Gli alimenti ultra-processati costituiscono una parte considerevole della dieta americana e una nuova ricerca suggerisce che potrebbero comportare un altro grave rischio per la salute degli uomini. In uno studio rappresentativo a livello nazionale condotto su oltre 17.000 uomini statunitensi, coloro che consumavano più alimenti ultra-processati, tra cui bevande gassate, snack confezionati, cereali e carni lavorate, presentavano un rischio di cancro alla prostata superiore di circa il 24-31%, dopo aver tenuto conto di fattori quali età, fumo, etnia e condizione socioeconomica.
Gli alimenti ultra-processati costituiscono una parte considerevole della dieta americana e una nuova ricerca suggerisce che potrebbero comportare un altro grave rischio per la salute degli uomini. In uno studio rappresentativo a livello nazionale condotto su oltre 17.000 uomini statunitensi, coloro che consumavano più alimenti ultra-processati, tra cui bevande gassate, snack confezionati, cereali e carni lavorate, presentavano un rischio di cancro alla prostata superiore di circa il 24-31%, dopo aver tenuto conto di fattori quali età, fumo, etnia e condizione socioeconomica. Immagine Crediti: AI/TheSolver.It

Quasi il 60% delle calorie consumate ogni giorno dagli adulti negli Stati Uniti (e ben il 70% di quelle dei bambini) proviene da un’unica grande categoria: gli alimenti ultra-processati (UPF). Parliamo di bevande zuccherate, cereali per la colazione confezionati, snack confezionati, piatti pronti e carni lavorate. Cibi progettati a tavolino per essere irresistibili al palato, economici e a lunghissima conservazione, ma spesso drammaticamente poveri sul piano nutrizionale.

Mentre la ricerca ha già ampiamente dimostrato il legame tra questi alimenti e problemi come obesità, diabete e malattie cardiovascolari, uno studio recente getta luce su una nuova e preoccupante associazione: quella con il cancro alla prostata.

Lo Studio: Cosa Hanno Scoperto i Ricercatori

Una nuova ricerca condotta dalla Charles E. Schmidt College of Medicine della Florida Atlantic University (FAU) e pubblicata sull’American Journal of Medicine ha analizzato i dati di 17.024 uomini statunitensi di età pari o superiore a 18 anni, monitorati nell’ambito del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) tra il 2003 e il 2023.

I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi in base alla percentuale di calorie giornaliere provenienti da cibi ultra-processati (classificati tramite il sistema standardizzato NOVA): si andava da chi ne consumava meno del 20% a chi superava il 44%.

I risultati parlerebbero chiaro:

  • Aumento del rischio del 30%: Gli uomini appartenenti ai gruppi con un consumo medio-alto di UPF hanno mostrato un rischio di sviluppare il cancro alla prostata superiore del 29-30% rispetto a chi ne consumava in quantità minime.

  • Risultati solidi: L’associazione è rimasta significativa anche considerando variabili fondamentali come età, razza, etnia, fumo e stato socio-economico (povertà). A seguito di questi aggiustamenti, l’aumento del rischio si è attestato tra il 24% e il 31%.

Il cancro alla prostata è la neoplasia più frequentemente diagnosticata tra gli uomini negli USA e rappresenta la seconda causa di morte per tumore nel sesso maschile (dopo il cancro al polmone). Solo negli Stati Uniti si stimano oltre 333.000 nuove diagnosi e più di 36.000 decessi all’anno, mentre a livello globale i casi superano il milione e mezzo.

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Come Possono Cibi Apparentemente Innocui Causare il Cancro?

Sebbene la ricerca osservazionale indichi una correlazione e non direttamente un rapporto di causa-effetto, gli scienziati ipotizzano diversi meccanismi attraverso cui gli UPF potrebbero favorire la tumorigenesi:

  1. Infiammazione cronica e stress ossidativo: Gli additivi, gli oli idrogenati e l’eccesso di zuccheri raffinati mantengono l’organismo in uno stato infiammatorio costante.

  2. Alterazione del microbiota intestinale: La mancanza di fibre e la presenza di emulsionanti industriali danneggiano la flora batterica, alterando l’equilibrio immunitario.

  3. Disfunzioni metaboliche: L’alto indice glicemico e la densità calorica di questi cibi favoriscono l’insulino-resistenza e squilibri ormonali che possono stimolare la crescita cellulare anomala.

Riflessioni e Considerazioni: Il Cibo Industrializzato è il “Nuovo Tabacco”?

Gli stessi autori dello studio hanno paragonato l’attuale situazione degli UPF a quella del tabacco verso la metà del secolo scorso. All’epoca, le evidenze sui danni delle sigarette iniziavano ad accumularsi, ma ci sono voluti decenni di battaglie e politiche sanitarie aggressive per ridurre sensibilmente il fumo nella popolazione. Gli alimenti ultra-processati rischiano di seguire una traiettoria identica.

Non si tratta semplicemente di “scelte individuali” o di forza di volontà. Gli UPF sono spesso gli unici alimenti accessibili ed economici per le fasce di popolazione più vulnerabili dal punto di vista economico. Chiedere a un singolo cittadino di “mangiare meglio” quando si trova immerso in un ambiente alimentare dominato da cibi spazzatura a basso costo è un’illusione.

Occorre una risposta sistemica: politiche pubbliche per rendere i cibi freschi e minimamente lavorati più economici e reperibili, un’etichettatura più trasparente sui prodotti industriali e una presa di coscienza sia da parte della classe medica sia dei consumatori. Ridurre la presenza di alimenti ultra-processati nella propria dieta quotidiana non è soltanto una scelta di fitness, ma un vero e proprio atto di prevenzione oncologica e cardiovascolare.

Punti salienti

• Gli operatori sanitari dovrebbero consigliare ai propri pazienti di adottare cambiamenti terapeutici nello stile di vita e terapie aggiuntive di comprovata efficacia.
• Gli operatori sanitari dovrebbero consigliare ai propri pazienti di limitare il consumo di alimenti ultra-processati.
• Gli operatori sanitari dovrebbero informare i propri pazienti che le persone che consumano elevate quantità di alimenti ultra-processati presentano un rischio maggiore di cancro alla prostata.

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Abstract

Obiettivo

Negli Stati Uniti e in tutto il mondo, un numero crescente di prove affidabili suggerisce che il consumo di alimenti ultra-processati sia collegato a numerosi esiti negativi. Il tumore alla prostata è uno dei più comuni e risente dell’influenza dell’alimentazione. I dati relativi agli alimenti ultra-processati e al tumore alla prostata sono scarsi.

Metodi

Abbiamo utilizzato dati rappresentativi a livello nazionale provenienti dal National Health and Nutrition Examination Survey degli Stati Uniti, relativi al periodo 2003-2023. L’assunzione di alimenti ultra-processati è stata stimata a partire da due richiami alimentari delle 24 ore, utilizzando la classificazione NOVA, validata e ampiamente utilizzata, e categorizzata in quartili in base alla percentuale dell’apporto energetico totale. Il cancro alla prostata è stato definito tramite autodichiarazione. Abbiamo utilizzato i rischi relativi per stimare gli effetti. Abbiamo utilizzato intervalli di confidenza al 90% per verificare la significatività, poiché il danno era stato predefinito. I modelli di regressione logistica, sia grezzi che multivariati, sono stati aggiustati per età, abitudine al fumo, razza/etnia e condizione di povertà.

Risultati

Tra i 17.024 uomini adulti, rispetto a quelli nel gruppo con il rischio più basso, i partecipanti nel secondo, terzo e quarto quartile combinato presentavano un rischio significativamente maggiore del 29% di cancro alla prostata (p = 0,031), mentre quelli nel terzo e quarto quartile combinato presentavano un rischio significativamente maggiore del 30% (p = 0,035). Forse a causa delle dimensioni ridotte del campione, quelli nel quarto quartile presentavano un possibile, ma non significativo, aumento del 31% (p = 0,079). Nelle analisi aggiustate, i valori corrispondenti erano del 27% (p = 0,045), del 31% (p = 0,037) e del 34% (p = 0,072).

Conclusione

In base a questi dati, le persone con un maggiore consumo di alimenti ultra-processati presentavano un rischio più elevato di cancro alla prostata. Sono necessari studi analitici per verificare questa ipotesi.
Approfondimenti

Materiale fornito dalla Florida Atlantic University . Nota: il contenuto potrebbe essere modificato per motivi di stile e lunghezza.

  1. Hunter Scott, Yanna Willett, John Dunn, Timothy D. Dye, Charles H. Hennekens. Consumo di alimenti ultra-processati e aumento del rischio di cancro alla prostata in un campione casuale di adulti statunitensi . The American Journal of Medicine , 2026; DOI: 10.1016/j.amjmed.2026.07.043

 

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