Le piante e le erbe officinali sono sempre state presenti in natura e per le loro proprietà curative sono state studiate ed usate dall’uomo fin dall’antichità, essendo l’unico rimedio efficace contro le malattie.

Venivano lavorate dallo speziale nelle officine (da cui il nome) per produrre oli essenziali, profumi, tisane e prodotti medicamentosi.

Per piante officinali si intendono le piante medicinali, aromatiche e da profumo come stabilito dalla Legge n° 99 del 6 Gennaio 1931. In tempi più recenti l’OMS ha evidenziato come l’espressione “pianta medicinale” comprenda tutti i vegetali che contengano sostanze atte a essere usate a fini terapeutici o comunque curativi.

L’uso moderno di erbe e piante officinali è non solo legato alla salute e benessere di uomini e animali ma è esteso anche alla cucina 

 

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Autore ArgomentoMaria Treben.
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Post Maria Treben.
il: November 11, 2016, 22:58
Cita:

Maria Treben (Žatec, 27 settembre 1907 – Grieskirchen, 26 luglio 1991) è stata una scrittrice ceca.

Ha praticato per molto tempo l' erboristeria, esercitandosi in Austria e in Germania, studiandone le varie applicazioni.

Per Maria Treben, profondamente cristiana, le erbe e le cure da esse derivanti sarebbero un'espressione di Dio.

La sua opera più nota, "La salute dalla farmacia del Signore", è stata pubblicata in più di 20 lingue vendendo oltre 8 milioni di copie [1]. Nel libro propone una ricetta per il cosiddetto "Piccolo amaro svedese", a base di 12 erbe differenti tramite assunzione o impacco, che lei ritiene utile per diversi problemi di salute.

Ecco la prefazione della stessa al suo Libro:
Prefazione
A dispetto dei molteplici attacchi provenienti dalle più svariate parti contro la mia persona ed i miei
consigli nel libro «Salute dalla Farmacia del Signore», le numerose lettere di persone sane o malate, di
medici e guaritori austriaci e stranieri, mi hanno indotto a continuare ad offrire all'umanità le mie
conoscenze e le mie più recenti esperienze con le erbe medicinali in una nuova edizione ampliata dell'
opera suddetta.
In un momento in cui la maggior parte dell'umanità va sempre più allontanandosi dalla vita naturale ed
in cui essa è minacciata da gravi malattie dovute all'erroneo atteggiamento spirituale, dovremmo
riscoprire quelle nostre erbe medicamentose che il Signore ci ha donato per sua bontà sin dai tempi più
remoti. Il parroco Kneipp non faceva che ripetere nei suoi libri «che per ogni malattia cresce un'erbetta».
Ognuno di noi ha quindi la possibilità di provvedere alla buona uura della propria salute raccogliendo
per tempo piante ed erbe medicinali dalla «Farmacia del Signore», bevendone le tisane giornalmente o
per la durata di un periodo di cura, usandone gli estratti per linimenti, impacchi, cataplasmi o additivi al
bagno. Una volta decisi ad utilizzare le erbe medicamentose, si dovrebbe cominciare con quelle depurative
del sangue che sono l'Aglio, l'Ortica, la Veronica, il Dente di leone e la Piantaggine. Tali cure fatte
seguendo con precisione le rispettive raccomandazioni non potranno mai nuocere a nessuno. Ove non
diano alcuno o solo scarso sollievo ed aiuto è probabile che nell'ambiente domestico o di lavoro del
malato esistano delle zone geopatiche di disturbo. In questi casi si dovrebbe ricorrere ad un rabdomante
esperto che cerchi dei luoghi privi di radiazioni.
Quando però si fosse seriamente indisposti, con febbre o altri sintomi evidenti di malattia, è indispensabile
consultare tempestivamente il medico affinchè stabilisca la diagnosi. È altrettanto ovvio che il
medico controlli scrupolosamente il decorso di una malattia grave ed il processo di guarigione.
Il 25° Congresso Internazionale di Aggiornamento della Deutsche Bundesärztekammer (Ordine Federale
Tedesco dei Medici) e della Österreichische Ärztekammer (Ordine Austriaco dei Medici) che ebbe
luogo a Badgastein nel Marzo 1980 ed al quale parteciparono 1500 medici, ha dimostrato che la
medicina tradizionale comincia ad interessarsi anche alla medicina naturalista.
Il Prof. Dr. Carl Alken (Università del Saarland, R.F.G.) spiega nel modo seguente il crescente interesse
della natura: «Dopo la seconda guerra mondiale i medici si trovavano praticamente impotenti di fronte
ad un'insufficienza renaie. Poi avvenne la grande rivoluzione dovuta all'introduzione degli antibiotici, ed
oggi siamo ormai costretti a difenderci dalle conseguenze negative dell'utilizzazione in parte eccessiva
in parte errata di questi potenti "portatori di grazia". Vi si aggiunge un aumento a valanga di malattie
micotiche causate dal perturbamento del normale equilibrio biologico a causa dei troppi medicamenti
e di altre influenze ambientali.»
Da molti anni seguo simposi e congressi di medicina, i cui risultati vengono anche pubblicati nei quotidiani.
Numerosi medici, con senso di responsabilità, mettono in guardia dal consumo esagerato di
pillole e compresse. In particolare viene ripetuto sempre più spesso l'avvertimento circa la potenziale
pericolosità degli analgesici. Un'infinità di persone li prende senza il controllo da parte del medico,
causando in tal modo dei gravi danni organici. I medicinali, per esempio, che diminuiscono la pressione
del sangue, favoriscono il tumore mammario nelle donne se presi per un periodo prolungato: fatto
questo che è stato accertato da tre gruppi di ricercatori che studiavano il fenomeno indipendentemente
l'uno dall'altro a Boston, Bristol e Helsinki.
È quindi il mio desiderio rendere accessibile alle persone malate il potere e l'effetto curativo di piante
importanti e le esperienze degli ultimi due anni e mezzo dalla pubblicazione del libro «Salute dalla
Farmacia del Signore» e dare loro una mano nel ricupero della salute. È un'esperienza straordinaria per
un essere umano trovare una via di uscita dalla disperazione della malattia, servendosi delle proprie
forze e della propria volontà, grazie alle nostre erbe medicamentose, aiuto divino. Il merito personale di
riconquistare la salute innalza la dignità umana a tal punto da consentire al malato di uscire dalla
morsa dell'infermità.
3
Spesso mi si chiede dove ho acquistato la conoscenza delle erbe officinali. Non sono in grado di rispondere
con precisione. Nella mia infanzia trascorrevo le mie vacanze presso la famiglia di un capoguardia
forestale. Così imparai a conoscere ed intuire i rapporti e le connessioni nella natura. Sin da bambina
conoscevo ogni pianta e sapevo indicarla per nome; ma le sue proprietà farmacologiche mi erano
sconosciute. Mia madre, una appassionata seguace di Kneipp, teneva a far crescere noi figli in modo
naturale e lontani da ogni influenza chimica.
Da giovinetta furono due le esperienze che incisero nella mia vita. Una vedova circa quarantenne, madre
di tre figli, ammalata di leucemia era stata giudicata incurabile e dimessa dall'ospedale. I medici le
diedero appena tre giorni di vita. La sorella, preoccupata per i figli che sarebbero rimasti orfani, portò le
urine della malata ad un'erborista nei pressi di Karlsbad. Malgrado l'esclamazione spaventata della
donna: « . . . soltanto ora arrivate con quest'acqua da morto!» le erbe inviate fecero miracoli. Un esame
clinico dopo 10 giorni mostrò la sparizione di ogni traccia di leucemia.
Un caso simile si presentò nello stesso periodo in una 38enne madre di quattro figli. Anche qui si trattò
di leucemia ed i medici non davano più alcuna speranza. Anche questa malata cercò il consiglio di
un'erborista e si fece dare le erbe occorrenti. Ogni giorno essa preparava alcune brocche piene di
tisana. Ogni volta che vi passava davanti ne beveva un buon sorso, pensando anche: «Se non dovesse
guarirmi, male non mi farà certamente.» Dopo 10 giorni fu dimostrata la totale assenza di leucemia.
Questi esempi dimostrano l'enorme importanza dell'ingestione di grandi quantitativi giornalieri di
tisana nelle malattie, dall'apparenza inguaribili. Da quel momento fui certa che le erbe portavano aiuto
persino nei casi di malattie maligne.
Mia madre morì il giorno della Candelora nel 1961. Da allora ebbi la netta sensazione di essere spinta
verso la conoscenza delle erbe officinali. Vi si aggiunsero nuove esperienze e lentamente presi possesso,
con intuito sicuro, delle nozioni riguardanti le erbe provenienti dalla Farmacia del Signore. Fu
come se mi guidasse una forza maggiore; come se la Madonna, la grande consolatrice degli infermi, mi
indicasse la via sicura. La fede in lei, la venerazione e la preghiera dinnanzi ad una antica effigie miracolosa,
che giunse per vie inconsuete nelle mie mani, mi hanno sempre aiutato in tutti i casi di dubbio.
Pertanto è mio desiderio non solo indicare agli uomini le erbe medicinali ed i loro poteri, ma anche
l'onnipotenza del Signore, nelle cui mani è la nostra vita, e che la determina. Presso di lui cerchiamo
aiuto e conforto; nella grave malattia cerchiamo con umiltà e devozione le erbe della Sua farmacia.
Sta a Lui guidarci e farci la grazia, dirigendo la nostra vita secondo la Sua volontà.
Infine vorrei sottolineare che mi sono sforzata in tutti i modi di convogliare tutte le mie ulteriori
esperienze nel libro aggiornato, per offrirle all'utilità degli uomini. All'argomento ampiamente trattato,
unisco una preghiera: non telefonatemi, non scrivetemi! Quale non-guaritrice non ricevo neanche
visitatori. Il precisissimo glossario vi porterà sulla giusta via per impiegare le erbe giuste. Inoltre vorrei
richiamare l'attenzione del lettore sul libro «successi terapeutici di Maria Treben» (lettere e relazioni
concernenti i successi terapeutici), pubblicato presso lo stesso «Editore Ennsthaler».
E infine un'altra cosa: non gestisco una rivendita postale di erbe e non accetto ordinazioni di erbe.
Grieskirchen, maggio 1980
M A R I A T R E B EN
___________________________________________________________________________

Ecco quello che vanta sull'Amaro di erbe da lei creato:
1. Inumidendo con le Erbe Svedesi la prima vertebra cervicale, applicando una pezza bagnata, scompariranno dolore e vertigini e si rinforzeranno la memoria ed il cervello.

2. Per l'offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti i dolori persino quando gli occhi sono infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta quando con esse vengono inumiditi gli angoli dell'occhio o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi una pezzuola bagnata con esse.

3. Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi parte del corpo guariscono inumidendo le parti spesso e bene.

4. Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po' d'acqua trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente dolente con una pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.

5. Con le gocce s'inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre ferite; la guarigione non tarderà.

6. Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevanda causano dolore alla deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno il calore e guariranno la gola.

7. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l'attacco.

8. Contro le coliche si prendono tre cucchiai, lentamente uno dopo l'altro; presto sentirete sollievo.

9. Le gocce annullano l'effetto dei gas nel corpo e rinfrescano il fegato, eliminano tutte le malattie dello stomaco e quelle intestinali e giovano contro la stitichezza.

10. Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male e rifiuta i cibi.

11. Giovano altrettanto contro i dolori alla cistifellea. Un cucchiaio ogni giorno, mattina e sera; di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.

12. Contro l'idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco per la durata di sei settimane.

13. Contro dolori e ronzii all'orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di cotone da introdurre nell'orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l'udito perduto.

14. Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni di fila un cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz'ora le si faccia fare una passeggiata e poi colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese insieme al latte.

15. Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della gravidanza, il parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta, si somministri alla puerpera un cucchiaio da dessert ogni due ore fino a che la placenta non si stacchi senza doglie.

16. Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l'inizio dell'allattamento, esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi di gocce.

17. Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri ai bambini delle gocce, a seconda dell'età, diluite in un po' d'acqua. Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidire ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.

18. Sono efficaci contro i vermi nei bambini e negli adulti; elimineranno persino le tenie, solo che ai bambini occorre somministrarle a seconda dell'età. Legare una pezzuola imbevuta di gocce sull'ombelico mantenendola sempre umida.

19. Nell'itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio di gocce tre volte al giorno ed applicando dei cataplasmi di gocce sul fegato ingrossato.

20. Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano dal corpo, senza altre cure, i liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia e le depressioni e stimolano l'appetito e la digestione.

21. Aprono anche le emorroidi se le bagniamo ripetutamente e se le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via esterna si applica un batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche il resto del sangue e gioverà contro i bruciori.

22. Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli un cucchiaio di gocce, e il malato ritornerà in sé.

23. Prese per bocca allontaneranno anche il dolore dei crampi sordi fino a che col tempo non cessino del tutto.

24. Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di sei settimane.

25. Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo abbondante, è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l'operazione per venti volte. Il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà a quanto è insufficiente.

26. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.

27. Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo medicinale in quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico allontanando ogni malattia.

28. Guariscono le paralisi, scacciando le vertigini e la nausea.

29. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.

30. Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole, gli si dia un cucchiaio, e l'ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi, tornerà presto in sé, il suo polso riprenderà a battere; fosse anche stata altissima la sua febbre, il malato migliorerà presto.

31. Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonché le screpolature delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze, la si lavi accuratamente con del vino bianco, coprendola poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno ulcere e dolori nonché l'escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a guarire.

32. Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni quando vengono bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In brevissimo tempo elimineranno il dolore prevenendo ogni gangrena o putrefazione e guariranno anche le ferite di vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate le gocce nella ferita che non occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante l'assidua applicazione di una pezza imbevuta, la guarigione avverrà in breve.

33. Fanno scomparire tutte le cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e tutti i tagli se queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte. Tutte le ferite curate con queste gocce non lasciano cicatrici.

34. Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inguaribili e indipendentemente dalla loro età.

35. Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente o grasso, quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente guariranno totalmente.

36. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti ad urti o colpi.

37. Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore perduto.

38. A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino per un certo periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la circolazione.

39. I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando sugli arti infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.

40. Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia di applicarvi il più spesso possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte.

41. Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con esso costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure potranno essere levati senza alcun dolore.

42. Curano anche i morsi di cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in quanto distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.

43. In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetutamente durante la giornata poiché curano ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.

44. Chi di notte non dorme bene prende queste gocce prima di coricarsi. Nel caso di insonnia nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto di gocce diluite.

45. Somministrate in quantità di due cucchiai ad un ubriaco, fanno scomparire gli effetti della sbornia.

46. Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di alcun'altra medicina poiché esse rinforzano il corpo, rinfrescano i nervi ed il sangue, liberano dal tremore mani e piedi. In breve, allontanano ogni specie di malattia. Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua giovanilità e bellezza.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

USO INTERNO: Secondo l'indicazione dell'Antico Manoscritto se ne prende come profilattico un cucchiaino da dessert diluito, mattina e sera. Contro i disturbi di qualsiasi genere si possono prendere tre cucchiaini diluiti. Contro le malattie maligne se ne prendono da due a tre cucchiaini al giorno nel modo seguente: si prende rispettivamente un cucchiaino diluito in 1/8 di litro di tisana d'erbe, distribuendolo fra 1/2 ora prima e 1/2 dopo ogni pasto.

CATAPLASMA di Erbe Svedesi: A seconda della dimensione della zona malata si prende un pezzo piccolo o grande di cotone idrofilo impregnato di gocce svedesi e lo si applica sulla parte da trattare unta in precedenza con crema molto grassa o con crema di Calendula. Quindi si copre il tutto con un pezzo un po' più grande di plastica per evitare che si macchi la biancheria. Infine si fascia tutto con un panno o con una benda. A seconda del tipo di malattia, il cataplasma deve rimanere in situ da due a quattro ore. Se ben sopportato lo si può lasciare per un'intera notte. Se in soggetti dalla pelle delicata si dovessero malgrado tutto verificare delle irritazioni cutanee, si dovranno abbreviare i tempi di applicazione degli impacchi o rimandare l'applicazione per un certo periodo. Chi soffre di allergie, fasci il cotone soltanto col panno senza usare il pezzo di plastica. In nessun caso si deve dimenticare di ungere la pelle. Se già dovesse essere in atto uno sfogo pruriginoso, la si tratti eventualmente con crema di Calendula.

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