La SLA, nota anche come malattia di Lou Gehrig, danneggia progressivamente i motoneuroni responsabili del movimento muscolare e attualmente non ha una cura. Tuttavia, non tutti i neuroni che controllano la lingua vengono persi, soprattutto nelle fasi iniziali. I ricercatori stanno studiando se queste cellule sopravvissute possano compensare i neuroni danneggiati e contribuire a mantenere la funzionalità muscolare. Immagine Crediti: AI/TheSolver.It
Le malattie dei motoneuroni rappresentano un gruppo di disturbi neurologici progressivi in cui le cellule nervose responsabili del controllo di funzioni vitali come il movimento, la deglutizione e la respirazione subiscono una distruzione graduale. Tra queste condizioni, la sclerosi laterale amiotrofica è la forma più studiata, ma esistono diverse varianti cliniche che colpiscono selettivamente i motoneuroni superiori o inferiori. Un aspetto critico comune a molte di queste patologie è la comparsa di disfunzioni delle vie aeree superiori, che spesso conducono a polmonite ab ingestis, insufficienza respiratoria e, nei casi più gravi, al decesso. Inoltre, esiste una forte correlazione clinica tra i disturbi del sonno, come le apnee ostruttive del sonno, e le malattie neurodegenerative.
Il modello sperimentale per lo studio della degenerazione ipoglossa
Per comprendere i meccanismi alla base della perdita di funzione delle vie aeree superiori, i ricercatori hanno sviluppato un modello animale specifico nei ratti, basato sull’iniezione intralinguale di tossina colerica coniugata a saporina, nota come CTB-SAP. Questa tossina viene trasportata in modo retrogrado fino al nucleo del nervo ipoglosso, inducendo la morte selettiva dei motoneuroni inferiori che innervano i muscoli della lingua, in particolare il muscolo genioglosso. Questo processo mima efficacemente le caratteristiche neuropatologiche osservate nei modelli di malattie dei motoneuroni e nella sclerosi laterale amiotrofica, inclusi la riduzione della forza di adesione della lingua, il restringimento delle vie aeree e i deficit respiratori.
Iniezioni mirate di CTB-SAP nel muscolo genioglosso.
Trasporto retrogrado della tossina al nucleo del nervo ipoglosso nel tronco encefalico.
Perdita selettiva dei motoneuroni inferiori dell’ipoglosso.
Comparsa di deficit strutturali e funzionali analoghi a quelli umani.
Il paradigma di esercizio fisico della lingua
Nello studio condotto da Keilholz e colleghi, i ricercatori hanno valutato gli effetti di un programma di esercizi per la lingua ad alta ripetizione e bassa resistenza, progettato specificamente per promuovere la crescita muscolare e contrastare i deficit motori. I ratti sono stati suddivisi in gruppi sperimentali sottoposti a trattamento con CTB-SAP oppure a un controllo con sostanze non coniugate, combinando l’intervento con sessioni di esercizi notturni basati su un beccuccio a resistenza regolabile. L’obiettivo principale è stato verificare se l’allenamento della lingua potesse stimolare la plasticità neurale e mitigare la degenerazione strutturale e funzionale dell’asse dell’ipoglosso.
Risultati principali della ricerca scientifica
L’analisi istologica e neurofisiologica condotta al termine del periodo sperimentale ha evidenziato diversi aspetti fondamentali riguardanti la risposta del sistema nervoso all’allenamento e al danno neurodegenerativo:
Sopravvivenza dei motoneuroni superiori: Non sono state riscontrate differenze significative nella sopravvivenza dei motoneuroni nello strato V della corteccia motoria primaria tra i gruppi trattati e di controllo, suggerendo che il danno rimanga confinato ai livelli inferiori in questa fase temporale.
Perdita dei motoneuroni inferiori: Le iniezioni di CTB-SAP hanno causato una riduzione significativa dei motoneuroni nel nucleo dell’ipoglosso, e tale perdita non è stata modificata o invertita dall’esercizio fisico della lingua.
Attivazione delle cellule gliali: L’esercizio fisico nei ratti trattati con CTB-SAP ha determinato un aumento dell’area frazionale e della densità della microglia nel nucleo dell’ipoglosso, evidenziando una risposta neuroinfiammatoria associata alla plasticità indotta dall’allenamento.
Alterazioni morfologiche dei nervi: La microscopia elettronica a trasmissione ha rivelato modificazioni degenerative nei nervi ipoglosso, tra cui una ridotta circolarità, simmetria e convessità degli assoni mielinizzati, oltre a una diminuzione del numero totale di assoni nei soggetti trattati con la tossina.
Recupero della produzione motoria: Nonostante la persistenza della perdita neuronale, l’esercizio della lingua ha mitigato con successo i deficit di output motorio dell’ipoglosso sia in condizioni basali sia durante stimolazioni chemocettive massimali, come l’ipercapnia combinata con l’ipossia.
Limitazioni e prospettive future
Gli autori dello studio riconoscono alcune limitazioni metodologiche, come la ristretta finestra temporale di nove giorni imposta dal modello animale e la difficoltà di individuare variazioni corticali sottili a fronte di milioni di neuroni sani circostanti. Ciononostante, i risultati aprono nuove strade terapeutiche, indicando che la riabilitazione dei muscoli bulbari può rappresentare un valido strumento per migliorare la funzionalità respiratoria e la coordinazione neuromuscolare nei pazienti affetti da patologie neurodegenerative e disturbi respiratori del sonno.
Approfondimenti tecnici avanzati dal documento di ricerca
L’indagine condotta da Keilholz e collaboratori si avvale di metodologie avanzate di neurofisiologia in vivo, immunoistochrmica e microscopia elettronica con intelligenza artificiale per la segmentazione morfometrica. Di seguito vengono analizzati in dettaglio i parametri tecnici e biophysical rilevati nel modello sperimentale:
Tracciamento retrogrado e citotossicità ribosomale: La saporina coniugata alla subunità B della tossina colerica (CTB-SAP) sfrutta il legame con i recettori di membrana per penetrare nei terminali assonali del genioglosso e risalire per via retrograda al soma dei motoneuroni dell’ipoglosso. Una volta all’interno, la saporina inattiva i ribosomi bloccando la sintesi proteica e innescando la morte cellulare programmata di tipo apoptotico.
Analisi quantitativa al microscopio elettronico a trasmissione: Per superare la soggettività nella valutazione del danno assonale, i ricercatori hanno impiegato una rete neurale convoluzionale profonda basata su un’architettura di tipo U-Net con apprendimento meta-analitico. Sono stati definiti parametri adimensionali compresi tra zero e uno, tra cui:
Circolarità: Rapporto geometrico che misura la deviazione della sezione assonale rispetto a una forma perfettamente circolare, evidenziando allungamenti o deformazioni patologiche.
Simmetria: Differenza normalizzata tra il centro geometrico dell’assone e il centro della guaina mielinica circostante, utile per rilevare ispessimenti asimmetrici della mielina.
Convessità: Rapporto tra l’area dell’assone e l’area del rispettivo inviluppo convesso, indicativo di irregolarità di superficie e concavità strutturali.
Rapporto g (g-ratio): Indice classico del rapporto tra il diametro dell’assone e il diametro totale della fibra mielinizzata, il quale non ha mostrato variazioni significative nel modello, probabilmente a causa di fenomeni complessi come il rigonfiamento assonale o la proliferazione gliale che alterano i presupposti di calcolo geometrico.
Registrazioni neurofisiologiche in vivo: L’attività neurale integrata del nervo frenico e dell’ipoglosso è stata registrata mediante elettrodi bipolari in argento immersi in olio minerale, con amplificazione a diecimila volte e filtraggio in banda. Il protocollo di stimolazione chemocettiva ha previsto incrementi graduali della pressione parziale di anidride carbonica arteriosa uniti a una riduzione controllata dell’ossigeno, confermando l’integrità delle risposte riflesse e l’efficacia dell’allenamento nel ripristinare i livelli di ampiezza dei potenziali d’azione dell’ipoglosso.
Ruolo della microglia e dei fattori neurotrofici: L’aumento della densità microgliale osservato nei ratti sottoposti a esercizio fisico e CTB-SAP suggerisce un coinvolgimento attivo delle cellule immunitarie residenti nel sistema nervoso centrale nella modulazione della plasticità sinaptica. Ulteriori approfondimenti molecolari saranno necessari per chiarire se tale plasticità dipenda dall’attivazione di cascate di segnalazione mediate dal fattore neurotrofico derivato dal cervello e dai suoi recettori ad alta affinità.
Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.
Abstract
e malattie dei motoneuroni (MND) sono disturbi neurologici progressivi in cui i motoneuroni necessari per camminare, deglutire e respirare vengono distrutti. L’apnea ostruttiva del sonno (OSA) è più comune nei pazienti con MND e può contribuire alla progressione della malattia. Le iniezioni intralinguali di tossina colerica B coniugata alla saporina (CTB-SAP) mimano la perdita di motoneuroni ipoglossi (XII) osservata nei modelli di MND e provocano deficit delle vie aeree osservati nelle MND e nell’OSA, spesso con conseguente insufficienza respiratoria e morte. Utilizzando questo modello, abbiamo studiato gli effetti di un paradigma di esercizi linguali ad alta ripetizione/bassa resistenza sulla sopravvivenza, la struttura e l’output dell’asse XII in ratti Sprague-Dawley maschi adulti. I ratti sono stati suddivisi in quattro gruppi sperimentali che hanno ricevuto un’iniezione intralinguale di CTB-SAP o di CTB non coniugata + SAP (ovvero, controllo) ± esercizi linguali. In seguito all’esposizione all’esercizio della lingua, abbiamo valutato la sopravvivenza dei motoneuroni nella corteccia motoria primaria e nel nucleo XII, e la densità gliale nel nucleo XII con immunoistochimica, le modifiche ultrastrutturali del nervo XII con microscopia elettronica a trasmissione (TEM) e l’output motorio del XII in ratti anestetizzati utilizzando la neurofisiologia in vivo. I risultati hanno rivelato che 1 ) La ridotta sopravvivenza dei motoneuroni del nervo XII e le alterazioni degenerative nel nervo XII (ad esempio, la ridotta circolarità e convessità assone-mielina) non sono state influenzate dall’esercizio della lingua; 2 ) l’esercizio della lingua ha aumentato l’area frazionaria e la densità microgliale nel nucleo del nervo XII; e 3 ) i deficit nell’output motorio del nervo XII sono stati attenuati dall’esercizio della lingua nei ratti CTB-SAP. Questi risultati forniscono ulteriori prove che la neuroplasticità indotta dall’esercizio della lingua potrebbe essere un trattamento valido per migliorare gli esiti funzionali nei pazienti con malattie del motoneurone e/o apnea ostruttiva del sonno.
Abstract grafico adattato dallo studio originale (rif. bibliografico/DOI in calce).Traduzione e resa grafica in italiano a cura di TheSolver.it
Dettagli della Pubblicazione
“Impact of tongue exercise on hypoglossal axis survival, structure, and output in a rodent model of hypoglossal motor neuron degeneration” by Amy N. Keilholz, Stephanie Lopez, Minasadat Attari, Nguyen P. Nguyen, Jay Henry, Catherine L. Smith, Ashley Feldberg, Kate L. Osman, Mojgan Golzy, Filiz Bunyak, Teresa E. Lever and Nicole L. Nichols, 12 May 2026, Journal of Neurophysiology. DOI: 10.1152/jn.00631.2024