La scapola sinistra di Shanidar A, fotografata presso il Leverhulme Centre for Human Evolutionary Studies dell'Università di Cambridge. Credito: Università di Cambridge
Un uomo di Neanderthal vissuto 75.000 anni fa potrebbe essere stato ucciso da una lancia di legno mirata deliberatamente al cuore, rivelando una rara testimonianza di violenza preistorica. Un foro circolare nella scapola suggerisce che l’arma abbia trafitto il torace causando una ferita rapidamente fatale. Sorprendentemente, lo stesso individuo era sopravvissuto a una precedente e devastante ferita al volto, il che suggerisce che altri Neanderthal gli abbiano fornito cure e supporto.  La scapola sinistra di Shanidar A, fotografata presso il Leverhulme Centre for Human Evolutionary Studies dell’Università di Cambridge. Credito: Università di Cambridge

Una straordinaria scoperta archeologica ha riacceso il dibattito scientifico sulla vita e sulla morte dei nostri cugini evolutivi. All’interno della famosa grotta di Shanidar, situata nel Kurdistan iracheno, i ricercatori hanno riportato alla luce i resti di un individuo adulto vissuto circa $75.000$ anni fa, denominato Shanidar A. Questo reperto offre una prospettiva unica e complessa sulla società neandertaliana, evidenziando una duplice natura fatta sia di violenza letale che di profonda compassione.

Analisi dettagliata della ferita mortale alla scapola

Il reperto più scioccante emerso dagli scavi è una scapola sinistra quasi perfettamente conservata, nonostante la sua estrema delicatezza e i quasi otto metri di roccia e sedimenti che la seppellivano. Al centro dell’osso si osserva un foro circolare preciso di circa $15$ millimetri di diametro, circondato da fratture radiali.

  • Trauma perimortem: Le analisi microscopiche e le ricostruzioni tridimensionali tramite tomografia computerizzata ($\mu\text{CT}$) confermano che la lesione è avvenuta al momento della morte o immediatamente prima, poiché non vi è alcun segno di rimodellamento osseo o guarigione.

  • Traiettoria dell’arma: La presenza di smussatura sul lato posteriore della scapola indica chiaramente una traiettoria dal davanti verso il dietro (ventro-dorsale). L’arma è penetrata nella parte anteriore del torace sinistro, perforando un polmone e probabilmente grandi vasi sanguigni, prima di colpire la scapola da dietro.

  • Compatibilità con una lancia di legno: La forma perfettamente circolare dell’apertura esclude armi con punte di selce o pietra, che lascerebbero segni angolari o allungati. Gli studiosi ritengono che la ferita sia stata provocata da una lancia di legno appuntita, simile alle celebri armi rinvenute in siti europei come Schöningen e Clacton-on-Sea.

  • Attacco deliberato: La forza necessaria e la posizione della ferita presentano i tratti distintivi di un colpo mortale mirato intenzionalmente al cuore. Sebbene non si possa escludere del tutto un incidente di caccia a distanza ravvicinata contro animali di grossa taglia come i mammut, gli esperti considerano l’ipotesi di un attacco interpersonale estremamente plausibile.

Una storia di sopravvivenza e compassione attraverso i denti

Nonostante la tragica fine, la vita di Shanidar A era stata segnata anche da eventi drammatici precedenti, superati grazie al supporto della comunità. Gli archeologi hanno recuperato sette denti sciolti, tra cui un incisivo inferiore sinistro ($\text{SH } 0230$) spaccato verticalmente a metà.

  • Accumulo di tartaro: La metà superstite del dente presentava un massiccio strato di calcolo dentale (tartaro) lungo tutta la superficie della radice esposta. Questo dimostra che il trauma facciale era avvenuto almeno un anno prima della morte, poiché il dente lesionato è rimasto in bocca continuando a subire usura.

  • Difficoltà quotidiane: Un danno così esteso al volto e ai denti anteriori avrebbe reso estremamente doloroso e difficile sia comunicare che nutrirsi.

  • Prove di cure di gruppo: La sopravvivenza a lungo termine di Shanidar A a un trauma facciale così grave prova in modo inequivocabile che il gruppo di appartenenza si è preso cura di lui, probabilmente ammollando e preparando cibi vegetali per facilitarne l’assunzione.

Contesto funerario e comportamento simbolico nella grotta

Shanidar A non rappresenta un caso isolato all’interno della grotta. I resti fanno parte di un gruppo ristretto noto come il cluster Shanidar $4/Z$, che comprende almeno cinque individui (quattro adulti e un neonato) depositati nello stesso spazio ristretto ($\text{circa } 1.5 \times 1 \times 1$ metri) in momenti differenti.

  • Posizionamento dei corpi: I corpi sono stati deposti con una cura geometrica e una simile orientamento (con la testa a est e distesi sulla schiena).

  • Comportamento funerario intenzionale: Il fatto che i corpi siano stati sepolti nello stesso punto circoscritto, a volte prima della completa decomposizione del defunto precedente, suggerisce l’esistenza di una tradizione culturale e simbolica legata al ritorno nello stesso luogo per commemorare e seppellire i propri morti.

Approfondimenti tecnici tratti dalla documentazione scientifica

  • Metodologia di scavo e conservazione in situ: A causa dell’estrema fragilità e della consistenza gessosa o soffice delle ossa, gli archeologi hanno applicato il metodo a contesto singolo (single context method). Per preservare l’integrità strutturale prima del sollevamento, i reperti sono stati consolidati direttamente sul posto utilizzando una soluzione al $20\%$ di Paraloid B72 in acetone, combinata con garze di cotone per stabilizzare i blocchi di sedimento contenenti la scapola e le costole.

  • Analisi tafonomica e modificazioni diagenetiche: Lo studio tafonomico ha escluso l’azione di carnivori o roditori per via dell’assenza totale di segni di morsi o rosicchiamenti. Le alterazioni riscontrate sono principalmente di natura minerale, come la diffusa precipitazione di ossidi di manganese e la formazione locale di carbonato di calcio sotto la scapola e su alcuni denti. La fratturazione delle ossa post-craniche è coerente con la compressione esercitata dal carico sedimentario e dai flussi alluvionali temporanei (flash floods) che hanno parzialmente smistato alcuni elementi minori, lasciando tuttavia inalterata la posizione anatomica principale della scapola e della mano destra.

  • Caratterizzazione geometrica della perforazione: L’analisi tomografica ($\mu\text{CT}$) ha permesso di isolare virtualmente i frammenti ossei originali spinti all’interno dei tessuti molli al momento dell’impatto. La ricollocazione di un frammento chiave, confermata dalla continuità della linea muscolare (linea muscularis) sul lato ventrale della scapola, convalida in modo inequivocabile la dinamica della ferita d’uscita e la traiettoria discendente dell’arma da punta arrotondata.

Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.

Abstract

La grotta di Shanidar è da tempo al centro di dibattiti riguardanti le capacità cognitive e il comportamento dei Neanderthal, comprese le prove di cure e sepolture intenzionali. Grazie all’identificazione di ulteriori individui, tra cui Shanidar A, qui descritto, i nuovi scavi hanno ampliato un gruppo di sepolture individuato per la prima volta nel 1960. Shanidar A, un adulto anziano, fu sepolto circa 75.000 anni fa, si decompose e i suoi resti scheletrici furono successivamente disturbati da un’alluvione improvvisa. I nostri ritrovamenti portano a cinque il numero minimo di individui in questo gruppo senza precedenti, supportando interpretazioni di un comportamento funerario neandertaliano complesso e potenzialmente significativo. Shanidar A presenta anche un grave trauma non fatale al volto e una rara evidenza di trauma penetrante perimortem tra i Neanderthal. Il trauma tra i Neanderthal del Paleolitico medio e superiore e gli esseri umani moderni, e la successiva sopravvivenza, sono comuni. Tuttavia, la lesione al volto era grave e insolita. Ciò suggerisce cure da parte dei membri del gruppo, le cui origini evolutive sono anch’esse oggetto di dibattito. La natura della lesione traumatica penetrante perimortem si aggiunge al piccolo corpus di lesioni simili nella documentazione fossile degli ominidi. La morfologia di questa perforazione della scapola è compatibile con una lesione causata da una lancia di legno, fornendo una prova preziosa (seppur indiretta) dell’uso di strumenti in legno nel Paleolitico medio, spesso difficile da dimostrare data la rara conservazione dei materiali organici.

Dettagli della Pubblicazione

  1. Emma Pomeroy, Christopher O. Hunt, Lucía López-Polín, Nohemi Sala, Ana Pantoja Pérez, James Holman, Jessica Twyman, Paul Bennett, Tim Reynolds, Ross Lane, Duncan Pirrie, Graeme Barker. Evidence for funerary behaviour and lethal trauma in a new Neanderthal individual from Shanidar Cave. Scientific Reports, 2026; 16 (1) DOI: 10.1038/s41598-026-69193-z

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