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no-fakeNuovo Algoritmo di Google: l’ANTIBUFALA

 

È stato già battezzato l’algoritmo antibufala. Sì, perché quello recentemente presentato da un gruppo di ingegneri Google è uno strumento che, una volta implementato nel motore di ricerca, permetterà di riconoscere e penalizzare quei siti web che pubblicano notizie false, create ad arte con il solo scopo di acquisire visitatori.

Il fenomeno, purtroppo, è molto popolare in Rete: sono molte le realtà editoriali che per fare traffico sacrificano sull’altare della “visibilità ad ogni costo” la qualità dei contenuti ed il rispetto per i lettori.
Il termine clickbaiting si usa appunto per riferirsi alla pratica che viene utilizzata, in maniera davvero poco corretta, per acquisire traffico veicolando contenuti di scarsa qualità ed accuratezza.

Google riconoscerà i siti che usano il clickbaiting
Titoli sensazionalistici che presentano altrettanto improbabili notizie. Google spiega di aver già messo a punto un algoritmo che aiuterà a verificare l’affidabilità di ciascun sito web penalizzando coloro che tentano di acquisire visitatori in maniera scorretta.
In un interessante documento da poco pubblicato in Rete, i tecnici di Google spiegano il funzionamento di un algoritmo ancora sperimentale capace di limitare la diffusione di notizie fasulle.

Il nuovo algoritmo, battezzato Knowledge-Based Trust, è stato messo alla prova utilizzando come base dati il Knowledge Vault, database composto da Google nel corso degli anni che raccoglie e mette in relazione contenuti considerati attendibili. Tale archivio, contenente 2,8 milioni di “fatti”, è stato poi utilizzato per valutare l’attendibilità di circa 120 milioni di pagine web. Si tratta ovviamente di test, che però si sono già dimostrati molto incoraggianti.

Intanto dal 21 aprile Google “favorirà” i siti web pensati per i dispositivi mobili
Mentre l’algoritmo Knowledge-Based Trust dev’essere ancora integrato in Google, dal prossimo 21 aprile il motore di ricerca darà più visibilità ai siti web che presentano una struttura in linea con il dispositivo che si sta adoperando.
In altre parole, quando si utilizza un device mobile, Google farà scalare qualche posizione nelle pagine dei risultati (SERP) a quei siti che sono ottimizzati per la visualizzazione su tali dispositivi.

 

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