
Il cancro al seno è il cancro più comunemente diagnosticato nelle donne in tutto il mondo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 2,3 milioni di donne sono state diagnosticate con la malattia nel 2022 e circa 670.000 sono morte a causa di essa. Sebbene i trattamenti siano migliorati negli ultimi anni, alcune forme di cancro al seno sono particolarmente aggressive e difficili da gestire. Una delle sfide più grandi che i medici affrontano è la mancanza di modi affidabili per prevedere come questi tumori in rapida crescita progrediranno.
Una nuova iniziativa di ricerca chiamata Biomarker Research Integrating Data of Glyco-Immune Signatures and Clinical Evidence in Breast Cancer sta lavorando per colmare questa lacuna. Il progetto si concentra sulla ricerca di modi migliori per rilevare e trattare il cancro al seno aggressivo, identificando indizi biologici che rivelano come la malattia si comporta in ogni paziente.
Questi indizi, noti come biomarcatori (segnali biologici misurabili nel sangue, nei tessuti o in altri campioni), possono aiutare i medici a monitorare lo sviluppo del cancro nel tempo e a guidare le decisioni terapeutiche. Ad esempio, alcuni biomarcatori potrebbero indicare se un tumore è probabile che cresca rapidamente o risponda a terapie specifiche.
Studio di come i tumori interagiscono con il sistema immunitario
Il progetto riunisce ricercatori dell’Instituto de Tecnologia Química e Biologia António Xavier della NOVA Università di Lisbona (ITQB NOVA) e dell’Istituto Portoghese di Oncologia (IPOFG — Instituto Português de Oncologia de Lisboa Francisco Gentil). Il loro lavoro si concentra sulla comprensione di come le cellule tumorali interagiscono con l’ambiente circostante, spesso chiamato microambiente tumorale.
Questo ambiente include non solo le cellule tumorali, ma anche le cellule immunitarie vicine, i vasi sanguigni e altre strutture di supporto. Il team è particolarmente interessato alle piccole molecole presenti sulla superficie delle cellule in questo ambiente. Queste molecole possono svolgere un ruolo chiave nell’aiutare i tumori a evitare la rilevazione da parte del sistema immunitario, permettendo di fatto alla crescita del cancro senza controllo.
Sbloccare la “comunicazione” tra tumori e cellule immunitarie
“In precedenza abbiamo identificato come i tumori comunicano con alcune cellule del sistema immunitario per proteggersi”, spiega Catarina Brito, responsabile del laboratorio Advanced Cell Models presso ITQB NOVA. Continua: “con BRIDGE puntiamo a validare questi risultati utilizzando campioni reali di pazienti e a tradurre queste conoscenze in applicazioni cliniche.”
Per farlo, l’IPOFG fornirà campioni ai pazienti e aiuterà a confermare se i risultati sono validi in contesti clinici reali. Questo passaggio è fondamentale per trasformare le scoperte di laboratorio in strumenti pratici da utilizzare dai medici.
“Trovando nuovi biomarcatori, speriamo di contribuire a terapie più precise,” conclude Catarina.
Verso una cura più personalizzata del cancro al seno
Acquisendo una comprensione più profonda di come i tumori sfuggono agli attacchi immunitari, i ricercatori sperano di aprire nuove strade per la diagnosi e il trattamento del cancro al seno. Questo include l’identificazione di biomarcatori che possono essere utilizzati per monitorare la malattia e lo sviluppo di nuovi bersagli terapeutici che potrebbero portare a trattamenti più efficaci.
In definitiva, l’obiettivo è orientarsi verso un’assistenza più personalizzata, dove i trattamenti siano adattati alle caratteristiche specifiche di ogni paziente per il cancro, invece di affidarsi a un approccio unico per tutti.
Finanziamenti e impatto futuro
Il progetto BRIDGE è supportato dal programma iNOVA4Health Lighthouse Projects (LHP) 2025, che finanzia ricerche con forte potenziale di passaggio dal laboratorio alla pratica clinica. Incoraggiando la collaborazione tra scienziati, clinici ed esperti tecnologici, l’iniziativa mira ad accelerare i progressi nell’affrontare le principali sfide sanitarie.
Nei prossimi due anni, il progetto riceverà fino a 75.000 € per sostenere il suo lavoro. I ricercatori sperano che questo investimento aiuti ad accelerare lo sviluppo di nuove strategie per comprendere, monitorare e trattare meglio alcune delle forme più aggressive di cancro al seno.
