Gli scienziati dell'Università di Chicago hanno scoperto un sorprendente stato quantistico nel materiale magnetico stratificato Fe5GeTe2, in cui un numero enorme di elettroni si muove insieme insolitamente lentamente pur mantenendo la coerenza quantistica. Questo comportamento contraddice le previsioni teoriche esistenti sul funzionamento del magnetismo del materiale e suggerisce che gli scienziati potrebbero dover ripensare la fisica che lo governa.
Gli scienziati dell’Università di Chicago hanno scoperto un sorprendente stato quantistico nel materiale magnetico stratificato Fe5GeTe2, in cui un numero enorme di elettroni si muove insieme insolitamente lentamente pur mantenendo la coerenza quantistica. Questo comportamento contraddice le previsioni teoriche esistenti sul funzionamento del magnetismo del materiale e suggerisce che gli scienziati potrebbero dover ripensare la fisica che lo governa. Immagine Crediti: AI/TheSolver.It

Nel campo della fisica della materia condensata, il comportamento degli elettroni all’interno dei solidi determina quasi tutte le proprietà elettriche, magnetiche e ottiche del mondo che ci circonda. Negli ultimi dieci anni, la comunità scientifica internazionale ha compiuto passi da gigante nell’esplorazione dei materiali bidimensionali. Si tratta di strutture cristalline ridotte a uno spessore di pochi strati atomici, o persino a un singolo strato, in cui la materia manifesta proprietà quantistiche insolite e inaspettate.

Queste piattaforme atomiche rappresentano il fondamento su cui potrebbe sorgere una nuova generazione di tecnologie dell’informazione. Alcuni di questi materiali sono in grado di trasformarsi in superconduttori, consentendo alla corrente elettrica di scorrere senza incontrare alcuna resistenza e quindi senza perdite di energia sotto forma di calore. Altri sviluppano quello che in fisica viene definito ordine di carica, uno stato in cui gli elettroni, anziché muoversi in modo caotico e indipendente come in un conduttore ordinario, si organizzano in veri e propri schemi geometrici ordinati.

Un gruppo di ricercatori della Pritzker School of Molecular Engineering dell’Università di Chicago (UChicago PME) ha scoperto un comportamento del tutto imprevisto in uno di questi sistemi, la mescola ferromagnetica nota come $Fe_5GeTe_2$. Nello studio, guidato dal Prof. Shuolong Yang e pubblicato sulla rivista Science Advances, si descrive come questo materiale sia in grado di accedere a una fase d’ordine di carica unica. In questo stato, un numero enorme di elettroni si muove in modo coordinato a una velocità estremamente ridotta, conservando al contempo una perfetta coerenza quantistica.

Cos’è il materiale $Fe_5GeTe_2$ e perché attira l’attenzione dei fisici

Il composti $Fe_5GeTe_2$, scoperto circa sette anni fa, appartiene alla famiglia dei cosiddetti magneti di van der Waals. Questa specifica classe di materiali deve il suo nome al tipo di legame debole, le forze di van der Waals, che tiene uniti i diversi strati atomici. A differenza dei tradizionali cristalli tridimensionali, i materiali di van der Waals possono essere facilmente esfoliati, cioè sfogliati fino ad ottenere fogli atomici sottilissimi mantenendo intatta la propria struttura e le proprietà magnetiche.

I ricercatori stanno studiando con particolare attenzione questi magneti ultra-sottili per valutare la fattibilità di tecnologie di memoria innovative. Le attuali memorie informatiche, come quelle presenti nei computer e negli smartphone, utilizzano materiali magnetici convenzionali per memorizzare i dati sotto forma di bit (gli zero e gli uno del codice binario). Sfruttare i magneti di van der Waals permetterebbe di miniaturizzare i dispositivi fino alla scala atomica, riducendo drasticamente il consumo energetico e aumentando la densità di archiviazione.

Il team di ricerca dell’Università di Chicago, tra cui figurano i ricercatori post-dottorato Gabriele Berruto e Qiang Gao, ha analizzato la struttura interna di $Fe_5GeTe_2$ sfruttando una tecnica d’avanguardia. L’obiettivo era comprendere come gli elettroni interagiscono tra loro quando il materiale viene portato in determinate condizioni fisiche.

Come funziona la tecnica ARPES per studiare il cuore della materia

Per analizzare le proprietà nascoste di $Fe_5GeTe_2$, il team del Prof. Yang ha utilizzato la spettroscopia di fotoemissione risolta in angolo, nota con l’acronimo ARPES (Angle-Resolved Photoemission Spectroscopy). Questa tecnica rappresenta uno degli strumenti più potenti a disposizione della fisica moderna per mappare l’architettura elettronica dei solidi.

Il principio alla base dell’ARPES sfrutta l’effetto fotoelettrico. Il processo si articola nelle seguenti fasi descritte di seguito:

  1. Un laser ultravioletto ad alta precisione viene focalizzato sulla superficie del campione. Nel caso di questo esperimento, il raggio è stato ristretto a un diametro di soli 10 micrometri.

  2. L’energia dei fotoni della luce ultravioletta viene assorbita dagli elettroni presenti all’interno del materiale.

  3. Assorbita l’energia, gli elettroni vengono espulsi dalla superficie del solido e lanciati nello spazio circostante.

  4. Un sensore misura con precisione l’angolo di uscita e l’energia cinetica degli elettroni espulsi.

  5. Ricostruendo la traiettoria e l’energia di questi elettroni, i fisici sono in grado di mappare la struttura elettronica originaria e comprendere gli stati magnetici del materiale.

Attraverso queste misurazioni, i ricercatori hanno rilevato un fenomeno del tutto inaspettato: la presenza di una banda elettronica piatta.

Cos’è una banda elettronica piatta e come rallenta le particelle

In fisica dello stato solido, le bande elettroniche rappresentano l’insieme dei livelli di energia che gli elettroni possono occupare all’interno di un cristallo. La forma di queste bande stabilisce come gli elettroni si muovono e come il materiale conduce l’elettricità.

In un conduttore normale, le bande presentano una pendenza accentuata. Questo significa che a piccole variazioni del momento dell’elettrone corrispondono grandi variazioni della sua energia, consentendo alle particelle di muoversi liberamente e a velocità elevate.

Quando gli scienziati parlano di una banda piatta, si riferiscono a una condizione in cui l’intervallo di energia associato agli elettroni varia in modo trascurabile, rimanendo pressoché costante. Questa particolare conformazione produce effetti fisici profondi:

  • Gli elettroni perdono gran parte della loro energia cinetica e non riescono più a spostarsi rapidamente all’interno del reticolo atomico.

  • La velocità di gruppo degli elettroni crolla, portando le particelle a muoversi in estremo rallentatore.

  • Le forze di repulsione elettrica tra le particelle, normalmente trascurabili rispetto al loro movimento rapido, diventano dominanti.

  • Anziché agire come singole entità indipendenti, le particelle iniziano a interagire fortemente l’una con l’altra.

Come ha spiegato il Prof. Yang, l’esperimento non ha misurato il comportamento di un singolo elettrone isolato. La strumentazione ha registrato la risposta collettiva di migliaia o milioni di elettroni che muovono tutti insieme in modo sincrono e coerente. Ci si trova di fronte a un vero e proprio fenomeno quantistico a molti corpi, un comportamento di rara osservazione nei materiali metallici.

Perché il fenomeno viene descritto come una versione quantistica del rallentatore

Per spiegare visivamente un concetto complesso come quello della banda piatta, il Prof. Shuolong Yang ha utilizzato la metafora dell’acqua che scorre lungo un percorso.

Quando l’acqua affronta una parete ripida, come nel caso di una cascata, la forza di gravità l’accelera rapidamente, generando un flusso impetuoso e veloce. Se la pendenza del terreno diventa quasi orizzontale o dolcissima, l’acqua rallenta drasticamente, trasformandosi in un corso lento e calmo.

Allo stesso modo, la banda elettronica piatta agisce come quella pendenza quasi nulla. Gli elettroni non corrono più da un punto all’altro del cristallo, ma riducono la loro velocità d’insieme. Tuttavia, la caratteristica straordinaria risiede nel fatto che, nonostante questo forte rallentamento, gli elettroni non perdono il loro legame di coerenza quantistica. Mantengono una sincronizzazione perfetta, comportandosi come un unico grande sistema coordinato.

Questa evidenza sperimentale cambia radicalmente la comprensione teorica di $Fe_5GeTe_2$. Come evidenziato dal ricercatore Gabriele Berruto, i modelli teorici utilizzati finora per descrivere le interazioni magnetiche di questo materiale non prevedevano la formazione di uno stato di questo tipo. Di conseguenza, l’intero quadro teorico relativo ai magneti di van der Waals dovrà essere rielaborato ed esteso per includere questi effetti di forte correlazione quantistica.

Perché la stabilità ad alta temperatura rende questa scoperta promettente

Uno dei principali ostacoli che frena l’applicazione pratica dei materiali quantistici nella vita di tutti i giorni è la loro fragilità termica. La stragrande maggioranza dei fenomeni quantistici complessi, inclusi la superconduttività ad alta efficienza o i comportamenti coerenti a molti corpi, si manifesta esclusivamente a temperature estremamente basse, vicine allo zero assoluto ($-273,15^\circ C$ o $0\text{ Kelvin}$). Per mantenere tali stati sono necessari complessi e costosissimi impianti di raffreddamento a elio liquido, un fattore che limita l’impiego di queste tecnologie al solo ambito laboratoriale.

Nel caso dell’esperimento condotto su $Fe_5GeTe_2$, i ricercatori hanno registrato un dato particolarmente significativo: la fase quantistica coerente e l’ordine di carica sono rimasti stabili fino a 100 Kelvin sopra lo zero assoluto (circa $-173^\circ C$).

Sebbene $100\text{ Kelvin}$ sia una temperatura ancora distante dalle condizioni ambientali in cui operano i normali computer, rappresenta una soglia energetica notevolmente elevata se paragonata a quella di altri materiali quantistici affini. Il fatto che questo comportamento persista a temperature relativamente alte indica che le interazioni tra elettroni all’interno del materiale sono eccezionalmente forti e stabili.

Il ricercatore Qiang Gao, ora in forze presso il Lawrence Berkeley National Laboratory, ha ricordato che per poter convertire queste scoperte in dispositivi elettronici commerciali, il traguardo finale resta il funzionamento a temperatura ambiente. Aver dimostrato che la coerenza quantistica in $Fe_5GeTe_2$ sopravvive a $100\text{ Kelvin}$ costituisce un solido punto di partenza per tentare di ingegnerizzare il materiale e spingere queste proprietà verso valori di temperatura ancora più alti.

Come la commutazione tramite laser potrebbe rivoluzionare le memorie del futuro

Al di là del valore teorico della scoperta, la presenza di uno stato d’ordine di carica così stabile apre scenari applicativi di grande rilievo per l’architettura dei calcolatori.

$Fe_5GeTe_2$ è un materiale versatile, in grado di esistere in diverse configurazioni atomiche e magnetiche. Ciascuno di questi stati distinti può essere associato fisicamente a una diversa configurazione logica. Le implicazioni pratiche si sviluppano nei punti seguenti:

  1. Rappresentazione dei dati: I diversi stati magnetici del materiale possono fungere da bit quantistici o magnetici, dove uno stato corrisponde al valore zero e un altro stato corrisponde al valore uno.

  2. Controllo ottico ultraveloce: Il team del Prof. Yang sta verificando la possibilità di utilizzare un laser focalizzato ad alta precisione per commutare istantaneamente il materiale tra la fase quantistica a molti corpi e le altre fasi stabili.

  3. Scrittura ad alta efficienza: L’impiego di impulsi luminosi per cambiare lo stato di memoria eliminerebbe la necessità di far scorrere elevate correnti elettriche, riducendo l’accumulo di calore e la dispersione di energia nei circuiti.

  4. Stabilità dei dati: L’elevata coerenza dello stato coerente a lento scorrimento garantisce che le informazioni rimangano protette da disturbi esterni, migliorando l’affidabilità della memoria.

Se gli esperimenti di commutazione ottica daranno l’esito sperato, l’effetto scoperto a Chicago potrà gettare le basi per una nuova classe di memorie foto-magnetiche ultraveloci e a bassissimo consumo energetico.

Quali saranno i prossimi passi della ricerca scientifica

L’esplorazione delle potenzialità di $Fe_5GeTe_2$ è soltanto all’inizio e il gruppo di ricerca ha già tracciato la rotta per le prossime fasi del progetto.

Il traguardo principale consiste nel verificare se queste proprietà quantistiche straordinarie rimangano inalterate quando il materiale viene ridotto al suo limite fisico minimo, ossia quando il cristallo viene sfogliato fino a raggiungere uno spessore di un singolo strato atomico. Ridurre il sistema a una vera e propria struttura bidimensionale pura potrebbe amplificare ulteriormente le interazioni tra gli elettroni o persino rivelare nuovi stati della materia ancora sconosciuti.

Inoltre, i fisici intendono applicare sollecitazioni meccaniche o campi elettrici esterni ai fogli di $Fe_5GeTe_2$ per verificare la possibilità di modulare a comando la larghezza della banda piatta. Questo approccio consentirebbe di accelerare o rallentare il flusso collettivo degli elettroni, trasformando il materiale in un interruttore quantistico regolabile.

L’eredità scientifica del fisico Peter Littlewood

Lo studio pubblicato su Science Advances porta con sé anche un profondo valore umano e commemorativo per l’intera comunità accademica. La ricerca rappresenta infatti uno degli ultimi lavori scientifici che hanno visto la partecipazione e il contributo di Peter Littlewood, celebre ed eccezionale fisico teorico dell’Università di Chicago, scomparso lo scorso 15 giugno.

Littlewood ha rappresentato una figura di riferimento a livello internazionale nel campo della fisica della materia condensata e dello studio dei fenomeni quantistici collettivi. Durante la sua ricca carriera ha guidato importanti istituzioni scientifiche, tra cui il famosissimo Argonne National Laboratory, e ha offerto contributi fondamentali alla comprensione dell’ordine di carica e delle transizioni di fase nei solidi.

Nel ricordare il collega e mentore, il Prof. Shuolong Yang ha sottolineato come Peter Littlewood sia stato un autentico gigante della fisica teorica e un impareggiable pioniere nella ricerca sui materiali quantistici presso l’ateneo di Chicago. Il team di autori, composto anche da Khanh Duy Nguyen, Chaowei Hu, Paul Malinowski, Haoran Lin, Beomjoon Goh, Bo Gyu Jang, Xiaodong Xu e Jiun-Haw Chu, ha formalmente dedicato la pubblicazione della ricerca alla sua memoria.

Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.

Abstract

Le bande elettroniche piatte permettono la manifestazione di affascinanti fenomeni emergenti, quali la superconduttività, il magnetismo non convenzionale e gli stati quantistici topologici. Tuttavia, l’ingegnerizzazione delle bande piatte nei materiali cristallini si basa in genere su superreticoli di moiré o su geometrie reticolari specializzate, il che limita fortemente le piattaforme di materiali disponibili per esplorare la fisica delle bande piatte. In questo lavoro, utilizzando la spettroscopia di fotoemissione risolta in angolo a micro-focalizzazione ($\mu$-ARPES), osserviamo una banda piatta guidata dalle interazioni situata al livello di Fermi ($E_\mathrm{F}$) nel ferromagnete bidimensionale di van der Waals $\mathrm{Fe}_5\mathrm{GeTe}_2$.

Questa banda piatta emerge in una distinta fase elettronica a bassa temperatura (Fase II) insieme a un ordine di carica $\sqrt{3} \times \sqrt{3} R30^\circ$, in netto contrasto con le bande dispersive della fase ad alta temperatura (Fase I). Le firme spettroscopiche e le analisi teoriche rivelano che la banda piatta a $E_\mathrm{F}$ aumenta significativamente la suscettibilità elettronica $\chi(\mathbf{q})$, guidando così la formazione dell’ordine di carica $\sqrt{3} \times \sqrt{3} R30^\circ$ con un intervallo di energia di ripiegamento limitato a circa $30\text{ meV}$ sotto $E_\mathrm{F}$.

Inoltre, dimostriamo che la fase con ordine di carica e la relativa banda piatta associata persistono fino a $T \sim 100\text{ K}$, una temperatura nettamente superiore a quelle tipicamente osservate per i sistemi a banda piatta di moiré. Il nostro lavoro stabilisce un nuovo paradigma in cui una banda piatta guidata dalle interazioni a $E_\mathrm{F}$ promuove un ordinamento elettronico su larga scala in un cristallo stechiometrico non ritorto, offrendo nuove vie per realizzare stati quantistici correlati nei materiali di van der Waals.

Dettagli della Pubblicazione

Qiang Gao, Gabriele Berruto, Khanh Duy Nguyen, Chaowei Hu, Paul Malinowski, Haoran Lin, Beomjoon Goh, Bo Gyu Jang, Xiaodong Xu, Peter Littlewood, Jiun-Haw Chu, Shuolong Yang. Interaction-driven flat band and charge order in Fe 5 GeTe 2. Science Advances, 2026; 12 (32) DOI: 10.1126/sciadv.aeg5930

 

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