I turisti apprezzano le calde estati europee, ma cresce la pressione sulle risorse locali per garantire la sicurezza di tutti durante le ondate di calore.
I turisti apprezzano le calde estati europee, ma cresce la pressione sulle risorse locali per garantire la sicurezza di tutti durante le ondate di calore. Immagine Crediti: AI/TheSolver.It

Un accumulo di calore nell’Oceano Atlantico settentrionale potrebbe fornire un segnale premonitore del fatto che l’Europa ha maggiori probabilità di sperimentare estati insolitamente calde negli anni a venire. Secondo un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters.

Gli scienziati dell’Università di Amburgo, in Germania, hanno scoperto che temperature superficiali del mare superiori alla norma in alcune zone dell’Atlantico settentrionale sono collegate a una maggiore probabilità di estati calde in tutta Europa, con un anticipo di diversi anni. I risultati suggeriscono che le condizioni oceaniche potrebbero contribuire a migliorare le previsioni a lungo termine del caldo estivo, sebbene prevedere la siccità rimanga una sfida ben più ardua.

Con l’aumento delle temperature, l’Europa sta sperimentando ondate di calore estreme più frequenti e intense, con conseguenti rischi crescenti per la salute umana, l’agricoltura e gli ecosistemi. Sebbene le previsioni meteorologiche siano molto accurate su brevi periodi di tempo, prevedere l’andamento a diversi anni è molto più difficile, poiché le variazioni climatiche naturali possono influenzare temperature e precipitazioni su scale temporali più lunghe.

Indizi sotto le onde

Gli scienziati sanno da tempo che gli oceani agiscono come enormi serbatoi di calore. Poiché l’acqua si riscalda e si raffredda più lentamente dell’atmosfera, le variazioni di temperatura oceanica possono influenzare i modelli meteorologici mesi o addirittura anni dopo, attraverso un graduale accumulo di calore.

Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno utilizzato una serie di simulazioni di modelli climatici e hanno confrontato le previsioni che includevano informazioni sulle temperature superficiali del mare nell’Atlantico settentrionale con quelle che non le includevano. Si sono concentrati su eventi che si sarebbero verificati a diversi anni di distanza, una scala temporale nota come previsione decennale. L’integrazione delle conseguenti temperature superficiali del mare più elevate ha migliorato le previsioni del caldo estivo rispetto agli approcci convenzionali.

Tuttavia, prevedere la siccità si è rivelato più difficile. Sebbene le ondate di calore siano spesso accompagnate da condizioni di siccità, le precipitazioni sono influenzate da numerosi processi interagenti e tendono a variare maggiormente di anno in anno. Di conseguenza, i ricercatori hanno riscontrato una capacità molto inferiore di prevedere gli eventi di siccità con diversi anni di anticipo.

Le estati caratterizzate da caldo e siccità combinati, che possono avere un impatto particolarmente grave su colture, risorse idriche ed ecosistemi, sono rimaste difficili da prevedere con precisione.

Ciò mette in luce sia le potenzialità che i limiti delle previsioni climatiche a lungo termine. Sebbene le temperature oceaniche sembrino fornire un utile indicatore del rischio di ondate di calore future, non offrono un metodo semplice per prevedere tutti gli aspetti degli eventi meteorologici estremi estivi.

Una catena di cambiamenti atmosferici

Il legame tra l’oceano e le temperature estive europee è connesso alle variazioni nello scambio di calore tra il mare e l’atmosfera. Le modifiche nella circolazione atmosferica possono influenzare la corrente a getto – una fascia di venti veloci ad alta quota – e aumentare la probabilità di persistenza di sistemi di alta pressione sull’Europa settentrionale. Questi sistemi di alta pressione tendono a portare cieli sereni e temperature più miti, creando le condizioni favorevoli per estati insolitamente calde.

La capacità dell’oceano di immagazzinare calore implica anche che questi cambiamenti si sviluppino lentamente rispetto ai modelli meteorologici atmosferici, che si evolvono nell’arco di giorni. Secondo i ricercatori, questo comportamento lento rende l’Atlantico settentrionale una parte importante del sistema climatico europeo e offre l’opportunità di estendere previsioni utili oltre le scale temporali normalmente associate alle previsioni meteorologiche.

Avvertimenti precedenti per la società

Previsioni più accurate delle estati calde potrebbero in futuro aiutare governi, agenzie sanitarie e altri settori a prepararsi per periodi di caldo estremo. Le ondate di calore sono tra i disastri naturali più letali e possono mettere a dura prova ospedali, sistemi energetici e agricoltura. Avere un’indicazione con anni di anticipo sull’elevato rischio di estati calde potrebbe favorire la pianificazione a lungo termine e le misure di adattamento.

Allo stesso tempo, i ricercatori avvertono che queste previsioni sono di natura probabilistica. Un Nord Atlantico più caldo non garantisce che una particolare estate sarà eccezionalmente calda. Piuttosto, modifica le probabilità, rendendo tali eventi più probabili.

I risultati sottolineano inoltre che alcuni aspetti della variabilità climatica rimangono difficili da prevedere. Sebbene l’oceano offra un’importante fonte di informazioni, le precipitazioni estive e la siccità sono influenzate da ulteriori processi che non sono ancora stati compresi con lo stesso livello di affidabilità.

Ma, dato che il cambiamento climatico continua a far aumentare le temperature in tutta Europa, comprendere in che modo le variazioni naturali degli oceani influenzano la probabilità di estati estreme potrebbe diventare sempre più importante.

Astratto

Abbiamo valutato le retrospettive decennali (anni di anticipo 1-5) del modello MPI-ESM 1.2-LR per valutare la previsione di estati composte da caldo e secco in Europa, utilizzando la temperatura superficiale del mare (SST) dell’Atlantico settentrionale. Grazie a un ensemble di 64 membri e a dati detrendizzati, abbiamo isolato gli eventi estremi causati dalla variabilità interna. Abbiamo riscontrato che l’inizializzazione è fondamentale per catturare la correlazione tra temperatura e precipitazioni a 2 metri, rilevata nei dati osservativi. Mentre la probabilità di occorrenza di estati calde è correlata positivamente con la SST dell’Atlantico settentrionale nel tempo, l’impatto della SST dell’Atlantico settentrionale sulle precipitazioni varia. La probabilità di occorrenza di estati composte da caldo e secco non mostra una correlazione significativa con la SST dell’Atlantico settentrionale. Sebbene una SST più calda dell’Atlantico settentrionale aumenti la probabilità di occorrenza prevista di estati calde, il Brier Skill Score indica che queste previsioni decennali non superano la climatologia per gli eventi estremi rari. L’utilizzo della SST dell’Atlantico settentrionale si dimostra promettente per la previsione di estati calde, ma il suo impatto sulle estati composte non è ancora chiaro.

Riassunto in linguaggio semplice

Questo studio esamina la capacità di prevedere con precisione la probabilità di estati calde e secche in Europa nei prossimi 1-5 anni, utilizzando la temperatura superficiale del mare (SST) dell’Atlantico settentrionale. Ci concentriamo sulle estati calde e secche influenzate da variazioni climatiche naturali piuttosto che dal riscaldamento globale a lungo termine. Abbiamo riscontrato che temperature superficiali del mare più elevate nell’Atlantico settentrionale sono associate a una maggiore probabilità di estati calde. Tuttavia, l’influenza della temperatura superficiale del mare dell’Atlantico settentrionale sulle condizioni di siccità è meno chiara e non si osserva una forte correlazione con le estati caratterizzate da caldo e siccità. Nonostante questi legami statistici, le previsioni mostrano una limitata capacità predittiva per gli anni con eventi estremi specifici, poiché questi eventi rari rimangono difficili da prevedere con precisione. Una migliore comprensione di questa relazione potrebbe contribuire a migliorare i sistemi di allerta precoce per gli eventi estivi estremi in Europa.

Approfondimenti

Leocardia Zheng et al, Previsioni decennali del legame tra le estati composte calde e secche in Europa e la temperatura superficiale del mare nell’Atlantico settentrionale, Geophysical Research Letters (2026). DOI: 10.1029/2025gl119820
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