
Il carcinoma basocellulare rappresenta la forma di tumore cutaneo più diffusa a livello globale, una diagnosi che oggi vede una svolta tecnologica grazie all’unione tra imaging microscopico avanzato e intelligenza artificiale. Questa neoplasia, pur avendo una rarissima tendenza a diffondersi in altre zone del corpo, possiede una spiccata capacità di infiltrarsi nei tessuti circostanti, provocando lesioni locali anche gravi, specialmente quando si sviluppa su aree delicate come il viso, vicino agli occhi o al naso.
La ricerca medica ha sempre cercato nuove strade per anticipare i tempi di intervento. Come sottolinea il dottor Moritz Ronicke, la diagnosi precoce permette di optare per trattamenti estremamente meno invasivi, riducendo nei casi più fortunati la terapia alla semplice applicazione di una crema topica. Oggi, un nuovo studio apre scenari inediti individuando questi tumori prima ancora che diventino visibili a un normale esame dermatologico.
Lo studio clinico e i risultati sui pazienti a rischio
Per verificare l’efficacia di questo approccio, i ricercatori hanno condotto un importante studio di fattibilità su un campione di 150 pazienti considerati ad alto rischio di sviluppare un carcinoma basocellulare. Attraverso un’analisi sistematica della cute del viso, la nuova tecnologia ha permesso di individuare tumori subclinici, confermati successivamente dall’esame istologico, nel 9,3% dei partecipanti.
L’indagine ha analizzato nel dettaglio 18 lesioni sospette segnalate dal sistema computerizzato:
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15 lesioni sono state confermate ufficialmente come carcinoma basocellulare tramite biopsia.
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2 pazienti hanno scelto di rifiutare l’esame bioptico proposto dai medici.
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1 lesione si è rivelata essere una semplice cheratosi attinica e non un tumore maligno.
Nonostante questi dati positivi, i ricercatori precisano che la sensibilità del metodo non è stata ancora calcolata con precisione, il che significa che non è ancora possibile stabilire quanti tumori invisibili potrebbero sfuggire a questo primo livello di screening. La maggior parte delle neoformazioni individuate apparteneva alla tipologia superficiale, ma il sistema si è dimostrato capace di intercettare anche forme nodulari e persino un carcinoma basocellulare infiltrante.
Come funziona la tecnologia LC-OCT
Il cuore di questa innovazione diagnostica si chiama LC-OCT, ovvero la tomografia a coerenza ottica confocale a campo lineare. Questa tecnica avanzata unisce due diverse metodologie d’indagine in un unico strumento: la tomografia a coerenza ottica, pensata per stimare la profondità e l’estensione in verticale del tumore, e la microscopia confocale, che restituisce immagini dettagliate delle singole strutture cellulari.
Il sistema lavora con una risoluzione micrometrica, consentendo agli specialisti di osservare dettagli microscopici di appena millesimi di millimetro. Per avere un termine di paragone intuitivo, un normale capello umano ha uno spessore di circa 50 micrometri, rendendo evidente la straordinaria precisione con cui lo strumento riesce a penetrare sotto la superficie cutanea senza la necessità di tagli o incisioni preliminari.
Il supporto dell’intelligenza artificiale nell’analisi visiva
La mole di dati generata dall’imaging viene elaborata in tempo reale da un algoritmo di intelligenza artificiale. Il software analizza le immagini acquisite e mappa le zone sospette assegnando una probabilità codificata a colori, evidenziando a colpo d’occhio le aree che potrebbero custodire cellule tumorali.
È fondamentale sottolineare che il software non formula alcuna diagnosi autonoma, lasciando sempre al medico la decisione finale e la valutazione clinica. Nello studio effettuato, il valore predittivo positivo di questa tecnologia assistita dall’intelligenza artificiale ha raggiunto l’83,3%, confermando che la stragrande maggioranza delle segnalazioni si è rivelata corretta in sede di biopsia.
Il progetto SUBSCAN e le prospettive future
La tecnologia LC-OCT viene già impiegata nella pratica clinica per individuare i carcinomi nelle fasi iniziali e per monitorare l’efficacia delle terapie non chirurgiche. Il nuovo protocollo di ricerca, battezzato SUBSCAN, compie un passo ulteriore estendendo l’esame a tappeto sull’intera cute del viso nei soggetti predisposti, anche quando la pelle appare perfettamente sana a occhio nudo.
Nelle parole del dottor Moritz Ronicke, l’obiettivo futuro è rendere questo screening una routine medica, così da garantire ai pazienti a rischio diagnosi precoci e permettere un uso massiccio di trattamenti in crema, scongiurando il ricorso alla chirurgia tradizionale. Per raggiungere questo traguardo, tuttavia, la tecnologia richiede ancora ulteriori ricerche per definire con esattezza la sensibilità diagnostica e per snellire i tempi di esecuzione, attualmente ancora troppo lunghi per una diffusione su larga scala.
Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.
Abstract
Importanza Il carcinoma basocellulare (BCC) è il tipo di tumore cutaneo più comune al mondo. In particolare sul viso, la sua crescita localmente distruttiva porta a compromissioni funzionali ed estetiche. Una diagnosi precoce consente trattamenti meno invasivi. La tomografia a coerenza ottica confocale a campo lineare (LC-OCT) è un metodo di imaging non invasivo efficace per la diagnosi di BCC.
Obiettivi Verificare se la tomografia a coerenza ottica a luce pulsata (LC-OCT) abbinata al riconoscimento di immagini assistito dall’intelligenza artificiale (IA) possa identificare i carcinomi basocellulari subclinici attraverso lo screening sistematico di lesioni cutanee del viso poco evidenti in pazienti ad alto rischio di sviluppare carcinoma basocellulare.
Disegno dello studio, contesto e partecipanti. Questo studio di fattibilità trasversale prospettico è stato condotto da aprile 2025 a ottobre 2025 presso il Dipartimento di Dermatologia dell’Uniklinikum Erlangen, a Erlangen, in Germania. Sono stati arruolati nello studio pazienti consecutivi ricoverati che presentavano almeno due fattori di rischio accertati per il carcinoma basocellulare (BCC).
Esposizione Dopo l’esclusione di lesioni macroscopicamente suggestive di BCC, la cute del viso non interessata da lesioni è stata esaminata sistematicamente mediante LC-OCT assistita da intelligenza artificiale.
Risultato principale e misura Il risultato principale predefinito era il valore predittivo positivo (PPV) della LC-OCT assistita dall’IA per il carcinoma basocellulare subclinico confermato istologicamente.
Risultati Tra 150 pazienti (età media [DS], 72,9 [10,3] anni; 57 [38,0%] donne; 93 [62,0%] uomini), sono stati identificati 17 BCC subclinici in 14 pazienti (9,3%). Delle 18 lesioni diagnosticate come BCC con LC-OCT assistita da AI, 15 sono state confermate istologicamente, corrispondenti a un PPV dell’83,3% (IC 95%, 58,1%-96,4%). Una lesione ha avuto un risultato falso positivo (cheratosi attinica); 2 pazienti hanno rifiutato la biopsia. In un’analisi di sensibilità che includeva le 2 lesioni non sottoposte a biopsia che sono state confermate con analisi di esperti, il PPV è stato del 94,4% (IC 95%, 72,7%-99,9%). La distribuzione dei sottotipi di BCC comprendeva 13 casi di BCC superficiali (76,5%), seguiti da 3 casi di BCC nodulari (17,6%) e 1 caso di BCC infiltrativo (5,9%). La classificazione del sottotipo è risultata accurata in 13 dei 15 casi confermati istologicamente (86,7% [95% CI, 59,5%-98,3%]).
Conclusioni e rilevanza In questo studio trasversale di fattibilità, i risultati suggeriscono che lo screening sistematico con LC-OCT assistito da IA potrebbe essere un approccio fattibile per la diagnosi precoce del carcinoma basocellulare (BCC) in popolazioni ad alto rischio. Sono necessari ulteriori studi prospettici per valutare la sensibilità e il rapporto costo-efficacia di questo metodo e se la diagnosi precoce si traduca in un beneficio clinico tangibile prima che l’implementazione nella pratica clinica di routine possa essere raccomandata.
“AI-Assisted Line-Field Confocal Optical Coherence Tomography to Detect Subclinical Basal Cell Carcinoma” by Moritz Ronicke, Laura Dürr, Michael W. Höner, Léonie Staats, Michael Erdmann and Carola Berking, 19 August 2026, JAMA Dermatology.
DOI: 10.1001/jamadermatol.2026.2992
