Gli scienziati hanno costruito un rivoluzionario motore molecolare che ruota in entrambe le direzioni utilizzando l'elettricità, ispirandosi a una macchina inventata più di 2.000 anni fa. Ancor più straordinario, la sua rotazione può aumentare la conduttività elettrica fino a 100 volte, trasformando potenzialmente il futuro dell'elettronica molecolare.
Gli scienziati hanno costruito un rivoluzionario motore molecolare che ruota in entrambe le direzioni utilizzando l’elettricità, ispirandosi a una macchina inventata più di 2.000 anni fa. Ancor più straordinario, la sua rotazione può aumentare la conduttività elettrica fino a 100 volte, trasformando potenzialmente il futuro dell’elettronica molecolare.  Immagine Crediti: AI/TheSolver.It

La scienza ha appena superato un confine che sembrava appartenere alla fantascienza, rimpicciolendo una delle intuizioni meccaniche più antiche della storia umana fino alla scala di una singola molecola. Un team internazionale di ricercatori ha infatti progettato e realizzato un motore molecolare microscopico, alimentato direttamente dall’elettricità, capace non solo di girare su comando, ma anche di invertire la direzione della propria rotazione e di decuplicare l’efficienza del passaggio della corrente. Questo traguardo apre le porte a una nuova era tecnologica, in cui i confini tra meccanica e nanotecnologia si fondono in modo sorprendente.

Il fascino millenario della vite di Archimede applicato al mondo invisibile

Per comprendere la portata di questa innovazione, bisogna fare un salto indietro nel tempo di oltre duemila anni. L’ispirazione di base arriva direttamente dalla celebre vite di Archimede, un dispositivo nato nell’antichità per spostare l’acqua in salita sfruttando una spirale rotante. Gli scienziati moderni hanno saputo tradurre questo principio geometrico in un contesto radicalmente diverso, sostituendo il liquido con un flusso di elettroni.

Il componente principale di questa macchina è una struttura a spirale incredibilmente complessa e minuscola, creata dal gruppo del professor Michael Pittelkow presso l’ Università di Copenaghen. Questa molecola, che misura appena pochi milionesimi di millimetro, possiede un tratto distintivo fondamentale: può essere agganciata saldamente a superfici d’oro grazie ad atomi di zolfo strategicamente posizionati.

La magia del movimento prende forma nei laboratori del Weizmann Institute of Science in Israele, dove i ricercatori guidati dal professor Oren Tal e dal dottor Anil Kumar Singh sono riusciti a sospendere singole molecole a spirale tra due punte d’oro affilate a livello atomico. Modificando con precisione chirurgica la distanza tra questi elettrodi, il team ha potuto allungare o comprimere la vite molecolare, preparandola a ricevere l’impulso energetico.

Come gli elettroni mettono in moto la materia invisibile

Il funzionamento di questo motore si basa su un principio fisico affascinante e intuitivo. Quando gli scienziati applicano una tensione elettrica ai capi dei due elettrodi d’oro, gli elettroni iniziano a viaggiare attraverso la molecola a spirale. Nel compiere questo percorso, i minuscoli corpuscoli carichi trasferiscono momento angolare alla struttura circostante.

Questo fenomeno dinamico si comporta esattamente come una turbina eolica mossa dal vento:

  • Il flusso di elettroni attraversa la spirale con una forza costante.

  • La forma geometrica della molecola, simile a una filettatura destrorsa o sinistrorsa , determina la risposta univoca al passaggio della corrente.

  • Superata una determinata soglia di tensione, il movimento si trasforma in una rotazione continua e stabile.

  • Modificando la polarità della tensione, la direzione di rotazione cambia istantaneamente in modo perfettamente controllabile.

Il mistero del salto di corrente e la collaborazione globale

Durante i test sperimentali, i ricercatori hanno osservato un comportamento anomalo e straordinario: la molecola, mentre ruotava, conduceva l’elettricità con un’efficienza enormemente superiore rispetto a quando si trovava in posizione di riposo. Per svelare questo enigma, è entrata in gioco la fisica teorica attraverso le simulazioni di meccanica quantistica condotte dal professor Fabian Pauly e dai suoi collaboratori Léon Martin e Yuta Ito presso l’ Università di Augusta, utilizzando il supercomputer LiCCA.

I calcoli avanzati hanno dimostrato che la conduttività elettrica dipende in modo diretto dall’angolo di rotazione della molecola, subendo un incremento fino a due ordini di grandezza (cento volte tanto) durante il movimento. La ragione risiede nel fatto che le configurazioni geometriche più favorevoli al passaggio degli elettroni sono proprio quelle che la molecola evita naturalmente quando è immobile; è soltanto la forza della rotazione a renderle accessibili. Grazie al supporto teorico dei fisici Per Hedegård e Jing-Tao Lü, il team internazionale è riuscito a costruire un modello capace di spiegare perfettamente ogni dettaglio di questo comportamento.

Orizzonti futuri per l’elettronica molecolare e la miniaturizzazione

Le implicazioni di questa scoperta vanno ben oltre la semplice curiosità scientifica. La capacità di controllare con precisione la rotazione meccanica tramite l’elettricità, e viceversa, apre strade inedite per lo sviluppo di componenti avanzati basati sulla spintronica e su sistemi microfluidici in grado di manipolare volumi infinitesimali di materia. Siamo di fronte a un cambio di paradigma totale nella progettazione di macchine collocate ai confini estremi della miniaturizzazione.

Approfondimenti tecnici e meccanismi quantistici dello studio

  • Architettura del nanocontatto: Il sistema si basa su una configurazione in cui una singola molecola elicoidale funge da ponte elettromeccanico tra due elettrodi metallici macroscopici, riducendo i fenomeni di dissipazione energetica macroscopica e massimizzando l’interazione coerente tra trasporto di carica e gradi di libertà vibrazionali/rotazionali.

  • Simulazioni DFT e dinamica molecolare quantistica: L’uso della teoria del funzionale della densità (DFT) combinata con il formalismo delle funzioni di Green di non equilibrio (NEGF) ha permesso di mappare il tensore di conduttività in funzione della coordinata generalizzata di rotazione della spira molecolare.

  • Accoppiamento elettrone-fonone: Il trasferimento di momento angolare dagli elettroni di non equilibrio alla struttura molecolare è mediato da forti interazioni anarmoniche locali, le quali stabiliscono una transizione di fase dinamica da un regime stazionario a un regime di rotazione macroscopicamente coordinata al di sopra del valore di soglia della tensione di soglia ( $V_{th}$).

  • Riferimento bibliografico primario: La ricerca originale è stata pubblicata sulla rivista internazionale Nature con il titolo Current-Driven Molecular Machine with Rotation-Enhanced Conductance (DOI: 10.1038/s41586-026-11312-x), a testimonianza del rigore metodologico e dell’importanza strategica della scoperta.

Traduzione abstract. La disponibilità dello studio completo, in accesso libero o riservato, è verificabile tramite il link del DOI nel box sotto se disponibile.

Abstract

Per oltre due millenni, le viti di Archimede sono state utilizzate per il pompaggio dell’acqua e, più recentemente, come turbine nelle centrali idroelettriche. La loro struttura a pale elicoidali, essenziale per la loro funzione, si trova anche in molecole e nanostrutture chirali, dove è stato proposto che la corrente elettrica iniettata generi una rotazione mediata dalla coppia. Qui presentiamo una macchina molecolare azionata dalla coppia con un rotore azionato da corrente elettrica e conduttanza aumentata dalla sua rotazione. Sospendendo una molecola di elicene tra due punte di elettrodo, mostriamo che una tensione applicata induce un movimento molecolare ciclico con una preferenza direzionale del 100% che può essere invertita dalla polarità della tensione. Al di sopra di una soglia di tensione, la corrente attraverso la molecola rotante è significativamente aumentata e l’inizio dell’aumento è regolato allungando o comprimendo la molecola elicoidale. Tali effetti erano assenti nelle precedenti giunzioni molecolari elicoidali, probabilmente a causa di differenze strutturali e operative. I calcoli mostrano che la rotazione molecolare mediante forze indotte dalla corrente spiega sia il movimento ciclico osservato che l’aumento della corrente. Questo meccanismo prevede una transizione dalla rotazione a gradini alla rotazione continua a una tensione di soglia, con conseguente aumento della corrente poiché la rotazione consente di assumere configurazioni altamente conduttive non accessibili a riposo. Il nostro lavoro introduce un prototipo per una nuova classe di macchine molecolari azionate da coppia, caratterizzate da una perfetta unidirezionalità del rotore e da una significativa modulazione della corrente.

Dettagli della Pubblicazione

  1. Anil Kumar Singh, León Martin, Matea Sršen, Freja Schou Guttesen, Bing-Zhong Hu, Yuta Ito, Stephan Korsgaard Pedersen, Fadhil Suleiman Kamounah, Fabian Pauly, Michael Pittelkow, Jing-Tao Lü, Per Hedegård, Oren Tal. Current-Driven Molecular Machine with Rotation-Enhanced Conductance. Nature, 2026; DOI: 10.1038/s41586-026-11312-x

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