Il ragno Portia fimbriata in posizione di riposo, appeso a testa in giù sotto la sua tela tessuta da sé. Credito: Daniela C. Rößler
Il ragno Portia fimbriata in posizione di riposo, appeso a testa in giù sotto la sua tela tessuta da sé. Credito: Daniela C. Rößler

Per molto tempo, la scienza ha creduto che il sonno complesso, caratterizzato da fasi distinte come il sonno REM (movimenti oculari rapidi), fosse un privilegio quasi esclusivo dei vertebrati, tra cui mammiferi e uccelli. Una recente ricerca condotta dagli scienziati dell’Università di Bonn ha ribaltato questa convinzione consolidata, dimostrando che anche gli artropodi, e in particolare i ragni, sperimentano un sonno autentico, regolato e strutturato. Al centro di questa scoperta eccezionale c’è il ragno saltatore australiano denominato Portia fimbriata, un predatore minuscolo ma dotato di un sistema cognitivo straordinariamente avanzato.

Un predatore sofisticato con abilità di caccia fuori dal comune

Il Portia fimbriata è un organismo di straordinario interesse biologico. Da adulto raggiunge all’incirca le dimensioni di una moneta da un euro, ma le sue abilità di caccia lo distinguono nettamente dalla maggior parte degli altri ragni. A differenza di molte specie che catturano principalmente insetti, i membri di questo genere sono specializzati nella caccia ad altri ragni.

Per avere la meglio sulle loro prede, questi ragni mettono in atto strategie estremamente sofisticate, tra cui l’imitazione ingannevole delle vibrazioni prodotte dagli insetti che si dimenano nelle ragnatele. Questo segnale fraudolento attira i ragni tessitori verso quella che sembra una facile preda, trasformandoli invece nelle vittime di un agguato mortale. Tali comportamenti complessi indicano la presenza di capacità di apprendimento flessibile, pianificazione e risoluzione dei problemi, rendendo la Portia un soggetto prezioso per studiare la stretta relazione tra funzionamento del sistema nervoso e sonno.

Metodi rigorosi per svelare i misteri della notte

Per verificare con certezza scientifica se i ragni dormissero davvero o se stessero semplicemente attraversando un periodo di inattesa immobilità, i ricercatori hanno sviluppato un quadro sperimentale integrato. Gli esemplari sono stati monitorati attentamente all’interno di contenitori trasparenti utilizzando telecamere a infrarossi, capaci di riprendere i comportamenti notturni senza l’ausilio della luce visibile.

  • Tracciamento circadiano: monitoraggio continuo della velocità di movimento per sessanta ore consecutive in differenti condizioni di illuminazione, inclusi cicli luce-buio e condizioni di buio costante.

  • Analisi dell’architettura del sonno: osservazione ad alta risoluzione della postura di riposo, dell’immobilità prolungata e dei movimenti specifici associati alle fasi di tipo REM.

  • Test della soglia di arousal: misurazione della velocità di reazione a uno stimolo acustico standardizzato per distinguere il sonno dalla normale veglia o quiete diurna.

  • Interruzione del sonno: esposizione dei ragni a moscerini della frutta (Drosophila melanogaster) durante la notte per valutare la presenza di un effetto rimbalzo omeostatico successivo.

Architettura del sonno e similitudini con il mondo dei vertebrati

Le osservazioni prolungate hanno dimostrato che la Portia fimbriata possiede un ritmo circadiano ben definito. L’attività è concentrata prevalentemente durante il giorno, mentre la notte è caratterizzata da una finestra di sonno stabile della durata media di circa 10,7 ore. Durante questo periodo, i ragni adottano una postura di sonno caratteristica, posizionandosi su piattaforme di seta con l’addome rivolto verso il basso e i pedipalpi ritratti sotto il corpo.

All’interno di questa finestra temporale, i ricercatori hanno identificato due stati differenti del sonno. La scoperta più rilevante riguarda la comparsa regolare di episodi simili alla fase REM, durante i quali i ragni mostrano movimenti oculari rapidi dei tubi retinali, contrazioni muscolari diffuse e flessioni delle zampe (note come leg curl). I test di stimolazione acustica hanno confermato che la soglia di arousal aumenta significativamente durante queste fasi, evidenziando una ridotta reattività agli stimoli esterni paragonabile a quella osservata nei vertebrati. Inoltre, in seguito alla privazione notturna del sonno, gli animali hanno manifestato un marcato rimbalzo omeostatico, raddoppiando il tempo complessivo trascorso negli stati simili alla fase REM.

Approfondimenti tecnici e metodologici tratti dalla ricerca scientifica avanzata

La comprensione approfondita di questo studio richiede l’analisi dei dettagli tecnici e dei parametri rigorosi descritti nella pubblicazione scientifica originale. La ricerca ha coinvolto complessivamente 92 esemplari di Portia fimbriata provenienti da un programma di allevamento controllato nel Queensland, in Australia.

  • Modello a due processi: Lo studio adotta il quadro teorico classico della regolazione del sonno, basato sull’interazione tra la pressione accumulata durante la veglia ($Process\ S$) e il controllo temporale esercitato da un pacemaker circadiano interno ($Process\ C$).

  • Analisi statistica avanzata: Tutti i dati comportamentali, di velocità e di frequenza sono stati esaminati mediante modelli lineari generali misti (GLMM) utilizzando il pacchetto glmmTMB in linguaggio R, applicando distribuzioni di Poisson per i conteggi e distribuzioni Gamma per le durate temporali.

  • Software di codifica comportamentale: Le registrazioni video ad alta risoluzione sono state annotate manualmente fotogramma per fotogramma attraverso il software open source BORIS (Behavioral Observation Research Interactive Software).

  • Metriche quantitative: Nel corso delle osservazioni di base sui soggetti, sono stati registrati 109 episodi simili alla fase REM suddivisi in 10 individui, con una durata media individuale di 82,6 secondi per ciascun episodio.

  • Prospettive molecolari: Gli autori sottolineano che future ricerche potranno chiarire i meccanismi biologici sottostanti studiando l’eventuale conservazione di recettori analoghi a quelli regolati dai geni Chrm1 e Chrm3, fondamentali per il controllo del sonno REM nei mammiferi.

Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.

Abstract

Il sonno è uno stato comportamentale fondamentale presente in tutto il regno animale, eppure la maggior parte di ciò che sappiamo sul sonno è fortemente orientato verso i vertebrati. Gli studi sono scarsi o inesistenti in tutte le linee evolutive degli invertebrati, tranne in alcune. Un recente studio su un comportamento simile al sonno REM in un ragno saltatore ha riportato parallelismi inaspettati con l’espressione del sonno nei vertebrati. Finora, mancavano prove sperimentali che questi indicatori comportamentali rappresentassero effettivamente il sonno nei ragni. Qui presentiamo un’indagine completa sul comportamento del sonno nel ragno Portia fimbriata (Salticidae). Dimostriamo un’attività diurna, un ritmo circadiano libero, una robusta architettura del sonno, comportamenti simili al sonno REM che si verificano regolarmente, soglie di eccitazione elevate durante questi stati simili al sonno REM, nonché effetti di rimbalzo in seguito a interruzioni del sonno. Concludiamo che il comportamento che osserviamo nei ragni è sonno comportamentale, fornendo prove di un sottostato di sonno simile al sonno REM in un invertebrato terrestre. Questi risultati contribuiscono a questioni fondamentali sull’evoluzione e la funzione del sonno negli animali.

Dettagli della Pubblicazione

Nadja Geiger, Maxim Q. Capelle, Phillip Rosentreter, Marie E. Herberstein, Armin Bahl, Massimo De Agrò, Barrett A. Klein, Daniela C. Rößler. Behavioral evidence for two-stage sleep in spiders. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2026; 123 (45) DOI: 10.1073/pnas.2618030123

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