
Il manoscritto, una copia del VI secolo delle Lettere di San Paolo, andò perduto per sempre quando fu smembrato nel monastero della Grande Lavra sul Monte Athos, in Grecia, nel XIII secolo. Le sue pagine furono reinchiostrate e riutilizzate come materiale di rilegatura e fogli di guardia per numerosi altri manoscritti. Oggi, i frammenti superstiti sono sparsi in biblioteche in Italia, Grecia, Russia, Ucraina e Francia.
Il professor Allen spiega il processo che ha portato alla scoperta: “La svolta è arrivata da un punto di partenza importante: sapevamo che a un certo punto il manoscritto era stato ri-inchiostrato. Le sostanze chimiche contenute nel nuovo inchiostro hanno causato danni da ‘offset’ alle pagine adiacenti, creando essenzialmente un’immagine speculare del testo sul foglio opposto, a volte lasciando tracce profonde diverse pagine, appena visibili a occhio nudo ma molto chiare con le più recenti tecniche di imaging.”
“In collaborazione con l’ Early Manuscripts Electronic Library (EMEL), i ricercatori hanno utilizzato l’imaging multispettrale per elaborare le immagini delle pagine esistenti, al fine di recuperare il testo ‘fantasma’ che non esiste più fisicamente, ricavando di fatto più pagine di informazioni da ogni singola pagina fisica. Per garantire l’accuratezza storica, il team ha anche collaborato con esperti a Parigi per eseguire la datazione al radiocarbonio, confermando l’origine della pergamena risalente al VI secolo.”
Sebbene il testo ritrovato contenga parti già note delle Lettere di Paolo, la scoperta offre una prospettiva unica su come il Nuovo Testamento si sia evoluto e sia stato interpretato nel corso dei secoli. Getta nuova luce sulle persone che realizzarono e utilizzarono il manoscritto, sul modo in cui interagivano con i loro testi sacri e su come i libri venivano riutilizzati una volta deteriorati.
Il professor Allen afferma: “Considerato che il Codice H è una testimonianza così importante per la nostra comprensione delle Scritture cristiane, aver scoperto nuove prove, per non parlare di questa quantità, del suo aspetto originale è a dir poco epocale”.
Tra i principali risultati emersi si annoverano:
- Antichi elenchi di capitoli. Le pagine contengono i primi esempi conosciuti di elenchi di capitoli per le lettere di Paolo, che differiscono drasticamente da come le suddividiamo oggi.
- Approfondimenti degli scribi: i frammenti mostrano come gli scribi del VI secolo correggevano, annotavano e interagivano con i testi sacri.
- Riciclo medievale: lo stato fisico del manoscritto rivela come le opere sacre venissero riutilizzate e riadattate una volta cadute in rovina.
È in arrivo una nuova edizione a stampa del Codice H, mentre un’edizione digitale è disponibile gratuitamente all’indirizzo https://codexh.arts.gla.ac.uk/ , rendendo così queste pagine ritrovate accessibili al pubblico e agli studiosi per la prima volta dopo secoli.
