Gli scienziati hanno scoperto che cinque patologie apparentemente non correlate, tra cui il Covid lungo, la ME/CFS e il PTSD, potrebbero alterare molte delle stesse reti biologiche coinvolte nell'immunità, nel metabolismo e nell'energia cellulare. I risultati potrebbero contribuire a spiegare i sintomi comuni e aprire la strada a nuovi esami del sangue e trattamenti.
Gli scienziati hanno scoperto che cinque patologie apparentemente non correlate, tra cui il Covid lungo, la ME/CFS e il PTSD, potrebbero alterare molte delle stesse reti biologiche coinvolte nell’immunità, nel metabolismo e nell’energia cellulare. I risultati potrebbero contribuire a spiegare i sintomi comuni e aprire la strada a nuovi esami del sangue e trattamenti. Immagine Crediti: AI/TheSolver.It

Un recente studio scientifico pubblicato sulla rivista Journal of Translational Medicine, condotto da ricercatori della University of East Anglia in collaborazione con Oxford BioDynamics, la London School of Hygiene and Tropical Medicine e il Cornwall Partnership NHS Foundation Trust, ha individuato una mappa biologica condivisa tra cinque patologie apparentemente slegate tra loro.

Si tratta della sindrome da stanchezza cronica ($ME/CFS$), del Long COVID, del disturbo da stress post-traumatico ($PTSD$), dell’artrite reumatoide e della sclerosi multipla. Sebbene queste malattie nascano da cause scatenanti del tutto differenti, la ricerca dimostra che esse convergono verso la stessa alterazione dei meccanismi di regolazione del genoma, spiegando per la prima volta la presenza di un sintomo comune e invalidante, la stanchezza cronica profonda.

Il mistero delle patologie eterogenee con sintomi sovrapponibili

Per decenni la medicina ha analizzato e trattato le malattie in base alla loro causa primaria o all’organo colpita:

  • La sindrome da stanchezza cronica ($ME/CFS$) si manifesta spesso dopo un’infezione virale banale o un evento acuto, lasciando il paziente in uno stato di esaurimento energetico persistente.

  • Il Long COVID si sviluppa a seguito dell’infezione da SARS-CoV-2, portando con sé una nebbia cognitiva e un’astenia prolungata.

  • Il disturbo da stress post-traumatico ($PTSD$) sorge in risposta a un forte trauma psicologico o fisico, alterando l’asse dello stress.

  • L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune strutturata che attacca le articolazioni.

  • La sclerosi multipla è una patologia autoimmune demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale.

Nonostante le differenze cliniche evidenti, tutte queste patologie presentano una componente condivisa, una stanchezza sistemica debilitante che impedisce lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Gli studi condotti sull’analisi del DNA lineare ($GWAS$) non avevano rilevato grandi sovrapposizioni genetiche diretta tra i singoli geni di queste malattie. Tuttavia, osservando l’organizzazione tridimensionale della cromatina nel nucleo cellulare, i ricercatori hanno scoperto una convergenza insospettata.

La struttura tridimensionale del genoma come chiave di lettura

Il DNA contenuto nelle cellule umane non si presenta come un nastro steso e rigido, ma si avvolge e si ripiega continuamente all’interno del nucleo cellulare. Questa disposizione nello spazio prende il nome di architettura 3D del genoma.

Due sequenze di DNA visibilmente lontane lungo il filamento lineare possono trovarsi a stretto contatto fisico quando la cromatina si ripiega. Questi punti di contatto tridimensionali costituiscono vere e proprie centraline di controllo per l’espressione genica, ossia i meccanismi che decidono se e quando un determinato gene debba attivarsi o rimanere silente.

I ricercatori hanno impiegato le piattaforme tecnologiche EpiSwitch e Orion, sviluppate da Oxford BioDynamics. La tecnologia si basa sull’integrazione di dati genomici e modelli computazionali avanzati per identificare l’architettura dei contatti cromatinici.

L’algoritmo Orion permette di prevedere i nodi di contatto spaziale all’interno della rete di regolazione genica, mappando le interazioni funzionali anche quando i singoli geni non mostrano variazioni nella sequenza lineare di nucleotidi.

Come causazioni differenti convergono sui medesimi circuiti biologici

Analizzando la rete di regolazione genica condivisa tra $ME/CFS$, Long COVID, $PTSD$, artrite reumatoide e sclerosi multipla, gli studiosi hanno evidenziato che la discrepanza a livello di singoli geni sfocia in un’unica disfunzione di rete.

La risposta risiede nelle reti biologiche integrate:

  1. L’evento scatenante iniziale, come un’infezione virale da SARS-CoV-2, un trauma psicologico acuto o un processo autoimmune precoce, innesca una risposta locale specifica.

  2. Questa alterazione iniziale genera una cascata di segnalazioni molecolari che sollecitano l’asse neuroendocrino e il sistema immunitario.

  3. La sollecitazione prolungata induce una ristrutturazione dell’architettura 3D della cromatina, alterando i loop di contatto genico.

  4. Questa riorganizzazione epigenetica si concentra su specifici circuiti metabolici ed energetici, in particolare a livello dei mitocondri e dei pathway dell’infiammazione sistemica.

  5. Il risultato finale è un’incapacità persistente della cellula di produrre energia metabolica ($ATP$), che si traduce clinicamente nella stanchezza cronica.

Attraverso questo modello, un’infezione virale e un forte trauma psicologico finiscono per convergere sugli stessi biomarcatori di regolazione genomica.

I principali sistemi biologici coinvolti nella disfunzione

L’analisi dell’architettura tridimensionale del genoma ha identificato cinque pilastri fisiologici primari compromessi in tutte e cinque le patologie esaminate:

  • Segnalazione immunitaria e infiammatoria: si osserva un’attivazione cronica di basso grado delle citochine pro-infiammatorie, che mantiene l’organismo in uno stato di allarme costante.

  • Produzione energetica mitocondriale: i geni deputati al funzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche della cellula, subiscono una modulazione negativa, riducendo l’efficienza respiratoria cellulare.

  • Regolazione metabolica: si verifichino alterazioni nel metabolismo dei carboidrati e dei lipidi, compromettendo le riserve di energia utilizzabili.

  • Meccanismi di risposta allo stress: l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene risulta desincronizzato, alterando la produzione di cortisolo e altri ormoni fondamentali.

  • Segnalazione neuroendocrina: si registra un’alterazione nella comunicazione tra il sistema nervoso e il sistema endocrino, con ricadute dirette sul sonno, sull’umore e sulla resistenza fisica.

Nuove prospettive per la diagnosi clinica e i test ematici

Attualmente, malattie come la sindrome da stanchezza cronica o il Long COVID vengono diagnosticate prevalentemente per esclusione o sulla base di questionari sintomatologici compilati dai pazienti. L’assenza di un biomarcatore diagnostico obiettivo ha spesso comportato ritardi diagnostici significativi e incomprensioni in ambito terapeutico.

I risultati ottenuti tramite la tecnologia EpiSwitch aprono la strada allo sviluppo di test del sangue diagnostici basati sull’architettura 3D del genoma. Tali test consentirebbero di:

  1. Rilevare con precisione l’impronta epigenetica condivisa della stanchezza cronica.

  2. Misurare in modo oggettivo l’entità della disfunzione biologica, indipendentemente dalla percezione soggettiva del paziente.

  3. Distinguere i diversi sottotipi di malattia per impostare interventi di medicina di precisione.

  4. Monitorare nel tempo l’efficacia delle terapie farmacologiche o riabilitative intraprese.

Le ricadute sul futuro dei trattamenti terapeutici

Comprendere che patologie diverse condividono la stessa alterazione nei network di regolazione genica modifica l’approccio alla ricerca farmaceutica. Invece di sviluppare farmaci specifici per ogni singola patologia o per ogni sintomo isolato, la ricerca scientifica potrà concentrarsi su molecole in grado di modulare l’architettura cromatinica e ripristinare la corretta conformazione 3D del genoma.

L’impiego di terapie mirate sui network biologici potrebbe consentire il riposizionamento di farmaci già esistenti per l’immuno-modulazione o il supporto mitocondriale, estendendone l’uso a beneficio dei pazienti affetti da Long COVID, $ME/CFS$, $PTSD$ e patologie autoimmuni.

Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.

Abstract

Sfondo

L’encefalomielite mialgica/sindrome da stanchezza cronica (ME/CFS), il Long COVID (LC19), il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), l’artrite reumatoide (AR) e la sclerosi multipla (SM) sono patologie clinicamente distinte che condividono una notevole sovrapposizione di sintomi, tra cui afstanchezzamento persistente, deficit cognitivi, disfunzione autonomica e disregolazione immunitaria. Sebbene queste condizioni differiscano nella diagnosi e nella presentazione clinica, i loro meccanismi biologici sottostanti rimangono poco chiari e potrebbero coinvolgere vie di regolazione convergenti.

Metodi

La piattaforma di genomica 3D EpiSwitch® e il database di conoscenze Orion sono stati utilizzati per integrare le firme di conformazione cromosomica con i set di dati derivati ​​da studi di associazione a livello genomico (GWAS) per ME/CFS, LC19, PTSD, RA e SM. Gli ancoraggi genomici tridimensionali sono stati mappati sui geni codificanti e analizzati utilizzando reti di interazione proteina-proteina STRING e approcci di biologia dei sistemi basati su Cytoscape. Sono stati generati set di dati di ancoraggio specifici per malattia e confrontati sia a livello genico che di rete per identificare processi biologici e meccanismi regolatori condivisi.

Risultati

L’analisi del dataset ME/CFS ha identificato 552 ancore genomiche 3D uniche mappate su 567 geni, con analoghi set di ancore specifiche per malattia generati per LC19, PTSD, RA e SM. La sovrapposizione diretta tra i geni associati alla malattia era limitata; tuttavia, le analisi di rete di ordine superiore hanno rivelato una sostanziale interconnettività e convergenza tra le condizioni. I percorsi biologici condivisi includevano la segnalazione immunitaria e delle citochine, le risposte all’interferone, la funzione mitocondriale, la regolazione metabolica e i processi neuroendocrini. I geni hub altamente connessi includevano nodi di regolazione immunitaria come LAG3 e componenti della via di segnalazione mTOR, implicando l’esaurimento delle cellule T, l’attivazione immunitaria cronica e la disregolazione immunometabolica come meccanismi comuni alla base di questi disturbi.

Conclusioni

Questi risultati supportano un modello a livello di sistema in cui le sindromi associate alla stanchezza, clinicamente sovrapposte, derivano da perturbazioni di reti regolatorie interconnesse piuttosto che da percorsi discreti specifici per ciascuna malattia. Nonostante la limitata sovrapposizione genetica, una sostanziale convergenza a livello di rete suggerisce un’architettura biologica condivisa tra ME/CFS, LC19, PTSD, RA e SM. L’identificazione di percorsi regolatori comuni fornisce un quadro meccanicistico per lo sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche trasversali a diverse patologie. Catturando stati regolatori dinamici, i biomarcatori genomici 3D offrono un potenziale significativo per la diagnostica oggettiva basata sul sangue, la stratificazione dei pazienti e l’identificazione di bersagli terapeutici condivisi tra complesse patologie croniche. Questi risultati supportano l’applicazione di approcci di medicina di precisione e potrebbero accelerare lo sviluppo di nuovi interventi per le malattie multisistemiche associate alla stanchezza.

Dettagli della Pubblicazione

Ewan Hunter, Heba Alshaker, Dominik Vugrinec, Shekinah Bautista, Abel Gebregzabhar, Anya Virdi, Joseph Croxford, Ann Dring, Ryan Powell, Matthew Salter, Caroline Kingdon, Jayne Green, Alexandre Akoulitchev, Dmitri Pchejetski. Beyond genes: EpiSwitch® and Orion platform-powered 3D genome architecture biomarkers reveal shared biology across ME/CFS, long COVID, PTSD, rheumatoid arthritis, and multiple sclerosis. Journal of Translational Medicine, 2026; 24 (1) DOI: 10.1186/s12967-026-08874-9

 

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