
Immagina di scambiare un animale per un altro completamente diverso, pur avendo davanti agli occhi due creature separate da milioni di anni di storia evolutiva. È esattamente ciò che è accaduto nel mondo della scienza e della medicina naturale per oltre due secoli, coinvolgendo uno dei funghi più famosi al mondo. Un nuovo e importante studio pubblicato sulla rivista scientifica Plants, People, Planet ha finalmente fatto chiarezza, separando due specie che il mondo ha considerato gemelle per ben duecentoquarant’anni, con conseguenze enormi per la salute, la sicurezza dei consumatori e l’industria degli integratori alimentari.
La storia ruota attorno a due funghi dall’aspetto estremamente simile, caratterizzati da una forma a mensola e da una superficie lucida che ha tratto in inganno generazioni di esperti. Da un lato troviamo il Ganoderma lucidum, un fungo originario dell’Europa descritto per la prima volta nel 1781. Dall’altro c’è il Ganoderma lingzhi, la specie tipica dell’Asia orientale, profondamente radicata nella tradizione orientale e ampiamente conosciuta con i nomi di lingzhi o reishi. Per secoli, tuttavia, l’intera categoria è stata etichettata indifferentemente con il nome europeo, generando un enorme calderone di informazioni scientifiche imprecise.
Questa confusione non è soltanto una curiosità da botanici, ma rappresenta un problema concreto per un mercato gigantesco. L’industria della medicina tradizionale cinese, che fa largo uso di queste piante e funghi medicinali, vale cifre astronomiche stimate intorno ai 200 miliardi di sterline, pari a circa 271,14 miliardi di dollari. Negli ultimi anni, inoltre, la popolarità del lingzhi è esplosa anche nei mercati occidentali, in particolare in Nord America e in Europa, dove viene regolarmente acquistato sotto forma di integratore alimentare per le sue rinomate proprietà antinfiammatorie e antitumorali.
Tuttavia, finché le due specie sono rimaste sovrapposte nella mente degli studiosi e nei database commerciali, la ricerca farmaceutica ha camminato su un terreno scivoloso. Nessuno poteva garantire con certezza se il vero Ganoderma lucidum europeo possedesse realmente gli stessi benefici salutari del cugino asiatico, creando potenziali rischi per la sicurezza e la tutela dei consumatori. Le specie del genere Ganoderma attirano da tempo l’attenzione dei ricercatori per i loro potenti composti bioattivi, tra cui i beta-glucani e i triterpenoidi, molecole che nei test di laboratorio sui topi hanno mostrato risultati particolarmente promettenti persino nel trattamento delle cellule tumorali cerebrali.
Il punto di svolta nella comprensione di questo mistero botanico è arrivato grazie al lavoro meticoloso condotto dagli scienziati dei Royal Botanic Gardens di Kew, in stretta collaborazione con istituzioni internazionali. Analizzando gli esemplari storici conservati nel celebre Fungarium di Kew, i ricercatori hanno potuto dimostrare scientificamente che le due specie si sono separate sul piano evolutivo almeno 16 milioni di anni fa. Per rendere l’idea di questa distanza temporale e biologica, la dottoressa Torda Varga, ricercatrice di Kew e responsabile del progetto, ha spiegato che considerare questi due funghi come se fossero la stessa identica cosa equivale a considerare gli esseri umani e gli oranghi come un’unica specie.
Per mettere fine a ogni equivoco futuro, il team di ricerca ha ufficialmente proposto un nuovo nome comune per il fungo europeo, battezzandolo falso lingzhi. Questa denominazione punta a cancellare definitivamente l’idea errata che qualsiasi fungo lucido a forma di mensola sia automaticamente la pianta medicinale orientale.
L’origine di questo intrigo storico affonda le radici nel 1781, anno in cui il botanico ed entomologo William Curtis descrisse per la prima volta la specie europea. Sfortunatamente, di quel prezioso materiale di riferimento originario, noto come esemplare tipo, è sopravvissuta nel tempo soltanto un’illustrazione grafica, lasciando i ricercatori successivi privi di campioni biologici concreti da analizzare per secoli. Nel corso del tempo, la situazione si è ulteriormente aggravata a causa dell’abitudine di applicare il nome G. lucidum a qualsiasi fungo simile rinvenuto in natura, accumulando una quantità enorme di dati farmacologici imprecisi o del tutto errati.
Il bandolo della matassa è stato trovato nell’aprile del 2025, quando il dottor Viktor Papp, massimo specialista di Ganoderma presso l’Università Ungherese di Agricoltura e Scienze della Vita, si è recato a Londra per studiare le collezioni storiche del Fungarium. Durante la visita, lo studioso ha identificato un fungo erroneamente etichettato, raccolto in passato su un nocciolo nei pressi di Londra, che corrispondeva in modo impressionante alla descrizione originale tracciata da Curtis nel diciottesimo secolo.
La scoperta di questo reperto ha finalmente sbloccato la situazione, fornendo agli scienziati il materiale genetico indispensabile per effettuare il sequenziamento del DNA. I ricercatori hanno così scoperto che i metodi tradizionali di identificazione genetica, come il cosiddetto DNA barcoding, falliscono miseramente in questo gruppo di funghi: su oltre mille sequenze pubbliche analizzate, solo una piccola frazione era corretta. Per questo motivo, gli autori dello studio raccomandano oggi di utilizzare tecniche molto più avanzate, basate sull’analisi di frammenti genomici multipli combinati con la modellizzazione evolutiva.
Sorprendentemente, inserendo il nuovo materiale genetico di riferimento nel contesto di tutti i genomi finora catalogati come G. lucidum, il team ha scoperto che quei genomi appartengono in realtà ad altre specie, dimostrando che non esisteva finora alcun genoma autentico di riferimento per studiare la vera biologia del fungo europeo. Le ricerche sul genere Ganoderma sono tuttavia in pieno fermento: mentre il team di Kew ha distinto accuratamente i cladi dell’Europa occidentale e dell’Asia orientale, un gruppo di ricerca cinese ha ufficialmente descritto nel settembre 2026 il lignaggio orientale con il nome di G. sinolucidum.
Approfondimenti tecnici e metodologici dallo studio originale
Per comprendere a fondo la portata scientifica della scoperta e i dettagli analitici condotti dai ricercatori, è utile esaminare i punti chiave emersi dalla pubblicazione scientifica sulla rivista Plants, People, Planet:
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Analisi dei campioni storici: L’esame approfondito degli archivi del Fungarium di Kew ha permesso di rintracciare materiale autentico risalente ai secoli passati, superando la storica lacuna lasciata dalla sola illustrazione originale di William Curtis del 1781.
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Distanza evolutiva e divergenza temporale: Tramite l’orologio molecolare e la filogenesi, lo studio ha stimato che il Ganoderma lucidum europeo e il Ganoderma lingzhi asiatico si sono separati circa 16 milioni di anni fa, sviluppando percorsi metabolici e proprietà chimiche differenti.
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Criticità del DNA barcoding: È emerso che l’utilizzo di un singolo marcatore genetico standard è altamente inaffidabile per il genere Ganoderma: su 1.130 sequenze pubbliche esaminate, solo 149 frammenti corrispondevano effettivamente a G. lucidum, evidenziando una massiccia contaminazione e misidentificazione nei database genetici mondiali.
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Necessità di genomica avanzata: Gli autori sottolineano che l’identificazione tassonomica moderna in questo gruppo richiede il sequenziamento dell’intero genoma e l’uso di marcatori multipli associati a rigorosi modelli evolutivi, colmando il vuoto di dati genomici affidabili per la specie europea.
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Implicazioni farmacologiche e industriali: La distinzione netta tra le specie impone una revisione dei dati di laboratorio sui composti attivi come i triterpenoidi e i beta-glucani, garantendo standard di qualità più rigorosi per la filiera degli integratori e la protezione della salute pubblica nell’ambito di un mercato globale da miliardi di dollari.
Infografica: Distinzione Chiave nel Genere Ganoderma
| Caratteristica | Ganoderma lingzhi (Lingzhi / Reishi Vero) | Ganoderma lucidum (Falso Lingzhi) |
| Identità Scientifica | Specie distinta dell’Asia Orientale | Specie distinta dell’Europa Occidentale/Asia Meridionale |
| Origine della Descrizione | Descritta formalmente nel 2026 (lignaggio G. sinolucidum) | Descritta formalmente nel 1781 (G. lucidum) |
| Utilizzo Tradizionale | Ampio uso nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) | Tradizionalmente non utilizzato in MTC (spesso confuso) |
| Proprietà Medicinali | Antinfiammatorie, antitumorali (beta-glucani, triterpenoidi) | Proprietà bioattive sconosciute/non verificate per questa specie |
| Mistero Risolto | Materiale genetico di riferimento ora disponibile | Nuova identificazione certa di un esemplare storico del 1781 |
| Confusione Storica | Часто chiamata “G. lucidum”, data pharmacological erronea | Tradizionalmente considerata la stessa specie del G. lingzhi |
| Distanza Evolutiva | Separata da G. lucidum da almeno 16 milioni di anni | Separata da G. lingzhi da almeno 16 milioni di anni |
| Identificazione Molecolare | Richiede analisi genomica complessa e modellizzazione evolutiva | Richiede analisi genomica complessa e modellizzazione evolutiva (DNA barcoding inefficace) |
| Genoma Disponibile | Non esiste un genoma autentico di G. lucidum disponibile per lo studio | Genomi attribuiti in precedenza appartengono ad altre specie |
Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.
Abstract
La Medicina Tradizionale Cinese si è diffusa ben oltre l’Asia, con mercati in crescita in Nord America ed Europa per integratori e alimenti funzionali. Il Lingzhi o Reishi ( Ganoderma lingzhi ), un noto fungo medicinale, è apprezzato per le sue proprietà antinfiammatorie e antitumorali. Tuttavia, viene spesso confuso con specie che potrebbero non offrire gli stessi benefici per la salute. Questa confusione comporta rischi per la sicurezza dei consumatori, la regolamentazione dei prodotti e la ricerca. In questo studio, definiamo un riferimento utilizzando strumenti morfologici e molecolari per la specie più comunemente confusa ( Ganoderma lucidum ) e proponiamo il nome “Falso Lingzhi” per distinguerla, favorendo un’identificazione accurata, uno sviluppo di prodotti più sicuri e una ricerca affidabile.
Riepilogo
- Piante e funghi sono importanti fonti di prodotti naturali benefici per la società, pertanto lo studio delle singole specie è essenziale per la scoperta di nuovi farmaci e composti bioattivi. Il fungo medicinale “Lingzhi” o “Reishi” ( Ganoderma lingzhi ) è ampiamente utilizzato nella medicina tradizionale e studiato a fondo per i suoi triterpenoidi bioattivi, tuttavia viene comunemente identificato come Ganoderma lucidum , la specie tipo del genere, che non possiede un esemplare tipo.
- Abbiamo sequenziato un esemplare di G. lucidum conservato nel fungario di Kew, che corrispondeva alla descrizione originale ed era stato raccolto da legno di Corylus avellana nell’Inghilterra meridionale. Utilizzando questo esemplare di riferimento, abbiamo compilato set di dati genomici e di barcoding ITS per esplorare la variazione genetica e geografica all’interno di questa specie.
- Abbiamo dimostrato che G. lingzhi e G. lucidum si sono differenziati più di 16 milioni di anni fa e che tutti e sette i genomi di ” G. lucidum ” presenti nei database pubblici appartengono ad altre specie. Più di 1000 sequenze di barcoding hanno mostrato che il barcoding ITS basato sulla similarità di sequenza, ampiamente utilizzato, non funziona in questo gruppo, problema che può essere risolto con un approccio di posizionamento filogenetico. Le 149 sequenze assegnate a G. lucidum con elevata affidabilità hanno mostrato una distribuzione eurasiatica e introduzioni in Nord e Sud America e in Africa.
- Il nostro studio sottolinea l’importanza di un’accurata identificazione delle specie e fornisce indicazioni per un gruppo di specie di rilevanza farmaceutica e sociale. Per supportare ulteriormente gli studi futuri e il pubblico in generale nella distinzione tra G. lingzhi e G. lucidum , proponiamo di utilizzare “False Lingzhi” come nome inglese per G. lucidum .
Torda Varga et al., Plants, People, Planet (2026). nph.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ppp3.70280
