Le eclissi solari totali hanno occasionalmente lasciato la loro impronta nella storia umana per millenni, fungendo da punti di riferimento per la velocità di rotazione terrestre e le variazioni del ciclo solare nel passato. Le prime testimonianze databili con menzione esplicita risalgono al 709 a.C. (d’ora in poi -708) in antichi documenti cinesi, sebbene il luogo e la data dell’osservazione siano stati documentati in modo diverso in studi precedenti. Questo studio riesamina le fonti e conferma le menzioni esplicite della totalità dell’eclissi e una successiva aggiunta riguardante la struttura giallastra che è stata tradizionalmente associata alla corona K “sopra e sotto” il Sole eclissato. Le prove archeologiche ci consentono di rivedere le coordinate di Qūfù, il sito di osservazione, in N35°36′, E116°59′, in contrasto con gli studi precedenti. Questa posizione contraddice la recente Δ T curva spline , rivedendo il vincolo Δ T in −708 a 20.264 s ≤ Δ T ≤ 21.204 s e modificando altri vincoli Δ T dell’VIII e VI secolo a.C. L’aggiunta successiva riguardante la possibile struttura coronale richiede un’avvertenza filologica sulla provenienza della sorgente, sebbene sia in buon accordo con la recente ricostruzione del ciclo solare. Durante l’eclissi solare totale, il disco solare era inclinato di ≈58° rispetto allo zenit locale di Qūfù, collocando le possibili fasce di getti coronali alla latitudine eliografica ≈+32° ± 45° e −32° ± 45°. Il nostro risultato concorda ampiamente con l’inclinazione e l’ampiezza della fascia di streamer ricostruita a partire dalla recente stima del flusso solare aperto basata sui dati del radiocarbonio nel primo millennio a.C. e offre un possibile supporto indipendente per la recente ricostruzione del ciclo solare alla fine dell’VIII secolo a.C.