Fonte: Journal of Natural Products (2026)

Gli scienziati dell’Istituto di Ricerca Clinica di Montréal (IRCM), affiliato all’Università di Montréal, hanno identificato una nuova famiglia di molecole naturali con una forte attività antivirale, in particolare contro il virus Ebola e il SARS-CoV-2, il virus responsabile del COVID-19. La scoperta giunge in un momento di rinnovati timori per la rapida comparsa di nuove pandemie e sottolinea la continua ricerca, presso l’IRCM, di nuovi agenti antivirali derivati ​​da fonti naturali.

Guidato dal professore emerito di medicina dell’Università di Montréal, Michel Chrétien, e da Majambu Mbikay del laboratorio di endoproteolisi funzionale dell’IRCM, lo sviluppo è descritto in dettaglio in uno studio pubblicato sul Journal of Natural Products .

Già nel 2016, e di nuovo nel 2020, i ricercatori dell’IRCM hanno dimostrato che un estratto vegetale ricco di isoquercitrina, un flavonoide presente in molte piante, mostrava una forte attività antivirale in laboratorio. Rimaneva però un interrogativo cruciale: questo effetto era dovuto effettivamente all’isoquercitrina stessa, o a composti presenti in quantità minime nell’estratto?

Per risolvere questo enigma, Mbikay e la sua assistente di ricerca Annie Roy si sono messi alla ricerca del proverbiale “ago nel pagliaio”, un’impresa che ha richiesto quasi 30 mesi di intense ricerche.

Per ottenere aiuto, si rivolsero a Guido F. Pauli, chimico ed esperto di spicco nel campo dei prodotti naturali presso l’Università dell’Illinois a Chicago, e a Logan Banadyga, direttore del Dipartimento di Virologia Molecolare del Laboratorio Nazionale di Microbiologia del Canada, a Winnipeg.

Utilizzando metodi analitici avanzati e un approccio rigoroso guidato da bioassay, il team di ricerca ha dimostrato che l’attività antivirale non derivava dall’isoquercitrina stessa, bensì da due composti triterpenoidi precedentemente sconosciuti.

Sebbene presenti solo nello 0,4% dell’estratto analizzato, queste molecole di recente identificazione, denominate dicitriosidi, si sono dimostrate fino a 25 volte più attive dell’estratto originale contro il virus Ebola e il SARS-CoV-2 in condizioni sperimentali. In tal modo, hanno dimostrato la loro efficacia a concentrazioni farmacologicamente raggiungibili.

“Questa scoperta dimostra come i composti presenti in natura in quantità infinitesimali possano avere un enorme potenziale terapeutico”, ha affermato Mbikay. “Sottolinea inoltre l’importanza di esaminare attentamente la vera composizione dei prodotti naturali utilizzati nella ricerca biomedica.”

“Sebbene questo lavoro sia ancora in fase preclinica, apre prospettive promettenti per la scoperta di nuovi antivirali ad ampio spettro derivati ​​da prodotti naturali”, affermano gli scienziati nel loro studio.

“Nessuno sa quando si verificherà la prossima pandemia, ma una cosa è certa: dobbiamo essere preparati”, ha aggiunto Chrétien. “Questi risultati dimostrano l’importanza della ricerca fondamentale a lungo termine e della collaborazione internazionale per anticipare le sfide future in materia di salute pubblica.”

 

Approfondimenti
Daniela Rebollar-Ramos et al, Multilevel Residual Complexity Analysis Reveals Origin of Nanomolar Antiviral Bioactives of “Isoquercitrin”, Journal of Natural Products (2026). DOI: 10.1021/acs.jnatprod.6c00077

 

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