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Germania, il Bundestag approva il salario minimo

 

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La Germania potrebbe avere, dal 2015, un salario minimo di 8,50 euro l’ora. Il provvedimento, voluto dall’Spd, è stato approvato dal Bundestag tedesco a grande maggioranza: 535 voti a favore, 5 contrari e 61 astensioni. La legge dovrà passare al vaglio del Bundesrat, ma l’esito sembra scontato.

Coinvolti 3,7 milioni di persone – Il provvedimento introduce a livello federale un salario minimo orario di 8,50 euro a partire dal primo gennaio 2015. Beneficeranno della misura circa 3,7 milioni di persone. Ne sono esclusi i giovani di età inferiore ai 18 anni e i disoccupati di lungo periodo per i primi sei mesi successivi all’inizio di un nuovo lavoro. Altre limitazioni sono state decise in particolare per i lavoratori stagionali e i distributori di giornali, nei confronti dei quali sono state adottate norme transitorie fino al 2017.

“Giornata storica” – Il salario minimo è una delle riforme chiave del governo di coalizione di Angela Merkel. Ad imporre il tema nell’agenda dell’esecutivo sono stati i socialdemocratici, alleati dei popolari nella Grosse Koalition. “È una giornata storica per la Germania”, ha commentato il vicecancelliere e leader socialdemocratico Sigmar Gabriel. “Retrospettivamente – ha aggiunto – questa decisione sarà valutata come un grande passo sociale in avanti”.

Nel resto d’Europa – La Germania è uno degli ultimi Paesi, segnala il giornale Spiegel, ad adottare il salario minimo nazionale. Berlino si allinea a nazioni come Lussemburgo (che ha il salario più alto d’Europa con 11,10 euro all’ora), Francia (9,53), Olanda (9,11), Belgio, (9,10), Irlanda (8,65) e Gran Bretagna (7,43). Fra i salari minimi più bassi in Europa si annoverano invece quello di Spagna (3,91), Grecia (3,35), Portogallo (2,92), Polonia, (2,31), fino alla Bulgaria (1,04). L’Italia, invece, non ha una paga minima che per legge sia imposta a tutti i settori.  In compenso l’Italia ha i massimi senza limiti, ma solo per capoccioni che più sbagliano, più vengono liquidati.

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