Le linee guida valutano e riassumono le evidenze disponibili con l'obiettivo di aiutare gli operatori sanitari a proporre il miglior approccio diagnostico o terapeutico per un singolo paziente affetto da una determinata patologia. Le linee guida ESC sono destinate all'uso da parte degli operatori sanitari, ma non sostituiscono la loro responsabilità individuale di prendere decisioni appropriate e accurate, tenendo conto delle condizioni di salute di ciascun paziente e consultandosi con il paziente o con chi lo assiste, ove opportuno e/o necessario. È inoltre responsabilità dell'operatore sanitario verificare le norme e i regolamenti applicabili in ciascun Paese ai farmaci e ai dispositivi medici al momento della prescrizione e rispettare i principi etici della propria professione.
Le linee guida valutano e riassumono le evidenze disponibili con l’obiettivo di aiutare gli operatori sanitari a proporre il miglior approccio diagnostico o terapeutico per un singolo paziente affetto da una determinata patologia. Le linee guida ESC sono destinate all’uso da parte degli operatori sanitari, ma non sostituiscono la loro responsabilità individuale di prendere decisioni appropriate e accurate, tenendo conto delle condizioni di salute di ciascun paziente e consultandosi con il paziente o con chi lo assiste, ove opportuno e/o necessario. È inoltre responsabilità dell’operatore sanitario verificare le norme e i regolamenti applicabili in ciascun Paese ai farmaci e ai dispositivi medici al momento della prescrizione e rispettare i principi etici della propria professione. Immagine Crediti: AI/TheSolver.It

Le patologie cardiovascolari e la malattia renale cronica non sono due entità separate, ma due volti della stessa medaglia scientifica e clinica. Per la prima volta in assoluto, la Società Europea di Cardiologia (ESC) e l’Associazione Europea di Nefrologia hanno unito le forze per redigere linee guida congiunte dedicate alla gestione integrata di queste condizioni. Presentato al Congresso ESC 2026 e pubblicato sull’European Heart Journal, questo documento segna un cambio di passo fondamentale per la medicina moderna.

L’impatto clinico della malattia renale e cardiovascolare

La malattia renale cronica (MRC) è definita come un’alterazione strutturale o funzionale dei reni che persiste per almeno tre mesi. In Europa ne soffrono circa 100 milioni di persone, una cifra imponente che nasconde un rischio sistemico: chi ha problemi renali presenta un’elevata probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari (MCV) e viceversa.

Come evidenziato dal professor Kevin Damman (University Medical Center di Groningen), l’interazione tra le due patologie crea un circolo vizioso in cui il danno a un organo accelera la compromissione dell’altro. Questo porta a eventi cardiaci acuti o alla necessità di ricorrere alla dialisi in età molto più precoce rispetto al passato. Tuttavia, disponiamo oggi di terapie semplici ed efficaci capaci di ridurre drasticamente le complicanze.

Il protocollo “STAMP on CKD”: uno strumento operativo

Per facilitare l’applicazione pratica delle raccomandazioni, la task force guidata dai professori Damman e William Herrington (Università di Oxford) ha sintetizzato la strategia nell’acronimo STAMP on CKD:

  • Screening: sottoporre a controlli i pazienti cardiovascolari fin dalla diagnosi tramite esami del sangue (velocità di filtrazione glomerulare stimata) e delle urine (rapporto albumina/creatinina).

  • Triage: valutare il rischio di insufficienza renale e di eventi cardiaci usando score clinici validati.

  • Gestione del rischio: somministrare precocemente farmaci salvavita ed economici, come gli inibitori del sistema renina-angiotensina (RAS), gli SGLT2 inibitori e le statine.

  • Modifica della gestione MCV: adattare i dosaggi e la scelta dei farmaci quando la funzionalità renale è ridotta e la capacità di smaltimento del farmaco è alterata.

  • Pianificazione dei servizi sanitari: strutturare una rete di cure territoriali e ospedaliere fluida.

Considerazioni personali: il valore dell’approccio multidisciplinare

L’emanazione di queste linee guida evidenzia la necessità di superare la frammentazione iperspecialistica che ha caratterizzato la medicina negli ultimi decenni. Troppo spesso il paziente si è trovato a muoversi tra studi medici differenti, ricevendo prescrizioni non coordinate.

L’approccio integrato tra cardiologia e nefrologia rappresenta un modello virtuoso per diversi motivi:

  1. Prevenzione primaria e secondaria reale: diagnosticare precocemente una disfunzione renale in un paziente iperteso o scompensato significa evitare il precipitare della funzione d’organo.

  2. Centralità della persona: coinvolgere attivamente il paziente e la famiglia nelle decisioni cliniche aumenta l’aderenza terapeutica e riduce l’ansia legata alla gestione di patologie croniche.

  3. Sostenibilità del sistema sanitario: l’impiego tempestivo di farmaci a basso costo rallenta l’ingresso in dialisi e riduce i ricoveri per eventi acuti, preservando le risorse pubbliche.

La vera sfida per il futuro non sarà solo scientifica, ma culturale e organizzativa: fare in modo che questi principi vengano recepiti dalla medicina di base e trasformati in percorsi di cura accessibili a tutti.

Guida pratica

Le nuove raccomandazioni delle Linee Guida ESC per la gestione delle malattie cardiovascolari (CVD) nel contesto della malattia renale cronica (MRC) sono basate sull’evidenza e di natura pratica. Il loro obiettivo è garantire che i pazienti con MRC, ad alto rischio di complicanze cardiovascolari, ricevano cure tempestive, sicure ed efficaci. Queste Linee Guida ESC riassumono per i sistemi sanitari i fattori aggiuntivi e le modifiche necessarie nella gestione delle CVD nei pazienti con MRC. Per sottolineare l’importanza di identificare e trattare le CVD e la MRC coesistenti, abbiamo sviluppato l’ STAMP sulla MRC acronimo : Screening , Triage , Gestione del rischio di MRC, Modifica della gestione delle CVD e Pianificazione dei servizi sanitari. L’implementazione di queste nuove Linee Guida ESC dovrebbe essere promossa non solo attraverso l’utilizzo di strumenti formativi sviluppati dall’ESC, ma anche integrandoli nei sistemi nazionali di cartella clinica elettronica e nelle soluzioni sanitarie digitali. Sono ora disponibili equazioni validate (ad esempio KFRE) per stimare il rischio individuale di insufficienza renale a 5 anni una volta misurati l’eGFR e l’uACR. I laboratori potrebbero incoraggiare la misurazione dell’uACR quando viene segnalata una riduzione dell’eGFR e calcolare il rischio insieme ai risultati del test. Ciò faciliterà l’invio tempestivo al nefrologo e supporterà la comunicazione con il paziente in merito al rischio di insufficienza renale.

Le malattie cardiovascolari (CVD) e la malattia renale cronica (CKD) rappresentano un grave onere per i pazienti, i sistemi sanitari e la società. I ​​messaggi chiave dovrebbero essere diffusi a tutti i soggetti interessati e ai responsabili politici del settore sanitario, e le lacune nelle evidenze scientifiche dovrebbero essere comunicate agli enti finanziatori della ricerca. La sensibilizzazione dovrebbe essere promossa sia a livello parlamentare nazionale che europeo, compresa la Commissione europea competente. Ciò contribuirà a realizzare la speranza che queste linee guida ESC portino a importanti miglioramenti individuali e sociali per le persone affette da CVD e CKD o a rischio di svilupparle.

Approfondimenti

2026 ESC Guidelines for the management of cardiovascular disease and chronic kidney disease, in collaboration with the European Renal Association (ERA): Developed by the task force on the management of cardiovascular disease and chronic kidney disease of the European Society of Cardiology (ESC), European Heart Journal (2026) doi.org/10.1093/eurheartj/ehag098

 

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