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La somma di denaro spesa per l’installazione di impianti eolici o solari produce maggiori benefici combinati in termini di clima e salute pubblica rispetto a quella spesa per la cattura diretta dell’energia dall’aria, persino nelle ipotesi più ottimistiche sullo sviluppo di quest’ultima.

Le precedenti valutazioni della cattura diretta di carbonio dall’aria (DAC) si sono concentrate principalmente sulla questione se la tecnologia rimuova più carbonio di quanto ne emetta durante il suo funzionamento, o se il costo per tonnellata superi una determinata soglia di costo sociale del carbonio. Entrambi i test, implicitamente, confrontano la DAC con l’inazione.

Un confronto più rigoroso con le energie rinnovabili

Il nuovo studio, condotto da ricercatori del PSE Healthy Energy in collaborazione con la Boston University School of Public Health e la Harvard TH Chan School of Public Health, confronta invece il DAC con le energie rinnovabili che la stessa somma di denaro potrebbe finanziare. Si tratta di un parametro più rigoroso e, secondo i ricercatori, più rilevante ai fini delle politiche.

“Il nostro studio sottolinea che essere a emissioni negative di carbonio non è sufficiente a rendere la cattura diretta di CO2 dall’aria un buon investimento”, ha osservato la dottoressa Yannai Kashtan, autrice principale e scienziata specializzata in qualità dell’aria presso PSE Healthy Energy.

I ricercatori hanno modellato i benefici per la salute e il clima derivanti da implementazioni a costi equivalenti di DAC, impianti solari su larga scala ed energia eolica onshore in 22 regioni della rete elettrica statunitense dal 2020 al 2050.

Hanno testato quattro scenari DAC ancorati alle prestazioni commerciali attuali (circa 5.500 kilowattora e 1.000 dollari per tonnellata di CO₂ catturata) da un lato, e all’altro a uno scenario di progresso ambizioso in cui il consumo energetico del DAC si riduce di oltre due terzi e il suo costo si dimezza (1.500 kWh e 500 dollari per tonnellata). Hanno anche modellato una “svolta” (800 kWh e 100 dollari per tonnellata) all’estremità inferiore delle proiezioni pubblicate.

Risultati derivanti da scenari ambiziosi e innovativi

Anche nello scenario di progresso più ambizioso, che prevede un’avanzata tecnologica di gran lunga superiore a qualsiasi cosa dimostrata dal DAC, le energie rinnovabili hanno comunque fornito benefici per il clima e la salute di gran lunga superiori per ogni dollaro investito a livello nazionale.

Solo nello scenario più ambizioso di svolta, il DAC connesso alla rete ha ottenuto i risultati migliori a livello nazionale, e anche in questo caso, l’energia eolica e solare hanno continuato a superare il DAC in ampie zone del paese, compresa gran parte del Midwest superiore. Con le prestazioni commerciali attuali, il DAC connesso alla rete ha prodotto più gas serra e danni da inquinamento atmosferico entro il 2050 di quanti ne abbia compensati.

“Esiste un numero sempre crescente di interventi volti a mitigare i gas serra, con potenziali ripercussioni anche sulla salute pubblica. La nostra ricerca dimostra l’importanza dell’analisi costi-efficacia per garantire che il capitale investito nella mitigazione dei cambiamenti climatici produca il massimo risultato possibile, riducendo al minimo gli effetti collaterali”, ha affermato il Dott. Jonathan J. Buonocore, autore senior e professore associato di salute ambientale presso la Boston University School of Public Health e l’Institute for Global Sustainability.

Impatti sulla salute e costi opportunità del DAC

La nuova analisi ha inoltre integrato gli impatti sul clima e sulla salute locale, evidenziando una realtà che la contabilità convenzionale del carbonio non riesce a cogliere.

Se un impianto DAC viene collegato a una rete alimentata, anche solo in parte, da combustibili fossili, la sua costruzione genererà nuove emissioni di anidride solforosa, ossidi di azoto e particolato fine, concentrate nelle comunità vicine alle centrali elettriche che forniscono tale energia. L’impiego di energie rinnovabili, al contrario, produce benefici per la salute in ogni regione e scenario analizzato.

L’analisi non intende essere un argomento contro la cattura diretta di CO₂ (DAC), precisano gli autori. Questa tecnologia potrebbe comunque contribuire a ridurre le emissioni residue di CO₂ atmosferica una volta che le emissioni attuali saranno in gran parte diminuite. L’analisi offre piuttosto un parametro di riferimento più preciso, basato sul costo opportunità, per stabilire quando l’implementazione della DAC diventa conveniente, un parametro sostanzialmente più rigoroso rispetto ai test di neutralità carbonica e di parità di costi su cui il settore si è tradizionalmente basato.

Approfondimenti
Yannai Kashtan, et al. Direct air capture has substantial health and climate opportunity costs, Communications Sustainability (2026). DOI: 10.1038/s44458-026-00068-0

 

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