Un'illustrazione del concetto sperimentale mostra come i ricercatori studiano le fasi nei materiali quantistici. Sullo sfondo, le strisce blu uniformi rappresentano l'ordine dominante, mentre le sottili strisce rosse indicano la fase di ordine subdominante. I raggi rossi e viola sono, rispettivamente, i fasci laser di "pompa" e di "sonda". Le particelle bianche sono gli elettroni fotoemessi, dai quali i ricercatori ricavano informazioni sulla transizione di fase. Crediti: Xinyue Lu, Massachusetts Institute of Technology
Un’illustrazione del concetto sperimentale mostra come i ricercatori studiano le fasi nei materiali quantistici. Sullo sfondo, le strisce blu uniformi rappresentano l’ordine dominante, mentre le sottili strisce rosse indicano la fase di ordine subdominante. I raggi rossi e viola sono, rispettivamente, i fasci laser di “pompa” e di “sonda”. Le particelle bianche sono gli elettroni fotoemessi, dai quali i ricercatori ricavano informazioni sulla transizione di fase. Crediti: Xinyue Lu, Massachusetts Institute of Technology

Un semplice bicchiere di acqua ghiacciata rappresenta uno degli esempi quotidiani più immediati di fasi fisiche coesistenti, dove la materia liquida e quella solida convivono nello stesso ambiente. Nei materiali quantistici più complessi, tuttavia, questa stessa dualità di fase si manifesta nel comportamento degli elettroni attraverso modalità incomparabilmente più articolate e difficili da osservare.

Un innovativo studio condotto da un team di fisici del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha gettato nuova luce su come due diverse fasi elettroniche possano emergere e coesistere all’interno del medesimo materiale quantistico. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Nature Physics, offrono chiavi di lettura fondamentali per comprendere fenomeni cruciali come la superconduttività e il magnetismo, elementi indispensabili per ingegnerizzare i dispositivi quantistici del futuro e superare i limiti tradizionali del silicio. Come evidenziato dal coautore Alfred Zong (docente alla Stanford University ed ex studente del MIT), la capacità di controllare e studiare materiali con fasi multiple rappresenta uno dei pilastri per la prossima rivoluzione tecnologica.

Il Tritellururo di Erbio e le Onde di Densità di Carica (CDW)

Il gruppo di ricerca, guidato da Nuh Gedik, professore di fisica al MIT, ha incentrato l’indagine sul tritellururo di erbio, un materiale appartenente alle terre rare che può essere sintetizzato in fogli estremamente sottili, a livello atomico. In condizioni ordinarie, gli elettroni all’interno del materiale sono distribuiti in modo omogeneo. Tuttavia, quando il sistema viene raffreddato a temperature estremamente basse, le cariche elettriche si organizzano spontaneamente in una struttura ondulata regolare, nota come onda di densità di carica (CDW, Charge Density Wave).

In una CDW, gli elettroni fluiscono collettivamente creando “creste” ad alta densità elettronica e “valli” a bassa densità. Come spiegato dal primo autore dello studio, Yifan Su, le onde di densità di carica costituiscono un modello di coordinazione collettiva concettualmente più semplice rispetto alla superconduttività — dove gli elettroni si accoppiano per scorrere senza alcun attrito —, offrendo un terreno di prova ideale per decifrare l’interazione tra fasi quantistiche.

Raffreddamento a -8 °C        --->  Prima onda CDW (fase dominante)
Raffreddamento a -113 °C      --->  Seconda onda CDW perpendicolare (fase subdominante)
Risultato e Struttura Finale --->  "Scacchiera atomica" di fasi coesistenti

L’Esperimento “Scuoti e Ascolta”: Laser Ultrafast a -230 °C

Per osservare la dinamica con cui ciascuna fase si genera e interagisce con l’altra, il team — comprendente anche Bai-Qing Lv, Dongsung Choi, Doron Azoury, Masataka Mogi e collaboratori di Stanford — ha sviluppato un protocollo basato sull’uso di impulsi laser ad alta precisione.

I campioni di tritellururo di erbio sono stati inizialmente raffreddati a circa -230 °C (-382 °F), una temperatura a cui entrambe le onde CDW coesistono stabilmente nella struttura a scacchiera. A questo punto, i fisici hanno applicato la tecnica definita da Gedik come “scuoti e ascolta”:

  1. La scossa (primo impulso laser): Un primo impulso ha perturbato o dissolto la struttura a scacchiera, con un’intensità graduata per variare il livello di distruzione delle onde.

  2. L’ascolto (secondo impulso laser): Un secondo impulso di fotoni ad alta energia è stato inviato con un ritardo temporale variabile per espellere gli elettroni dal materiale.

  3. La misurazione: Analizzando l’energia e la quantità di moto degli elettroni espulsi, i ricercatori hanno ricostruito istante per istante il processo di ripristino delle due fasi.

Due Transizioni Molecolari Divergenti: Risolto un Enigma della Fisica

L’analisi dello stato di ricrescita delle onde ha riservato scoperte inattese, rivelando che le due fasi si riformano seguendo dinamiche fisiche completamente differenti:

  • Ripristino della prima fase (dominante): L’onda principale si è ricomposta in modo graduale e uniforme in tutto il materiale, comportandosi come una transizione di fase “di secondo ordine” da manuale, analoga al modo in cui l’acqua trasforma la propria densità o un magnete perde gradualmente magnetismo quando riscaldato.

  • Ripristino della seconda fase (subdominante): La seconda onda perpendicolare è emersa in modo del tutto improvviso e localizzato. Gli elettroni si sono prima organizzati in sacche o nuclei isolati che si sono poi espansi progressivamente fino a saturare il materiale, con un meccanismo di transizione “di primo ordine” del tutto analogo alla cristallizzazione dell’acqua in ghiaccio.

Questa osservazione fornisce la soluzione a un lungo dibattito scientifico sull’origine e sul meccanismo della seconda fase CDW, dimostrando che transizioni di ordine diverso possono convivere nello stesso reticolo atomico.

Considerazioni Personali e Prospettive Tecnologiche

I risultati ottenuti dal MIT su questo sistema modello aprono riflessioni fondamentali sia sul piano teorico sia su quello dell’ingegneria dei materiali del futuro.

1. La complessità quantistica decifrata per analogia

È straordinario notare come la fisica dello stato solido riesca a spiegare dinamiche subatomiche esotiche attingendo a metafore della nostra esperienza macroscopica. Vedere come gli elettroni ricreino una fase quantistica nucleando in “cristalli” proprio come fa il ghiaccio in un bicchiere d’acqua sottolinea l’universalità delle leggi termodinamiche, che uniscono il mondo visibile al regno microscopico dei quanti.

2. Oltre il silicio: il controllo attivo della materia

La microelettronica tradizionale basata sul silicio si fonda sullo spostamento di cariche all’interno di strutture rigide. I materiali quantistici multifase offrono invece la possibilità di commutare il materiale stesso tra stati con proprietà elettriche, magnetiche o di conduzione radicalmente diverse mediante impulsi di luce ultra-brevi. La tecnica laser utilizzata in questo studio dimostra che non siamo soltanto spettatori passivi delle fasi quantistiche, ma possiamo “resettarle” e guidarne la ricostruzione in tempi scala di femtosecondi.

3. Una mappa per la superconduttività ad alta temperatura

Comprendere se fasi elettroniche coesistenti competano tra loro, si rafforzino o scorrano in modo indipendente è il vero Santo Graal per la comprensione dei superconduttori ad alta temperatura. Se riusciremo ad applicare le lezioni apprese sul tritellururo di erbio a materiali ancora più complessi, potremo accelerare la progettazione di superconduttori operativi a condizioni ambientali, trasformando la trasmissione dell’energia, i treni a levitazione magnetica e l’elaborazione dei dati quantistici da traguardi di laboratorio a realtà industriali diffuse.

Abstract

Comprendere l’origine delle transizioni di fase e le interazioni tra fasi distinte rimane un compito centrale nella fisica della materia condensata. I sistemi a onda di densità di carica (CDW) offrono un contesto utile per indagare queste questioni. Sebbene le fasi CDW dominanti in molti materiali possano essere spiegate attraverso le interazioni elettrone-fonone, alcune transizioni di fase CDW rimangono poco comprese, mettendo in discussione i paradigmi convenzionali. Un esempio è il tritellururo di terre rare ErTe₃ , che ospita due ordini CDW in competizione. Sebbene l’accoppiamento elettrone-fonone spieghi l’ordine dominante, il meccanismo alla base dell’ordine subdominante rimane poco chiaro. In questo studio, combiniamo la spettroscopia di fotoemissione risolta nel tempo e nell’angolo e la teoria di Ginzburg-Landau dipendente dal tempo per stabilire un approccio nel dominio del tempo per sondare le transizioni di fase nei sistemi allo stato solido. Analizzando le distinte dinamiche di recupero dei due ordini CDW in ErTe₃ in seguito all’eccitazione luminosa, riveliamo un nuovo meccanismo di nucleazione e crescita che probabilmente guida la transizione di fase CDW secondaria. In termini più generali, questo lavoro fornisce un quadro di riferimento nel dominio del tempo per lo studio delle transizioni di fase e della competizione di fase nei materiali quantistici.

Dettagli della Pubblicazione

Yifan Su et al, Time-domain identification of distinct mechanisms for competing charge density waves in a rare-earth tritelluride, Nature Physics (2026). DOI: 10.1038/s41567-026-03382-5

 

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