IL FUNGO CHE ALLUNGA LA VITA
IL FUNGO CHE ALLUNGA LA VITA
 
 

Dr. Alberto Zampedri
Revisione Articolo Originale Dr. Alberto Zampedri 
DOTTORE FARMACISTA, GALENISTA, ESPERTO IN MEDICINA NATURALE, NUTRACEUTICA, OMEO, FITO E MICOTERAPIA
Farmacia Di Paitone Gibelli 
farmacia di Paitone Gibelli
Via Italia 55/A, 25080 Paitone (BS)

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Alberto Zampedri

FUNGO CHAGA

DETTO IL FUNGO CHE ALLUNGA LA VITA
I siberiani lo bevono quotidianamente e vivono in salute e forza dagli 85 ai 100 anni (non in uno stato di degenza in un ospizio). Gli antichi cinesi lo hanno da sempre considerato come un fattore di longevità, ed i Giapponesi e Coreani lo usano regolarmente e infatti risultano essere tra le popolazioni più longeve al mondo.
Questo è dovuto agli adattogeni, agli antiossidanti e alle proprietà coadiuvanti anti-tumorali di questo fungo.
 
POTENTE NEL COLPIRE LE CELLULE TUMORALI
La polvere di chaga è un rimedio tradizionale considerato una panacea da tantissime tradizioni per millenni. La moderna scienza medica ne ha analizzato l’interessante attività antitumorale in molti studi in vitro [1, 2, 3]. Le sostanze in esso contenute sarebbero infatti in grado di aggredire le cellule tumorali in modo selettivo senza però causare danni a quelle sane, come invece avviene con la maggior parte dei chemioterapici oggi usati nella terapia del cancro.
Nelle regioni dove se ne fa infatti tradizionalmente uso, l’incidenza di patologie oncologiche è molto più bassa che in altre zone del mondo.
Questa sua efficacia naturale contro il cancro è dovuta in gran parte all’acido betulinico, che previene lo sviluppo tumorale e uccide le cellule cancerogene senza intaccare quelle sane. Inoltre, ha potenti effetti antinfiammatori e meccanismi di apoptosi che distruggono le cellule danneggiate. Se assunto durante le cure chemioterapiche convenzionali, il Chaga aiuta a sollevare gli effetti collaterali e a stimolare il sistema immunitario.
LA SOSTANZA NATURALE PIU’ ANTIOSSIDANTE CHE ESISTA
I SOD (superossidismutasi o O2-) sono gli enzimi antiossidanti più importanti per l’organismo che mantengono la membrana cellulare elastica e in salute. Essi diminuiscono con gli anni e hanno come effetto l’invecchiamento, mentre una vita sana e una giusta attività fisica mantengono alti i suoi livelli ritardando l’invecchiamento.
Il Chaga ha la più alta quantità di SOD di tutti i nutrienti finora scoperti, esso ne contiene ben cinquanta volte di più degli altri funghi medicinali.
Gli alti livelli di melanina contenuti nel Chaga (responsabili del suo colore nero) hanno un effetto antiossidante protettivo del DNA, che combattono le radiazioni attivando la ghiandola pineale.
L’uso costante nel tempo del Chaga alcalinizza il pH del corpo umano contrastando i radicali liberi, alleviando lo stress ed eliminando l’acidità che è responsabile dell’insorgere della maggior parte delle malattie.
L’elemento più potente di questo fungo è l’acido del Chaga, che secondo quanto affermato dagli scienziati russi, equilibra il metabolismo e lascia il suo effetto curativo in tutto l’organismo e tessuti del corpo umano. I benefici più evidenti sono i potentissimi effetti antiossidanti che, come puoi vedere dall’immagine sotto, superano tutte le più famose bacche antiossidanti come l’Acai e le Goji.
Indicazioni: Dolori articolari, convalescenza dopo malattie prolungate, stati di stress, affaticamento, anti-invecchiamento, malattie autoimmuni, malattie da raffreddamento, infiammazioni, dolori articolari, preparazione atletica.
Il chaga è inoltre un vero e proprio superfood dotato di una spiccata attività anti-invecchiamento, antiossidante e soprattutto adattogena. Perfetto quindi per chi conduce una vita stressante e piena di impegni, il chaga aiuta a migliorare la salute del nostro organismo, riducendo l’azione dannosa dei radicali liberi, e predisponendo meglio i nostri bioritmi fisiologici ad adattarsi a stress, malattie, affaticamento e traumi.
Una potente azione antinfiammatoria e immunomodulante lo rende quindi un rimedio perfetto sul lungo termine per integrare la nostra dieta con un principio antinvecchiamento di efficacia riconosciuta.
Ricerche moderne hanno dimostrato che i benefici del Chaga sono evidenziati nelle sue sostanze di valore biologicamente attive, alcune di queste non sono contenute in nessun’altra pianta.
Tra i suoi componenti principali vi sono:
– composti fenolici
– melanina
– triterpenoidi
– acido betulinico (una importante quantità)
– beta-glucani (un potentissimo polisaccaride)
– ergosterolo (vitamina D2)
– oligoelementi
– vitamine (tra cui la vitamina D)
Combinati insieme, creano un fitocomplesso dagli effetti immunomodulatori ed equilibratori del sistema ormonale. L’acido betulinico è un triterpene pentaciclico, esso è stato testato per il melanoma, per i problemi cutanei e per ritardare le infezioni da HIV. Nei polisaccaridi del Chaga sono compresi differenti tipi di legami glicosidici, ad esempio 1,3 e 1,6 beta-glucani, alfa-glucani (1,3) e, in particolar modo, i beta-D-glucani che innescano e stimolano molte risposte immunitarie per combattere le infezioni: attivando i macrofagi, i T-Helper, le cellule NK e le cellule Beta essi aumentano la produzione di anticorpi.
Gli alti livelli di melanina contenuti nel Chaga hanno un effetto antiossidante protettivo del DNA, che combattono le radiazioni attivando la ghiandola pineale. I fitonutrienti del Chaga hanno una capacità di inibire il fattore nucleare KB, un composto conosciuto che può causare la mutazione o l’auto-distruzione delle cellule sane. L’uso costante nel tempo del Chaga alcalinizza il pH del corpo umano.
Il Chaga ha la più alta quantità di SOD di tutti i nutrienti finora scoperti, esso ne contiene ben cinquanta volte di più degli altri funghi medicinali.
L’elemento più potente di questo fungo è l’acido del Chaga, che secondo quanto affermato dagli scienziati russi, equilibra il metabolismo e lascia il suo effetto curativo in tutto l’organismo e tessuti del corpo umano. I benefici più evidenti sono i potentissimi effetti antiossidanti, che piante come l’Aronia Melanocarpa e le bacche del Goji sono lontane come effetto antiossidanti del Chaga, esso occupa il primo posto nella scala ORAC, che misura i livelli di antiossidanti negli alimenti.
Il Chaga è un combattente naturale contro il cancro grazie all’acido betulinico, che previene lo sviluppo tumorale e uccide le cellule cancerogene senza intaccare quelle sane. Inoltre, ha potenti effetti antinfiammatori e meccanismi di apoptosi che distruggono le cellule danneggiate. Se assunto durante le cure chemioterapiche convenzionali, il Chaga aiuta a sollevare gli effetti collaterali e a stimolare il sistema immunitario.
Due sono gli effetti collaterali noti ad oggi del Chaga. Il primo è quello di fluidificare il sangue, quindi bisogna fare attenzione nel caso di assunzione congiunta con Aspirina o Warfarin. L’altro è di abbassare i livelli di glucosio nel sangue, anche qui si deve fare attenzione nel caso di assunzione combinata con l’insulina.
Ricerche scientifiche circa gli effetti del Chaga si sono centrate intorno al suo uso comune popolare. Oltre 1400 pubblicazioni scientifiche, in quarant’anni, indicano che il fitocomplesso di questo fungo può offrire soluzioni per combattere virus e malattie funginee, stimolare il sistema nervoso centrale, rallentare la crescita tumorale e delle cellule cancerogene, abbassare la pressione venosa e arteriosa ed i livelli di glucosio, migliorare l’elasticità e il colore dermico, disintossicare fegato, reni e milza, provocare infine un ringiovanimento generale. Questo fungo è stato approvato dal Consiglio di Ricerca Medica e dal Ministro della Salute Russa.
Riassumendo i principali benefici del fungo Chaga sono i seguenti
– Potentissimo antiossidante
– Dolori articolari
– Combatte le allergie
– Cura o previene molti tumori
– Infezioni batteriche
– Stabilizzatore della pressione sanguinea
– Affaticamento cronico
– Malattie degenerative
– Problemi digestivi
– Disturbi del sonno
– Infezioni fungine (come per esempio la Candida)
– Salute del cuore
– Cattiva circolazione
– Aumento della forza con maggiore resistenza alla fatica
– Infezioni virali
– Rafforza fortemente l’immunità
– Favorisce la perdita di peso
– Contrasta la perdita dei capelli
– Migliora la vista
– Contrasta la perdita di memoria
– Combatte la stipsi
– Regolarizza gli squilibri ormonali
– Allevia la depressione
Infiammazioni sistemica: il Chaga aiuta a eliminarle
Secondo alcune ricerche il Chaga ha proprietà antinfiammatorie molto spiccate. Per questo motivo è particolarmente utile per ridurre le infiammazioni sistemiche causate dallo stress cronico. E intervenire prima possibile su questo tipo di infiammazione è particolarmente importante. Gli studi dimostrano che essa è fra le cause principali dell’aumento delle malattie moderne, come quelle cardiovascolari, l’obesità, le malattie autoimmuni e il diabete di tipo 2.
Il Chaga (Inonotus obliquus) riduce l’infiammazione sistemica abbassando i livelli di cortisolo. Secondo alcuni studi sarebbe anche in grado di abbassare anche le infiammazioni a livello gastrointestinali. In questo modo, potrebbe essere utile nella sindrome del colon irritabile, una patologia spesso scatenata e peggiorata dalla presenza di stress cronico.
 
 
Polygonum Cuspidatum
Polygonum Cuspidatum
POLIDATINA (Polygonum Cuspidatum) E CANCRO
UNA SOSTANZA NATURALE DERIVATO DEL RESVERATROLO
Le attività biologiche del resveratrolo e dei suoi derivati glucosidici (leggi POLIDATINA) protettivi per la salute umana possono essere così sintetizzate:
ha una potente attività antiossidante, a tale attività vengono attribuite molte delle sue proprietà biologiche., il resveratrolo riduce gli effetti deleteri dello stress ossidativo sulle cellule e sui differenti tessuti. Esercita una spiccata azione protettiva sul sistema cardiovascolare..
ha attività antinfiammatoria. Il resveratrolo è in grado di modulare la produzione di ossido nitrico (NO) e la produzione di citochine regolatorie e pro-infiammatorie.
modula la sintesi dei lipidi Prevenendo l’accumulo di colesterolo e grassi a livello epatico, abbassa la concentrazione dei trigliceridi ematici e del colesterolo nelle LDL (low-density lipoprotein) riducendo l’indice aterogenico. endotelina-1.
inibisce l’aggregazione piastrinica.
esercita un potente effetto immunomodulante sulle cellule immunitarie
ha azione antivirale ed antibatterica
ha spiccate attività antinvecchiamento e neuro-protettive.
ha una spiccata azione antimutagena ed antitumorale inibendo gli eventi cellulari associati con le fasi di iniziazione, promozione e progressione del tumore. Numerosi meccanismi molecolari sono potenzialmente implicati nell’attività antitumorale del resveratrolo; essi coinvolgono componenti del ciclo cellulare, molecole che regolano le vie dell’apoptosi, molecole che regolano l’angiogenesi e la progressione metastatica.
Numerosissime pubblicazioni sulle riviste più prestigiose, e molti brevetti internazionali dimostrano l’interesse generale oggi esistente intorno al resveratrolo e ai suoi derivati glucosidici (POLIDATINA) nei riguardi di tale attività.
Le attività antitumorali del resveratrolo sono mediate attraverso la modulazione di diverse molecole segnale, che regolano la progressione del ciclo cellulare, l’infiammazione, la proliferazione, l’apoptosi, l’invasione, la metastatizzazione e l’angiogenesi delle cellule tumorali. Nel nostro laboratorio abbiamo studiato gli effetti del resveratrolo in vitro ed in vivo su diversi modelli di tumore quali il melanoma, il tumore della mammella ed il colon carcinoma.
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Fonte : sito ARTOI
Effetti della polidatina sulla crescita tumorale in vivo
L’effetto della polidatina sulla crescita tumorale in vivo è stato esaminato nei topi nudi inoculati con cellule HepG2. Il trattamento con polidatina (25, 50 e 100 mg / kg) ha ridotto significativamente la crescita del tumore nei topi nudi rispetto al gruppo di controllo in un modo dose-dipendente . Il trattamento della polidatina non ha avuto alcun effetto sul peso corporeo. Inoltre, abbiamo anche scoperto che il trattamento con polidatina aumentava significativamente l’attività della caspasi-3 nei tessuti tumorali resecati rispetto al gruppo di controllo, e l’effetto era anche dose-dipendente. Inoltre, i risultati del dosaggio TUNEL e l’immunocolorazione del Ki-67 per la valutazione dell’apoptosi cellulare e della proliferazione cellulare hanno mostrato che il trattamento con polidatina aumentava dose-dipendente l’attività TUNEL e sopprimeva l’espressione di Ki-67 nei tessuti tumorali.
 
GANODERMA REISHI
GANODERMA REISHI
Descrizione È il fungo più noto nella micoterapia e probabilmente anche quello con il numero più elevato di studi. È maggiormente conosciuto con il nome giapponese di “Reishi”, mentre il nome cinese è Ling Zhi o Ling chi. Ha un cappello di forma semicircolare spesso ingobbito e dalla superficie dura, coriacea, liscia o bitorzoluta, corrugata in senso concentrico di colore rosso più o meno intenso con orlo biancastro-giallognolo. Il gambo è laterale, dello stesso colore del cappello. La carne è legnosa, molto coriacea, di colore bianco-ocra. Saprofita di ceppi o legni di latifoglie, specialmente di quercia, cresce dalla primavera all’autunno. Utilizzi in micoterapia Si utilizzano il cappello e il gambo del fungo. È usato principalmente come immunomodulante.
I costituenti attivi includono polisaccaridi (come i beta-glucani) e triterpeni (1) tra cui gli acidi ganoderici. Estratti di Reishi possono stimolare macrofagi, alterare i livelli di TNF-a (Tumor necrosis factor) e di interleuchine (2-5) e inibire l’aggregazione piastrinica (11-12). Gli studi clinici indicano che gli estratti di Reishi migliorano i sintomi del tratto urinario inferiore (LUTS) negli uomini (9) (10) (20), esercitano effetti antidiabetici lievi e possono migliorare la dislipidemia (29). Studi in vitro e in vivo indicano che il Reishi ha effetti chemiopreventivi (21), allevia la nausea indotta da chemioterapia (13), migliora l’efficacia della radioterapia (22), e aumenta la sensibilità delle cellule tumorali ovariche al cisplatino (27). È risultato efficace anche nel prevenire la nefrotossicità indotta da cisplatino (28). In alcuni studi clinici, il Reishi ha aumentato la capacità antiossidante del plasma (6,7) e migliorato le risposte immunitarie in alcuni pazienti oncologici (😎. In qualche caso è stata descritta una remissione del carcinoma epatocellulare (HCC) (23). Uno studio in vitro ha mostrato che l’estratto di Reishi ha effetti tossici nei leucociti (14). Sono necessarie quindi ulteriori ricerche per determinare la sua sicurezza ed efficacia, come coadiuvante nel trattamento del cancro o addirittura come antitumorale (30). Meccanismo d’azione I triterpeni identificati hanno effetti adattogeni, anti-ipertensivi, e anti-allergici. Inoltre, essi possono inibire l’invasione tumorale riducendo l’espressione delle metalloproteinasi (16) e diminuendo le metastasi tumorali limitando l’attaccamento alle cellule endoteliali (17). Alcuni polisaccaridi presenti nel Reishi, come i beta-glucani, hanno dimostrato attività antitumorale e immunostimolanti (18). Possono indurre la maturazione dei monociti normali e dei blasti leucemici (cellule immature) in cellule dendritiche (19). L’adenosina nel Reishi è considerata responsabile dell’inibizione dell’aggregazione piastrinica (11). Estratti di Reishi hanno dimostrato la capacità di stimolare i macrofagi e di alterare i livelli di TNF-a e di interleuchine (2-5). Reishi può aumentare la capacità antiossidante plasmatica (6-7) e migliorare la risposta immunitaria in pazienti oncologici (😎. Inoltre gli estratti di Reishi possono inibire la 5-alfa-reduttasi, un enzima importante che converte il testosterone in diidrotestosterone, ed è sovraregolato nell’iperplasia prostatica benigna (9). Effetti cardio-protettivi sono stati evidenziati in uno studio del 2011 su 26 persone con ipertensione media (31). Questo fungo ha mostrato, inoltre, potenziale attività anti-ipertensiva come ACE-inibitore (Angiotensin Converting Enzyme) e una buona capacità antiossidante. Studi sull’azione anti-allergica hanno mostrato l’inibizione della produzione di istamina e, più in generale, una modulazione del sistema immunitario, con riassetto di un corretto equilibrio dei linfociti Th1/Th2 (32). Studi in vivo hanno mostrato efficacia in casi di modelli di rinite allergica (33). Gli acidi ganoderici (principalmente l’acido ganoderico C) hanno mostrato attività antinfiammatoria sia per via sistemica che topica in vivo. (34- 35). Gli acidi A, B, G e H hanno mostrato un’attività maggiore dell’acido acetilsalicilico (36). Uno studio ha dimostrato che 50 mg di questo fungo hanno un effetto antinfiammatorio pari a 5 mg di idrocortisone (37). Studi in vitro e in vivo hanno evidenziato attività di protezione del fegato dalla tossicità indotta da diverse sostanze tossiche. Si è rilevato, inoltre, il potere protettivo in vivo contro necrosi epatiche indotte da sostanze nocive (38-41). dicembre 2013 natural 1t 51 Effetti positivi su pazienti con epatite B cronica sono stati evidenziati dalla frazione polisaccaridica del fungo (42). Costituenti attivi Polisaccaridi: Beta-D-glucani Steroli: ergosterolo Lisozima fungino Triterpeni: acidi ganoderici Lipidi Alcaloidi Glucosidi Cumarine Olio volatile Altri costituenti: riboflavina, acido ascorbico, e amminoacidi (1) Reazioni avverse Due casi di epatotossicità, in un caso fino al decesso, sono stati riportati con l’utilizzo di uno specifico preparato a base di polvere di fungo Reishi (24, 25). Un caso di diarrea cronica è stato riportato in un uomo di 49 anni con linfoma non-Hodgkin, dopo il consumo prolungato di un estratto in polvere di fungo Reishi (26). Interazioni erbe-farmaci Anticoagulanti: Reishi può avere effetto inibitore sull’aggregazione piastrinica (12). Immunosoppressori: Reishi può migliorare le risposte immunitarie (😎. Farmaci chemioterapici: va tenuto conto che il Reishi può aumentare notevolmente la capacità antiossidante del plasma (6). 
Benefici legati all’assunzione di Ganoderma
Ecco in sintesi tutte le azioni benefiche del fungo:
• azione analgesica
• azione antiallergica
• effetto preventivo contro la bronchite, inducendo la rigenerazione dell’epitelio bronchiale
• azione anti-infiammatoria
• azione anti-batterica, in particolare contro staffilococchi, streptococchi e pneumoniae Bacillus
• azione antiossidante
• azione antitumorale
• azione antivirale, inducendo la produzione di interferone
• abbassamento della pressione sanguigna
• azione cardiotonica, riducendo i livelli di colesterolo senza alcun effetto sui trigliceridi e migliorando l’emodinamica delle arterie coronarie
• azione calmante sul sistema nervoso autonomo e riduzione degli effetti della caffeina
• azione rilassate sui muscoli
• miglioramento delle funzioni corticosurrenali

SHITAKE
Shiitake – Lentinula edodes (Berk.) Pegler (syn. Lentinus edodes)
Descrizione
Il fungo Shiitake, originario dell’Asia orientale, è coltivato in tutto il mondo a scopo commestibile e per i suoi effetti benefici per la salute.
Le forme fresche e secche del fungo sono comunemente utilizzate nella cucina dell’Est asiatico tanto da essere il secondo fungo commestibile più consumato al mondo.
Il suo nome giapponese, Shiitake vuol dire “fungo che cresce sulla quercia” (da Shii=quercia e take=fungo).
In Cina e Giappone è utilizzato da centinaia di anni come immunomodulante e tradizionalmente insieme al fungo Cordyceps per problemi di impotenza maschile.
Una vasta bibliografia evidenzia le potenzialità immunomodulanti del fungo Lentinus edodes e dei suoi estratti.
Evidenze sperimentali suggeriscono che i polisaccaridi presenti stimolano il sistema immunitario dell’ospite attivando
vari meccanismi nelle cellule immunitarie, inclusi i macrofagi, tra cui la secrezione di mediatori infiammatori e citochine con aumento dell’assorbimento fagocitario.
Costituenti
– Polisaccaridi: lentinano, 1-3-beta-D-glucano
– Lipidi: acido linoleico
– Ergosterolo
– Amminoacidi: lisina, arginina, metionina e fenilalanina
– Minerali ed elettroliti: potassio, calcio, magnesio, manganese, ferro, rame, zinco
– Lignina
Attività biologiche
La molecola lentinano isolata dallo Shiitake (un beta-D-glucano con catena 1,3:1,6), e che da questo fungo prende il nome, è stata ben studiata ed è ritenuta responsabile di molti effetti benefici tanto da diventare recentemente una specialità farmaceutica. Infatti è stato dimostrato che essa ha effetti antitumorali verso le cellule tumorali del colon (1), probabilmente grazie alla sua capacità di sopprimere gli enzimi del citocromo P450 1A, che sono noti per metabolizzare composti pro-cancerogeni in forme attive (2). È una molecola molto grande e di elevato peso molecolare che risulta difficilmente assorbibile per via orale.
La componente proteica dello Shiitake ha forti proprietà antifungine, inibisce la proliferazione delle cellule leucemiche, e sopprime l’attività della trascrittasi del retro virus dell’immunodeficienza umana-1 (3).
Studi condotti con estratti di Shiitake in vitro e nei topi hanno rivelato proprietà antiproliferative (4), citotossiche (21), immunostimolanti (4), epatoprotettive (5), antimutagene (6) e anticarie (7), ma uno studio clinico non è riuscito a dimostrarne l’efficacia nel trattamento del cancro della prostata (😎.
I risultati di due studi non estesi su pazienti HIV-positivi, a cui è stato somministrato lentinano per via endovenosa,
hanno mostrato un aumento statisticamente significativo delle cellule CD4 e, in alcuni casi, dell’attività dei neutrofili; i ricercatori hanno però riportato anche effetti avversi gravi in alcuni pazienti (9).
Il miglioramento della qualità della vita e della sopravvivenza sono stati osservati con una formulazione orale di polvere superfine di lentinano in pazienti con carcinoma epatocellulare (15), tumore dello stomaco (16), del colon-retto (17) e del pancreas (18). Una somministrazione per via orale di estratto di micelio di Shiitake ha diminuito l’incidenza degli effetti avversi associati alla chemioterapia in uno studio di pochi pazienti con cancro gastrointestinale avanzato (22).
Studi su larga scala sono necessari per utilizzare lo Shiitake come un utile complemento per il trattamento
del cancro.
Uno studio in vivo su animali con ipercolesterolemia ha evidenziato la riduzione nel plasma e nel tessuto
epatico di colesterolo totale, trigliceridi, LDL, lipidi totali e fosfolipidi. Nello stesso studio si è notato anche la riduzione del peso corporeo dei soggetti trattati (24).
Uno studio clinico ne ha messo in evidenza le proprietà anti-aterosclerotiche anche sull’uomo (26).
Parte del potere ipo-colesterolemizzante si attribuisce alla molecola di eritadenina, (2R,3R)-diidrossi-4-(9-adenil)- butirrato (27), che è risultata essere anche un potente inibitore dell’enzima S-adenosil-L-omocisteina idrolasi (SAHH) (28).
Alcuni studi hanno dimostrato che è possibile aumentare il livello di vitamina D2 e di calcio durante la coltivazione
di questo fungo inserendo nel substrato gusci d’uovo e irradiando i funghi con luce ultravioletta (30-31). Successivamente, esperimenti in vivo hanno inoltre dimostrato che, grazie all’introduzione di Shiitake nella dieta, veniva aumentata la mineralizzazione della tibia e del femore, il livello serico del calcio e il livello dei geni di trasporto del calcio duodenale e renale (30-31).
Meccanismo d’azione
La molecola del lentinano possiede effetti immuno-regolatori, antimicrobici, antivirali, e di riduzione delcolesterolo (13). L’estratto acquoso di Shiitake ha diminuito la produzione di IL-1 e l’apoptosi di neutrofili umani. Tuttavia, si è riscontrata un’aumentata apoptosi nella linea cellulare monocitica U937 (14). La componente proteica di Shiitake, ha
forti effetti antifungini.
Parte del potere ipo-colesterolemizzante si attribuisce alla molecola di eritadenina, acido (2R,3R)-2,3-diidrossi 4-(9-adenil)-butirrico (25, 28).
Usi proposti
– Prevenzione del cancro
– Trattamento del cancro
– Ipercolesterolemia
– Immunomodulazione
– Infezioni
Reazioni avverse A seguire una serie di case report.
Polmonite cronica da ipersensibilità è stata osservata in un malato di cancro al polmone a seguito dell’esposizione a spore di Shiitake (10).
Il consumo prolungato di polvere di Shiitake ha provocato, in alcuni soggetti, dermatite, fotosensibilità (11), eosinofilia e disturbi gastrointestinali (12).
Eruzioni cutanee intermittenti (dermatiti), per un periodo di 16 anni, sono state attribuite al consumo di funghi Shiitake in un uomo di 45 anni (19).
È stata segnalata allergia alimentare, con sintomi esofagei, in un uomo di 37 anni, dopo il consumo di funghi Shiitake (20).
Polmonite da ipersensibilità è stata segnalata in un uomo 37enne, dopo l’inalazione di spore di funghi Shiitake (23).
Lentinula edodes (Berk.) Pegler (Shiitake)
La Lentinula edodes è un fungo basidiomicete di origine asiatica ed è attualmente il secondo fungo commestibile più consumato al mondo. È più comunemente conosciuto con il nome di “Shiitake” (che significa letteralmente “fungo della quercia”). In Cina e Giappone è utilizzato da centinaia di anni come immuno-modulante e, insieme al alla Cordyceps, anche a scopo energizzante ed anti-aging. Una vasta bibliografia evidenzia le potenzialità immuno-modulanti, anti-ossidanti ed anti-infiammatorie del fungo e dei suoi estratti.
La Lentinula edodes presenta un’attività anti-infiammatoria anche a livello intestinale, risultando efficace per il trattamento dell’IBS, grazie all’inibizione dell’espressione mRNA mediata dell’IL-8 associata all’inibizione dell’attività dei NF-kB.
La molecola lentinano, isolata dallo Shiitake, è un beta-D-glucano, con catena 1,3:1,6, e prende il nome proprio da questo fungo. Si tratta di una molecola ben studiata ed è ritenuta responsabile di molti effetti benefici riconducibili alla Lentinula edodes. Studi clinici hanno associato il lentinano a un’aspettativa di vita più alta, una miglior qualità della vita e ad una bassa incidenza di tumori, venendo anche impiegato in associazione con altri chemioterapici nel contesto di terapie oncologiche.
Dalla Lentinula edodes è anche stato estratto l’AHCC o Active Hexose Correlated Compound, un alfa-glucano, ben tollerato, con attività anti-ossidanti, anti-infiammatorie e immuno-modulanti oltre che anti-proliferative.
In medicina anti-aging l’impiego di questo fungo è variabile: da un effetto aspecifico sulla qualità di vita e contro le malattie cronico-degenerative ad uno anti-ossidante, anti-infiammatorio e potenziativo.
Il range posologico nel contesto della medicina preventiva (non a scopo terapeutico specifico in cui si devono impiegare dei dosaggi decisamente maggiori) dipende dalla formulazione in commercio, in quanto lo si può trovare sia sotto forma di polvere secca che come estratto secco standardizzato (in genere titolato 10:1).
Indicativamente come apporto puro si suggerisce una posologia giornaliera di 2000/2500 mg. Spesso viene utilizzato a cicli: tre mesi consecutivi seguiti da un mese di pausa e quindi ripresa del trattamento, procedendo con lo stesso andamento periodico.
 
 
 
MAITAKE ( GRIFOLA FRONDOSA )
MAITAKE ( GRIFOLA FRONDOSA )
MAITAKE ( GRIFOLA FRONDOSA )
Grifola frondosa (Dicks. : Fr.) S.F. Gray (Maitake)
La Grifola frondosa è un fungo non molto diffuso, che cresce soprattutto sotto gli alberi di castagno, faggio, quercia e appartiene alla Famiglia delle Meripilaceae. È anche conosciuto col nome di “Maitake”, un fungo commestibile con un grande corpo fruttifero caratterizzato da “cappelli a mensola sovrapposti”; infatti i corpi fruttiferi crescono sovrapponendosi tra loro, formando una sorta di “cespo”. Si tratta di un ottimo alimento in cucina, ma anche di un fungo medicinale. È ricco di minerali (in particolare potassio, ferro, calcio, magnesio), vitamine (riboflavina, niacina, un precursore della vitamina D), polisaccaridi (grifolano e grifolina), fibre e aminoacidi. Ma il principio attivo primario è dato da una miscela di beta-glucani, tra cui spicca il cosiddetto “Grifon-D” o “Maitake-D-fraction”.
La frazione-D, la frazione-MD e gli altri estratti, spesso in combinazione tra loro nel fungo in polvere, hanno dimostrato avere un’importante azione immunomodulante; infatti la Grifola frondosa influenza positivamente il sistema immunitario, soprattutto grazie all’attivazione di alcuni meccanismi protettivi incentrati sull’azione delle cellule NK, dei macrofagi, delle cellule T, modulando anche il rapporto tra T-helper 1 e 2 (tutte molecole chiave nel contesto del sistema immunitario).
Secondo l’US National Cancer Institute, complessi polisaccaridi presenti nella Grifola frondosa sembrano avere un’interessante attività antitumorale. Tuttavia, l’esatto meccanismo molecolare dell’effetto antitumorale non è stato ancora del tutto chiarito. Ad esempio, la Maitake-D-Fraction è in grado di indurre l’apoptosi nelle cellule del cancro al seno attraverso l’espressione genica del BCL2-antagonist/killer 1 (BAK1). Recenti studi scientifici hanno evidenziato come questa frazione sia in grado di sopprimere il fenotipo tumorale mammario attraverso un meccanismo molecolare che modifica l’espressione di alcuni geni coinvolti nella stimolazione dell’apoptosi, nell’inibizione della crescita e proliferazione cellulare nell’arresto del ciclo cellulare, nel blocco della migrazione metastatica delle cellule tumorali, migliorando anche la sensibilità ai farmaci chemioterapici.
Studi scientifici hanno anche evidenziato benefici effetti della Grifola frondosa e dei suoi estratti nella regolazione della pressione sanguigna, del profilo lipidemico e soprattutto di quello glicemico, mostrando un’attività ipoglicemizzante, grazie all’inibizione dell’alfa-glucosidasi, in grado di contrastare la stessa insulino-resistenza del paziente affetto da diabete di tipo 2. Le frazioni estratte dalla Grifola frondosa diminuiscono quindi l’ipertensione correlata all’età, tramite effetti sulle RAS e consentono anche di modulare l’inflammaging, contribuendo così a un’aspettativa di vita maggiore e più sana.
In medicina anti-aging l’impiego di questo fungo è variabile: da un effetto aspecifico sulla qualità di vita e contro le malattie cronico-degenerative ad uno immuno-modulante, anti-glicante, anti-ipertensivo e quindi cardio-protettivo, anti-infiammatorio e potenziativo.
Il range posologico nel contesto della medicina preventiva (non a scopo terapeutico specifico in cui si devono impiegare dei dosaggi decisamente maggiori), dipende dalla formulazione in commercio, in quanto lo si può trovare sia sotto forma di polvere secca che come estratto secco standardizzato (in genere titolato 30:1). Indicativamente come apporto puro si suggerisce una posologia giornaliera di 500/2000 mg.
Spesso è utilizzato a cicli: due mesi consecutivi seguiti da tre/quattro settimane di pausa e quindi ripresa del trattamento, procedendo con lo stesso andamento periodico.
Per l’azione anti-glicante è indicato un uso continuativo giornaliero, con dosaggio da personalizzare in funzione della risposta glicemica del singolo paziente.
 
AVVERTENZA
Le informazioni contenute nella presente nota informativa sono allo stato attuale delle nostre conoscenze accurate e corrette e derivate dalla letteratura scientifica più accreditata. Tuttavia, sono divulgate senza alcuna garanzia riguardo a possibili errori contenuti nella letteratura di provenienza. In particolare non si assumono responsabilità per ciò che attiene alla loro applicazione, per eventuali applicazioni e/o usi impropri. Articolo pubblicato dal  Dr. Alberto Zampedri nella sua pagina FB.
 
Dr. Alberto Zampedri
Revisione Articolo Originale Dr. Alberto Zampedri 
DOTTORE FARMACISTA, GALENISTA, ESPERTO IN MEDICINA NATURALE, NUTRACEUTICA, OMEO, FITO E MICOTERAPIA
Farmacia Di Paitone Gibelli 
farmacia di Paitone Gibelli
Via Italia 55/A, 25080 Paitone (BS)

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391 163 4884 - 3896817406
Alberto Zampedri

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