Archivi

Usa il pulsante e con una piccola donazione ricevi il Libro

Io Il Genio della Matematica

By clicking the button below, I agree with the Terms & Conditions.
















RACCOLTA FONDI

RACCOLTA FONDI
Donare significa
Liberare l’Informazione
Liberare la Cultura


I contenuti del sito sono apprezzati, condivisi e consultati con migliaia di lettori potenzialmente interessati alla vostra attività. Potete contattare il Team per inserire un vostro banner.  Quello che chiediamo è solo un contributo spese per il mantenimento del sito. CONTATTATECI

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Buste di plastica per la spesa: addio entro due mesi

plastic-shopping-bags

Con i giorni contati i sacchetti di plastica leggere del supermercato e altro materiale a impatto ambientale; da ridurre anche le commissioni sui pagamenti con carta di credito.

Entro massimo due mesi l’Italia si dovrà adeguare alla direttiva dell’Unione Europea [1]che impone la riduzione dell’utilizzo di buste di plastica in materiale leggero (quelle utilizzate per fare la spesa, tanto per intenderci) e una campagna di informazione dei consumatori per aumentare la consapevolezza sull’impatto ambientale che può avere l’utilizzo di tale materiale. Lo prevede la legge di delegazione europea appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale [2].

La storia dei sacchetti di plastica usati al supermercato (anche chiamati shopper) conosce, nel nostro Paese, una lunga storia: da un primo periodo in cui se ne faceva ampio uso (le buste erano anche di materiale particolarmente consistente) all’attuale sistema dove sono imposte le buste in materiale biodegradabile o, in alternativa, isacchetti in cartone. Sacchetti di cartone, tuttavia, che se all’estero costituiscono la regola, in Italia sono stati visti sempre con particolare diffidenza dal consumatore. La tradizionale busta di plastica della spesa, difatti, viene per lo più riutilizzata dalle famiglie anche per altri scopi, ce n’è sempre un ampio ventaglio in casa pronto per ogni evenienza. Senonché una legge del 2012 ne ha dettato le specifiche tecniche, stabilendo che gli “shopperini“, i sacchetti in plastica usa e getta che utilizziamo tutti i giorni per portare a casa la spesa, devono essere in plastica completamente biodegradabile e compostabile. Deve essere possibile, quindi, gettare il sacchetto nel contenitore dell’umido della raccolta differenziata. I negozianti che non si adeguano, e continuano a vendere sacchetti non conformi alla nuova legge, rischiano una multa da 2.500 a 25.000 euro.

Con la nuova legge europea, invece, viene imposto l’ulteriore riduzione dei sacchetti di plastica, che a breve potrebbero essere completamente sostituiti dalle bag in cartone, quelle che vediamo nei film americani tanto per intenderci e di cui alcuni supermercati (specie quelli appartenenti a catene straniere) sono già attrezzati.

Commissioni per pagamenti con carta

Inoltre la legge di delegazione europea prevede l’obblio, entro un anno, di uniformare le commissioni interbancarie per i pagamenti fatti con carta di credito o di debito (bancomat): la Ue, con Regolamento, ci ha imposto l’applicazione di massimali uniformi delle commissioni interbancarie sulle transazioni di pagamento nazionali e transnazionali effettuate tramite carta in tutto il territorio dell’Unione.

Entro un anno bisognerà anche recepire le regole europee sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e sulle diciture che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare.

In ultimo la legge europea impone all’Italia di adeguarsi per quanto riguarda la qualità della benzina e del diesel, oltre che alla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

[1] Direttiva UE n. 2015/720.

[2] Legge di delegazione europea n. 170/2016.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather
Voci da Twitter

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, nè del contenuto dei siti linkati.
Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email a info@thesolver.it e saranno immediatamente rimossi.