Il glioblastoma è un tumore devastante che ha origine nelle cellule o nei tessuti cerebrali. Anche con le terapie attuali, che includono chirurgia, radioterapia e chemioterapia, i pazienti a cui viene diagnosticata la malattia hanno una sopravvivenza media di poco più di un anno.
Il glioblastoma è un tumore devastante che ha origine nelle cellule o nei tessuti cerebrali. Anche con le terapie attuali, che includono chirurgia, radioterapia e chemioterapia, i pazienti a cui viene diagnosticata la malattia hanno una sopravvivenza media di poco più di un anno. Immagine Crediti: AI/TheSolver.It

Il glioblastoma è noto in neuro-oncologia come uno dei tumori cerebrali primari più aggressivi, complessi e devastanti. Nonostante i costanti progressi chirurgici, radioterapici e farmacologici, la sopravvivenza media dopo la diagnosi rimane spesso sconfortante, stabilizzandosi intorno ai 12-15 mesi. Una delle sfide maggiori è rappresentata dalla capacità straordinaria di questo tumore di dividersi rapidamente e di ripresentarsi quasi sempre (recidiva) in prossimità della sede dell’intervento chirurgico.

Oggi, una straordinaria intuizione nata più di dieci anni fa da un’intuizione “fuori dagli schemi” sta aprendo una via del tutto inedita: combattere il cancro non solo con la chimica o le radiazioni, ma con le forze della fisica e dell’elettricità.

Un’Intuizione Nata dalla Stimolazione Cerebrale Profonda

Tutto è iniziato nella mente del Dott. Matthew Hebb, professore di neurochirurgia presso la Schulich School of Medicine & Dentistry della Western University (Canada). Il Dott. Hebb curava quotidianamente i pazienti affetti dal morbo di Parkinson mediante la Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS), una tecnica affermata che prevede l’impianto di microelettrodi nel cervello per erogare impulsi elettrici capaci di “spegnere” o regolare i circuiti nervosi responsabili dei tremori motori.

Si pose quindi una domanda audace: se l’elettricità può modulare i neuroni del Parkinson, può fare qualcosa di analogo sulle cellule del tumore cerebrale?

Per rispondere, portò in laboratorio campioni di tessuto tumorale prelevati durante gli interventi neurochirurgici, vi applicò dei microelettrodi e inviò dei campi elettrici. I tumori risposero. Questo fenomeno inatteso ha dato il via a anni di ricerche multidisciplinari e ha portato alla nascita della Terapia di Modulazione Intratumorale (IMT).

Campi elettrici dinamici spazio-temporali generati dall'IMT nel cervello del ratto. Fonte: Neuro-Oncology Advances (2026). DOI: 10.1093/noajnl/vdag160
Campi elettrici dinamici spazio-temporali generati dall’IMT nel cervello del ratto. Fonte: Neuro-Oncology Advances (2026). DOI: 10.1093/noajnl/vdag160  Immagine Tradotta in Italiano Credito: TheSolver.it

Come Funziona la Terapia IMT: Fermare la Divisione Cellulare

A differenza delle tecniche di termo-ablazione (che usano il calore intenso per “bruciare” il tessuto malato), la terapia IMT adotta un approccio non distruttivo ma altamente mirato: eroga campi elettrici cronici a bassa ampiezza direttamente all’interno della massa tumorale.

[Cellula Tumorale in Divisione] ──Campo Elettrico Dinamico (IMT)──> [Blocco della Mitosi] ──> [Arresto della Crescita]

L’obiettivo fondamentale dell’IMT è interrompere il processo di mitosi (la divisione cellulare):

  1. Il principio biologico: Durante la divisione, le cellule cancerose devono organizzare e separare il proprio materiale genetico attraverso strutture proteiche altamente cariche elettricamente.

  2. L’effetto dell’IMT: L’applicazione del campo elettrico interferisce fisicamente con queste strutture, bloccando letteralmente la cellula mentre tenta di dividersi e spingendola all’arresto replicativo.

  3. La calibrazione della frequenza: L’elettricità erogata viene impostata a frequenze specifiche, calibrate per disturbare le cellule del glioblastoma lasciando sostanzialmente intatti i neuroni e il tessuto cerebrale sano circostante.

Risultati Straordinari nei Modelli di Laboratorio

L’ultimo studio, guidato dalla ricercatrice post-dottorato Erin Iredale e pubblicato sulla rivista scientifica Neuro-Oncology Advances, ha mostrato risultati di straordinaria rilevanza su modelli animali. Dopo appena sette giorni di trattamento, i ricercatori hanno osservato:

  • Riduzione di 8 volte della crescita tumorale, misurata mediante bioluminescenza.

  • Riduzione di 5 volte del volume del tumore, confermata da controlli con Risonanza Magnetica (MRI).

  • Assenza totale di deficit neurologici o segni di danno cerebrale causati dal campo elettrico.

“Triangolare” il Tumore: I Campi Elettrici Dinamici e Ruotanti

Trattare un tumore all’interno dell’organo più delicato del corpo umano presenta una difficoltà tecnica enorme: evitare le cosiddette “zone fredde”, ossia aree marginali del tumore dove il campo elettrico risulta troppo debole e da cui le cellule maligne potrebbero ripartire per proliferare.

Per risolvere questo ostacolo, il team (che include i professori Eugene Wong per la fisica, Terry Peters per la biofisica e Susanne Schmid per l’anatomia) ha sviluppato un sistema a elettrodi multipli:

           [Elettrodo 1]
               /   \
              /     \
             /  [T]  \   <-- Campo Elettrico Ruotante a 360°
            /         \
   [Elettrodo 2] ─── [Elettrodo 3]
  • Triangolazione del tumore: Posizionando tre o più microelettrodi attorno e dentro la massa tumorale, il sistema modifica continuamente la fase dei segnali elettrici.

  • Campo ruotante: Questo genera un campo elettrico dinamico che ruota nel tempo, garantendo che ogni punto del tumore riceva l’intensità e la direzione di energia necessarie senza accumuli dannosi.

Dalla Matematica alla Clinica: Il Sistema di Pianificazione Personalizzato

Un punto cardine dell’intera tecnologia è il software di pianificazione personalizzata sviluppato da Erin Iredale. Poiché ogni glioblastoma ha una forma, un volume e una localizzazione differenti, la terapia non può essere standardizzata.

Il medico inserisce nel sistema le scansioni della risonanza magnetica del paziente. Il software — basato su complessi modelli computazionali che in futuro integreranno l’Intelligenza Artificiale e l’Apprendimento Automatico — calcola esattamente:

  • Le coordinate millimetriche per l’impianto degli elettrodi.

  • I parametri elettrici e di frequenza specifici da applicare per avvolgere la massa malata in modo uniforme.

Considerazioni Personali e Prospettive Future

L’evoluzione della Terapia di Modulazione Intratumorale rappresenta un perfetto esempio di come il progresso in medicina nasca sempre più spesso dall’interdisciplinarietà. La fusione tra neurochirurgia, fisica medica, matematica applicata e biologia ha permesso di superare il limite concettuale di considerare il cancro unicamente come una patologia biochimica o genetica.

Il cambio di prospettiva: Guardare al glioblastoma attraverso la lente della biofisica significa aggiungere un’arma del tutto nuova all’arsenale terapeutico. L’elettricità non sostituisce le terapie tradizionali, ma si integra con esse in un approccio multilivello.

Le sfide e le speranze per i prossimi anni si concentrano su punti cruciali:

  • Verso le sperimentazioni umane: L’obiettivo del team della Western University è passare dai prototipi attuali ai primi trial clinici sull’uomo entro i prossimi 5-10 anni. Se confermata, l’IMT potrebbe diventare un presidio costante post-chirurgico da impiantare per prevenire la letale recidiva locale.

  • Qualità della vita e mininvasività: L’assenza di effetti collaterali neurologici osservata finora suggerisce che l’IMT potrebbe offrire un controllo della malattia senza la pesante tossicità sistemica tipica della chemioterapia aggressiva.

  • La forza della collaborazione: La storia di questo studio dimostra che quando i fisici lavorano fianco a fianco con i chirurghi, i problemi considerati insormontabili possono trovare risposte inaspettate ed efficaci.

Abstract

Sfondo

Gli approcci basati sui campi elettrici mostrano un impatto terapeutico contro il glioblastoma, con valori compresi tra 1 e 3 V/cm spesso indicati come soglia di intensità per gli effetti antitumorali. Tuttavia, le ampiezze di campo necessarie per ottenere il massimo impatto e le strategie per raggiungerle nel cervello rimangono poco definite. Questo studio si proponeva di valutare la sicurezza, l’integrità elettrica, la distribuzione del campo e l’efficacia di una nuova terapia di modulazione intratumorale (IMT) impiantabile, in grado di erogare campi elettrici dinamici nello spazio e nel tempo, in un modello in vivo di glioblastoma aggressivo.

Metodi

L’IMT è stata valutata nel modello di glioblastoma F98 del ratto utilizzando elettrodi intracerebrali impiantati che erogavano campi elettrici dinamici continui a 200 kHz per 7 giorni. La distribuzione del campo elettrico è stata valutata mediante simulazioni agli elementi finiti e misurazioni elettriche dirette. La risposta del tumore è stata quantificata tramite bioluminescenza e risonanza magnetica. L’impedenza tissutale, la tensione erogata e la temperatura cerebrale in vivo sono state monitorate durante l’IMT.

Risultati

L’IMT non ha prodotto effetti avversi neurologici né evidenze di danno cerebrale rilevabili tramite imaging. La progressione del tumore è stata significativamente soppressa, con una riduzione di 8 volte della progressione della bioluminescenza e una riduzione di 5 volte della crescita del volume tumorale misurata tramite risonanza magnetica. Ampie regioni tumorali e peritumorali hanno ricevuto campi >1 V/cm, mentre regioni intratumorali localizzate hanno raggiunto 5-8 V/cm, come confermato da simulazioni e misurazioni dirette. La temperatura cerebrale media all’interno del campo centrale è aumentata di 1 °C.

Conclusioni

La terapia IMT multi-elettrodo ha generato campi elettrici ampi e dinamici nello spazio e nel tempo, che hanno superato in modo sicuro le soglie di ampiezza ipotizzate e hanno attenuato significativamente la crescita del glioblastoma in vivo . Questi risultati suggeriscono che le strategie di somministrazione impiantabili hanno il potenziale per ampliare lo spazio dei parametri terapeutici e migliorare l’efficacia degli interventi sul glioblastoma basati sui campi elettrici.

Approfondimenti

Erin Iredale et al, Implanted dynamic electric field therapy for glioblastoma: preclinical safety and efficacy of intratumoral modulation therapy, Neuro-Oncology Advances (2026). DOI: 10.1093/noajnl/vdag160

 

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