
Per decenni, gli scienziati hanno creduto che i fossili di dinosauro non fossero altro che roccia mineralizzata, con qualsiasi materiale biologico originale distrutto da tempo. Ma uno studio straordinario incentrato su un fossile di Edmontosaurus straordinariamente ben conservato sta mettendo in discussione questa convinzione in modo significativo.
Ricercatori guidati dall’Università di Liverpool hanno scoperto prove concrete della presenza di tracce di molecole organiche originali, tra cui il collagene, all’interno di ossa di dinosauri risalenti a circa 66 milioni di anni fa. Questa scoperta fornisce un nuovo e significativo supporto a un’idea controversa che ha diviso i paleontologi per oltre 30 anni.
Collagene conservato trovato in un osso di dinosauro
Il fossile al centro dello studio è un sacro di Edmontosaurus di 22 chilogrammi, parte della regione del bacino del dinosauro, rinvenuto nella famosa Formazione Hell Creek del Sud Dakota. L’Edmontosaurus era un grande erbivoro dal becco d’anatra che visse insieme al Tyrannosaurus rex verso la fine del periodo Cretaceo.
Utilizzando una combinazione di metodi di laboratorio avanzati, tra cui il sequenziamento delle proteine e diverse forme di spettrometria di massa, gli scienziati hanno rilevato tracce di collagene incorporate nell’osso fossilizzato. Il collagene è la principale proteina strutturale presente nel tessuto osseo ed è una delle biomolecole più difficili da liquidare come semplice contaminazione quando identificata in questo contesto.
I ricercatori dell’UCLA hanno inoltre identificato l’idrossiprolina, un amminoacido fortemente associato al collagene nelle ossa. Secondo il team, ciò rappresenta un’importante conferma della reale presenza di frammenti di collagene degradato all’interno del fossile.
Il professor Steve Taylor, a capo del gruppo di ricerca sulla spettrometria di massa presso il dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Liverpool, ha dichiarato:
“Questa ricerca dimostra senza ombra di dubbio che le biomolecole organiche, come le proteine ad esempio il collagene, sembrano essere presenti in alcuni fossili.”
“I nostri risultati hanno implicazioni di vasta portata. In primo luogo, confutano l’ipotesi che qualsiasi sostanza organica trovata nei fossili debba necessariamente derivare da contaminazione.”
Un dibattito che ha diviso la paleontologia
Le affermazioni relative al ritrovamento di tessuti molli e proteine conservati nei fossili di dinosauro hanno scatenato un acceso dibattito sin dai primi anni 2000. Alcuni scienziati hanno sostenuto che i materiali segnalati fossero contaminazioni moderne o residui batterici, piuttosto che autentiche molecole di dinosauro.
Una delle scoperte più famose risale al 2005, quando la paleontologa Mary Schweitzer e i suoi colleghi hanno segnalato la presenza di strutture di tessuto molle all’interno di un fossile di Tyrannosaurus rex. Studi successivi hanno identificato possibili strutture simili a collagene e vasi sanguigni in altri esemplari di dinosauri, inclusi adrosauri imparentati con l’Edmontosaurus.
La nuova analisi dell’Edmontosaurus si distingue perché i ricercatori hanno utilizzato molteplici metodi di analisi indipendenti per esaminare lo stesso fossile. Combinando microscopia, analisi chimica e sequenziamento proteico, il team si è posto l’obiettivo di escludere la contaminazione e rafforzare l’ipotesi che le molecole fossero originali del dinosauro stesso.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Analytical Chemistry nel 2025 con il titolo “Evidenza di collagene endogeno nelle ossa fossili di Edmontosaurus”.
Perché questa scoperta è importante
Se le proteine possono sopravvivere nei fossili per decine di milioni di anni, gli scienziati potrebbero ottenere un metodo completamente nuovo per studiare gli animali estinti.
Minuscole tracce molecolari potrebbero potenzialmente rivelare relazioni evolutive tra specie di dinosauri difficili da identificare basandosi solo sulle ossa. I ricercatori potrebbero anche apprendere di più sulla crescita, l’invecchiamento, la fisiologia e le malattie dei dinosauri.
Taylor ha osservato che gli scienziati potrebbero dover riesaminare i campioni fossili raccolti nel corso dell’ultimo secolo. Le immagini ottenute con la microscopia a luce polarizzata incrociata decenni fa potrebbero contenere prove, finora trascurate, della presenza di collagene conservato nelle ossa antiche.
“Queste immagini potrebbero rivelare porzioni intatte di collagene osseo, offrendo potenzialmente una miniera di potenziali fossili da analizzare ulteriormente per lo studio delle proteine”, ha spiegato Taylor.
“Questo potrebbe far luce su nuove scoperte sui dinosauri, ad esempio rivelando connessioni tra specie di dinosauri finora sconosciute.”
Il mistero della sopravvivenza molecolare
La scoperta solleva anche un’affascinante questione scientifica: come hanno fatto queste molecole a sopravvivere così a lungo?
Le proteine si degradano normalmente nel tempo, soprattutto su scale temporali geologiche. Tuttavia, alcuni fossili sembrano in grado di preservare strutture biologiche microscopiche in condizioni specifiche.
Gli scienziati stanno indagando sempre più a fondo sulla possibilità che le interazioni minerali all’interno delle ossa possano contribuire a proteggere i frammenti di collagene dalla completa decomposizione. Studi recenti sulle biomolecole fossili suggeriscono che determinati ambienti di sepoltura e strutture ossee microscopiche possano creare condizioni stabili che rallentano drasticamente la degradazione chimica.
I fossili di Edmontosaurus sono già famosi per il loro eccezionale stato di conservazione. Alcuni esemplari scoperti nel corso dell’ultimo secolo hanno conservato impronte di pelle dettagliate e altre caratteristiche dei tessuti molli, guadagnandosi il soprannome di “mummie di dinosauro”.
Ricerche paleontologiche più recenti hanno continuato a portare alla luce una conservazione sorprendentemente dettagliata dei tessuti molli negli esemplari di Edmontosaurus, comprese prove di strutture carnose e anatomia cutanea preservata.
Nel loro insieme, queste scoperte stanno ridefinendo il modo in cui gli scienziati concepiscono i fossili. Invece di considerarli semplicemente come repliche in pietra di antiche ossa, i ricercatori stanno iniziando a vedere alcuni fossili come possibili capsule del tempo molecolari che conservano ancora tracce di biologia preistorica milioni di anni dopo.
Lucien Tuinstra, Brian Thomas, Steven Robinson, Krzysztof Pawlak, Gazmend Elezi, Kym Francis Faull, Stephen Taylor. Evidence for Endogenous Collagen in Edmontosaurus Fossil Bone. Analytical Chemistry, 2025; 97 (5): 2618 DOI: 10.1021/acs.analchem.4c03115
