
La salute del nostro sistema circolatorio parte da dettagli piccolissimi, invisibili a occhio nudo, ma capaci di determinare il benessere di tutto l’organismo. Spesso ci concentriamo sul peso corporeo o sul conteggio delle calorie, trascurando il ruolo cruciale che la qualità e la varietà degli alimenti giocano nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e del diabete. Una recente ricerca scientifica condotta presso l’Illinois Institute of Technology di Chicago ha messo sotto la lente d’ingrandimento due frutti straordinari, l’avocado e il mango, per verificare se la loro introduzione giornaliera nella dieta possa proteggere i vasi sanguigni in soggetti a rischio.
I risultati dello studio dimostrano che inserire un avocado intero e una tazza di mango fresco ogni giorno non solo incrementa significativamente l’apporto di nutrienti essenziali, ma migliora in modo visibile la funzionalità delle arterie e previene l’innalzamento della pressione arteriosa.
Il nemico silenzioso chiamato prediabete
Per comprendere la portata di questa scoperta, occorre chiarire cosa sia il prediabete. Si tratta di una condizione metabolica intermedia in cui i livelli di zucchero nel sangue (glicemia a digiuno) risultano più alti del normale, compresi tra $100\text{ mg/dL}$ e $125\text{ mg/dL}$, ma non ancora così elevati da configurare una diagnosi di diabete di tipo 2 vero e proprio.
Il prediabete è una condizione estremamente diffusa e insidiosa. Moltissime persone convivono con questo stato senza avvertire alcun sintomo visibile. Tuttavia, a livello profondo, l’eccesso di glucosio e la conseguente iperinsulinemia (un’iperproduzione di insulina da parte del pancreas per tentare di riportare gli zuccheri nella norma) iniziano a danneggiare i vasi sanguigni. Questo danno precoce colpisce l’endotelio, ovvero il rivestimento interno delle nostre arterie, ponendo le basi per future complicanze cardiovascolari, infarti e ictus.
Il ruolo fondamentale dell’endotelio e la dilatazione flusso-mediata
L’endotelio non è un semplice tubo rigido entro cui scorre il sangue, ma un vero e proprio organo dinamico ed endocrino. Le cellule endoteliali producono sostanze chimiche fondamentali, tra cui l’ossido nitrico, che segnalano alla muscolatura dei vasi di rilassarsi e dilatarsi quando il flusso sanguigno aumenta.
Quando l’endotelio perde questa capacità di risposta, si parla di disfunzione endoteliale. Per misurare lo stato di salute delle arterie, i ricercatori utilizzano una tecnica non invasiva ad alta precisione chiamata dilatazione flusso-mediata ($FMD$, Flow-Mediated Dilation).
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Si applica un bracciale per la pressione sull’avambraccio e lo si gonfia a valori elevati per 5 minuti, bloccando temporaneamente il flusso sanguigno.
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Al momento dello sgonfiaggio rapido del bracciale, il sangue torna a scorrere violentemente nel vaso.
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Un endotelio sano e reattivo risponde a questo stress rilasciando ossido nitrico e facendo allargare l’arteria brachiale.
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Tramite un ecografo ad ultrasuoni, i medici misurano la percentuale di variazione del diametro dell’arteria rispetto al valore iniziale di riposo.
Una risposta $FMD$ elevata indica arterie elastiche, giovani e protette; al contrario, un valore basso o in calo segnala una rigidità vascolare pericolosa per il cuore.
La sperimentazione clinica e il confronto tra due diete
Lo studio ha arruolato 82 adulti con prediabete, di età compresa tra 25 e 70 anni, suddivisi casualmente in due gruppi distinti per un periodo di 8 settimane:
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Gruppo avocado-mango: i partecipanti hanno seguito un piano alimentare guidato integrando ogni giorno 1 avocado fresco di varietà Hass e 1 tazza di mango a cubetti.
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Gruppo di controllo: i partecipanti hanno seguito una dieta isocalorica (con lo stesso apporto calorico e macronutrizionale), ma hanno sostituito avocado e mango con alimenti alternativi a basso contenuto di grassi e fibre, basati prevalentemente su carboidrati raffinati tipici della dieta occidentale.
I pasti forniti coprivano la colazione, uno snack e il pranzo o la cena, garantendo $1500\text{ kcal/giorno}$ per le donne e $1750\text{ kcal/giorno}$ per gli uomini, lasciando una minima flessibilità per i restanti alimenti quotidiani.
I risultati vascolari e il miglioramento della funzione endoteliale
Al termine delle 8 settimane, la differenza tra i due gruppi di intervento è apparsa netta e statisticamente significativa.
Nei soggetti che hanno consumato avocado e mango, la dilatazione flusso-mediata ($FMD$) è aumentata di circa l’1% in termini assoluti (passando da un valore medio del $5,93\%$ a $6,7\text{\%}$). Nel gruppo di controllo, al contrario, la funzione endoteliale è peggiorata, registrando un calo di circa l’$1,2\%$ (passando da $5,63\%$ a $4,6\text{\%}$). Il confronto diretto tra i due interventi ha mostrato un effetto netto di differenza pari a $-2,11\text{\%}$ ($P = 0,008$) a favore del gruppo frutta.
La letteratura medica stima che ogni incremento dell’1% nella $FMD$ corrisponda a una riduzione del 8% del rischio globale di eventi cardiovascolari futuri. Questo dato evidenzia come un semplice cambio nutrizionale possa offrire una protezione reale e quantificabile.
L’effetto sulla pressione arteriosa e le differenze di genere
Un altro riscontro chiave dello studio riguarda la pressione arteriosa diascopica (la cosiddetta pressione minima), valutata sia a livello periferico (sul braccio) che centralmente (all’uscita del cuore, nell’aorta) tramite la tecnologia SphygmoCor.
Mentre la pressione sistolica (la massima) non ha mostrato variazioni rilevanti tra i due gruppi, la pressione diastolica ha evidenziato un comportamento nettamente diverso nei due bracci dello studio, in particolare tra gli uomini:
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Negli uomini del gruppo di controllo, la pressione diastolica è aumentata di circa $5\text{ mmHg}$.
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Negli uomini del gruppo avocado-mango, la pressione diastolica è leggermente diminuita di $1,9\text{ mmHg}$.
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La differenza netta tra i due gruppi negli uomini è stata di ben $7\text{ mmHg}$ ($P = 0,002$).
Un aumento di $5\text{–}6\text{ mmHg}$ della pressione diastolica sul lungo periodo è clinicamente importante, in quanto associato a un incremento del rischio di stroke (ictus) e a un aumento del $15\%$ del rischio di coronaropatie. L’aggiunta di avocado e mango ha impedito il deterioramento della pressione minima causato da una dieta occidentale ricca di carboidrati raffinati.
La nutrizione synergica di avocado e mango
Perché proprio l’avocado e il mango producono questi benefici? La risposta risiede nella loro composizione chimica complementare.
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L’avocado è ricchissimo di acidi grassi monoinsaturi (come l’acido oleico, lo stesso dell’olio extravergine d’oliva), fibre alimentari solubili e insolubili (circa $6,8\text{ g}$ per $100\text{ g}$) e composti bioattivi unici come l’avocatina B.
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Il mango fornisce un apporto concentrato di vitamina C, potassio, beta-carotene e polifenoli complessi specifici come mangiferina e gallotannini.
Durante lo studio, l’assunzione totale di frutta nel gruppo di intervento è salita da $0,9$ tazze a $3,0$ tazze al giorno. Questo cambio di abitudini ha portato a:
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Un raddoppio dell’apporto giornaliero di fibra alimentare (salita a $25\text{ g/giorno}$).
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Un raddoppio dell’assunzione di vitamina C ($115\text{ mg/giorno}$).
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Un aumento del $60\%$ dei grassi monoinsaturi sani ($35\text{ g/giorno}$).
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Un incremento del $50\%$ nell’apporto di potassio ($2809\text{ mg/giorno}$).
Sfaldare i falsi miti su frutta, peso e zuccheri
Una delle perplessità più diffuse tra le persone con prediabete riguarda il consumo di frutta, spesso evitata per timore che gli zuccheri naturali (come il fruttosio) possano far salire la glicemia o far ingrassare.
I dati raccolti nello studio smentiscono chiaramente queste preoccupazioni:
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Peso corporeo neutrale: dopo 8 settimane di consumo quotidiano di avocado e mango, i partecipanti non hanno guadagnato peso (con una variazione media insignificante di $-0,07\text{ kg}$), dimostrando che l’aggiunta di frutta fresca in sostituzione di altri cibi non causa accumulo di adipe.
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Stabilità glicemica: i livelli di glucosio e insulina a digiuno sono rimasti stabili e non si sono verificati picchi dannosi.
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Profilo lipidico favorevole: si sono osservate tendenze positive verso la riduzione del colesterolo totale e del colesterolo cattivo $LDL-C$, oltre a una protezione contro l’innalzamento dei trigliceridi ematici riscontrato invece nel gruppo di controllo.
Meccanismi d’azione biologici e protezione renale
I ricercatori ipotizzano che i benefici vascolari siano legati all’azione combinata dei nutrienti bioattivi nel contrastare lo stress ossidativo cellulare. Negli individui con prediabete, lo stress ossidativo degrada l’ossido nitrico prima che possa agire sui vasi sanguigni. Gli antiossidanti del mango e dell’avocado ripristinano l’equilibrio redox, permettendo all’ossido nitrico di svolgere la sua azione protettiva.
Inoltre, la ricerca ha esplorato alcuni marcatori della funzionalità renale, evidenziando una tendenza al miglioramento della velocità di filtrazione glomerulare stimata ($eGFR$, aumentata di $+4,36\text{ mL/min/1,73 m}^2$) e una riduzione della creatinina sierica nel gruppo avocado-mango. Poiché la salute dei reni è strettamente legata a quella del sistema microvascolare, questo risultato suggerisce una protezione sistemica a più livelli.
Guida pratica per integrare avocado e mango nella routine quotidiana
Inserire questi due frutti nella propria alimentazione quotidiana è semplice, flessibile e non richiede doti culinarie particolari. Di seguito vengono riportate alcune sequenze pratiche per la preparazione e la distribuzione dei pasti durante la giornata.
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Pianificazione della spesa settimanale:
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Acquistare avocado con diversi gradi di maturazione per averne sempre uno pronto al consumo giorno per giorno.
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Scegliere manghi freschi, da sbucciare e tagliare a cubetti, oppure optare per confezioni di mango surgelato al naturale senza zuccheri aggiunti.
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Distribuzione nutrizionale giornaliera:
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Colazione: aggiungere mezza tazza di mango a cubetti allo yogurt greco magro o a una porzione di fiocchi d’avena.
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Pranzo: schiacciare mezza avocado su una fetta di pane integrale tostato come base per verdure e proteine magre.
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Spuntino pomeridiano: consumare la seconda mezza tazza di mango fresco come snack dissetante e ricco di vitamina C.
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Cena: completare un’insalata mista di stagione aggiungendo la restante metà dell’avocado a dadini.
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Consigli di conservazione:
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Se l’avocado è già maturo, conservarlo in frigorifero per rallentarne l’ammorbidimento.
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Spruzzare qualche goccia di succo di limone sulla polpa dell’avocado affettato per prevenirne l’ossidazione scura.
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Scheda tecnica dettagliata ed estrazione dati dal documento ufficiale
Questa sezione raccoglie le rilevazioni numeriche ufficiali, i parametri biometrici, le metodologie strumentali e l’analisi statistica estratte integralmente dal testo scientifico JAHA (Preiss et al., 2026).
Caratteristiche demografiche e cliniche dei partecipanti alla baseline
I dati relativi alla popolazione arruolata ($n = 82$) evidenziano uno stato di prediabete ben definito con sovrappeso o obesità moderata, privo di patologie cardiovascolari conclamate alla screening visit:
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Età media: $45 \pm 15\text{ anni}$ nel totale dei partecipanti ($45 \pm 14\text{ anni}$ nel gruppo avocado-mango; $44 \pm 15\text{ anni}$ nel gruppo di controllo).
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Distribuzione per sesso: 43 femmine e 39 maschi (25F/16M nel gruppo avocado-mango; 18F/23M nel gruppo di controllo).
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Indice di massa corporea ($BMI$): $29,7 \pm 6,4\text{ kg/m}^2$ totale ($29,9 \pm 6,9\text{ kg/m}^2$ avocado-mango; $29,5 \pm 6,0\text{ kg/m}^2$ controllo).
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Circonferenza vita: $96,2 \pm 16,2\text{ cm}$ totale ($95,6 \pm 16,8\text{ cm}$ avocado-mango; $96,8 \pm 16,8\text{ cm}$ controllo).
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Glicemia a digiuno venosa: $109,34 \pm 8,22\text{ mg/dL}$ totale ($110,5 \pm 7,9\text{ mg/dL}$ avocado-mango; $108,29 \pm 8,51\text{ mg/dL}$ controllo).
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Pressione arteriosa clinica (Omron HEM-907-XL): Sistolica $121,2 \pm 15,4\text{ mmHg}$; Diastolica $78,2 \pm 10,6\text{ mmHg}$.
Analisi dettagliata dell’intake nutrizionale (Settimana 0 vs Settimana 8)
Tabella riassuntiva dei valori nutrizionali medi assunti giornalmente ($\text{Media} \pm \text{SEM}$):
| Parametro nutrizionale | Avocado-mango (W0) | Avocado-mango (W8) | Controllo (W0) | Controllo (W8) | Valore P (Dieta × Settimana) |
| Energia ($\text{kcal/d}$) | $1589 \pm 156$ | $1902 \pm 146$ | $1567 \pm 146$ | $1991 \pm 137$ | $P = 0,53$ |
| Proteine ($\text{g/d}$) | $68 \pm 7,5$ | $70 \pm 6,9$ | $74 \pm 7,0$ | $86 \pm 6,5$ | $P = 0,30$ |
| Grassi totali ($\text{g/d}$) | $65 \pm 6,8$ | $83 \pm 6,3$ | $70 \pm 6,4$ | $80 \pm 5,9$ | $P = 0,31$ |
| Grassi monoinsaturi ($\text{g/d}$) | $22 \pm 2,4$ | $35 \pm 2,2$ | $23 \pm 2,3$ | $28 \pm 2,1$ | $P = 0,02$ |
| Carboidrati ($\text{g/d}$) | $187 \pm 20,1$ | $229 \pm 18,9$ | $162 \pm 19,0$ | $235 \pm 17,7$ | $P = 0,17$ |
| Fibra alimentare ($\text{g/d}$) | $12 \pm 1,8$ | $25 \pm 1,6$ | $13 \pm 1,7$ | $17 \pm 1,5$ | $P = 0,0002$ |
| Vitamina C ($\text{mg/d}$) | $50 \pm 12,7$ | $115 \pm 11,3$ | $67 \pm 12,0$ | $84 \pm 10,6$ | $P = 0,02$ |
| Potassio ($\text{mg/d}$) | $1888 \pm 229,0$ | $2809 \pm 212,3$ | $1933 \pm 215,2$ | $2474 \pm 199,0$ | $P = 0,18$ |
| Frutta totale ($\text{tazze/d}$) | $0,9 \pm 0,2$ | $3,0 \pm 0,2$ | $0,7 \pm 0,2$ | $1,2 \pm 0,2$ | $P < 0,0001$ |
| Cereali raffinati ($\text{oz/d}$) | $5,36 \pm 0,51$ | $5,41 \pm 0,46$ | $4,79 \pm 0,48$ | $6,73 \pm 0,43$ | $P = 0,02$ |
Risultati sulle variabili vascolari, metaboliche e renali ($\Delta \text{ W8 – W0}$)
Variazioni calcolate tramite modello ANCOVA PROC MIXED o test di Wilcoxon rank-sum ($\text{Media LS} \pm \text{SEM}$ oppure $\text{Media non aggiustata} \pm \text{SE}$):
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Dilatazione flusso-mediata ($FMD$):
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Avocado-mango: incremento di $+0,87 \pm 0,55\%$.
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Controllo: decremento di $-1,24 \pm 0,52\%$.
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Effetto netto del trattamento: $-2,11 \pm 0,77\%$ ($P = 0,008$).
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Pressione arteriosa diastolica brachiale:
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Avocado-mango: $+0,3 \pm 1,0\text{ mmHg}$.
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Controllo: $+3,5 \pm 1,0\text{ mmHg}$.
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Significatività $\Delta$: $P = 0,03$ (interazione sesso $\times$ intervento $P = 0,004$; negli uomini effetto slice $P = 0,002$).
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Pressione arteriosa diastolica centrale:
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Avocado-mango: $+0,5 \pm 1,1\text{ mmHg}$.
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Controllo: $+3,3 \pm 1,0\text{ mmHg}$.
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Significatività $\Delta$: $P = 0,07$ (interazione sesso $\times$ intervento $P = 0,007$; negli uomini effetto slice $P = 0,002$).
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Profilo lipidico a digiuno:
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Colesterolo totale: Avocado-mango $-4,05 \pm 3,50\text{ mg/dL}$; Controllo $+4,07 \pm 3,21\text{ mg/dL}$ ($P = 0,09$).
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Colesterolo $LDL-C$: Avocado-mango $-6,67 \pm 2,57\text{ mg/dL}$; Controllo $-0,06 \pm 2,57\text{ mg/dL}$ ($P = 0,09$).
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Trigliceridi: Avocado-mango $+0,39 \pm 5,34\text{ mg/dL}$; Controllo $+11,07 \pm 4,74\text{ mg/dL}$ ($P = 0,14$).
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Funzionalità renale:
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Creatinina sierica: Avocado-mango $-0,03 \pm 0,01\text{ mg/dL}$; Controllo $+0,01 \pm 0,02\text{ mg/dL}$ ($P = 0,06$).
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Velocità di filtrazione glomerulare stimata ($eGFR$): Avocado-mango $+4,36 \pm 1,54\text{ mL/min/1,73 m}^2$; Controllo $-0,47 \pm 1,76\text{ mL/min/1,73 m}^2$ ($P = 0,08$).
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Marcatori infiammatori e di adesione vascolare:
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Proteina C-reattiva ad alta sensibilità ($hsCRP$): nessun effetto significativo ($P = 0,73$).
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Interleuchina-6 ($IL-6$): nessun effetto significativo ($P = 0,82$).
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Molecola di adesione intercellulare-1 ($ICAM-1$): nessun effetto significativo ($P = 0,14$).
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Molecola di adesione cellulare vascolare-1 ($VCAM-1$): nessun effecto significativo ($P = 0,65$).
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Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.
Abstract
Sfondo
Un basso consumo di frutta è un fattore di rischio globale per le malattie cardiometaboliche. Questo studio si proponeva di indagare gli effetti vascolari e metabolici di un aumento del consumo totale e di alcuni tipi specifici di frutta in adulti con prediabete.Metodi
Questo studio di alimentazione randomizzato, parallelo a 2 bracci, parzialmente controllato ha fornito partecipanti (n=82, di età 45±15 anni, 30±6 kg/m 2 ) diete settimanali (1500 [donne] o 1750 kcal/giorno [uomini]) che includevano 1 avocado e 1 tazza di mango (dieta avocado-mango) al giorno per 8 settimane o alimenti a basso contenuto di grassi e fibre di pari energia (dieta di controllo). La vasodilatazione mediata dal flusso è stata l’endpoint primario. La pressione sanguigna centrale e brachiale; la velocità dell’onda di polso; i marcatori metabolici, infiammatori e della funzione renale; e l’assunzione alimentare sono stati gli endpoint secondari. I dati di variazione (Δ) sono stati analizzati mediante ANCOVA a modello misto o test di Wilcoxon-Mann-Whitney, e i dati sull’assunzione postprandiale e alimentare mediante ANOVA a misure ripetute utilizzando SAS 9.4 (SAS Institute, Cary, NC).Risultati
Le variazioni percentuali della vasodilatazione mediata dal flusso sono risultate significativamente diverse tra i due interventi (effetto, −2,11±0,77%; P =0,008), aumentando di circa l’1% con la dieta avocado-mango e diminuendo con la dieta di controllo, così come le variazioni della pressione diastolica centrale e brachiale ( rispettivamente P =0,07 e P =0,03), in particolare negli uomini. Gli altri parametri non hanno mostrato differenze significative tra le diete ( P >0,05), sebbene alcuni lipidi e marcatori renali abbiano mostrato differenze marginali ( P <0,1). L’assunzione totale di frutta, fibre alimentari, vitamina C e grassi monoinsaturi è aumentata significativamente durante la dieta avocado-mango rispetto alla dieta di controllo ( P <0,05).Conclusioni
Negli adulti con prediabete, l’inclusione quotidiana di avocado e mango aumenta il consumo di frutta, diversifica la composizione nutrizionale e migliora la funzione vascolare associata alla salute cardiovascolare.
Chelsea Preiss, Sameer Tunio, Lasantha Krishan Hirimuthugoda, Rebecca Zoltoski, Rachael L. Ellison, Amandeep K. Sandhu, Indika Edirisinghe, Britt M. Burton‐Freeman. Effects of Increasing Total Fruit Intake With Avocado and Mango on Endothelial Function and Cardiometabolic Risk Factors in Adults With Prediabetes. Journal of the American Heart Association, 2026; 15 (4) DOI: 10.1161/JAHA.124.040933
