l'upadacitinib è utile nel trattamento dell'alopecia areata, una condizione che causa la perdita di capelli, con conseguente comparsa di piccole chiazze calve rotonde sul cuoio capelluto e in altre parti del corpo.
l’upadacitinib è utile nel trattamento dell’alopecia areata, una condizione che causa la perdita di capelli, con conseguente comparsa di piccole chiazze calve rotonde sul cuoio capelluto e in altre parti del corpo. Immagine Crediti: AI/TheSolver.It

L’alopecia areata (AA) è una malattia autoimmune complessa che colpisce oltre 160 milioni di persone nel mondo. La patologia spinge il sistema immunitario ad attaccare erroneamente i follicoli piliferi sani, causando la comparsa di chiazze calve rotonde sul cuoio capelluto e in altre parti del corpo. Per anni le opzioni terapeutiche sono rimaste estremamente limitate e poco efficaci, specialmente nei casi più severi e nella fascia d’età adolescenziale. Oggi, tuttavia, una nuova prospettiva terapeutica arriva dall’upadacitinib, un farmaco già ampiamente impiegato contro l’artrite reumatoide. I risultati di due imponenti studi internazionali di Fase III, pubblicati sulla rivista JAMA Dermatology, hanno dimostrato come questa molecola sia in grado di stimolare una ricrescita profonda e duratura dei capelli.

Come funziona l’upadacitinib: il blocco delle proteine JAK

L’upadacitinib appartiene alla classe degli inibitori delle Janus chinasi (JAK). Nella risposta autoimmune alla base dell’alopecia areata, gli enzimi JAK svolgono il ruolo di interruttori molecolari che trasmettono i segnali dell’infiammazione. Bloccando in modo mirato queste specifiche proteine, l’upadacitinib “spegne” la reazione del sistema immunitario contro i follicoli, permettendo ai capelli di riprendere il loro normale ciclo di crescita.

I ricercatori hanno testato l’efficacia del farmaco su 1.399 partecipanti (tra adolescenti dai 12 ai 17 anni e adulti fino a 64 anni) nell’ambito delle sperimentazioni cliniche denominate UP-AA1 e UP-AA2, condotte in oltre 200 centri clinici in tutto il mondo. Tutti i soggetti arruolati presentavano una forma grave di alopecia, definita da un punteggio SALT (Severity of Alopecia Tool) pari o superiore a 50, indicativo di una perdita di almeno il 50% dei capelli.

Grafico a linee dell'endpoint primario: raggiungimento di un punteggio SALT pari o inferiore a 20 alla settimana 24. Fonte: JAMA Dermatology (2026). DOI: 10.1001/jamadermatol.2026.2853
Grafico a linee dell’endpoint primario: raggiungimento di un punteggio SALT pari o inferiore a 20 alla settimana 24. Fonte: JAMA Dermatology (2026). DOI: 10.1001/jamadermatol.2026.2853

I risultati degli studi di Fase III: ricrescita rapida e visibile

I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi di trattamento: assunzione giornaliera di 15 mg di upadacitinib, assunzione di 30 mg di upadacitinib o placebo. I dati emersi al termine delle 24 settimane di monitoraggio hanno evidenziato un’efficacia straordinaria:

  • Copertura del cuoio capelluto (almeno l’80%): Raggiunta da quasi il 50% dei pazienti con la dose da 15 mg e da oltre il 54% con la dose da 30 mg, a fronte di appena il 2% riscontrato nel gruppo placebo.

  • Ricrescita profonda (pari o superiore al 90%): Ottenuta da oltre il 35% dei partecipanti nel gruppo a basso dosaggio e da circa il 46% in quello ad alto dosaggio (rispetto al 1% del placebo).

  • Ricrescita completa (100%): Riscontrata nel 13% (dose 15 mg) e nel 23% (dose 30 mg) dei soggetti.

  • Ciglia e sopracciglia: Più della metà dei pazienti trattati con la dose da 30 mg ha ottenuto miglioramenti significativi anche in queste aree.

I primi segnali visibili di ricrescita si sono manifestati già dopo 8 settimane dall’inizio della terapia. Gli effetti collaterali riscontrati più di frequente sono stati di entità lieve o moderata — come acne, raffreddore, irritazione della gola e infezioni respiratorie superiori —, mentre le reazioni avverse gravi si sono rivelate rare.

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Considerazioni personali: l’impatto psicologico e la necessità di un cambio di paradigma

Analizzando questi dati clinici, è fondamentale sottolineare come la portata di questa scoperta vada ben oltre il puro dato biologico. Troppo spesso l’alopecia areata viene liquidata dalla società e da parte della medicina generale come un mero disturbo estetico. In realtà, la perdita improvvisa e incontrollabile dei capelli intacca uno dei pilastri principali dell’identità corporea e delle relazioni interpersonali. La sensazione di vergogna, il calo dell’autostima e il costante disagio emotivo sfociano frequentemente in stati d’ansia e depressione, compromettendo in modo drastico la qualità della vita di chi ne soffre.

La vera rivoluzione dell’upadacitinib risiede nella sua capacità di offrire una risposta concreta a due categorie storicamente penalizzate: i pazienti affetti dalle forme più severe di malattia e gli adolescenti. L’adolescenza rappresenta una fase di estrema vulnerabilità evolutiva, durante la quale il giudizio dei pari e l’accettazione del proprio corpo giocano un ruolo cruciale nello sviluppo psicosociale. Disporre finalmente di un’opzione terapeutica efficace approvata per i ragazzi dai 12 anni in su significa prevenire cicatrici psicologiche che altrimenti rischierebbero di protrarsi per l’intera vita adulta.

Naturalmente, è necessario mantenere uno sguardo critico e pragmatico. Come per tutti i trattamenti sistemici immunomodulatori, l’impiego degli inibitori JAK richiede un attento monitoraggio medico continuo per bilanciare i benefici clinici con i potenziali rischi a lungo termine. Inoltre, trattandosi di terapie avanzate, la vera sfida dei prossimi anni sarà garantirne l’accessibilità sostenibile attraverso i sistemi sanitari nazionali, affinché queste innovazioni scientifiche non rimangano un privilegio per pochi, ma diventino un’opportunità di rinascita quotidiana per i milioni di persone che convivono con l’alopecia areata.

Punti chiave

Domanda:   Quali sono l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di upadacitinib, un inibitore orale selettivo della Janus chinasi, negli adulti e negli adolescenti affetti da alopecia areata (AA) grave?

Risultati   In 2 studi clinici randomizzati di fase 3, che includevano 1281 adulti e 118 adolescenti con alopecia areata grave trattati con upadacitinib 15 o 30 mg una volta al giorno, è stato raggiunto l’endpoint primario di almeno l’80% di copertura dei capelli del cuoio capelluto alla settimana 24 (definita come punteggio ≤20 secondo lo strumento Severity of Alopecia Tool). Inoltre, sono stati raggiunti gli endpoint secondari controllati per molteplicità, tra cui la ricrescita completa dei capelli del cuoio capelluto, il miglioramento dei peli di sopracciglia e ciglia e le misure di qualità della vita correlate alla salute alla settimana 24; non sono stati identificati nuovi eventi avversi.

Significato:   Questi risultati dimostrano il potenziale di upadacitinib come opzione terapeutica per adulti e adolescenti affetti da alopecia areata grave.

Abstract

Importanza   L’alopecia areata (AA) è una malattia cronica, sistemica e immuno-mediata caratterizzata da perdita di capelli non cicatriziale. Molti pazienti non traggono beneficio dalle opzioni terapeutiche disponibili e solo il ritlecitinib è approvato per i pazienti adolescenti; pertanto, persiste una chiara esigenza di terapie sistemiche aggiuntive e più efficaci.

Obiettivo   Valutare l’efficacia e la sicurezza di upadacitinib, un inibitore orale selettivo della Janus chinasi, in pazienti adulti e adolescenti affetti da alopecia areata grave.

Disegno dello studio, contesto e partecipanti   Questo programma clinico globale ha incluso 2 studi clinici randomizzati di fase 3 paralleli (UP-AA1 e UP-AA2) condotti da ottobre 2023 a luglio 2025, per valutare upadacitinib in pazienti adolescenti e adulti (di età compresa tra 12 e <64 anni) con alopecia areata grave, definita come un punteggio SALT (Severity of Alopecia Tool) pari o superiore a 50. Entrambi gli studi includevano un periodo di trattamento in doppio cieco controllato con placebo di 24 settimane (periodo A) e un periodo di estensione in cieco di 28 settimane (periodo B). I dati sono stati analizzati da luglio 2025 a ottobre 2025.

Interventi   I pazienti idonei sono stati randomizzati in rapporto 2:2:1 a ricevere upadacitinib da 15 o 30 mg una volta al giorno oppure un placebo corrispondente.

Risultati e misure principali   Raggiungimento di un punteggio SALT (controllato per confronti multipli) pari o inferiore a 20 alla settimana 24. Gli endpoint secondari di efficacia controllati per confronti multipli includevano il raggiungimento di miglioramenti negli esiti riportati dal medico per sopracciglia e ciglia; il raggiungimento di punteggi SALT pari o inferiori a 20 alle settimane 4, 8 e 12; il raggiungimento di un punteggio SALT pari o inferiore a 10; un punteggio SALT pari a 0 alla settimana 24; un’impressione globale del paziente sul cambiamento del punteggio AA di “molto meglio” o “moderatamente meglio” alle settimane 4 e 24; e altre misure di qualità della vita correlate alla salute specifiche per l’AA alla settimana 24.

Risultati   Un totale di 1399 pazienti sono stati randomizzati (età media [intervallo], 36 [12-64] anni; 826 donne [59,0%]), 676 pazienti provenienti dallo studio UP-AA1 e 723 pazienti provenienti dallo studio UP-AA2, a ricevere upadacitinib 15 mg (rispettivamente 270 e 289 pazienti), upadacitinib 30 mg (271 e 289) o placebo (135 e 145). Il loro punteggio SALT medio (DS) era di 83,9 (18,9) al basale. La percentuale di pazienti che hanno raggiunto un punteggio SALT pari o inferiore a 20 alla settimana 24 è risultata significativamente più alta per i gruppi trattati con upadacitinib 15 mg (122 [45,2%] e 129 [44,6%]) e upadacitinib 30 mg (149 [55,0%] e 157 [54,3%]), rispettivamente, rispetto al gruppo placebo (2 [1,5%] e 5 [3,4%]). Il profilo di sicurezza di entrambe le dosi è risultato simile negli adulti e negli adolescenti e coerente con le indicazioni approvate; non sono stati identificati nuovi dati di sicurezza. Gli eventi avversi emergenti dal trattamento riportati da più del 5% dei pazienti in qualsiasi gruppo di trattamento sono stati infezione delle vie respiratorie superiori, acne, aumento della creatinchinasi nel sangue e nasofaringite. In entrambi gli studi, eventi avversi gravi insorti durante il trattamento si sono verificati in 9 (1,6%), 13 (2,3%) e 1 (0,4%) dei pazienti trattati rispettivamente con upadacitinib 15 mg, upadacitinib 30 mg o placebo.

Conclusioni e rilevanza   In questi 2 studi clinici randomizzati di fase 3 paralleli e replicati, upadacitinib ha dimostrato un profilo rischio-beneficio positivo in adulti e adolescenti con alopecia areata grave. Upadacitinib potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica potenzialmente efficace per questa popolazione di pazienti.

Registrazione dello studio clinico   su ClinicalTrials.gov: identificativo NCT06012240

Approfondimenti

Arash Mostaghimi et al, Upadacitinib for Severe Alopecia Areata in Adults and Adolescents, JAMA Dermatology (2026). DOI: 10.1001/jamadermatol.2026.2853

 

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