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ESPANSIONE ACCELERATA ED ENERGIA OSCURA

 SOLIDE PROVE A FAVORE

expansion-of-the-universe

uno studio che metteva in questione l’espansione accelerata dell’universo e l’esistenza dell’energia oscura, sulla base dell’analisi delle curve di luce di oltre 700 supernovae di tipo Ia. Lo studio considerava solo marginali le prove a sostegno dell’espansione accelerata, attaccando così uno dei cardini della cosmologia contemporanea.

La questione ovviamente non è passata inosservata ed è arrivata pronta la risposta della comunità scientifica. In un articolo pubblicato su Scientific American il 26 ottobre, Dan Scolnic e Adam G. Riess (uno dei vincitori del Nobel per la scoperta dell’espansione accelerata) fanno il punto della situazione, contestando le conclusioni presentate dai tre autori del recente studio sulle supernovae di tipo Ia.

In primo luogo – sostengono Scolnic e Riess – quelle conclusioni sono inficiate dal fatto che l’analisi delle curve di luce delle supernovae di tipo Ia è stata fatta senza inserire alcune correzioni, necessarie caso per caso (relative per esempio al valore dell’estinzione luminosa nella direzione dell’esplosione), di cui avevano invece correttamente tenuto conto molti altri studi precedenti.

Ma, anche senza tener conto di queste correzioni, cioè partendo dal discutibile assunto che quelle supernovae siano tutte uguali, l’evidenza a sostegno dell’espansione accelerata e, di conseguenza, dell’energia oscura, non è affatto marginale. Un livello di confidenza di 3 sigma corrisponde infatti a una probabilità del 99,7 per cento, che è di per sé molto alta, anche se non esclude altre possibilità.

Ciò che, però, rende davvero insostenibili le conclusioni dello studio – scrivono Scolnic e Riess – è che non ha tenuto conto del fatto che le prove a sostegno dell’espansione accelerata dell’universo e dell’esistenza dell’energia oscura non provengono soltanto dalle supernovae di tipo Ia.

Esiste infatti una schiacciante mole di dati che, considerata tutta insieme, innalza la probabilità dell’espansione accelerata e dell’energia oscura fino al 99,99999 per cento, a un passo cioè dalla certezza assoluta.

Queste prove si ricavano da almeno altre tre fonti:

– piccole fluttuazioni nella radiazione cosmica di fondo (CMB o Cosmic Microwave Background);

– l’impronta lasciata da queste fluttuazioni sulla distribuzione delle galassie nell’universo osservabile, che formano onde chiamate oscillazioni barioniche acustiche (BAO o baryon acoustic oscillations);

– il contenuto totale di materia, come somma di materia comune e materia oscura, presente nell’universo, determinato da diverse fonti.

Quando si mettono insieme i dati provenienti dall’analisi delle curve di luce delle supernovae di tipo Ia con questi altri elementi di prova, l’evidenza a favore dell’espansione accelerata dell’universo e dell’energia oscura è semplicemente schiacciante (l’intersezione di tutte le fonti di prova è rappresentata nel grafico allegato al post, in cui SN sta per supernovae).

In conclusione, le fondamenta della cosmologia contemporanea sono più che solide e ci vuole altro per mettere in discussione l’espansione accelerata dell’universo e l’energia oscura.

Cosa sia poi esattamente questa energia oscura è ancora tutto da determinare. È senz’altro uno dei maggiori problemi, anzi misteri, della ricerca scientifica contemporanea. Schiere di ricercatori sono all’opera per cercare di far luce sulla natura di quest’energia, che è tuttavia ancora ben lontana dall’essere compresa.

Per approfondire:
https://medium.com/starts-with-a-bang/new-supernova-results-is-the-universe-not-accelerating-8a89a3a44bc9#.qaelbt32z

 

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