
Le statine rappresentano una delle categorie di farmaci più prescritte e salvavita al mondo, utilizzate quotidianamente da oltre 200 milioni di persone per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e prevenire infarti e ictus. Sebbene siano farmaci estremamente efficaci nel bloccare un enzima chiave nella produzione di colesterolo, un’alta percentuale di pazienti lamenta effetti collaterali legati ai muscoli scheletrici. Questi disturbi variano da lievi crampi e stanchezza fino alla rabdomiolisi, una condizione rara ma potenziale causa di morte in cui il tessuto muscolare si distrugge rapidamente rilasciando sostanze dannose nel sangue.
Per decenni la comunità scientifica ha cercato di capire se questo dolore fosse un effetto secondario generico o se le molecole di farmaco andassero a colpire direttamente strutture specifiche dei nostri muscoli. Oggi, grazie a una ricerca avanzata condotta da scienziati della University of British Columbia e della University of Wisconsin-Madison, pubblicata sulla rivista Nature Communications, abbiamo finalmente la risposta. Utilizzando la crio-microscopia elettronica (cryo-EM) ad altissima risoluzione, i ricercatori hanno dimostrato che il principio attivo atorvastatina si lega direttamente a un canale ionico fondamentale per la contrazione muscolare, chiamato recettore della ryanodina di tipo 1 (RyR1), forzandone l’apertura e provocando una perdita incontrollata di calcio dai depositi cellulari.
Questa scoperta chiarisce un mistero medico durato anni e fornisce una mappa molecolare dettagliata per riprogettare le statine del futuro, mantenendo inalterata la loro capacità di proteggere il cuore ma eliminando completamente i dolori muscolari.
Il funzionamento del motore dei nostri muscoli e il ruolo del calcio
Per comprendere la portata di questo studio, occorre fare un piccolo viaggio all’interno delle nostre cellule muscolari. Ogni volta che decidiamo di muovere un braccio, correre o semplicemente camminare, il cervello invia un segnale elettrico ai muscoli. All’interno delle cellule muscolari esiste un serbatoio interno specializzato nel trattenere gli ioni calcio ($Ca^{2+}$), denominato reticolo sarcoplasmatico.
Il recettore RyR1 funge da vero e proprio cancello molecolare situato sulla membrana di questo serbatoio. In condizioni normali, quando arriva l’impulso nervoso, il canale RyR1 si apre e rilascia un’ondata rapida di calcio nel citoplasma della cellula, innescando la contrazione delle fibre muscolari. Una volta completato il movimento, speciali pompe riassorbono il calcio e il canale RyR1 si chiude, permettendo al muscolo di rilassarsi.
Se il canale RyR1 rimanesse aperto quando non dovrebbe, il calcio continuerebbe a fuoriuscire costantemente. Questa perdita continua di calcio provoca una serie di problemi a catena:
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Stanchezza cronica e debolezza, poiché le riserve energetiche della cellula vengono continuamente consumate per tentare di riassorbire il calcio in eccesso.
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Crampi e dolore muscolare, causati dallo stato di parziale ed involontaria contrazione persistente delle fibre.
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Danno cellulare e rabdomiolisi, nei casi più gravi, dove l’accumulo eccessivo di calcio attiva enzimi digestivi interni alla cellula che distruggono la struttura del muscolo stesso.
Il bersaglio inatteso e la scoperta con la crio-microscopia elettronica
Il target terapeutico ufficiale per cui le statine sono state progettate è l’enzima HMG-CoA reduttasi (HMG-CoA-R), responsabile della sintesi del colesterolo nel fegato. Tuttavia, diversi indizi genetici e clinici avevano suggerito un coinvolgimento accidentale del canale muscolare RyR1. Pazienti affetti da anomalie genetiche nel gene RYR1, come coloro predisposti all’ipertermia maligna (MH) o affetti da central core disease (CCD), mostravano una spiccata intolleranza e reazioni muscolari molto severe dopo l’assunzione di statine.
Non era chiaro se le statine interagissero direttamente con la proteina RyR1 o se gli effetti derivassero da vie metaboliche secondarie. Per risolvere il dilemma, il team di ricerca ha utilizzato la crio-microscopia elettronica (cryo-EM), una tecnica all’avanguardia che congelando istantaneamente le molecole biologiche a temperature criogeniche consente di scattare fotografie tridimensionali della struttura atomica delle proteine mentre interagiscono con i farmaci.
I risultati hanno confermato in modo inequivocabile che l’atorvastatina si lega direttamente al canale RyR1, rivelando un meccanismo d’azione del tutto inaspettato e peculiare nel panorama della farmacologia moderna.
Il meccanismo di apertura sequenziale a triplette
A differenza della maggior parte dei farmaci, che agiscono legandosi singolarmente a una tasca specifica della proteina target, l’atorvastatina adotta un comportamento cooperativo a triplette. La proteina RyR1 è un enorme complesso simmetrico formato da quattro subunità identiche (un tetramero). La ricerca ha mostrato che in presenza del farmaco, ben dodici molecole di atorvastatina si legano contemporaneamente alla regione transmembrana del canale, ovvero tre molecole per ciascuna subunità.
Il processo di attivazione e apertura del canale avvengono attraverso una sequenza ben precisa di eventi strutturali:
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Aggancio della prima molecola nello stato chiuso: Quando il canale si trova nello stato chiuso, una singola molecola di atorvastatina (denominata AtorC o Ator1) riesce a posizionarsi in una fenditura vicina al dominio di passaggio degli ioni. Questo primo legame non apre immediatamente il canale, ma provoca un lieve spostamento di circa $1{,}5\text{ \AA}$ nei segmenti elicoidali vicini, inclinando leggermente la struttura e predisponendo il canale a una successiva apertura.
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Reclutamento di due ulteriori molecole: Quando il canale oscilla verso la configurazione aperta, si crea lo spazio per l’ingresso di altre due molecole di farmaco (chiamate Ator2 e Ator3) nella regione denominata pseudo-voltage sensing domain (pVSD).
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Interazione farmaco-farmaco e ingombro sterico: Le tre molecole di atorvastatina formano un fitto reticolo di contatti non solo con gli amminoacidi della proteina RyR1, ma anche direttamente tra di loro attraverso interazioni idrofobiche e d’insieme aromatico tra i loro anelli molecolari.
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Allargamento forzato della struttura: L’accumulo fisico di queste tre molecole all’interno della cavità pVSD crea un vero e proprio ingombro sterico. Le molecole Ator2 e Ator3 spingono letteralmente l’elica transmembrana S4 e il linker S4-S5 allontanandoli dal resto della struttura.
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Apertura del poro ionico: Il movimento forzato del linker S4-S5 si ripercuote direttamente sulle eliche S5 e S6 che delimitano il poro centrale, espandendo il diametro del canale e lasciando scorrere liberamente gli ioni calcio.
Questo meccanismo ricorda in modo sorprendente il funzionamento dei canali ionici regolati da voltaggio, dove lo spostamento di un dominio sensore forza l’apertura del poro centrale.
Prospettive per la progettazione delle statine di nuova generazione
La scoperta non rappresenta soltanto un chiarimento di anatomia molecolare, ma offre la chiave strategica per progettare nuove statine prive di effetti collaterali muscolari.
Mettendo a confronto la struttura del bersaglio primario (l’enzima HMG-CoA reduttasi) con quella del bersaglio accidentale (RyR1), i ricercatori hanno evidenziato una differenza fondamentale nel modo in cui l’atorvastatina interagisce con le due proteine:
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Nel bersaglio primario (HMG-CoA-R): La parte idrofila della molecola, la catena di acido diidrossi eptanoico, affonda profondamente nel sito attivo dell’enzima ed è essenziale per bloccare la produzione di colesterolo. I gruppi aromatici idrofobici sporgono invece verso l’esterno dell’enzima.
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Nel bersaglio accidentale (RyR1): Avviene esattamente il contrario. L’interazione con il canale muscolare RyR1 è guidata quasi esclusivamente dalla parte idrofobica e dagli anelli aromatici del farmaco, mentre la catena idrofila fornisce un contributo marginale.
I chimici farmaceutici possono sfruttare questo punto debole aprendo la strada a una nuova ingegnerizzazione della molecola: aggiungendo specifici gruppi chimici ingombranti sugli anelli aromatici dell’atorvastatina, si può creare un ostacolo spaziale (impedimento sterico) che impedisce all’atorvastatina di infilarsi nelle strette cavità del canale muscolare RyR1. Al contempo, poiché i gruppi aromatici puntano verso l’esterno quando la statina si lega all’enzima HMG-CoA reduttasi, queste modifiche non altereranno in alcun modo la capacità del farmaco di abbassare il colesterolo nel sangue.
Approfondimenti tecnici e analisi molecolare dal documento scientifico
Per i lettori che desiderano un livello di dettaglio avanzato, la seguente sezione analizza le evidenze biofisiche, le misurazioni strutturali e le implicazioni genetiche emerse dalla ricerca pubblicata.
Determinazione della struttura tridimensionale ed evidenze elettrofisiologiche
L’analisi mediante crio-microscopia elettronica ad alta risoluzione del complesso RyR1-atorvastatina ha consentito la ricostruzione di mappe di densità elettronica a una risoluzione fino a $3{,}1\text{ \AA}$ per il controllo e $3{,}4\text{ \AA}$ per la conformazione aperta legata al farmaco. In presenza di concentrazioni attivanti di calcio ($36\text{ }\mu\text{M}$) e caffeina ($2\text{ mM}$), la percentuale di particelle di canale nella conformazione aperta è passata dallo $0\%$ del campione di controllo (contenente solo solvente DMSO al $2\%$) a ben il $64\%$ in presenza di atorvastatina. Questo dato prova che l’atorvastatina non è un semplice modulatore passivo, ma un vero e proprio attivatore diretto del poro ionico.
Topologia del dominio pVSD e contatti amminoacidici specifici
Il canale RyR1 è un omotetramero da circa $2{,}2\text{ MDa}$. Ciascun protomero possiede sei eliche transmembrana (da S1 a S6). Le eliche da S1 a S4 costituiscono il dominio pVSD (pseudo-voltage sensing domain), privo della capacità di percepire la carica elettrica di membrana ma fondamentale per la regolazione allosterica del canale.
Le tre molecole di atorvastatina occupano posizioni ben definite all’interno della cavità formata dal pVSD e dai domini adiacenti del protomero vicino:
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Molecola Ator1: Si posiziona a ridosso dell’elica S4 e dell’elica S5′ del protomero adiacente. Forma un legame a idrogeno tra la sua catena di acido diidrossi eptanoico e la proteina, mentre la porzione idrofobica prende contatto con i residui Val4820, Lys4835, Val4838, Met4839 e Gly4842.
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Molecola Ator2: Risiede nella fenditura tra le eliche S1 e S4. La catena idrofila stabilisce un’interazione ionica con il residuo Arg4824 situato nel linker S4-S5. Gli anelli aromatici formano un fitto impilamento idrofobico ($\pi$-stacking) con Phe4564 e contatti con Arg4215, Phe4219, Leu4567 e Ile4816.
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Molecola Ator3: Interagisce contemporaneamente con le eliche S1, S3, S4 e con il dominio Thumb-and-Forefinger (TaF). Stabilisce un legame a idrogeno tra il suo gruppo carbamoilico e il residuo Gln4216 nel dominio TaF, un’interazione ionica aggiuntiva con Arg4824 nel linker S4-S5, e contatti idrofobici con Phe4559, Tyr4560, Arg4563, Leu4792, Ser4788, Tyr4791 e Met4818.
Confronto con gli insetticidi diamidici e selettività di isoforma
Interessante è il confronto con il sito di legame degli insetticidi diamidici (come il chlorantraniliprole), utilizzati in agricoltura e noti per attivare i recettori della ryanodina negli insetti. Il chlorantraniliprole si lega all’interno dello stesso dominio pVSD, in una posizione molto simile a quella occupata da Ator3. Tuttavia, l’atorvastatina penetra più in profondità ed esercita uno spostamento meccanico dell’elica S4 decisamente più marcato, evidenziando il dominio pVSD come un hotspot allosterico universale per l’apertura del canale.
L’analisi della sequenza amminoacidica spiega anche perché le statine provocano dolori ai muscoli scheletrici ma non mostrano una cardiotossicità diffusa. L’isoforma cardiaca del recettore, RyR2, differisce da RyR1 per tre amminoacidi chiave nella tasca di legame del farmaco:
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La fenilalanina Phe4564 di RyR1 è sostituita da una metionina (Met4504) in RyR2, riducendo l’impilamento aromatico con Ator2.
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La valina Val4820 di RyR1 è sostituita da una fenilalanina bulky (Phe4750) in RyR2, generando un grave ingombro sterico che impedisce l’alloggiamento di Ator1 e AtorC.
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La metionina Met4839 di RyR1 è sostituita da una leucina (Leu4769) in RyR2.
Queste variazioni strutturali impediscono o riducono drasticamente l’affinità dell’atorvastatina per il canale cardiaco RyR2, preservando la funzionalità del tessuto miocardico.
Presenza di una densità secondaria nel sito di legame dell’ATP
Nello stato aperto legato all’atorvastatina, la ricostruzione cryo-EM ha mostrato una densità elettronica addizionale ma debole localizzata nella tasca d’interfaccia tra il dominio C-terminale (CTD), l’estensione dell’elica S6 e il dominio TaF. Questo sito è la tasca canonica di legame dell’ATP, un noto attivatore fisiologico del canale. Sebbene la densità sia meno definita a causa di una possibile occupazione parziale o eterogeneità conformazionale, la sua presenza suggerisce che l’atorvastatina possa occupare accessoriamente anche questo sito. Tuttavia, in condizioni fisiologiche cellulari, dove la concentrazione di ATP è nell’ordine dei millimolari, si ritiene che questa tasca rimanga prevalentemente occupata dall’ATP fisiologico.
Impatto delle mutazioni patogene e la variante R615C
Per comprendere la particolare suscettibilità di alcuni pazienti, i ricercatori hanno purificato il canale RyR1 portatore della mutazione R615C (equivalente alla variante umana R614C), nota per causare l’ipertermia maligna. Questa mutazione si trova nel mantello citosolico del canale, all’interfaccia tra il dominio N-terminale e il bridging solenoid.
Sottoposto allo stesso trattamento con atorvastatina, il mutante R615C ha mostrato una quota di canali in configurazione aperta pari all’$81\%$, contro il $64\%$ del canale wild-type. La variazione amminoacidica destabilizza lo stato chiuso del canale a causa della perdita di interazioni ioniche al punto cerniera di chiusura, abbassando la barriera energetica necessaria al farmaco per forzare l’apertura del poro. Questo spiega scientificamente perché i pazienti portatori di varianti genetiche nel gene RYR1 sviluppino mialgie severe o rabdomiolisi anche a dosaggi standard di statine.
Flusso strutturale della cascata di eventi molecolari
L’intero ciclo di attivazione del canale RyR1 indotto dall’atorvastatina può essere riassunto nella seguente sequenza funzionale:
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Stato chiuso a riposo: Il canale RyR1 si trova con il poro chiuso, impedendo il passaggio degli ioni calcio dal reticolo sarcoplasmatico.
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Aggancio iniziale (AtorC): Una singola molecola di atorvastatina si lega per protomero tra il dominio pVSD e il poro, inclinando la sua struttura per evitare collisioni steriche con l’elica S4.
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Innesco e spostamento coordinato: Si verifica uno spostamento locale di circa $1{,}5\text{ \AA}$ dell’elica S5′ e del linker S4-S5, associato a una traslazione verso il basso di $2\text{-}3\text{ \AA}$ del mantello citosolico, creando la conformazione pre-attivata.
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Ingresso della tripletta (Ator1, Ator2, Ator3): L’allargamento della cavità pVSD permette l’ingresso di due ulteriori molecole di atorvastatina per subunità.
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Spinta sterica sulle eliche regolatorie: Le molecole Ator2 e Ator3 esercitano una pressione meccanica che spinge l’elica S4 e il linker S4-S5 lontano dall’asse del pVSD.
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Apertura del poro ionico: Lo spostamento del linker S4-S5 trasla le eliche della parete del poro (S5 e S6), espandendo il raggio del canale e permettendo la perdita costante di ioni calcio.
Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.
Abstract
Le statine sono la classe di farmaci più prescritta e inibiscono un enzima chiave nella via di biosintesi del colesterolo. Molti pazienti hanno riportato sintomi muscolari da lievi a gravi e un sottogruppo è a rischio di rabdomiolisi. Le varianti di sequenza del recettore della rianodina RyR1, presente nel muscolo scheletrico, sono correlate all’intolleranza alle statine, ma non era chiaro se RyR1 potesse legare direttamente le statine. In questo studio, riportiamo le strutture di RyR1 ottenute tramite crio-microscopia elettronica in assenza e in presenza di atorvastatina, stabilendo definitivamente che RyR1 è un bersaglio non intenzionale. I nostri risultati mostrano una modalità di legame insolita, in cui tre molecole di atorvastatina si legano tra loro in una fessura formata dal dominio di pseudo-rilevamento del voltaggio, interagendo ampiamente tra loro e con RyR1. L’atorvastatina attiva RyR1 in modo sequenziale, per cui una statina per subunità può legarsi alla regione transmembrana di un RyR1 chiuso, con piccole perturbazioni strutturali che preparano il canale all’apertura. Il legame di due statine aggiuntive per subunità è associato a un allargamento del dominio di rilevamento pseudovoltaggio che innesca l’apertura del poro. Il confronto con il legame dell’atorvastatina all’HMG-CoA reduttasi, il suo bersaglio previsto, offre indizi su come modificare la statina per ridurre il legame con RyR1, lasciando inalterato il legame con l’HMG-CoA reduttasi.
- Steven Molinarolo, Carmen R. Valdivia, Héctor H. Valdivia, Filip Van Petegem. Cryo-electron microscopy reveals sequential binding and activation of Ryanodine Receptors by statin triplets. Nature Communications, 2025; 16 (1) DOI: 10.1038/s41467-025-66522-0
