza di quanto è da offrire alla Luce. La
Perdonanza ebbe un incredibile successo ed ancora oggi, ogni anno tra il 28
ed il 29 Agosto, viene aperta, con una solenne cerimonia, la Porta
Santa (sul lato della Chiesa) e chiunque passi di li, pentito e
confessato, ha il perdono di tutti i peccati. Nel XIII secolo tale
iniziativa fu assolutamente rivoluzionaria se si pensa al sistema delle
indulgenze!
Il Giubileo istaurato da Papa Bonifacio VIII (nato dopo la Perdonanza
Celestiniana) fu l’estremo tentativo di dirottare il pellegrinaggio dall’Aquila
a Roma, visto che la cittadina d’Abruzzo stava assumendo un ruolo centrale nei
pellegrinaggi! Neanche la revoca della concessione del predecessore e la
pena dell’interdetto per chi si fosse recato a Collemaggio, avevano dissuaso la
gente dal recarsi alla Chiesa di Celestino!
La Chiesa di S. Maria di Collemaggio diviene, con il suo ricco simbolismo, un
vero e proprio documento per attestare la presenza templare a fianco
dell’eremita- papa: fu edificata quando nel 1274 Pietro del Morrone, il futuro
Celestino V, tornò da Lione dove era stato ospitato dai Templari. La facciata
della Basilica che conserva il corpo di Celestino (il Papa angelico fu infatti
seppellito nella Basilica ed ancora oggi ha li riposo), è costituita da una
serie di croci rosse sul fondo bianco, ben ipotizzabile firma dell’Ordine del
Tempio, mentre l’interno presenta simboli chiaramente alludenti alla finalità
della costruzione, analoga a quella delle cattedrali gotiche di Francia: la
spiritualizzazione della materia.
Il piano spirituale del papa-eremita e quello amministrativo dei Templari
era, se i tempi fossero stati giusti, la realizzazione dell’età dello Spirito
Santo in uno stato sovranazionale unificato dalla matrice cristiana, ma
tollerante nei confronti di altre religioni. Il seme del piano è stato
comunque gettato in attesa che una umanità pronta lo porti a compimento.
Elementi del tesoro templare ( secondo il documento Scifman del 1745) sono
presenti nella Basilica e sussistono elementi di collegamento tra la vicenda
del papa-eremita ed il mistero di Rennes le Chateau.
Molte fonti non storiche, ma non necessariamente non attendibili, pur con le
dovute precauzioni, individuano sotto la Basilica il Graal e l’Arca
dell’Alleanza: ricercatori diversi hanno riferito tale notizia senza
conoscersi tra loro.
Bene, adesso è ora
di riaprire gli occhi, è ora di lasciare i Misteri Templari per quanto affascinanti
(i misteri permettono sempre ad ognuno di noi di sognare, di tornare un po’
bambino, di sentirsi un po’ Indiana Jones! ), è ora di tornare alla dura
realtà, ai fatti cruenti che segnarono la fine (ufficiale) dell’Ordine del
Tempio…
Dunque, devo premettere una cosa: mi sto sforzando per fare un lavoro che sia
al massimo neutrale, che esponga i fatti in maniera bilanciata, da “testimone
imparziale”, cercando di non mischiarlo con i miei pensieri personali, anche se
in qualche occasione mi sono sentito obbligato ad esprimere il mio parere.
Con questo titolo “Il Processo Infame” mi si
potrebbe accusare di aver dichiarato innocenti i Templari ancor prima di aver
esposto i fatti, ebbene, lasciatemi dire una cosa: le accuse rivolte ai
Templari sono state viste e riviste, studiate, radiografate, analizzate,
confrontate con quelle di altri processi, sono state fatte ipotesi… l’intero
processo è stato rivisto milioni di volte e le conclusioni che ne sono uscite
fuori sono state sempre le stesse: INNOCENTI.
Ci sono stati anche studiosi che ne
sostenevano la colpevolezza (ne parlerò in seguito), ma di fronte all’evidenza
anche loro alla fine si sono schierati con gli “innocentisti”. Quindi vi dico
una cosa, se trovate scritto da qualche parte che i Templari sono colpevoli vi
trovate di fronte a un’idea di minoranza, visto che i più grandi studiosi di
storia della Terra hanno messo fuori discussione ogni accusa
rivolta contro questo antico Ordine.
Tutta la vicenda ha inizio nel 1305, quando un
certo Esquieu De Floryan si presentò al sovrano Filippo IV di Francia riferendo
che un Cavaliere Templare cacciato dall’Ordine che gli aveva raccontato le inaudite atrocità che
venivano compiute allì’interno dell’Ordine: si rinnegava Cristo all’atto di
essere accettati nell’Ordine, si sputava sulla Croce, si praticava la sodomia e
si adorava un idolo. Filippo aveva una certa esperienza in lotte contro la
Chiesa grazie anche al suo scaltro consigliere: Guglielmo di Nogaret che aveva
già arrecato gran danno alla Chiesa con lo “schiaffo di Anagni” a Bonifacio VIII, il quale non trovò pace
neanche nella morte: Nogaret fece riesumare il cadavere e lo processò per
eresia, accusandolo di una serie di crimini che solo la fantasia di un
visionario poteva cacciare fuori, sentite qua: simonia, raggiri, assassinio del
suo predecessore, magia e ateismo professo.
De
Floryan alla fine riuscì ad incontrarsi con Nogaret che percepì immediatamente
quanto quelle informazioni che gli venivano date fossero ad alto potenziale
esplosivo. Ormai era specializzato a saccheggiare beni ecclesiastici e
annientare un Ordine per il vile denaro non lo preoccupava minimamente. Inoltre
aveva forse un motivo in più per agire contro i Templari: i Cavalieri avevano
denunciato all’Inquisizione come cataro suo nonno che era stato così bruciato
sul rogo… forse aveva anche una certa voglia di vendetta.
Certo però che, come fa un uomo scomunicato
da TRE Papi (Nogaret) ad accusare qualcun altro di eresia? Mah, misteri…
Per il momento però aveva in mano ben poco
per accusare un intero Ordine, aveva soltanto le affermazioni di un
pregiudicato, un testimone quindi abbastanza inattendibile, per giunta anche
espulso dall’Ordine. Un po’ pochino…
Si potevano andare a ricercare i Cavalieri
cacciati dall’Ordine (nelle ricerche, anche bibliografiche, i collaboratori di
Nogaret erano maestri!) che sarebbero stai più che contenti di sottoscrivere
qualsiasi cosa in cambio della libertà e di un po’ di denaro, ma Nogaret era
troppo scaltro, sapeva che simili testimonianze sarebbero state troppo
inverosimili per giustificare l’arresto di più di mille cavalieri.
C’era soltanto una soluzione per
ottenere prove sicure ed innegabili della colpevolezza dell’Ordine: TUTTI i
Templari dovevano essere sottoposti a tortura e dovevano essere costretti a
firmare le deposizioni con il riconoscimento della loro colpevolezza.
Devo
ricordare una cosa: l’Ordine Templare godeva del massimo rispetto delle
popolazioni dei vari Stati, in più all’interno dell’Ordine c’erano molti
figli di nobili: un’azione contro i Templari, senza i dovuti OTTIMI motivi
si sarebbe trasformata per chiunque in una disfatta completa, avrebbe attirato
contro di se l’odio delle masse, l’odio dei nobili, degli altri sovrani Europei
e della Chiesa, che sarebbe potuta arrivare anche ad indire una Crociata
contro l’accusatore dei Templari, con conseguenze più che ovvie:
l’annientamento.
Quindi
se il Re di Francia si fosse azzardato ad incolpare ed arrestare i Templari per
futili ragioni molto probabilmente avrebbe fatto una gran brutta fine!
In questo contesto entra in gioco l’astuzia di Nogaret che per la prima volta
nella storia (penso) percepì l’importanza dell’opinione pubblica: riporto
fedelmente una parte del libro “I personaggi della storia medievale”: Come osservò
Gaetano Salvemini in tempi non sospetti (uno storico che riprese la questione
Templare nei primi anni del ‘900) a proposito della campagna d’opinione
orchestrata da Nogaret contro il Tempio, tacciato dalle colpe più incredibili
con “un cumulo di accuse calunniose, ridicole, assurde”, il ministro di Filippo
il Bello aveva compreso “meravigliosamente l’infantile psicologia popolare” e
che “al popolo, questo eterno fanciullone, bisogna raccontarle proprio grosse
perché la beva più facilmente”.
Devo dire
anche un’altra cosetta: Filippo IV molto probabilmente aveva visto il tesoro
dei Templari e quindi sapeva pressappoco le grandi quantità di ricchezze da
loro possedute.
Il 14 settembre 1307 venne deliberato
l’arresto dei Templari e già il 22 dello stesso mese giungevano ai procuratori
del Regno i decreti che ordinavano di tenersi pronti con tutti gli uomini in
armi per l’alba del 13 Ottobre.
I decreti prevedevano che, dopo l’arresto,
bisognava stabilire la verità ad ogni costo, anche ricorrendo alla tortura; a
chi rilasciava le confessioni sul verbale andava promessa la piena assoluzione
(!!!), coloro che negavano andavano minacciati di morte.
Questo è incredibile! Come poteva il Re promettere l’assoluzione ai peccatori e
viceversa minacciare di morte chi non confessava?
Questo è uno stupro del Diritto,
in nessuna parte del Mondo, in nessuna epoca in nessuna ideologia o cultura è
mai stata permessa una simile cosa!
Come a
dire: “non ce ne importa niente se i Templari sono o no colpevoli di eresia,
vogliamo solo la dichiarazione firmata”! Ma è assolutamente incredibile! Ve ne
rendete conto da soli no?
Il 13 Ottobre comunque l’azione fu fatta e in
una volta sola furono imprigionati tutti i Templari di Francia, persino
i rappresentanti del Tempio presso la Curia pontificia. Vennero presi all’alba,
in un agguato assolutamente inaspettato. Le accuse che gli venivano rivolte
contro sembravano impossibili e assolutamente inaspettate, anche per questo i
Templari non reagirono, visto che avevano la coscienza pulita e erano sicuri
che tutto si sarebbe risolto subito e che si sarebbe chiarito l’equivoco. La
loro fede era indistruttibile, purtroppo non sapevano, invece, che quella
stessa Chiesa che loro tanto adoravano (guidata però da un uomo debole e
prigioniero del Re di Francia) e di cui si fidavano l’avrebbe lasciati in pasto
ad un Re bramoso di denaro.
I Templari furono imprigionati nelle loro
stesse fortezze e interrogati dai carnefici del Re.
Fu
presentata ai Templari una lunga lista di misfatti che da tempo sarebbero stati
abituali nell’Ordine. A chi confessava veniva promessa la libertà, il
perdono e una pensione ordinaria attinta dai beni dell’Ordine !. Si
doveva soltanto adempiere alla piccolissima formalità di sottoscrivere le
proprie affermazioni di colpevolezza sotto giuramento. Chi invece si
intestardiva col negare le accuse veniva invece messo alla ruota, una, due, tre
volte al giorno, finché non confessava ….. o moriva. Non tutti ce la fecero
a sopportare le torture e molti firmarono i documenti con le mani insanguinate.
A
proposito, devo elencare i capi d’accusa! I più importanti furono: aver
rinnegato Cristo, aver sputato sulla Croce, sodomia e idolatria.
La
storia ci conferma senza ombra di dubbio che l’aver rinnegato Cristo e aver
sputato sulla Croce sono due accuse altamente insostenibili! I Templari
fatti prigionieri durante le Crociate spesso si rifiutavano di rinnegare il
Redentore per avere salva la vita! Furono massacrati senza pietà dai
musulmani che per loro non si aspettavano mai di ricevere un riscatto! Anche
allora avrebbe dovuto impressionare il fatto che qualche anno prima a San
Giovanni d’Acri furono uccisi circa 150 Templari che morirono per salvare la
vita agli altri Crociati fungendo da retroguardia, ma anche per quel Cristo
che ora li si accusava di rinnegare! Per non parlare di tutti gli anni in
cui combatterono in TerraSanta insieme ai Crociati, lasciando sul campo
migliaia di uomini, per difendere il nome di Dio. Come si può accusarli di
rinnegarlo? Avrebbero sacrificato tante vite per cosa?
Anche la
sodomia è una pura invenzione, come l’idolo, di cui stranamente Nogaret non
presentò nessuna prova al Processo, perché? Si poteva far sfuggire una prova
tanto schiacciante?
La domanda però sorge spontanea: se i Templari erano colpevoli, come avevano
fatto a celare per ben due secoli (stando gomito a gomito con l’intera società, di cui avevano costituito parte
eminente, presenti nelle maggiori solennità) quegli orribili misfatti? Come
avevano fatto a tenere nascosta la loro “diversità” rispetto alla restante
popolazione cristiana? Anche a questi legittimi interrogativi le accuse mosse
al Tempio avevano pronta risposta: I Milites Christi erano un’associazione
segreta, i cui adepti erano tenuti, a cosato della vita, a conservare il più
assoluto silenzio sulle pratiche occulte e sulla dottrina esoterica
dell’Ordine. Non solo, ma tutto il rituale veniva coperto con misure di
sicurezza; infatti erano ammessi soltanto i “fratelli” e le porte dei locali
dove avvenivano le iniziazioni e gli avanzamenti di grado erano serrate e
sorvegliate in modo che nessuno potesse entrare, scorgere o sentire qualcosa;
allo stesso scopo sul tetto erano poste delle sentinelle.
E’ facile intuire come tale segretezza ispiri le fantasie più
incredibili, fantasie che si trasformarono in accuse durante il processo: in
quei riti (a cui nessuno poteva assistere tranne che i Templari come ho appena
detto) vennero inserite tutte le eresie e i reati possibili di quel tempo.
Devo
ricordare ancora una volta (non mi stancherò mai) che l’Inquisizione
interrogò i Templari DOPO che questi erano stati “preparati” dalla regia
polizia e DOPO che furono costretti a confessare le loro colpe sotto
giuramento e soprattutto sotto tortura! Gli esiti delle inchieste
preliminari furono poi usati dal procedimento ecclesiastico, che si trovò di
fronte ad ammissioni di colpevolezza. L’unica colpa dei Tribunali
ecclesiastici è che non tennero in considerazione i modi brutali con cui quelle
confessioni erano state estorte.
Il 22
Novembre il Papa emanò il fatale decreto, sollecitava tutti i principi
Cristiani ad arrestare i Templari. Nei vari Stati d’Europa ci furono varie
risposte, ma soltanto in Aragona e in Italia i Templari furono perseguitati
come in Francia, negli altri Stati furono trattati degnamente e prosciolti da
ogni accusa.
A questo punto
vengono ascoltati i Templari e le
loro confessioni sono delle più commoventi. Devo premettere che le dichiarazioni dei
Templari in aula furono tutte registrate e quindi sono originali! Come adesso
anche a quei tempi le dichiarazioni venivano messe agli atti, quindi venivano
accuratamente conservate.
Inizialmente
fu interrogato il Gran Maestro, Giacomo de Molay che alle accuse di sodomia
rispose molto alterato che persino quei pagani dei saraceni avrebbero punito
quella colpa decapitando il reo, tanto più dunque cose simili erano proibite
nell’Ordine! Molay cercò di difendersi come meglio poteva, ma sapeva che in
quel campo non reggeva il confronto con i dottori della legge, sentiva che quei
giuristi non potevano capire i sentimenti e l’animo di un cavaliere, era
impossibile che si rendessero conto del fatto che un uomo d’onore mai avrebbe
potuto neppur minimamente tollerare un comportamento tanto infame come quello
che si andava a rimproverare all’Ordine!
E’
emblematica una sua frase registrata: “Saprei bene come trattar Voi, se non
foste ciò che siete”, che dice tutto.
Il
giorno dopo fu interrogato Ponsard de Gisy, (cui era affidata la casa
madre dell’Ordine, Payens) che disse con enfasi: ”Abbiamo confessato sotto
tortura!”. Riferì inoltre che a Parigi trentasei templari erano morti
sotto tortura e molti in altri modi. Continuò il suo discorso dicendo: “Mi
hanno legato le mani dietro la schiena in un modo tale che il sangue mi
sprizzava fuori dalle unghie Poi così legato mi hanno gettato in un pozzo per
circa un’ora”, come poi disse avrebbe preferito la morte che continuare a
sopportare quei supplizi, aberrante!
Lo
stesso giorno fu interrogato Aymon de Porbone che descrisse anche lui le
torture alle quali fu sottoposto dagli aguzzini del Re per farlo confessare,
gli versavano acqua in bocca con un imbuto, per intere settimane era stato
lasciato a pane e acqua, dichiarò: “Non dirò nulla fintanto che mi si tiene
in carcere”.
Importante
è dire che i Templari continuavano a chiedere i sacramenti della Chiesa
nonostante tutto! Addirittura
gli studi che sono stati fatti nelle carceri dove vennero tenuti i Templari
hanno rivelato la presenza di innumerevoli croci disegnate sulla malta. Una
prova della grande venerazione che veniva tributata al segno della redenzione,
anche in catene e dietro persecuzione.
Comunque
l’accusa riuscì ad accumulare una serie di prove sulla colpevolezza dell’Ordine
da presentare al Concilio di Vienne, in cui si doveva discutere sui
Templari, organizzato dal Papa in tutta fretta… perché in tutta fretta?
Ma è semplice, Filippo aveva raccolto abbastanza deposizioni e prove, ma anche
le difese dall’estero si iniziavano a fare pesanti… è il caso di citarne
qualcuna:
Dei
Templari inglesi nessuno ammise le colpe, il Priore generale d’Inghilterra, William
de la Moore, si rifiutò di ammettere ogni accusa, né lusinghe, né minacce lo
indussero a cedere, morì in carcere. Questo anche perché i veri maestri della
tortura erano i francesi…
Anche
l’indagine condotta a Cipro è da esempio: nella centrale dell’Ordine
erano rappresentati tutti i Paesi, c’erano 38 francesi, 4 inglesi, 2 tedeschi,
8 italiani e 7 aragonesi e tutti si dichiararono innocenti! Respinsero
le accuse con indignazione e rifiutavano di credere al tradimento di Molay.
Anche
tutti i membri dei Conventi di maggior reputazione, laici, religiosi
autorevoli, addirittura oppositori politici dei Templari ciprioti proclamarono
la piena innocenza dei Templari. Tra i testimoni più autorevoli c’era l’anziano
Arcivescovo Roberto di Beirut che dichiarò: “Per 40 anni ho intrattenuto
rapporti con i Templari, non saprei riferire nulla di male sul loro conto.
Credo totalmente alla loro Fede nei Sacramenti, avendo assai spesso impartito
loro la Comunione ho visto con quanta umiltà si avvicinavano all’altare”
In
Germania l’Inchiesta ebbe lo stesso esito negativo, il Precettore della
Germania meridionale, Friedrich di Savoia, assicurò d’aver vissuto al lungo col
Gran Maestro e di non averlo mai visto compiere atti contrari alla morale.
Molay era un buon Cristiano, il migliore che si poteva incontrare.
Queste
deposizioni dall’estero fanno capire ancora di più l’innocenza dei Templari,
liberi dagli aguzzini del Re di Francia poterono esprimersi liberamente e anche
altre persone poterono esprimere liberamente il loro pensiero sui Templari:
innocenti.
Il Papa
però non tenne conto di queste affermazioni e deposizioni raccolte, anzi,
reagiva con crescente irritazione, ordinò che gli interrogatori venissero ripetuti,
se necessario intensificando la tortura!!!
Comunque
dichiarare eretico l’Ordine era ormai impossibile, le ripercussioni per la
Chiesa e per il Re di Francia sarebbero state DEVASTANTI!
Il Papa
allora ebbe l’idea (forse sotto consiglio di Nogaret, anzi, quasi sicuramente)
illuminante di SOSPENDERE l’Ordine per via amministrativa, Clemente come
Papa ne aveva l’autorità. Un’affermazione del Papa (scritta) ci da le
indicazioni importanti per capire questa sua […non trovo l’aggettivo…]
decisione: “Se non si può abolire l’Ordine con una condanna, bisognerà
allora sopprimerlo per via amministrativa, ché il nostro amato figlio, il Re di
Francia, non ne abbia scandalo (ne scandalizatur carus filius noster rex
Franciae)”.
Naufragata
la possibilità di condannare l’Ordine, usò il Concilio di Vienne da lui
organizzato per far valere i poteri burocratici che aveva, per “non recar danno
al caro figliuolo il Re di Francia”, il poveretto poteva fare una brutta figura
di fronte al mondo, quindi per salvargli la faccia bisognava annientare un
intero Ordine… ma che ingiustizia!
Il 3
Aprile 1312 fu resa pubblica la Bolla “Vox in excelso” ed il Papa
pronunciò le cruciali parole:
“In
considerazione della cattiva reputazione che grava sui Templari, del sospetto e
delle accuse che sussistono a loro carico; in considerazione della cerimonia
segreta di ammissione in quest’Ordine, della condotta perversa e irreligiosa di
molti suoi membri; in considerazione del giuramento di non rivelare nulla a
proposito della cerimonia d’ammissione, e di non uscire dall’Ordine; in
considerazione dello scandalo, ormai non più sanabile (assurdo!); in
considerazione dell’eresia a cui sono esposte la Fede e le anime, dei terribili
misfatti commessi da un gran numero di membri dell’Ordine; in considerazione
del fatto che Santa Romana Chiesa soppresse in passato, per motivi ben più
lievi (adesso rivanga anche il passato!!! Esagerando un bel po’. Naturalmente
sotto l’influsso di Filippo il Bello…) altri celebrati Ordini, Noi, non
contravvenendo alle regole della Cavalleria e non senza intima sofferenza, non
in virtù d’una sentenza giudiziaria ma ex autoritate apostolica, sopprimiamo
l’Ordine suddetto con tutte le sue istituzioni”.
Quindi
una della cause della soppressione dell’Ordine fu che se li avesse proclamati
innocenti e ne avesse permesso la continuazione delle attività Filippo avrebbe
fatto una brutta figura…
per uno scandalo di un Re ingiusto andava sacrificato un intero Ordine …
A questa
Bolla ne fece subito seguito un’altra: “Ad providam Christi Vicarii” che
concerneva la destinazione dei beni. Clemente assegnò ai Gerosolimitani le
proprietà dell’Ordine dei Templari. Visto che ci si trovava in argomento però,
i ministri di Filippo il Bello si fecero avanti e presentarono un conto assurdo
ai Gerosolimitani per le spese sostenute per il mantenimento di Templari
durante la reclusione. Dopo un po’ di contrattazioni i Gerosolimitani
riuscirono ad abbassare il prezzo a un milione di lire torinesi che era una
cifra assurda! Molto più alta del valore dei beni che i Gerosolimitani
avevano incassato, tra cui castelli e terre, anche se quest’ultime furono prese
soltanto per una piccola percentuale, il resto fu “saccheggiato” da re,
principi e nobili. In pratica i Gerosolimitani uscirono molto impoveriti con
questa donazione.
L’unico
che amministrò in modo degno le proprietà dei Templari fu il Re Diniz del
Portogallo. Il 5 maggio 1319 fondò l’Ordine di Cristo, cui assegnò intatte
tutte le proprietà dei Templari che fino ad allora amministrò decentemente.
Comunque
Clemente non poteva fondare un nuovo Ordine, anche perché Filippo, avido di
potere e di denaro come era, avrebbe sicuramente chiesto di ricoprire la carica
di Gran Maestro… già si faceva chiamare Vescovo di Francia, figuratevi un po’!
Le
decisioni del Papa per i Templari furono: coloro che erano stati giudicati innocenti
dovevano esser mantenuti con i beni dell’Ordine
e potevano vivere nelle loro case o in monasteri, purché non troppi
nella medesima casa; coloro che non si erano pentiti o i recidivi andavano
severamente puniti e coloro che nonostante le torture continuavano a non
confessare dovevano essere giudicati secondo il diritto canonico; i fuggiaschi
dovevano presentarsi alle autorità entro un anno.
Quindi
l’Ordine fu soppresso, restava però il Processo ai singoli imputati di
eresia e ai massimi esponenti dell’Ordine che continuavano a marcire in
prigione. Neanche ora il Papa si fece avanti, almeno comparendo al
Processo.
Lasciò,
come al solito, emettere la sentenza ad una commissione che avrebbe dovuto fare
le sue veci. Ci si riunì di nuovo a Parigi. La Commissione (presieduta da
Marigny…) rilesse nuovamente i capi d’accusa ai Cavalieri presenti che, torno a
dire, erano quelli che coraggiosamente si erano presentati a Parigi per
difendere l’Ordine. Questa volta non ci fu difesa, i Cavalieri vennero
condannati al carcere a vita.
In
questo frangente Molay disse una frase storica:
“Alla soglia della morte, dove anche la
minima delle menzogne è fatale (si riferisce al rischio di non poter ascendere
al Paradiso), confesso chiamando il cielo e la terra a testimoni, che ho
commesso peccato gravissimo a danno mio e dei miei, e che mi sono reso
colpevole della terribile morte, perché per salvarmi la vita e sfuggire ai
troppi tormenti, e soprattutto allettato dalle parole lusinghiere del Re e del
Papa, ho testimoniato contro me stesso e contro il mio Ordine. Ora invece,
sebbene sappia quale destino mi attende, non voglio aggiungere altre menzogne a
quelle già dette e, nel dichiarare che l’Ordine fu sempre ortodosso e mondo
d’ogni macchia, rinuncio di buon grado alla vita”.
Con
questo praticamente volle pagare a carissimo prezzo la sua “colpa” di aver
riconosciuto inizialmente i capi d’accusa contro l’Ordine… sotto tortura però
ricordo.
Fu un
Martire della verità. Rinunciò alla vita, pur di dire la verità!
Filippo
non aspettò un momento,
il 18 Maggio pronunciò la sentenza di morte e lo stesso giorno gli alti
dignitari dell’Ordine furono bruciati vivi sull’isolotto di Pont Neuf, sella Senna, alle spalle di Notre
Dame. Per lo
spettacolo si radunò una folla sterminata.
Dai
documenti che registrano le ultime parole del Gran Maestro si legge che
l’ultima cosa che disse fu l’esortazione al boia di allentare un po’ le catene,
per giungere le mani in preghiera.
Non credete
quindi a chi dice che il Gran Maestro lanciò la maledizione su Filippo il Bello
e Papa Clemente V.
E’ una delle tante leggende nate dopo la soppressione dell’Ordine: Molay, da
ottimo Cristiano, si guardava bene da non maledire nessuno e questa ipotetica
maledizione carica d’odio mal si lega al fatto che chiese di allentare le
catene per poter giungere la mani in preghiera… Molay non pensava alla
vendetta in quel momento, ma soltanto alle sue colpe. Come ho detto dopo la
morte del Gran Maestro sono nate un vespaio di leggende che di verità ne hanno
ben poca, si dice per esempio che il mantello del Gran Maestro non venne
consumato dalle fiamme durante il rogo, e questa è la meno strampalata che ho
sentito.
Comunque ci furono molti accadimenti che alimentarono la leggenda della
maledizione di Molay, casualità che però il popolo assegnò alla mano
vendicatrice di Dio; anche perché era chiaro a tutti che il Processo fu una
farsa e che la soppressione dell’Ordine era dovuta soltanto all’avidità del
Re…. questo non lo dico io, ma si trova scritto in molti articoli dei cronisti
dell’epoca, tranne francesi naturalmente!
Fatto sta che Clemente V morì il 20 Aprile, Filippo il Bello lo seguì il 29
Novembre e poco dopo morì anche Nogaret in un incidente di caccia. Anche Dante
parla di questa leggenda della maledizione di Molay: “Il gigante che
delinque (la Francia ndFabio) […] Lì si vedrà il duol che sovra Senna /
induce falseggiando la moneta / quel che morrà di colpo di cotenna (Nogaret
ndFabio)” (Par., XIX, 118-120).
Trovò la morte anche un altro persecutore del Tempio: Enguerran de Marigny, fu
impiccato l’anno seguente.
In più si aprì per la Francia una lunga epoca di carestie, pestilenze (la morte
nera, la peste del ‘300!), invasioni straniere (gli inglesi), guerre intestine
(contro la Borgogna, alleata degli inglesi) che sembrarono spezzare sul nascere
lo Stato accentratore, a cui Filippo aveva dedicato la vita e in nome del quale
aveva perpetrato tanti crimini, primo fra tutti proprio la soppressione del
Tempio. Il Beaussant (poi fu detto) comparve a fianco di Giovanna d’Arco
all’inizio della sua missione redentrice, ma secondo altre teorie sarebbero
stati segreti cavalieri Templari (alleati con gli inglesi contro la Francia) a
far giungere nelle mani degli inglesi l’ispiratrice della riscossa dei Gigli
d’oro (simbolo del sovrano di Francia).
Ecco, simili catastrofi e morti, legati all’ingiustizia del processo, non
poterono che far nascere leggende sull’ipotetica maledizione dell’ultimo Gran
Maestro.
E’
difficile calcolare l’entità dei danni religiosi e culturali causati dalla soppressione
dell’Ordine; lo scandalo del processo, le confessioni dei Cavalieri (sotto
tortura!), la debolezza del Papa, lo schieramento di un subdolo Re contro un
Ordine Monastico, minarono le basi della società stessa, gli alti ideali
Medioevali come la cavalleria, il senso dell’onore, la disciplina, il valore,
la cortesia, la religiosità vennero messi in discussione. Non fu cosa da
poco!
Anche
la Francia avrebbe tratto più vantaggi dalla sopravvivenza dell’Ordine che
dalla sua soppressione.
L’esempio è il Portogallo: i Cavalieri di Cristo che avevano ricevuto tutto il
patrimonio dei Templari portoghesi contribuirono non poco allo sviluppo del
Paese, con le loro navi e i loro ideali, contribuendo alla nascita di una
potenza marinara mondiale. La Francia aveva nei suoi confini molte province
dell’Ordine assai più potenti di quelle del Portogallo! Si potevano per esempio
sfruttare i Templari per porre fine alle scorribande dei Saraceni che rovinavano
i traffici francesi con l’oriente (oddio! Sto pensando come il peggiore dei
mercanti avidi di denaro e pronti a tutto!… quasi come quelli che iniziavano a
comparire nel ‘400…mmm).
Il Re di
Francia avrebbe dovuto anche ricordarsi che i suoi antenati dovevano la vita ai
Templari! San Luigi e tutti i suoi crociati che sopravvissero al
massacro, caddero in mano ai musulmani che chiesero un riscatto… chi lo pagò?
La Francia? No, i Templari!
Anche
Luigi VII ed il suo esercito furono aiutati dai Templari, che li guidarono
nelle zone impervie, inospitali, dove non conoscendo i sentieri giusti si
poteva morire di sete, tornò molto utile l’esperienza dei Templari in fatto di
guerriglia con i musulmani.
Filippo
ed i suoi ministri si ingannavano quando pensavano che il Tempio valesse più
della lealtà dell’Ordine! Il loro amore per la patria d’origine si riconosceva in ogni
loro azione. Parlando molto meschinamente la Francia poteva sfruttare i
Templari in modo molto più proficuo, come fecero i Re tedeschi con i Cavalieri
Teutonici nelle conquiste ad Est e i Re Spagnoli contro i musulmani nella
penisola iberica.
Alla
luce di tutto questo penso che la Chiesa abbia il DOVERE morale di rivedere il
processo e di riabilitare i Templari. Il processo fu un’ingiustizia ed era fin
troppo chiaro che l’Ordine era innocente.
Una
revisione è tutt’altro che impossibile! Il caso di Giovanna d’Arco può
essere preso ad esempio: Giovanna confessò anche se non fu sottoposta a
tortura (non che io voglia dire che fu colpevole di eresia, per l’amor del
cielo!), la Francia chiese di ottenere la riabilitazione della propria eroina
nazionale e l’ottenne! (sciovinismo a parte…). La Chiesa francese e il
Sant’Uffizio (erede dell’Inquisizione), ma anche la Chiesa romana e gli Ordini
di Malta e di Cristo dovrebbero avere interesse a lavare l’onta e riabilitare
l’Ordine, abrogando la Bolla di Celestino V e annullando il Processo.
Pio VII
abrogò il decreto di Clemente XIV e restaurò l’Ordine dei Gesuiti! Giovanni
Paolo II potrebbe annullare l’ingiusto verdetto di Clemente V e revocare la
proibizione di rifondare l’Ordine Templare, anche nell’interesse della Chiesa
che ne uscirebbe sicuramente più popolare, perché aggiungerebbe un’opera di
Giustizia alle già tante opere di carità e assistenza che svolge.
COSA
RIMANE DEI TEMPLARI ?
Dopo la
soppressione che ne fu di del glorioso Ordine Templare? Di sicuro il suo
influsso non poté essere spazzato dall’oggi al domani, i suoi ideali
rimasero per un bel po’ nel cuore della gente. E la loro immagine non fu
distorta, non venivano considerati eretici, ma martiri. La gente sapeva che
il Processo e la soppressione erano tutta opera dell’avidità di Filippo il
Bello, ma oltre che ciò non potevano fare quasi niente. Il Medioevo fantastico,
quello in cui i VERI valori erano quelli che contavano, era , secondo me già
finito: il fatto che l’avidità di un Re poteva mettere in scacco ideali puri
come quelli dei Templari ci dice molto, il denaro e il potere iniziavano ad
essere più importanti della Fede, del senso dell’onore della giustizia e del
buon senso… un po’ come oggi, la società si avviava verso quella rinascimentale
e moderna.
Di fatto
però si sa che i Templari fuori i confini della Francia riuscirono per la
maggiorparte a mettersi in salvo, soprattutto in Portogallo, Germania e Gran
Bretagna. C’è chi pensa che si riunirono in società segrete, come i Rosacroce
del XVI secolo, ma per molti è molto difficile che ciò sia accaduto… i Templari
delle varie nazioni erano troppo lontani tra loro per riuscire a comunicare:
non potevano più usare il loro vero nome, non avevano un punto di
riferimento, erano perseguitati e prontamente colpiti nel cuore. Pensare
che tutti i Templari d’Europa si riunirono è molto inverosimile, pensare invece
che quelli di determinate città o regioni si raggrupparono è più verosimile;
era molto lontano però da una vera riorganizzazione! I superstiti non
avevano più soldi, erano dei fuggiaschi ricercati dalla polizia, non avevano
figli a cui tramandare le loro tradizioni e i loro segreti (la Regola non
permetteva il matrimonio) e avevano grandissime difficoltà a trovare nuovi
adepti: chi avrebbe mai voluto entrare in un Ordine soppresso dal Papa e
ricercato dalla polizia? Anche se ci fossero state persone con ideali purissimi
e lo spirito giusto sarebbe stato meglio unirsi ad Ordini già esistenti
(soprattutto i Gerosolimitani godevano di grandissima fama) o al limite crearne
uno completamente nuovo… quando qualcuno vi dice una frase tipo“quella società
segreta è la discendente dei Templari” prendetela con le pinze!!!
Nei
secoli se ne sono dette di tutti i colori su possibili discendenti dei
Templari, fra un po’ anche il Milan rientrerà tra questa categoria! Cerchiamo
di non esagerare!
Nei
secoli sono state molte le società che rivendicavano il titolo di “Templari”,
ma nessuna fu all’altezza: nel libro “Discours” del 1737 del Cavaliere
scozzese Ramsaysi dice di un’ipotetica Commanderia Templare in Scozia la
Herodom-Kiwinning; nel 1833 fu creata a Parigi la “Maison du Temple” che
durò pochissimo ed ebbe una scarsissima risonanza; durante il XVIII secolo il
barone tedesco Karl Gotthelf von Hund und Altengrotkau (un po’
complicato come nome) che si dichiarava erede dei Templari e rifondò l’Ordine
guidandolo sugli antichi modelli Templari, creando una sorta di oasi medioevale
in un mondo ottocentesco… ebbe
abbastanza risalto (nel 1775 26 principi tedeschi ne facevano parte), ma non
aveva purtroppo speranza di vita, il periodo era intriso delle idee illuministiche
e rivoluzionarie (di li a poco ci sarà la rivoluzione francese!) che non
lasciavano spazio ad un “relitto” di vecchio stampo… morto il Barone l’Ordine
si sciolse di li a poco, non riuscendo a trovare un altro capo che fosse
all’altezza del carisma del primo.
Anche
Goethe si scomoda e nel suo scritto “Geheimmisse” ipotizza la fondazione
di una confraternita simile a quella Templare; restando in campo artistico
Mozart dedicò ai Templari la sua composizione “Flauto Magico”.
Insomma,
la storia Templare e le leggende Templari sono oggi due cose ben distinte, che
molta gente, invece, cerca in tutti i modi di legare, soprattutto per interessi
monetari e di fama.
Nei
secoli sono nate tante di quelle dicerie che ormai non si contano più! Un
esempio su tutti: l’idolo che ipoteticamente i Templari adoravano,
Assolutamente privo di fondamento storico, come abbiamo, spero, imparato
nel paragrafo “Il Processo Infame”, ha scatenato nel tempo un putiferio tale da
creare un nome (Baphomet), una storia, una simbologia, un’ iconografia! (certo,
ci sono dei bassorilievi con teste barbute, ma da qui ad accusare i Templari di
idolatria mi sembra esagerato!) Si è arrivati addirittura a scrivere un libro
intero su tale argomento! Lo vidi un paio di anni fa in una libreria… ma,
l’autore, che cosa ha scritto su quel libro? Come ha fatto ha scrivere tanto su
una bugia inventata di sana pianta da Nogaret? Ma, sono questi i veri misteri!
Anche
oggi ci sono varie associazioni che nascono per ripristinare l’Ordine Templare,
con scopi diversi e anche puri, ma da qui a rifondare l’Ordine ci passa un bel
po’!
Rivendicarsi
come legittimi rifondatori dell’Ordine Templare mi sembra un po’ esagerato,
almeno finché non si riprende la Regola e la si riapplica a fondo, come 700
anni fa, altrimenti non si è Templari, si è solo un’associazione che persegue i
suoi scopi con uno spirito Cristiano.
E non
vorrei sentire critiche del tipo “ma la Regola è antiquata! Bisogna
modernizzarsi, modernizzarsi…” : tutti gli Ordini Monastici attuali
(francescani, gesuiti ecc…) hanno le stesse regole di quando sono nati, non
vedo perché i Templari dovrebbero essere un’eccezione! La regola potrebbe
essere si un po’ cambiata (dormire in armatura si potrebbe evitare per esempio
per ovvi motivi) ma non stravolta! … Non posso credere ad una persona che si definisce
Templare e fa l’avvocato o il notaio o non so cos’altro! I Templari erano un
Ordine “Monastico”. I Cavalieri di Santiago per esempio erano sposati, non
erano “monaci”. Questa mia piccola critica non toglie assolutamente la mia
ammirazione verso tali associazioni che svolgono comunque delle opere
caritatevoli, di restauro del patrimonio artistico e non solo! Quindi vanno
comunque ringraziati per le opere di bene che stanno facendo e per i loro
sforzi nel portarle a termine.
La
soluzione ottimale potrebbe essere quella di dividere i Cavalieri Professi (che
seguono la regola a puntino) dagli altri Cavalieri (che invece hanno una vita
normale) come succede tutt’ora nell’Ordine dei Cavalieri di Malta.
E
comunque per rifondare l’Ordine Templare, secondo me, è necessario PRIMA far
abolire la Bolla di Clemente V che sospende l’ordine, solo dopo si può
provare a rifondare l’antico Ordine, ma, ribadisco che, secondo me, la
nomenclatura “Templare” può andare solo a chi riprende e applica l’antica
Regola.

CONCLUSIONI
Bene,
siamo arrivati alla fine. Per prima cosa mi scuso con i lettori per l’eventuale
confusione, ma ho cercato di fare del mio meglio. Avevo molte cose da dire sui
Templari e ho cercato di dirle tutte. Ho anche dovuto tralasciare parti
importantissime, come il loro stile di vita!
A
proposito, se qualche passaggio o qualcos’altro non vi è chiaro potete
tranquillamente rivolgermi a me (e-mail: Palank@bluedragon.it
) , cercherò anche di far maggior chiarezza su parti del discorso che forse
sono rimasti un po’ “offuscati”.
I punti
chiave che volevo sottolineare con questo mio articolo sono ben precisi, e ci
tengo a ribadirli ancora una volta, tutti insieme:
1- L’ideale Templare di pacifica
convivenza tra le varie culture;
2- I valori dei Templari, la profonda
Cristianità e il senso dell’onore. Incarnavano il vero spirito della
Cavalleria;
3- La loro figura carismatica di uomini
determinati e forti, sia spiritualmente che fisicamente, rispettati ed ammirati
dal popolo;
4- Il processo infame che li colpì,
vennero sacrificati da un Papa debole all’avidità di un Re, non ci fu
giustizia;
5- Tener ben presente la differenza tra
storia dei Templari e leggende legate ai Templari. (in merito c’è un sacco di
confusione!);
6- “Non chiedevano mai quanti fossero i
nemici, ma in quale direzione bisognava rivolgere la carica”, segno del loro
coraggio;
7- La cultura occidentale è strana:
molte cose che aveva qui in Europa le ha distrutte, per poi andarle a cercare
negli altri continenti o crearle nuovamente da capo.
A
questi se ne aggiunge un altro (che già ho menzionato): secondo me la fine del Medioevo che
tanto ammiro c’è proprio con la soppressione dell’Ordine. Come ho già
scritto quello scandalo significò molte cose… il Medioevo vero era finito,
il denaro e il potere iniziavano a diventare i valori importanti e si andavano
lentamente a sostituire a quelli che erano i VERI valori Medioevali, come il
senso dell’onore e del valore, la giustizia, il buon senso delle cose e non
ultima la religiosità. Tutto si stava lentamente trasformando e si iniziava
a trasformare in quell’epoca che poi fu definita “Rinascimento”… ci sarebbe
tutto un discorso a parte da fare, non l’affronterò certo in questo contesto.
Un consiglio
che vi do: prima di prendere per oro colato quello che qualcuno vi dice, tipo
le leggende sui Templari, Tesoro dei Templari, ipotetiche ammirazioni per la
cultura araba, rifletteteci sopra, trovate delle fonti e delle
documentazioni e poi magari ne traete delle vostre conclusioni personali.
Inoltre, prima di dire una vostra teoria personale metteteci davanti un bel “secondo
me” …
Altrimenti
rischiate di confondere i vostri interlocutori e di confusione sui Templari ce
n’è già molta!
Sinceramente
ne ho sentite talmente tante sui Templari da poter scrivere un libro a parte!
Soltanto perché ne erano nove all’inizio hanno fatto dei calcoli e tratto delle
conclusioni inimmaginabili! Calcoli che soltanto a un visionario verrebbero in
mente! Qualsiasi cosa si potesse numerare veniva riportata al nove, che poi
viene spiegato ermeticamente in modo altrettanto visionario!
C’è da
dire una verità comunque: che nel Medioevo erano soliti inserire messaggi
criptati e nascosti (come ho già detto le cattedrali gotiche sono il più grande
esempio, sono libri di pietra con messaggi nascosti ovunque!) un po’ da tutte
le parti, anche in semplici case c’era il piccolo messaggio criptato, però,
insomma, non esageriamo!
Un’altra
incredibile che ne ho sentita è che il volto sulla Sacra Sindone non sarebbe di
Gesù Cristo, ma di Jacques de Molay…
ma dico
io, ma si vuole far chiarezza su determinati argomenti o aumentare ancora di
più la confusione?
Ok, ora
avrei veramente finito, spero di non avervi annoiato oppure (peggio ancora)
confuso ulteriormente, e vi lascio con una frase: “NON NOBIS DOMINE, NON
NOBIS. SED NOMINI TUO DA GLORIAM”
Ciao a
tutti!
Fabio
NB: Un’ultima cosa, vi do un consiglio.
Questo mio articolo non esaurisce certo le argomentazioni e le vicende sui
Templari, quindi vi consiglio vivamente (se siete interessati all’argomento,
ovvio!) di leggere altri libri sui Templari oltre i libri e i siti web ho
segnalato nella bibliografia! Di materiale ce n’è moltissimo! Io qui ho solo
appena accennato all’argomento!
E ora,
prima della Bibliografia, è il momento di un paio di elenchi, date, numeri,
nomi…
I 22
Gran Maestri Templari
(fra parentesi c’è la data di elezione ; i nomi sono in francese)
1- Hugues de Payns (1128)
2- Robert de Craon (1136)
3- Evrard des Barres (1149)
4-Bernard de Tramelay (1150)
5- André de Montbard (1153)
6- Bertrand de Blanquefort (1156)
7- Philippe de Milly (1169)
8- Odon de Saint’Amand (1170)
9- Arnaud de Torroge (1180)
10- Gérard de Ridfort (1184)
11- Robert de Sablé (1191)
12- Gilbert Errail (1193)
13- Philippe de Plaissiez (1201)
14- Guillaume de Chartres (1209)
15- Pierre de Montaigu (1219)
16- Armand de Périgord (1232)
17- Guillaume de Sonnac (1246)
18- Renaud de Vichiers (1250)
19- Thomas Bérard (1256)
20- Guillaume de Beaujeu (1273)
21- Thibaud Gaudin (1291)
22- Jacques de Molay (1294)
CRONOLOGIA SOMMARIA
1071 Vittoria dei turchi
selgiucidi sui Bizantini a Mazincerta
1095
Nel Concilio di Clermont papa Urbano I indice la Crociata per la
liberazione
dei Luoghi Santi.
1099
I Crociati conquistano Gerusalemme
1104
I Crociati conquistano San Giovanni d'Acri
1113
Gli Ospitalieri (conosciuti anche come Gerosolimitani o Giovanniti e
nati nel 1023 da un insediamento amalfitano a Gerusalemme con lo scopo di dare
assistenza ai pellegrini) aggiungono
anche loro ai tre voti tipici dei Monaci Cristiani (cioè povertà,
castità ed obbedienza) il quarto, quello dello “stare in armi”, seguendo
l’esempio dei Templari.
1118
il borgognone Hugues de Payns (italianizzato in Ugo da Pagani da alcuni
ricercatori, cosa che ha creato non poche confusioni) e altri otto compagni
offrono a Baldovino II di Gerusalemme il servizio di Milites Christi per tenere
libere le vie della Palestina da insidie degli islamici. Il Re concede loro per
sede un'ala delsuo stesso palazzo, adicente alla Moschea della Roccia (Al-Aqsa)
sorta sulle rovine del Tempio di Salomone, da cui la denominazione dell'Ordine:
Templari
1125
Ugo di Champagne, cugino di Bernardo di Chiaravalle, restauratore dei
Cistercensi, entra nei Templari
1128
Il Concilio di Troyes approva la Regola dell'Ordine dei Cavalieri del
Tempio; Bernardo di Ciaravalle, che interviene al Concilio, dopo il 1130
diviene patrono dell'Ordine e ne scrive l'Elogio
1146
Bernardo predica la seconda Crociata. La spedizione dell'Imperatore
Corrado III e del Re di Francia, Luigi VII, si esaurisce (1147-49) senza
apprezzabili risultati
1167
i franchi si impongono in Egitto, dove però si verifica una riscossa
islamica, guidata da Saladino
1187
ai corni di Hattin (dopo numerosi scontri parziali) Saladino sconfigge
l'esercito Cristiano e uccide di sua mano Rinaldo di Chatillon; Gerardo di
Ridefort, Gran Maestro dei Templari (tutti caduti in battaglia o uccisi dopo la
vittoria) è rilasciato. Verrà poi uccido dopo la conquista di Gerusalemme da
parte di Saladino.
1192
Terza Crociata. Vi partecipano Federico Barbarossa, morto lungo il
viaggio in Cilicia, FIlippo II Augusto di Francia, Riccardo cuor di Leone
d'Inghilterra, Corrado di Monferrato. La spedizione non ottiene risultati
apprezzabili; Corrado è ucciso da due "assassini" (ismailiti, fedeli
al "Veglio della Montagna"). Muoiono anche Saladino (1193) ed il Gran
Maestro del Tempio Robert de Sablé.
1199
Nascono i Cavalieri Teutonici, il loro scopo è "dare morte
all'errore".
1204
a capo della IV Crociata, su navi veneziane, Baldovino di Fiandra,
rovesciati ed uccisi Isacco II e Alessio IV, imperatori di Bisanzio (oggi
Costantinopoli), assume la corona dell'Impero latino d'Oriente.
1208-1244 Crociata contro i Catari e gli Albigesi
nella Francia Meridionale. Papa Gregorio IX istituisce l'Inquisizione contro
gli eretici.
1212
"Crociata dei bambini" ispirata dal pastore dodicenne Stefano.
La maggiorparte dei bambini muore per via o è venduta schiava da loschi
mercanti
1229
Crociata dell'Imperatore Federico II. Dopo una trattativa col Sultano
d'Egitto ,Al Kamil, Federico si autoincorona Re di Gerusalemme, col sostegno di
Hermann von Salsa, Gran Maestro dei Cavalieri Teutonici.
1244
Alleati con i musulmani di Damasco, i Cristiani sono sconfitti a Gaza.
300 Templari cadono sul campo. I turchi chorasmiani invadono la Palestina e
conquistano Gerusalemme, definitivamente sottratta ai Cristiani.
1250
Sconfitta di Luigi IX a el-Mansura, molti altri templari cadono sul
campo.
1270
Luigi IX di Francia muore a Tunisi nel corso della sua seconda
infruttuosa Crociata.
1277
Baibars occupa la Rocca Bianca dei Templari a Safila e il Krak des
Chevaliers, principale fortezza degli Ospitalieri.
1291
San Giovanni d'Acri cade in potere di Al-Halil d'Egitto. Tiro si arrende
agli islamici. Capitolano tutte le città Cristiane in Libano e Palestina.
1303
L'isola di Ruad, priva di acqua potabile e ultima roccaforte Templare di
Outremer, dopo 13 anni di resistenza viene evacuata.
1306
Da Cipro, dove con gli Ospitalieri sta organizzando una spedizione per
la conquista di Rodi e la riscossa Cristiana in Oriente, il Gran Maestro dei
Templari, Jacques de Molay, è chiamato in Francia da Papa Clemente V che
propone la fusione tra Templari e Ospitalieri.
1307
il 13 ottobre tutti i Templari di Francia sono arrestati con l'accusa di
eresia, in vilazione della disciplina canonica, pratiche oscene e peccaminose,
idolatria.
1308
dal26 maggio al 20 luglio incontro fra Clemente V e Filippo IV detto il
Bello, a Poitiers. Il Papa approva l'azione del Re
1310
54 Temlpari sono arsi vivi come relapsi per ordine dell'Arcivescono si
Sens, fratello delministro di FIlippo IV, Marigny
1311
il primo ottobre si raduna il concilio di Vienne, già convocato per
l'anno precedente.
1312
il 3 aprile con la bolla "Vox in Eccelsi" Clemente V delibera
l'abolizione dell'Ordine dei Templari su pressione di Filippo IV giunto a
Vienne il 20 marzo. I Cavalieri giudicati innocenti sono incorporati negli
Ospitalieri (cui vanno i beni immobili dell'Ordine) e nei Teutonici (nel 1308
bersaglio di un'accusa di eresia); gli altri sono condannati al carcere
perpetuo o, se relapsi, o ostinatamente inconfessi, al rogo.
1314
Jacques
de Moley e Geoffroy de Charnay, Gran Precettore di Normandia, portati in
pubblico per confessare le colpe ammesse negli interrogatori, denunciano la
sopraffazione subita e proclamano l'innocenza non già dei Templari come singoi,
ma dell'intero Ordine. Il giorno stesso (il 18 marzo) in violazione della
personale dipendenza giurisdizionale del Gran Maestro dal Papa, i due sono arsi
vivi a Parigi, secondo l'ordine del Re. In Portogallo, Spagna, Inghilterra e
Germania i Templari sono invece giudicati innocenti. Inizia la
"leggenda" Templare co la mitica fuga di alcuni Cavalieri in Scozia,
dove sarebbero stati protetti da Robert I Bruce.