
I ricercatori propongono una nuova chiave di lettura per comprendere perché l’invecchiamento sia così strettamente legato alle malattie croniche. In una revisione pubblicata su Aging-US e intitolata “L’invecchiamento come disturbo multifattoriale a due fasi”, gli scienziati dell’University College London e della Queen Mary University of London descrivono un modello che suggerisce come le malattie legate all’invecchiamento possano svilupparsi attraverso due fasi distinte ma interconnesse nel corso della vita.
La revisione è stata redatta da David Gems e Alexander Carver dell’University College di Londra, insieme a Yuan Zhao della Queen Mary University di Londra. Il loro lavoro combina concetti di biologia evolutiva con scoperte della moderna ricerca biomedica per spiegare come i danni precoci nell’organismo possano successivamente contribuire allo sviluppo di malattie come il cancro, l’artrite e le infezioni.
Come i danni subiti nella prima infanzia possono influenzare la salute decenni dopo
Secondo i ricercatori, la prima fase inizia precocemente nella vita, quando il corpo subisce diverse forme di disturbo. Queste possono includere infezioni, lesioni fisiche o mutazioni genetiche. Sebbene il corpo sia spesso in grado di riparare o contenere gran parte di questi danni, alcuni di essi possono rimanere nascosti anziché essere completamente eliminati.
La seconda fase si verifica più avanti nella vita, quando la normale attività genetica inizia a modificarsi in modi che non sono più vantaggiosi per l’organismo. Questi cambiamenti biologici tardivi possono indebolire la capacità del corpo di tenere sotto controllo i danni precedenti. Di conseguenza, i problemi precedentemente circoscritti possono gradualmente evolversi in malattie.
Gli scienziati sostengono che questo processo contribuisce a spiegare perché molte malattie si manifestano principalmente negli anziani, anche se le loro origini possono risalire a un’epoca molto precedente.
Perché malattie come l’herpes zoster e l’artrite compaiono con l’età
La revisione evidenzia l’invecchiamento come un processo multifattoriale, ovvero determinato da molteplici fattori biologici interagenti anziché da una singola causa. Il modello proposto suggerisce che la combinazione di danni precoci e cambiamenti genetici in età avanzata svolga un ruolo fondamentale nelle malattie legate all’età.
Ad esempio, i virus dormienti che rimangono inattivi per anni possono riattivarsi quando il sistema immunitario si indebolisce con l’età, causando patologie come l’herpes zoster. Allo stesso modo, le lesioni subite in gioventù possono contribuire all’insorgenza dell’osteoartrite, poiché i tessuti invecchiando diventano meno resistenti nel tempo.
Le mutazioni genetiche ereditarie possono rimanere asintomatiche per decenni prima di aumentare il rischio di malattie come il cancro o la fibrosi in età avanzata.
Ricerca in biologia evolutiva e invecchiamento
I ricercatori affermano che il loro modello si basa su consolidate teorie evoluzionistiche sull’invecchiamento. Un’idea influente è che la selezione naturale si indebolisca con l’avanzare dell’età, consentendo l’emergere di processi biologici dannosi poiché questi hanno un impatto minore sulla riproduzione e sulla sopravvivenza nelle fasi iniziali della vita.
La revisione fa riferimento anche a studi condotti sul nematode Caenorhabditis elegans . In questi esperimenti, i danni meccanici precoci subiti dai vermi hanno portato a infezioni fatali in età avanzata. Gli scienziati ipotizzano che schemi simili possano verificarsi anche negli esseri umani.
Un nuovo quadro di riferimento per un invecchiamento più sano
Nel complesso, la revisione presenta l’invecchiamento come un processo plasmato da molteplici cause interagenti che si manifestano nel tempo. Suddividendo l’invecchiamento in due fasi principali, i danni precoci e l’attività genetica in età avanzata, i ricercatori ritengono che il loro modello potrebbe contribuire a orientare le future strategie volte alla prevenzione delle malattie e a un invecchiamento più sano.
I risultati suggeriscono inoltre la possibilità che ridurre i danni nelle prime fasi della vita o intervenire sui cambiamenti biologici dannosi in età avanzata possa contribuire a diminuire il rischio di malattie croniche negli anziani.
Astratto
L’invecchiamento (senescenza) è caratterizzato dallo sviluppo di diverse patologie e malattie senescenti, che conducono infine alla morte. Le principali malattie legate all’invecchiamento, tra cui le malattie cardiovascolari, il cancro e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), sono disturbi multifattoriali, derivanti da complesse interazioni tra molteplici eziologie. In questo articolo proponiamo una descrizione generale di come i diversi determinanti dell’invecchiamento possano interagire per generare malattie in età avanzata. Questa descrizione, inizialmente derivata da studi sul nematode Caenorhabditis elegans , raffigura la senescenza come il prodotto di un processo a due fasi. La prima fase comprende le diverse cause di malattia precedenti all’invecchiamento, che provocano un’alterazione della normale funzione biologica. Queste includono infezioni, lesioni meccaniche e mutazioni (somatiche ed ereditarie). In secondo luogo, le eziologie in gran parte confinate all’invecchiamento: conseguenze deleterie, in età avanzata, dell’azione di geni wild-type evolutivi, tra cui la pleiotropia antagonistica. Prima dell’invecchiamento, diversi insulti portano all’accumulo di varie forme di danno che sono in gran parte contenute, impedendo la progressione verso patologie maggiori. In età avanzata, l’azione dei geni di tipo selvatico causa la perdita di contenimento delle alterazioni latenti, che formano focolai per lo sviluppo di patologie. Le patologie qui discusse includono l’osteoartrite, il cancro, la ricomparsa di infezioni in età avanzata e le conseguenze di mutazioni deleterie ad azione tardiva. Tali focolai di danno latente sono analoghi a semi che, in età avanzata, nel contesto di cambiamenti senescenti programmati, germinano e si sviluppano in malattie.
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David Gems, Alexander Carver, Yuan Zhao. Aging as a multifactorial disorder with two stages. Aging, 2025; 17 (12): 2989 DOI: 10.18632/aging.206339
