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Halloween, grande festa cattolica

 

Alcuni decenni fa la festa americana di Halloween è sbarcata in Europa, seducendo i più giovani. Alcuni anni fa, la propaganda anti-Halloween è sbarcata in Europa, seducendo i cattolici. Questi ultimi non sanno che gli autori della propaganda cui loro credono ciecamente sono tutti nemici giurati della Chiesa di Roma. La festa di Halloween è una festa cattolica inventata da immigrati cattolici (irlandesi e francesi) in una nazione puritana. Non potendo sopportare che la festa più popolare degli Usa abbia origini “papiste”, i discendenti dei puritani ne hanno sempre parlato malissimo. Nel XIX secolo misero in giro la voce che la festa cattolica di Halloween discendesse da una festa celtica legata al culto dei morti, nel XX misero in giro la voce che durante quella festa celtica si facessero sacrifici umani al dio della morte. In realtà, come abbiamo visto, la festa di Halloween non ha nessun legame, né diretto né indiretto, col paganesimo antico. La festa da cui discende l’attuale festa di Halloween nacque in Irlanda fra VIII e IX secolo dopo Cristo, quando il paganesimo celtico era del tutto estinto. Halloween significa letteralmente “festa della vigilia di Ognissanti”. Tuttora sopravvivono in varie parti d’Europa feste di origine medievale in onore dei santi e dei morti che somigliano in maniera sorprendente alla celebre festa americana. Dunque Halloween non oscura in nessun modo le nostre tradizioni ma piuttosto le illumina.

Nel Medioevo, che è stato l’evo più cristiano della storia, non solo c’erano più feste legate al calendario liturgico ma ciascuna di esse era preceduta da una festa della vigilia. Di queste feste, oggi sopravvivono solo la festa della vigilia di Natale, il martedì grasso (festa della vigilia del mercoledì delle ceneri) e pure, a pensarci bene, la festa, tipicamente romana, della Befana. Non sfugga infatti che, secondo quanto i genitori raccontano ai bambini prima di metterli a dormire, la Befana passerebbe in ogni casa a portare calze piene di regalini e dolciumi nella notte della vigilia dell’Epifania: “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte”. A pensarci bene, l’iconografia della Befana ha molte analogie con l’iconografia classica della strega delle favole, che è penetrata a fondo nella festa di Halloween. Ha pure la scopa, classico accessorio da strega. Considerato l’aspetto stregonesco, rischiamo davvero che fra poco i cattolici anti-Halloween comincino a lanciare anatemi e scomuniche contro la simpatica vecchina. Probabilmente già cominciano a sospettare che nell’alto Medioevo ogni anno il 6 gennaio le genti pagane della campagna romana avrebbero fatto sacrifici umani ad una sanguinaria divinità femminile… Vedremo forse volonterosi preti gettare l’acqua santa sui genitori e sui bambini che comprano le bambolette della Befana a piazza Navona durante le feste?

Ma andiamo avanti. Poiché tutte le cruente leggende pseudo-storiche contro Halloween che erano state messe in giro fino a quel momento non erano bastate a convincere il popolo americano a mettere al bando l’odiosa festa “papista”, una trentina di anni fa gli anti-papisti americani alzarono il tiro: misero in giro la voce che nella notte di Halloween tutti gli occultisti, le streghe e i satanisti del mondo facessero cose orribili. In realtà, prima di una trentina anni fa solo alcuni occultisti, fra cui il celebre Alistair Crowley, avevano dato una qualche importanza alla data del 31 ottobre. La notizia, storicamente infondata, secondo cui i celti avrebbero avuto l’abitudine di fare sacrifici umani nella notte che segnava il passaggio dall’estate all’inverno non poteva non colpire la loro fantasia, alquanto malata. Ma appunto, solo a partire dagli anni Ottanta streghe e satanisti si sono appropriati di Halloween. Poiché correva voce che Halloween fosse “la notte delle streghe”, le sedicenti streghe dell’associazione Wicca si sentirono chiamate in causa: “Ma allora è la nostra festa: festeggiamola!” E poiché correva voce che ad Halloween loro stessi facessero cose raccapriccianti, i satanisti pensarono che fosse una buona idea farle veramente. E così una trentina d’anni fa hanno cominciato a festeggiare il capodanno satanico ogni 31 ottobre. Se un giorno questa gente decidesse di celebrare i suoi riti durante la notte del 24 dicembre (e non è detto che qualcuno di loro già non lo faccia), il Natale non smetterebbe di essere la più importante festa cristiana. Perché invece se i satanisti decidono di compiere i loro riti durante la festa cattolica di Halloween i cattolici gliela regalano con tante grazie?

Dunque, la festa americana di Halloween discende direttamente dalla omonima festa irlandese nata nell’alto Medioevo. Se la festa di Ognissanti era dedicata ai santi del paradiso e la festa del 2 novembre era dedicata ai semplici fedeli defunti, invece la festa della vigilia di Ognissanti era dedicata alle anime dannate e alle anime del Purgatorio. Nella notte del 31 ottobre i contadini irlandesi onoravano le anime del Purgatorio esponendo rape illuminate e tenevano simbolicamente alla larga le anime dannate e i demoni sbattendo rumorosamente pentole e padelle. Quando giunse in America, questa tipica festa irlandese si fuse con la festa francese dei fedeli defunti, in cui veniva inscenata la celebre “danza macabra”: un figurante mascherato da morte conduceva alla tomba figuranti mascherati da contadini, cavalieri, re, mendicanti, preti, artigiani, dame e tutti gli altri tipi umani della società di quei tempi. All’usanza irlandese di esporre zucche illuminate e all’usanza francese di sfilare in costume sul tema della danza macabra si aggiunse più tardi anche l’usanza inglese (legata in origine alla festa del Guy Fawkes Day, che tuttora si celebra in Gran Bretagna ogni 5 novembre) di andare di casa in casa a chiedere dolci in cambio di benevolenza: “Dolcetto o scherzetto?”.

Dunque, la festa di Halloween era una festa in cui si ballava, si rideva, si scherzava e si mangiavano dolcetti pensando alla morte, alle anime purganti, alle anime dannate e perfino ai demoni. Infatti, il cristiano può ridere e scherzare, almeno una volta all’anno, anche della morte e del male perché sa che Cristo li ha sconfitti entrambi. Viene in mente un brano da Kristin figlia di Lavrans di Sigrid Undset. Contemplando un dipinto che raffigura una santa alle prese con un drago, Kristin dice: «Mi pare che il drago sia molto piccolo (…) non sembra in grado di potere ingoiare la Vergine». E il frate che l’ha dipinto risponde: «E infatti non c’è riuscito. Eppure non era più grande di così. I draghi e tutti gli strumenti del diavolo ci sembrano grandi finché la paura ci possiede, ma se una creatura aspira a Dio con tutta l’anima sua fino a potersi avvicinare alla sua potenza, la forza del diavolo di colpo viene abbattuta, tanto che i suoi strumenti diventano piccoli e impotenti. I draghi e gli spiriti malvagi sprofondano e non sono più grandi di rane, di gatti e di cornacchie».

Nel corso del XX secolo Halloween si è profondamente “secolarizzata”, perdendo ogni riferimento alle anime dei morti, agli angeli, ai demoni e a tutte le altre realtà soprannaturali e preternaturali. Durante i festeggiamenti i bambini e i ragazzi si travestono da personaggi della letteratura e del cinema horror: streghe, vampiri, zombi, fantasmi eccetera.

I cattolici anti-Halloween sono convinti che quei travestimenti in stile horror possano “fare pubblicità” all’occultismo, alla stregoneria e al satanismo. A questo punto, prima di parlare dell’horror, è opportuno chiarirci le idee su stregoneria, satanismo e occultismo. Allora, mettiamo in chiaro che… le streghe non esistono. Possono esistere donne che si credono streghe e uomini che si credono stregoni, ma non possono esistere streghe e stregoni veri, dotati di autentici poteri magici. Chi non riesce a capire che le streghe non possono esistere, rischia di dare ragione alle folle inferocite e ai giudici che nel Cinquecento perseguitavano le “streghe”. Per la cronaca, l’incendio della “caccia alle streghe” fu acceso nella Germania di Lutero, si estese rapidamente a tutti i paesi protestanti e riuscì a penetrare in alcune zone dei nei paesi cattolici, dove però si estinse completamente in meno di un secolo. Infatti, gli inquisitori di santa romana Chiesa gettavano l’acqua della ragione sul fuoco della superstizione popolare. Tutti gli studi scientifici recenti concordano sul fatto che nella maggioranza dei casi erano i tribunali civili a processare e condannare donne innocenti al rogo sulla base di dicerie infondate e calunniose, non i tribunali religiosi. Se finiva davanti ad un tribunale religioso, una presunta strega poteva ritenersi fortunata. Infatti la maggior parte degli inquisitori faticavano a credere sia alle storie fantasiose raccontate dagli accusatori sia alle storie fantasiose raccontate dalle stesse vittime quando venivano torturate: “Sì è vero, confesso tutto, sono una strega, lo giuro, adesso basta torturarmi”.

Possiamo stare certi che nessuna delle persone processate e giustiziate per stregoneria nel XVI secolo avesse autentici poteri magici. Erano persone normali travolte da accuse calunniose. In ogni caso, nella prima metà del secolo scorso è nata in Inghilterra una associazione di sedicenti streghe e stregoni: Wicca. Sebbene relativamente pochi, gli adepti di Wicca sono presenti in tutti i paesi occidentali, specialmente in quelli anglosassoni. Ma occorre precisare che la stregoneria moderna non ha nessun legame né col paganesimo antico né col satanismo: è una forma di neo-paganesimo romantico, che combina assieme suggestioni culturali varie, da ultimo anche suggestioni ecologiste. Con i loro rituali magici, le sedicenti streghe e i sedicenti stregoni cercano di stabilire un contatto con un qualche dio interiore e con le impersonali forze della natura, non con gli spiriti del male. Quindi, il neo-paganesimo è certamente lontano dal cristianesimo ma è comunque ben diverso dal satanismo. Ad esercitare la stregoneria si fa peccato ma non si fa vera magia, bianca o nera che sia. A fare le messe nere si fa peccato gravissimo (e c’è pure il rischio che, a furia di invocarlo, Satana risponda davvero), ma certamente non c’è bisogno di fare le messe nere per avere a che fare con Satana. A quanto se ne sa, il principe delle tenebre cerca di rovinare la vita anche alle persone che non fanno messe nere. Poiché inoltre lavora meglio se gli uomini non credono alla sua esistenza, probabilmente non gradisce più di tanto che i satanisti gli diano così tanta visibilità mediatica.

Alcuni ex satanisti avvertono che, nella notte di Halloween, i loro ex correligionari vanno nei luoghi in cui si festeggia Halloween a spargere dei potenti malefici, che avrebbero il potere di spingere le ignare vittime alla depressione, alla tossicodipendenza, alla promiscuità sessuale e perfino al suicidio. Non possiamo sapere se questi malefici hanno una reale efficacia preternaturale. Quello che sappiamo è che per cadere in depressione oppure per entrare nel tunnel della tossicodipendenza oppure per contrarre cattive abitudini sessuali oppure per sviluppare manie suicide oppure tutte queste cose insieme non è affatto necessario subire un maleficio nella notte del 31 ottobre o in qualunque altro giorno dell’anno.

Possono esistere donne che si autoproclamano streghe e uomini che si autoproclamano stregoni ma non possono esistere vere streghe e vere stregoni. Insieme a vampiri, zombi, fantasmi e quant’altri, le streghe cattive che volano sulle scope e mangiano i bambini esistono solo nelle favole e nel genere horror. I cattolici anti-Halloween sono convinti che i costumi da strega, vampiro e compagnia orrorosa che vanno in giro per le strade nella notte di Halloween possano avvicinare i giovani all’occultismo e al satanismo. Ancora un poco, e cominceranno a sospettare Biancaneve, Hansel e Gretel e tutte le altre favole incentrate sulle streghe cattive possano avvicinare i bambini alla stregoneria. E ci diranno che i fratelli Grimm, Hans Christian Andersen e tutti gli altri scrittori di fiabe erano tutti massoni, occultisti e satanisti. A questo punto, perché non ipotizzare che le immagini felicemente inquietanti di diavoli, supplizianti e bestie mostruose che adornano le cattedrali medievali siano state tutte concepite da artisti satanisti sotto mentite spoglie cristiane? E perché escludere che il genere giallo sia stato concepito, naturalmente dai massoni, per incoraggiare la pratica dell’omicidio?

Insomma, quanti pensano che l’immaginario orroroso di Halloween esprima una visione satanica della vita, fanno confusione fra l’arte e il soggetto dell’arte. Rappresentare un crimine in un film o un romanzo non significa né commettere quel crimine né esaltare la pratica del crimine in quanto tale. Di norma, nei gialli e nei thriller i “cattivi” commettono dei crimini mentre i “buoni” cercano di scoprire chi sono i “cattivi” e di combatterli. Analogamente, rappresentare il diavolo non significa esaltarlo. Le antiche raffigurazioni artistiche di diavoli, supplizianti e bestie mostruose non invogliano i fedeli ad abbracciare i culti satanici bensì li ammoniscono, spaventandoli, a non imboccare la strada larga in fondo alla quale c’è l’inferno. Analogamente, le streghe della favole fanno tutto fuorché affascinare i piccoli ascoltatori. Quale bambino non ha paura delle streghe? Esse alludono alle persone malvagie in carne ed ossa di cui i bambini devono imparare a non fidarsi, ed hanno pure qualcosa di demoniaco.

Dunque, è difficile credere che i costumi di Halloween possano accendere nei giovani qualche interesse per la stregoneria, il satanismo e l’occultismo. Al massimo, possono accendere in loro l’interesse per la letteratura e il cinema di genere horror. Sebbene non sia esplicitamente cristiano, il genere horror tira implicitamente acqua al mulino della fede. In effetti, gli scrittori del genere “gotico” (nato alla fine del secolo XVIII) e gli scrittori del genere horror (nata alla metà del secolo XIX) esprimono un sentimento di insofferenza verso la mentalità razionalista che spadroneggiava nei secoli XVIII e XIX. Fuggendo dalla luce accecante della scienza positivista, che svuotava illusoriamente la realtà di ogni mistero, gli autori gotico-horror si rifugiavano dentro le oscurità residue che si condensavano nei boschi e negli antichi castelli. E lì, nel buio, credevano di vedere fantasmi, vampiri, streghe e altre figure spaventose, che avevano a che fare direttamente o indirettamente con la tomba o l’oltretomba.

In effetti, al cuore del genere gotico-horror c’è il tema della morte, che viene vista come un evento spaventoso ma anche come porta d’accesso al grande mistero che sta oltre la morte stessa. E quando quella porta si socchiudeva appena, lo scrittore poteva intravedere il fuoco dell’inferno, ma anche qualche riflesso del paradiso. Si potrebbe dire che fantasmi, vampiri, streghe, non morti, zombi e le altre figure fantastiche che vivono nella letteratura gotica-horror siano le discendenti romantiche di quel popolo di diavoli, supplizianti e bestie mostruose che brulicano sui muri e sui capitelli delle cattedrali medievali. E si potrebbe dire che l’antenato letterario diretto del genere gotico-horror sia l’Inferno di Dante, che abbonda di immagini macabre e raccapriccianti, degne dell’horror-splatter più recente. Se la maggior parte delle opere gotico-horror sono implicitamente cristiane, alcune lo sono esplicitamente. È il caso del Dracula di Bram Stoker: Dracula è un seduttore demoniaco che entra nelle camere delle fanciulle in piena notte e arretra di fronte ai crocifissi. Il suo morso mortale allude chiaramente al gesto sessuale.

Dalla letteratura gotica-horror del secolo XIX è disceso il cinema horror del secolo XX. Alcuni registi hanno ben chiaro che il genere horror è implicitamente cristiano. «Perché le piace filmare il Male?», ha chiesto un giornalista di Studi Cattolici a Dario Argento. Che ha risposto: «Perché credo in Dio. Sono un credente e quindi credo nel Maligno e ne ho paura» (cfr. Claudio Pollastri, “Vado a Messa ma vivo tra spettri e lupi”, Studi Cattolici, n° 616, giugno 2012). Ma i registi cristiani credenti sono da sempre in minoranza all’interno dell’industria cinematografica.

Nella seconda metà del secolo scorso, al genere horror classico, che discende dall’horror romantico, si è affiancato anche il genere horror splatter. In esso gli elementi soprannaturali si attenuano o scompaiono del tutto mentre la violenza si ingigantisce oltre i limiti del sopportabile. Nei film horror-splatter non ci sono streghe o vampiri ma serial-killer in carne ed ossa che commettono delitti efferati, di cui vengono mostrati tutti i dettagli più raccapriccianti. La maggior parte degli osservatori concorda sul fatto che i personaggi dell’horror classico fanno più paura dei serial-killer dell’horror-splatter, sebbene i primi siano totalmente fantastici e i secondi siano molto realistici. Nella vita può sempre capitare, speriamo di no, di incontrare un serial-killer oppure un banale criminale, pronto a farci del male solo per prenderci pochi soldi, mentre non ci potrà mai capitare di incontrare una vera strega o un vero vampiro. Per quale misteriosa ragione dunque i personaggi fantastici dell’horror ci fanno più paura dei personaggi realistici dello splatter? La misteriosa ragione è che quei personaggi fantastici esistono davvero o meglio alludono a… entità che esistono davvero. Non le possiamo percepire con i sensi ma ne intuiamo la presenza a livello inconscio ed onirico. È il diavolo con le sue legioni, probabilmente.

Sorprende il fatto che, sebbene la maggior parte degli autori di film horror siano atei o agnostici, tuttavia la maggior parte dei film horror contengono elementi soprannaturali e preternaturali. È come se anche gli atei e gli agnostici intuissero, confusamente, inconsciamente, che quello di cui il loro io cosciente nega l’esistenza in realtà esiste. In effetti, il sentimento della paura è in grado di suscitare l’intuizione fuggevole dell’inferno, che a sua volta suscita, per contrasto, l’intuizione del paradiso. Si può essere attratti dalle cose spaventose e orrorose, e quindi anche dalle opere horror, proprio perché il sentimento della paura, sebbene spiacevole, permette di intravedere, in una maniera singolare, ciò che sta oltre le apparenze materiali delle cose.

In conclusione, se anche Halloween fosse soltanto una sorta di festival del cinema horror, come in parte già è, ce la dovremmo tenere stretta, in quest’epoca di materialismo trionfante. Infatti, una festa horror può essere tutto fuorché una festa materialista.

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