
La cardiopatia ischemica e l’ictus cerebrale rappresentano da decenni le prime cause di mortalità e invalidità a livello globale. Per lungo tempo la medicina ha considerato l’accumulo di placche nelle arterie come una complicanza tipica dell’età avanzata o una conseguenza inevitabile del deterioramento biologico legato al tempo. Una monumentale indagine scientifica condotta su un ampio campione della popolazione e pubblicata sul New England Journal of Medicine (studio REACT) ha radicalmente ridefinito questa prospettiva, dimostrando che l’aterosclerosi silente inizia a svilupparsi molto prima di quanto ipotizzato in passato.
L’aspetto più rilevante risiede nel carattere del tutto asintomatico di questa condizione. Le arterie possono accumulare depositi lipidici e infiammatori per decenni senza inviare alcun segnale di allarme, fino al momento in cui una placca si frammenta o ostruisce il flusso sanguigno, determinando un evento acuto e improvviso. Comprendere l’evoluzione e la distribuzione organica di queste lesioni arteriose rappresenta il primo passo per trasformare la prevenzione cardiovascolare da una risposta reattiva tardiva a una strategia diagnostica precoce e mirata.
Come l’aterosclerosi si sviluppa silenziosamente nel sistema circolatorio
L’aterosclerosi è un processo patologico cronico e progressivo che colpisce le arterie di medio e grande calibro. Le arterie non sono semplici condotti rigidi, ma organi complessi dotati di un rivestimento interno delicatissimo chiamato endotelio. Quando l’endotelio viene danneggiato da fattori di rischio quali colesterolo LDL elevato, pressione arteriosa alta, fumo di sigaretta, glicemia alterata o infiammazione cronica di basso grado, perde la sua naturale funzione protettiva.
Il processo patogenetico si articola in una sequenza precisa di fasi biologiche:
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Infiltrazione e ritenzione lipidica: le particelle di colesterolo a bassa densità si depositano nello strato sub-endoteliale della parete arteriosa.
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Ossidazione e risposta infiammatoria: i lipidi accumulati subiscono processi di ossidazione che richiamano i monociti, speciali cellule del sistema immunitario.
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Formazione delle cellule schiumose: i monociti penetrano nella parete arteriosa, si trasformano in macrofagi e inglobano i lipidi fino a saturarsi, trasformandosi in cellule schiumose.
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Sviluppo del nucleo necrotico e del cappuccio fibroso: l’accumulo di cellule morte e cristalli di colesterolo forma un cuore lipidico molle, ricoperto da un cappuccio fibroso composto da collagene e cellule muscolari lisce.
Finché la placca cresce verso l’esterno dell’arteria (un fenomeno noto come rimodellamento positivo), il lume del vaso rimane pervio e il flusso sanguigno non subisce riduzioni significative. Questo spiega perché un individuo possa sentirsi perfettamente sano, svolgere attività fisica intensa e mostrare esami di laboratorio apparentemente nella norma, pur avendo importanti lesioni vascolari in fase di avanzamento.
Le scoperte dello studio REACT e la prevalenza della malattia nelle diverse fasce di età
Lo studio clinico REACT (NCT06692127) ha coinvolto un campione complessivo di 16.808 adulti di età compresa tra 18 e 70 anni, reclutati in Danimarca e Spagna. I partecipanti, rigorosamente privi di diagnosi o sintomi precedenti di malattie cardiovascolari, sono stati suddivisi in cinque fasce d’età con una rappresentanza bilanciata tra uomini e donne.
Per valutare la presenza di placche asintomatiche, i ricercatori hanno impiegato tecnologie di imaging diagnostico avanzato: l’ecografia vascolare tridimensionale (3D) per lo studio delle arterie carotidi e delle arterie femorali, e la tomografia computerizzata coronarica (TC coronarica) per la scansione dettagliata del distretto cardiaco.
I risultati hanno evidenziato una diffusione straordinaria della malattia nell’intera popolazione studiata:
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La prevalenza globale dell’aterosclerosi silente ha raggiunto il 57,1% dell’intero campione analizzato.
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Nella fascia giovanile compresa tra 18 e 29 anni, la malattia è stata riscontrata nell’8,7% degli uomini e nel 6,7% delle donne, ovvero circa 1 giovane su 13.
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Nelle fasce d’età successive, la percentuale di soggetti colpiti è aumentata progressivamente, mostrando un’accelerazione marcata a partire dalla quarta e quinta decade di vita.
La quota di partecipanti interessati da placche vascolari cresce in modo costante con l’avanzare dell’età, secondo progressioni ben definite:
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Tra 18 e 29 anni: 8,7% negli uomini e 6,7% nelle donne.
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Tra 30 e 39 anni: la presenza di placche diventa nettamente più frequente, raddoppiando rispetto al decennio precedente.
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Tra 40 e 49 anni: la maggioranza della popolazione maschile presenta lesioni vascolari misurabili.
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Oltre i 50 e 60 anni: la presenza di aterosclerosi silente diventa la condizione prevalente, interessando la quasi totalità dei soggetti esaminati.
Perché la malattia arteriosa segue traiettorie differenti tra uomini e donne
I dati emersi dalla ricerca hanno messo in luce differenze sostanziali nella traiettoria biologica e nella tempistica di sviluppo della placca tra i due sessi.
Negli uomini, la progressione dell’aterosclerosi mostra un andamento lineare e precoce. Le prime placche compaiono già prima dei trent’anni e il loro volume aumenta gradualmente e costantemente decennio dopo decennio.
Nelle donne, la curva di accumulo della placca presenta un andamento differente. Nelle prime tre decadi di vita la prevalenza rimane contenuta, ma tra i 40 e i 50 anni si verifica un’accelerazione improvvisa e marcata, coincidente in gran parte con la transizione menopausale. La perdita della protezione ormonale esercitata dagli estrogeni, unita ai cambiamenti del profilo lipidico e metabolico tipici di questa fase della vita, determina un rapido incremento sia della prevalenza che del volume totale della placca, riducendo progressivamente il divario con la popolazione maschile.
Un ulteriore elemento emerso dall’analisi riguarda la distribuzione anatomica dell’aterosclerosi isolata. Nei soggetti giovani, la patologia tende a manifestarsi in un singolo distretto vascolare periferico, interessando prevalentemente le arterie femorali o le arterie carotidi. L’aterosclerosi coronarica isolata (presente esclusivamente nelle arterie del cuore senza coinvolgimento di altri vasi) è risultata estremamente rara in tutte le fasce d’età, attestandosi a valori pari o inferiori al 9,3% negli uomini e al 5,0% nelle donne.
Con il passare degli anni non aumenta solo il volume complessivo della placca secondo una progressione esponenziale, ma si assiste alla transizione da una malattia focale a una vera e propria patologia sistemica multi-arteriosa, che coinvolge contemporaneamente più distretti del corpo umano.
Come la quantificazione del carico di placca supera i tradizionali algoritmi di rischio
Storicamente, la valutazione del rischio cardiovascolare si basa sull’impiego di carte del rischio e algoritmi matematici che combinano parametri quali età, sesso, pressione arteriosa sistolica, livelli di colesterolo totale e HDL, abitudine al fumo e presenza di diabete mellito.
Tuttavia, questi strumenti tradizionali stimano la probabilità statistica di sviluppare un evento sulla base di fattori indiretti, ma non dicono nulla sull’effettiva presenza della malattia all’interno delle pareti arteriose del singolo individuo. Un soggetto classificato a basso o intermedio rischio calcolato può comunque ospitare un carico di placca significativo e potenzialmente instabile, rimanendo esposto al rischio di eventi acuti improvvisi.
Il confronto tra stima teorica e riscontro strumentale diretto evidenzia limiti oggettivi nei modelli tradizionali:
| Parametro di Valutazione | Algoritmi di Rischio Tradizionali | Imaging Vascolare Diretto (REACT) |
| Oggetto di Misurazione | Probabilità statistica basata su fattori indiretti | Presenza effettiva e volume della placca |
| Capacità Diagnostica nei Giovani | Tende a sottostimare il rischio precoce | Individua lesioni asintomatiche fin da 18-29 anni |
| Identificazione del Sito | Non fornisce indicazioni sulla localizzazione | Mappa il coinvolgimento di carotidi, femorali e coronarie |
| Sensibilità alla Progresione | Dipende dalle variazioni dei parametri ematici | Identifica l’aumento volumetrico reale della lesione |
La misurazione diretta del carico complessivo di placca tramite ecografia 3D e TC coronarica offre un quadro preciso e personalizzato. Rilevare la presenza e il volume della placca consente di identificare l’aterosclerosi subclinica avanzata molto prima che possa determinare una complicanza clinica.
Le implicazioni cliniche e i limiti dell’applicazione su scala di massa
I risultati dello studio evidenziano l’importanza di considerare l’aterosclerosi come un processo di lunghissima durata, che affonda le sue radici nella giovinezza e si sviluppa gradualmente prima di manifestarsi clinicamente. Questo suggerisce che le strategie di prevenzione primaria basate esclusivamente sui tradizionali fattori di rischio potrebbero giovarsi di un’integrazione con valutazioni dirette dello stato vascolare.
Nonostante l’elevato valore scientifico della mappatura dell’aterosclerosi, gli esperti sottolineano l’esigenza di un’attenta valutazione nell’applicazione pratica di questi dati:
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Assenza di indicazione allo screening di massa: lo studio non dimostra che sottoporre l’intera popolazione generale a ecografie o TC coronariche produca un effettivo beneficio in termini di sopravvivenza o riduzione degli eventi.
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Rischio di sovradiagnosi e sovratrattamento: identificare piccolissime placche stabili in soggetti giovani potrebbe generare ansia ingiustificata, portare all’esecuzione di ulteriori esami invasivi non necessari e condurre all’assunzione precoce di farmaci senza una chiara evidenza di beneficio clinico a lungo termine.
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Costi e sostenibilità del sistema sanitario: l’impiego sistematico di tecnologie di imaging avanzato su scala della popolazione generale comporterebbe sostenibilità finanziaria ed organizzativa molto complesse per i servizi sanitari pubblici.
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Validità geografica dei dati: il campione esaminato proviene da due Paesi europei (Danimarca e Spagna), pertanto le percentuali esatte di prevalenza potrebbero variare in popolazioni caratterizzate da stili di vita, diete e profili genetici differenti.
Come proteggere la salute delle arterie attraverso la prevenzione precoce
I risultati emersi dalla ricerca confermano che la protezione dell’apparato cardiovascolare deve iniziare ben prima della mezza età. Poiché l’accumulo di placca è un processo cumulativo legato all’esposizione prolungata nel tempo ai fattori di rischio, agire precocemente consente di rallentare o arrestare la progressione della malattia.
Le misure fondamentali per preservare l’integrità dell’endotelio e prevenire la formazione di placche si articolano su precise scelte quotidiane:
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Adozione di un modello alimentare protettivo: privilegiare la dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce azzurro e olio extravergine d’oliva, riducendo al minimo il consumo di grassi saturi, zuccheri raffinati e cibi ultra-processati.
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Attività fisica regolare: praticare almeno 150-300 minuti a settimana di esercizio aerobico di intensità moderata, integrati da sessioni di rinforzo muscolare, per migliorare la sensibilità all’insulina e la funzione endoteliale.
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Abolizione totale del fumo: il fumo di sigaretta e i prodotti a tabacco riscaldato danneggiano direttamente le cellule endoteliali, accelerano l’ossidazione del colesterolo e favoriscono l’aggregazione piastrinica.
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Monitoraggio periodico dei parametri biologici: controllare regolarmente i valori di pressione arteriosa, profilo lipidico (colesterolo LDL, HDL e trigliceridi) e glicemia a digiuno, intervenendo tempestivamente in caso di alterazioni.
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Gestione dello stress e del sonno: mantenere un sonno di qualità ed evitare stati di stress cronico, che stimolano la produzione di ormoni come il cortisolo e l’adrenalina, favorendo l’infiammazione vascolare.
Mantenere uno stile di vita salutare fin dalla giovane età rappresenta lo strumento più efficace e sicuro per preservare la flessibilità e la pervietà delle arterie per l’intero arco della vita.
Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.
Abstract
Background
Atherosclerosis may begin in early adulthood and remain clinically silent for decades before cardiovascular disease manifests. Although silent atherosclerosis is associated with cardiovascular events and death independent of traditional cardiovascular disease risk factors, its age- and sex-specific prevalence, vascular territory distribution, and plaque volume across adult life remain incompletely defined.Methods
We conducted a prospective cohort study in Denmark and Spain. Adults 18 to 70 years of age without known atherosclerotic cardiovascular disease were enrolled in five prespecified age strata that included balanced numbers of women and men. Silent atherosclerosis was assessed at baseline with three-dimensional vascular ultrasonography of the carotid and femoral arteries and with coronary computed tomographic angiography.Results
A total of 16,808 adults were enrolled in the study. The mean (±SD) age of the participants was 45±12 years, and 51.4% were women. Silent atherosclerosis was present in 57.1% of the participants (95% confidence interval, 56.3 to 58.0). In the youngest age stratum (18 to 29 years), atherosclerosis was present in 8.7% of the men and 6.7% of the women; prevalence increased with age, with a later, steeper midlife rise among women. Among participants in the younger age strata, atherosclerosis was most often peripheral and confined to a single vascular territory; with increasing age, plaque volume increased exponentially and the prevalence of multiarterial involvement became more frequent. Isolated coronary-artery atherosclerosis was uncommon in every age stratum (≤9.3% of men and ≤5.0% of women).Conclusions
This study of silent atherosclerosis showed that the disease was detectable in early adulthood, with age- and sex-associated increases in prevalence across arterial territories and marked increases in plaque volume. (Funded by the Novo Nordisk Foundation; REACT ClinicalTrials.gov number, NCT06692127.)
Henning Bundgaard, Inés García-Lunar, Klaus F. Kofoed, Rasmus Hasselbalch, Carlos Nicolás Pérez-García, Joakim Bo Kunkel, Frederik Filip Stæger, Fátima Sánchez-Cabo, José J. Fuster, Virginia Mass, Javier Sánchez-González, Maja V. Kragh, Anna K. Ringgaard, Javier Valls-Monzó, Michael Huy Cuong Pham, Ana Devesa, Morten Sejer, Per Sigvardsen, Antonio Quesada, Charlotte Eberhard, Ana García-Álvarez, Lea Marie Pehrson, Álvaro Navarro-Guzmán, Simon Winther, Mathias Sørgaard, Marcos Gámez, Martin Lundsgaard, Cristina Pérez-Herreras, Ruth Frikke-Schmidt, Pedro L. Sánchez, Nikolaj Eldrup, Juan Torres-Macho, Morten Bøttcher, Valentin Fuster, Kasper K. Iversen, Borja Ibanez. Prevalence of Silent Atherosclerosis across Adult Life. New England Journal of Medicine, 2026; DOI: 10.1056/NEJMoa2609059
