
Il tumore al polmone rappresenta ancora oggi una delle sfide mediche più complesse e diffuse al mondo. Ogni anno si registrano milioni di nuove diagnosi e le terapie tradizionali, sebbene sempre più avanzate, devono spesso affrontare ostacoli significativi come la resistenza ai farmaci, le recidive e gli effetti collaterali. In questo scenario, la ricerca scientifica sta esplorando nuove strade per affiancare ai trattamenti standard soluzioni innovative, efficaci e sicure. Uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Cell Death Discovery nel 2026 dal team guidato dalla professoressa Susetta Finotto dell’Università di Erlangen-Nürnberg ha acceso i riflettori su una molecola di origine vegetale: la quercetina.
La quercetina è un pigmento naturale appartenente alla famiglia dei flavonoidi, sostanze antiossidanti ampiamente presenti nella nostra alimentazione quotidiana. Si trova in grande quantità nelle cipolle rosse, nel grano saraceno, negli agrumi, nelle mele, nell’uva e nel tè. Sebbene le sue proprietà benefiche per la salute fossero note da tempo, questa nuova indagine ha dimostrato in modo rigoroso e dettagliato come la sostanza riesca a contrastare lo sviluppo del carcinoma polmonare non a piccole cellule, agendo contemporaneamente su più fronti cellulari e molecolari.
Un’arma vegetale a tripla azione contro il cancro
Per comprendere l’importanza di questa scoperta, occorre immaginare la cellula tumorale come una macchina difettosa che ha perso il controllo del proprio sistema di frenata, continuando a moltiplicarsi all’infinito e a diffondersi nell’organismo. La ricerca ha dimostrato che la quercetina agisce come un freno di emergenza, capace di arrestare la crescita delle cellule malate, bloccarne i movimenti ed evocarne l’eliminazione da parte del sistema immunitario.
I risultati principali dello studio si possono riassumere in tre grandi filoni d’azione:
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Inibizione del ciclo cellulare e blocco della proliferazione: la molecola non si limita a rallentare le cellule tumorali, ma ne blocca la divisione attivando specifici geni protettivi.
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Spegnimento dei segnali oncogenici e riduzione dello stress: la sostanza riduce i livelli di EGFR, un recettore che stimola la crescita del tumore, e diminuisce lo stress ossidativo all’interno dei tessuti.
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Potenziamento della risposta immunitaria e dell’asse intestino-polmone: il trattamento riduce la presenza del fattore PD-L1, impiegato dalle cellule malate per nascondersi al sistema immunitario, e stimola la produzione di citochine protettive come l’interferone alfa-2 (IFN-$\alpha$2). Inoltre, l’assunzione orale della molecola migliora la composizione del microbiota intestinale.
Arresto del ciclo cellulare: come la quercetina inserisce il freno di emergenza
Nelle cellule sane, la divisione cellulare è regolata in maniera estremamente severa da un insieme di controlli di qualità. Quando una cellula subisce un danno, i sistemi interni intervengono per fermare la replicazione e riparare l’errore o, se il danno è troppo grave, per ordinare alla cellula di autodistruggersi. Nelle cellule del cancro al polmone, come le linee cellulari umane A549 (adenocarcinoma) e H520 (carcinoma a cellule squamose), questi controlli risultano disattivati.
Gli esperimenti condotti nei laboratori hanno dimostrato che la somministrazione di quercetina riattiva i meccanismi di controllo cellulare. Nel dettaglio, la molecola stimola la proteina p53, nota nella comunità scientifica come l’archivista o il guardiano del genoma. L’attivazione di p53 porta all’aumento di un’altra proteina chiave, la p21 (codificata dal gene CDKN1A), la quale blocca le chinasi dipendenti da ciclina (CDK1).
L’interazione tra p53, p21 e la proteina del retinoblastoma (RB1) mantiene fermo il ciclo cellulare nella fase $G_1$, impedendo alla cellula tumorale di passare alla fase $S$ e di duplicare il proprio DNA. In questo modo, la replicazione del tumore viene congelata sul nascere.
Blocco della migrazione cellulare: impedire la formazione di metastasi
Una delle caratteristiche più pericolose delle malattie oncologiche è la capacità delle cellule malate di staccarsi dal tessuto di origine, viaggiare attraverso i vasi sanguigni o linfatici e colonizzare altri organi. Questo processo è noto come migrazione cellulare e porta alla formazione di metastasi.
Per verificare l’impatto della sostanza sulla mobilità del tumore, i ricercatori hanno condotto due test di laboratorio fondamentali:
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Saggio di guarigione della ferita (wound healing assay): è stato praticato un micro-taglio su un strato continuo di cellule tumorali ed è stato misurato il tempo necessario alle cellule per muoversi e rimarginare lo spazio vuoto. Mentre le cellule non trattate hanno chiuso il varco in circa venti ore, quelle esposte a 50 $\mu$M di quercetina sono rimaste bloccate, incapaci di muoversi e di coprire la superficie.
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Saggio Transwell: le cellule tumorali sono state collocate in una camera superiore separata da un filtro poroso da un terreno di coltura ricco di nutrimento posto nella camera inferiore. Le cellule sane o non trattate tendono ad attraversare i pori del filtro attirate dalle sostanze nutritive. La presenza della quercetina ha ridotto drasticamente e in modo dose-dipendente il numero di cellule capaci di attraversare la membrana.
Questi risultati confermano che la molecola riduce la capacità invasiva del tumore, limitando la ristrutturazione del citoscheletro cellulare necessaria per la diffusione metastatica.
Spegnere le protezioni del tumore: EGFR, PD-L1 e lo stress ossidativo
Oltre a bloccare la proliferazione e la migrazione, la quercetina agisce direttamente sulle molecole presenti sulla superficie delle cellule del carcinoma polmonare.
Riduzione di EGFR e Ki67
L’EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico) è una proteina di superficie che, quando iperespressa, invia continui segnali di crescita e divisione alla cellula tumorale. L’analisi tramite citometria a flusso e immunofluorescenza ha mostrato che la somministrazione del composto vegetale diminuisce nettamente la presenza di EGFR sulla membrana delle cellule A549. Contemporaneamente si assiste a una marcata riduzione di Ki67, un marcatore nucleare presente esclusivamente nelle cellule in fase di attiva proliferazione.
Abbattimento di PD-L1 e sblocco dell’immunità
Per sopravvivere, il tumore adotta vere e proprie strategie di occultamento. Una delle più efficaci consiste nell’esporre sulla propria superficie la proteina PD-L1. Quando i linfociti $T$ del sistema immunitario si avvicinano per distruggere la cellula malata, PD-L1 si lega ai recettori dei linfociti e invia un segnale di stop, disattivandoli. Lo studio ha dimostrato che la quercetina riduce in modo significativo l’espressione di PD-L1, rendendo le cellule tumorali di nuovo visibili e attaccabili dalle difese immunitarie dell’organismo.
Controllo dei radicali liberi
La molecola agisce anche come potente antiossidante. Attraverso il test con la sonda fluorescente Cell-ROX, è stato osservato che il trattamento riduce i livelli di specie reattive dell’ossigeno (ROS) o radicali liberi all’interno delle cellule tumorali. Poiché lo stress ossidativo favorisce la stabilità e la progressione delle lesioni tumorali, il ripristino dell’equilibrio redox contribuisce a creare un ambiente ostile al tumore.
L’asse intestino-polmone e la riprogrammazione immunitaria nei modelli animali
I risultati ottenuti sulle cellule in provetta sono stati confermati da esperimenti condotti su modelli animali in vivo ed ex vivo.
Trattamento in vivo e riduzione dei noduli tumorali
Nei topi con metastasi polmonari indotte sperimentalmente, la somministrazione orale di quercetina al dosaggio di 50 mg/kg a giorni alterni (pari a un apporto medio quotidiano di 25 mg/kg/die) ha portato a una forte contrazione del carico tumorale. Nei polmoni dei topi di controllo non trattati sono stati riscontrati in media 6 focolai tumorali per sezione istologica, mentre nei topi trattati con la sostanza vegetale il numero di focolai si è ridotto a 1 solo focolaio per sezione. Il trattamento è risultato privo di tossicità sistemica, poiché i topi hanno mantenuto un peso corporeo costante per tutta la durata della sperimentazione.
Il ruolo del microbiota intestinale
L’assunzione per via orale della molecola ha mostrato un impatto benefico sulla microflora intestinale. L’analisi del DNA batterico fecale (tramite il sequenziamento del gene 16S rRNA) ha evidenziato un incremento dei batteri produttori di acidi grassi a catena corta (SCFA), tra cui i generi Butyribacter, Alistipes, Lachnospiraceae e Odoribacter. Gli SCFA, come il sodio butirrato, viaggiano attraverso il circolo sanguigno fino ai polmoni (asse intestino-polmone), dove contribuiscono ad arrestare la crescita tumorale e a regolare l’attività delle cellule immunitarie.
Riprogrammazione dei linfociti T e sezioni di tessuto ex vivo
L’analisi del profilo genico (trascrittoma) dei linfociti T CD8+ estratti dalla milza dei topi trattati ha rivelato una riprogrammazione in senso anti-tumorale. È stata osservata l’attivazione del gene oncosoppressore Ltf (lattoferrina) e la contemporanea inibizione di numerosi oncogeni coinvolti nella proliferazione e nelle metastasi, come POU6F1, Celsr1, ST3GAL6, Sik2, Adnp e Jun.
Infine, l’impiego di fette polmonari di precisione (PCLS – Precision-Cut Lung Slices) mantenute in coltura ex vivo ha dimostrato che la sostanza stimola la secrezione di interferone alfa-2 (IFN-$\alpha$2), una citochina chiave per l’attivazione delle cellule Natural Killer (NK) e per il contrasto della progressione tumorale.
Tabelle riassuntive dei dati sperimentali
Di seguito sono riportati i dati sintetici che riassumono l’impatto della quercetina sui diversi parametri biologici analizzati nello studio.
Effetti sui marcatori molecolari e cellulari in vitro (linea A549)
| Parametro Analizzato | Ruolo Biologico del Marcatore | Variazione con Quercetina | Conseguenza per la Cellula Tumorale |
| p53 |
Proteina oncosoppressore (“guardiano del genoma”) |
Aumento significativo |
Ripristino dei controlli di qualità cellulari |
| p21 (CDKN1A) |
Inibitore del ciclo cellulare |
Forte aumento |
Blocco della fase $G_1/S$ e arresto della divisione |
| RB1 |
Proteina del retinoblastoma |
Aumento significativo |
Inibizione della transizione cellulare |
| EGFR |
Recettore di superficie per la crescita |
Riduzione marcata |
Spegnimento dei segnali di proliferazione |
| PD-L1 |
Scudo molecolare contro il sistema immunitario |
Forte riduzione |
Maggiore visibilità e attacco dai linfociti $T$ |
| Ki67 |
Marcatore nucleare di replicazione |
Riduzione significativa |
Crollo dell’indice di crescita |
| ROS (Cell-ROX) |
Specie reattive dell’ossigeno |
Riduzione del segnale |
Abbattimento dello stress ossidativo |
Risultati del modello in vivo e test ex vivo
| Modello Sperimentale | Trattamento / Condizione | Risultato Osservato | Valore Biologico |
| Topi BALB/c in vivo | Controllo (olio di oliva) |
6 focolai tumorali per sezione |
Sviluppo non ostacolato delle metastasi polmonari |
| Topi BALB/c in vivo | Quercetina ($50\text{ mg/kg}$) |
1 solo focolaio per sezione |
Riduzione dell’insorgenza del tumore |
| Microbiota Intestinale | Quercetina per via orale |
Aumento generi Butyribacter, Alistipes, Odoribacter |
Maggiore produzione di acidi grassi protettivi (SCFA) |
| Tessuto Polmonare Ex Vivo (PCLS) | Quercetina ($50\ \mu\text{M}$) |
Incremento di IFN-$\alpha$2 nel supernatante |
Stimolazione dell’immunità anti-tumorale locale |
Approfondimenti tecnici e metodologici avanzati
Per garantire una trattazione tecnica completa dal lavoro scientifico originale, vengono riportati nel dettaglio le formule, i protocolli e i parametri molecolari impiegati dal gruppo di ricerca.
Formula per la quantificazione della fluorescenza cellulare corretta
La determinazione quantitativa dei livelli di espressione delle proteine EGFR, PD-L1 e dello stress ossidativo intracellulare (ROS) tramite immagini di immunofluorescenza è stata effettuata calcolando la CTCF (Corrected Total Cell Fluorescence) mediante il software ImageJ. La formula matematica applicata è la seguente:
Le misurazioni sono state condotte selezionando 5 singole cellule per ciascun campo casuale analizzato a un ingrandimento $20\times$ o $40\times$.
Calcolo della migrazione cellulare nel saggio Transwell
Per quantificare la capacità migratoria delle cellule A549, le cellule passate attraverso i pori di $8\ \mu\text{m}$ della membrana Transwell sono state fissate con paraformaldeide al 4%, permeabilizzate con metanolo al 100% e colorate con soluzione Giemsa al 10%. Il numero medio di cellule migrate per campo è stato calcolato come segue:
Schema dei flussi sperimentali e dei protocolli di laboratorio
Le sequenze operative adottate nei diversi modelli di laboratorio sono strutturate come segue:
Sequenza operativa per l’analisi di espressione genica e Western Blot su colture cellulari
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Semina delle cellule tumorali A549 o H520 alla densità di $4 \times 10^5$ cellule per pozzo in piastre a 6 pozzi e incubazione per 24 ore a $37^\circ\text{C}$ con il 5% di $\text{CO}_2$.
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Sostituzione del terreno e trattamento con quercetina alle concentrazioni di $0\ \mu\text{M}$ (controllo DMSO), $10\ \mu\text{M}$, $50\ \mu\text{M}$ e $100\ \mu\text{M}$ per 48 ore.
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Conteggio cellulare mediante camera di Neubauer ed esclusione con blu di trypan per distinguere cellule vive e morte.
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Estrazione dell’RNA mediante metodo fenolo-cloroformio e successiva analisi RT-qPCR per i geni CDKN1A, CDK1, RB1, BAX, HO1 e NQO1.
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Lisi cellulare con tampone M-PER RIPA, quantificazione proteica mediante dosaggio Bradford ed esecuzione di Western Blot per determinare l’espressione delle proteine p53, p21 e GAPDH.
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Normalizzazione dell’intensità della banda della proteina bersaglio rispetto al controllo di carico GAPDH mediante l’equazione:
Sequenza per la preparazione delle sezioni polmonari di precisione (PCLS)
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Iniezione per via endovenosa (vena caudale) di $5 \times 10^5$ cellule tumorali LL/2-luc-M38 in topi C57BL/6JRj e sviluppo del tumore per 10 giorni.
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Eutanasia etica dell’animale ed esposizione chirurgica della trachea mediante incisione verticale.
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Infusione lenta di $1\text{ ml}$ di agarosio a basso punto di fusione al 2% all’interno dei polmoni attraverso una cannula tracheale.
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Raffreddamento immediato del torace mediante posizionamento di un guanto riempito di ghiaccio per 10-15 minuti per consentire la solidificazione dell’agarosio.
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Estrazione dei lobi polmonari, taglio di precisione del tessuto tramite microtomo/slicer e raccolta delle fette polmonari (PCLS) in tampone PBS freddo.
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Lavaggio delle fette per 4 volte con terreno PCLS a $37^\circ\text{C}$ e incubazione ex vivo con quercetina 50 $\mu$M per 48 ore prima delle analisi istologiche, geniche ed ELISA multiplex.
Prospettive future della ricerca
Sebbene i risultati ottenuti siano estremamente promettenti, i ricercatori sottolineano alcuni limiti dello studio. La quercetina presenta infatti una bassa biodisponibilità orale e una rapida metabolizzazione nell’organismo umano, aspetti che richiedono la messa a punto di formulazioni avanzate, come nanoparticelle o liposomi, in grado di veicolare il principio attivo direttamente nel tessuto polmonare. Inoltre, gli esperimenti in vivo dovranno essere estesi a modelli ortotopici per replicare in modo ancora più fedele il microambiente tumorale primario.
Tuttavia, l’insieme dei dati raccolti dimostra che questo flavo-composto naturale rappresenta un candidato di primo piano per lo sviluppo di terapie integrative contro il tumore al polmone, capaci di affiancare le tradizionali strategie chemioterapiche e immunoterapiche per migliorarne l’efficacia globale.
Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.
Abstract
L’assunzione a lungo termine di quercetina, un flavonoide vegetale presente in natura e abbondante negli agrumi, nel grano saraceno e nelle cipolle, è stata associata a una riduzione del rischio di malattie croniche, incluso il cancro. In questo studio, abbiamo valutato il potenziale terapeutico e le proprietà antitumorali della quercetina nel carcinoma polmonare utilizzando modelli in vitro, in vivo ed ex vivo. La quercetina ha indotto l’arresto del ciclo cellulare delle cellule tumorali attraverso l’asse p53-p21 e ha soppresso la migrazione delle cellule tumorali in entrambe le linee cellulari di carcinoma polmonare umano A549 e H520. Inoltre, ha ridotto lo stress ossidativo e ha downregolato l’espressione proteica di marcatori oncogenici come EGFR e PD-L1 sulla superficie delle cellule A549 in modo dose-dipendente. La quercetina ha attenuato significativamente la proliferazione e la migrazione delle cellule tumorali. In un modello in vivo, la quercetina ha ridotto il carico tumorale senza influenzare il peso corporeo. Nel modello ex vivo, il trattamento con quercetina ha indotto la produzione di interferone alfa-2 (IFN-α2), una citochina antitumorale ben nota. Questi risultati dimostrano che la quercetina esercita potenti effetti antitumorali e antinfiammatori nel cancro del polmone regolando il ciclo cellulare, lo stress ossidativo e le vie immunitarie.
“Immunoregulatory role of quercetin in lung cancer” by Christine Carvalho, Elvedina Nendel, Susanne Mittler, Sonja Trump, Adriana Geiger, Jonas Willar, Mircea T. Chiriac, Stefan Wirtz, Carol I. Geppert and Susetta Finotto, 14 September 2026, Cell Death Discovery.
DOI: 10.1038/s41420-026-03312-7
